Dal Blog di Antonio Di Pietro il post pubblicato lunedì 29 ottobre dopo la trasmissione di Rai 3 "Report"
Fino a ieri sera non sapevo di essere, addirittura, proprietario di
una cinquantina di case. Anche se, continuando con queste ripetute
diffamazioni, prima o poi, a quel numero potrei anche arrivarci, grazie
ai risarcimenti di coloro che mi hanno diffamato e continuano a
diffamarmi tutti i giorni. Stiamo parlando, infatti, di diversi milioni
di euro, alcuni peraltro già da me incassati, a cominciare da
quell’importo di 400 milioni di lire (a cui ne seguirono molti altri di
diversi soggetti) che, sin dal lontano 1997, mi consegnò la Società
Europea di Edizioni di Paolo Berlusconi (come da copia dell’atto di transazione che produco all. 1).
In particolare, e per quanto riguarda le diverse persone che hanno
reso la loro versione dei fatti alla trasmissione di Report di ieri
sera, vorrei segnalare che alcune di esse devono ancora risarcirmi e
pagare i miei difensori anche alla luce delle recentissime sentenze
pronunciate dalla magistratura in grado di Appello. Questo è il caso di
Elio Veltri (vedi sentenza Corte di Appello di Roma n. 1716/12, del 16 maggio 2012 – all. 2) e di Mario Di Domenico (vedi. sentenza Corte di Appello di Roma n. 4929/12, del 9 ottobre 2012 – all. 3).
Con costoro e, soprattutto, con molte delle altre persone che ieri
hanno raccontato balle a non finire (come ad esempio quella persona che
ha voluto far credere che io sia proprietario di un’infinità di case),
ci rivedremo, come al solito e con documenti alla mano, in Tribunale.
Comunque, prossimamente, al fine di soddisfare ogni legittima curiosità
dell’opinione pubblica, provvederò a pubblicare in Rete tutte le
sentenze di condanna dei miei diffamatori e il relativo risarcimento in
denaro a mio favore, disposto dai competenti Tribunali per ogni
diffamazione subita. E ciò anche a dimostrazione della legittima
provenienza del denaro di cui ho potuto disporre in questi anni.
Intanto, e al fine di confutare il tentativo di voler far credere che
io abbia utilizzato in modo improprio la donazione ricevuta, a suo
tempo, dalla signora Malvina Borletti, pubblico copia dell’atto notarile ufficiale di detta donazione (all. 4)
che, come si può constatare, non contiene alcuna indicazione “modale”
ed è senza “condizioni”. Da questo si può desumere anche che tale
liberalità è avvenuta in data 22 maggio 1995 e, quindi, prima che io mi
mettessi a fare politica e addirittura anni prima di quando venne
fondato il partito Italia dei Valori. E ciò a dimostrazione che detta
donazione mi venne offerta per fini personali e non per fare politica
(anche se io poi, per libera scelta, ne utilizzai buona parte proprio
per avviare ed organizzare l’attività politica di IdV).
Con l’occasione pubblico nuovamente, dopo averlo fatto già diverse
volte in precedenza, il decreto di archiviazione del Giudice per le
indagini preliminari, dottoressa Maria Bonaventura, Trib. Roma (29649/10
RGPM – 21604/10 RG GIP), depositata il 23 dicembre 2010, che fa seguito
a molte altre sentenze di proscioglimento, precedentemente emesse anche
da altri giudici, da cui risulta la regolarità della costituzione e del
funzionamento del partito Italia dei Valori e, soprattutto, la corretta tenuta della sua contabilità – all. 5).
Vorrei precisare che la giornalista si è limitata a leggere soltanto le
prime righe di quel provvedimento, omettendo di evidenziare quanto
specificato nelle pagine successive. Ossia l’inesistenza di una
duplicità di soggetti giuridici tra associazione Italia dei Valori e
movimento politico Italia dei Valori, e l’assoluta regolarità
nell’incameramento e nella gestione dei rimborsi elettorali.
Allegato 1 – Atto di transazione Feltri – Il Giornale contro A. Di Pietro 1997
Allegato 2 – Veltri – condanna sentenza Corte Appello Milano n. 1716-12
Allegato 3 – Di Domenico – condanna sentenza Corte Appello Roma n. 4929.12
Allegato 4 – Atto di cessione Maria Virginia Borletti
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