Questa
Isola si potrebbe titolare:
CHI
TOCCA I FILI MUORE!
E
Antonio Di Pietro in questi anni li ha toccati spesso.
Si
è battuto quasi in solitudine per vent'anni contro Berlusconi e la
sua Corte.
Ha
osato contrastare nel merito questo Governo delle banche che sta
distruggendo le piccole e medie imprese che non hanno più ossigeno
per sopravvivere e sono il tessuto su cui si regge la nostra
economia.
Ha
criticato un totem come il presidente Napolitano quando riteneva che
non svolgesse con correttezza il suo mandato presidenziale.
In
soldoni: Antonio Di Pietro ha avuto il coraggio di mettersi contro
tutti i cosiddetti poteri forti perciò deve essere fatto fuori, deve
pagarne le conseguenze.
In
questi giorni in tutti i telegiornali, nei talk show, sui quotidiani,
sui settimanali, il leader dell'IDV viene dipinto come fosse un poco
di buono;
un
imbroglione che in tutti questi anni ha carpito la buona fede di
molti.
E
la trasmissione di Rai 3, Report della Gabanelli, un programma noto
per la sua autorevolezza, che lo ha messo alla berlina, è l'ultimo
tassello.
Io
penso che a Report, ad Antonio Di Pietro sia stato teso un agguato
mediatico e ve lo dimostro.
Per
esempio Report ha usato gli stessi argomenti e temi sui quali Di
Pietro aveva sporto e vinto diverse querele per calunnia
contro i giornalisti e i loro giornali che si erano interessati dei
fatti trattati in trasmissione.
Due
degli intervistati da Report e che hanno fatto da filo conduttore
nella trasmissione, Elio Veltri e Mario Di Domenico, hanno raccontato
le stesse menzogne che la magistratura ha sentenziato essere delle
autentiche patacche, condannando entrambi a onerosi risarcimenti al
leader di IDV.
E'
come se Di Meo a TPN mi accusasse falsamente di essere un ladro e il
tribunale dopo la mia querela riconoscesse la menzogna condannando
Gigi. E poi un quotidiano per una qualche sua ragione, ritorna sul
fatto e facesse un articolo sullo stesso argomento intervistando
proprio Gigi dandogli in tal modo una credibilità, anche se è stato
riconosciuto da un tribunale di essere un calunniatore.
Ebbene,
la Gabanelli ha usato proprio questo metodo: ha intervistato su
questioni che toccavano Antonio Di Pietro, due personaggi che i
tribunali su questi fatti, avevano riconosciuto come dei
calunniatori.
Questo
è un modo scorretto di fare informazione perché si sa, una balla
ripetuta più volte nella grancassa mediatica, alla fine finisce per
essere riconosciuta come una verità acquisita.
E
Di Pietro non possiede TV, né TG, visto che non ha partecipato alla
lottizzazione della Rai, né quotidiani, né periodici, ha solo un
blog sul quale si sta difendendo dalle menzogne pubblicando tutti i
documenti che dimostrano, SENZA OMBRA DI DUBBIO, che tutte le
accuse che gli vengono rivolte sono semplicemente delle clamorose
bufale.
Su
questo voglio sfidarvi.
Andate
sul sito www.antoniodipietro.it
dove sono pubblicate TUTTE, ripeto, TUTTE le visure catastali
degli immobili di Di Pietro.
Controllate
se lui e la sua famiglia possiedono le 57 o 58 case com'è stato
millantato nei servizi e ripreso poi da tutti i media.
Ma
c'è un dettaglio alquanto strano nell'inchiesta di Report che
secondo me va analizzato bene. E' quando la giornalista chiede
chiarimenti a Prodi sulla donazione miliardaria ricevuta nel 1995
dalla signora Borletti, quella delle macchine da cucire, e divisa con
Antonio Di Pietro.
Prodi
si è ricordato la cifra della donazione che gli spettava al
centesimo, dichiarando che poi l'aveva riversata all'Ulivo di cui era
leader, mentre Di Pietro, sulla destinazione del lascito ha dato una
risposta imbarazzata, non ricordandone i particolari .
E
allora chiedo a voi che mi state ascoltando, anche a te Gigi: se vi
chiedessi a quanto ammontava il vostro reddito del 1995 ve lo
ricordereste?
Io
penso proprio di no!
E
allora viene spontaneo chiedersi: per mettere in cattiva luce Di
Pietro e farlo sembrare un imbroglione, come lo sono molti di questa
classe politica corrotta e poter così dire che i politici SONO TUTTI
UGUALI, è alquanto strano che un uomo come Prodi, che ha avuto e
ha tutt'ora una intensa vita politica e sociale, in cui è stato
presidente della Commissione europea, ministro, presidente del
Consiglio, possa ricordare dopo 17 anni il preciso valore della
donazione Borletti.
O
Prodi è Pico della Mirandola oppure è stato messo nella condizione
di documentarsi.
Io
propendo per la seconda ipotesi e mettendo vicine nel servizio le
risposte di Prodi e di Di Pietro, emergeva la correttezza di Prodi e
l'imbarazzo di Di Pietro che non ha saputo dare una risposta
credibile, così su due piedi.
A
Di Pietro sarebbe bastato ricordare che Idv è nato con un grande
raduno a S. Sepolcro nel 1998, quindi 3 anni dopo il lascito, per
cui, come parlano le carte documentali, quel denaro donato dalla
Borletti, non era per IDV visto che il partito non esisteva ancora,
ma era una DONAZIONE PERSONALE ad Antonio Di Pietro, che è servita
poi per creare l'IDV, visto che il futuro partito non aveva
finanziatori occulti dietro le quinte.
Chiudo
questa “Isola” ricordando nuovamente, coloro che vogliono
conoscere la verità dei fatti non attraverso un'informazione basata
sulle calunnie, di entrare nel sito www.antoniodipietro.it
dove troveranno tutta la documentazione, le visure catastali che
spiegano più di tanti giri di parole, che Antonio Di Pietro è
vittima di attacchi vergognosi, indegni di un Paese civile e che,
anche dopo questa campagna mediatica di menzogne, rimane uno dei
pochi uomini politici italiani onesti e con la schiena dritta.
Comunque
vada a finire, Antonio Di Pietro, come si diceva un tempo,
È
E RIMANE, UN HOMBRE VERTICAL.
2 commenti:
Sul "Messaggero Veneto", leggo quanto segue:- (“Viaggio assessore Donatella Gironcoli a Bologna dal 29 al 31 ottobre 2012”. Nell’atto si prevede la corresponsione di 200 euro per missione giornaliera dal 28 al 30 ottobre e di 80 euro per due pasti il 31 ottobre. Per il pedaggio autostradale e il parcheggio, altri 100 euro.)
Cosa ne pensa di questa esponente della Giunta Provinciale dell'Italia dei Valori?
Salve, dott. Castellarin, Come gestori di un sito di informazione che tra l’altro si occupa di “ladri” (quelli veri), siamo rimasti sorpresi nel vedere un servizio di Report così fazioso e pieno di forzature in parte false in parte fuorvianti, che sembrava teso a fare di tutta l’erba un fascio, inficiando quindi la credibilità di fronte alla denuncia degli scandali veri.
Nel sapere che l’autrice fosse la sig.a Giannini la sorpresa è diminuita, ma questo è un altro discorso.
Ribadiamo la nostra stima personale per Antonio DI Pietro, non per simpatia o tifo politico, ma perchè ne abbiamo seguito attentamente negli anni le azioni e la vita giudiziaria e politica.
Il nostro sito serve proprio a questo, a distinguere il fumo dall’arrosto.
Saluti
Lo Staff di
http://www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com
(condannati, prescritti e imputati nel Parlamento Italiano)
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