venerdì 16 novembre 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 14 novembre 2012


Monti e il suo governo, per intortare meglio i cittadini, usa spesso degli anglicismi come la “spending review”, che vuol dire semplicemente: revisione di spesa.
In pratica sono dei tagli ai finanziamenti pubblici alla scuola, alla sanità, alla sicurezza, alla ricerca, ai trasferimenti agli enti locali e altro ancora, con gravi ricadute sul nostro Welfare.
Ogni giorno davanti a palazzo Chigi vediamo manifestare contro questi tagli, medici, insegnanti e studenti, poliziotti, malati di SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, esodati senza stipendio e senza pensione.
Insomma, nel Paese c'è un malessere che sta crescendo anche a causa di questo governo che fa spesso scelte CONTRO l'equità e lo sviluppo.
La povertà sta aumentando in modo esponenziale e milioni di cittadini devono rivolgersi ad associazioni come la Caritas per poter sopravvivere.
Con questa realtà non smentibile, il governo dei cosiddetti tecnici, anziché bloccare questa deriva, sta distruggendo anche quel poco che era rimasto della nostra economia dopo il drammatico ventennio berlusconiano.
Ha aumentato le tasse, le accise sui carburanti, l'Iva, rimesso l'Imu sulle prime case e molto altro ancora. E a proposito dell'Imu, anche Monti si è genuflesso al Vaticano e sta cercando in tutti i modi di esentare dal pagamento dell'Imu una parte degli immobili NON DI CULTO appartenenti alla Chiesa, come cliniche, scuole, alberghi, rischiando pure una sanzione europea.
Ha fatto una riforma sul lavoro che ci ha riportato indietro di 50anni.
Ha approvato una legge anticorruuzione con il risultato che metà dei processi per corruzione in corso, verranno prescritti per la gioia dei corrotti.
Ha fatto una riforma pensionistica che grida vendetta.
Cresce la disperazione tra le fasce più deboli della popolazione.
I numeri del Fondo Monetario Internazionale, dell'Unione Europea, della Banca d'Italia, dell'Istat, sono impietosi.
Il debito pubblico cresce sempre più.
Siamo in piena recessione.
La produzione industriale è in caduta libera.
La disoccupazione è alle stelle, con quasi la metà dei giovani e delle donne che non riescono a trovare un lavoro.
Il potere d'acquisto dei salari e delle pensioni sta diminuendo vertiginosamente.
Altro che salvarlo. QUESTO GOVERNO HA PRESO IN MANO UN PAESE IN STATO COMATOSO MA, ANZICHÈ RIVITALIZZARLO, LO STA FINENDO.
Certo, Monti ha acquisito dei meriti internazionali.
Ora l'Italia è vista con occhi diversi dalle cancellerie mondiali.
Il barzellettiere catramato, se Dio vuole, se n'è andato finalmente.
Ma siamo onesti, bastava un normalissimo uomo di Stato per far aumentare il nostro prestigio internazionale dopo le pessime performance del satrapo di Arcore.
MA I MERITI INTERNAZIONALI DI MONTI, NON DEVONO NASCONDERE LA VIOLENZA DELLE SUE SCELTE INTERNE.
Certo, il governo Monti ha ereditato dal governo Berlusconi una situazione finanziaria catastrofica.
Lo Stato aveva le casse vuote e doveva trovare subito delle risorse per evitare il default.
Purtroppo per salvarci ha spremuto i soliti noti: i ceti meno abbienti portando molti alla povertà e la classe media che sta scomparendo.
Mentre i grandi privilegi non sono stati scalfiti.
Se ad esempio il ministro Fornero avesse fatto la sua riforma pensionistica e contemporaneamente avesse abbassato le attuali immorali pensioni da 10, 20, 30mila euro mensili portandole, ad esempio, ad un tetto massimo di 5- 8mila euro usando la leva fiscale, forse la sua feroce legge sarebbe stata accettata meglio dalla gente normale.
Per trovare risorse immediate, Monti avrebbe potuto tassare del 15-20% i soldi rientrati con lo scudo fiscale di Tremonti saldato a suon tempo con uno irrisorio 5%.
E visto che in Italia sono rientrati circa 100miliardi di euro, fate voi il calcolo di quanti miliardi potrebbe incassare l'erario se facesse questa operazione.
Poi c'è la TAV, Torino - Lione.
Recentemente la Corte dei Conti francese, ha stabilito che i costi della TAV in territorio francese sono cresciuti da 12 a 26 miliardi di euro e sono quindi difficilmente sostenibili, per cui la convenienza economica è assai dubbia e le previsioni sul traffico delle merci sono sballate.
Mi pare sia la stessa posizione dei NO TAV della Val di Susa.
L'alternativa si potrebbe trovare rinforzando la linea ferroviaria esistente, come dicono da anni molti tecnici di grande prestigio, risparmiando un
sacco di denaro pubblico, evitando nel contempo uno scempio ambientale di proporzioni gigantesche.
Questi fatti ci dicono che il governo Monti ha fatto pagare la crisi ai ceti più deboli facendo dei tagli pesanti al Welfare, ma non ha intaccato nessun privilegio.
Per cui prima se ne va a casa meglio è per la stragrande maggioranza dei cittadini, specialmente per coloro che non hanno santi in paradiso.


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