Monti
e il suo governo, per intortare meglio i cittadini, usa spesso
degli anglicismi come la “spending review”, che vuol dire
semplicemente: revisione di spesa.
In
pratica sono dei tagli ai finanziamenti pubblici alla scuola, alla
sanità, alla sicurezza, alla ricerca, ai trasferimenti agli enti
locali e altro ancora, con gravi ricadute sul nostro Welfare.
Ogni
giorno davanti a palazzo Chigi vediamo manifestare contro questi
tagli, medici, insegnanti e studenti, poliziotti, malati di SLA, la sclerosi
laterale amiotrofica, esodati senza stipendio e senza
pensione.
Insomma,
nel Paese c'è un malessere che sta crescendo anche a causa di questo
governo che fa spesso scelte CONTRO l'equità e lo sviluppo.
La
povertà sta aumentando in modo esponenziale e milioni di cittadini
devono rivolgersi ad associazioni come la Caritas per poter
sopravvivere.
Con
questa realtà non smentibile, il governo dei cosiddetti tecnici,
anziché bloccare questa deriva, sta distruggendo anche quel
poco che era rimasto della nostra economia dopo il drammatico
ventennio berlusconiano.
Ha
aumentato le tasse, le accise sui carburanti, l'Iva, rimesso l'Imu
sulle prime case e molto altro ancora. E a proposito dell'Imu, anche
Monti si è genuflesso al Vaticano e sta cercando in tutti i modi di
esentare dal pagamento dell'Imu una parte degli immobili NON DI CULTO
appartenenti alla Chiesa, come cliniche, scuole, alberghi, rischiando
pure una sanzione europea.
Ha
fatto una riforma sul lavoro che ci ha riportato indietro di 50anni.
Ha
approvato una legge anticorruuzione con il risultato che metà dei
processi per corruzione in corso, verranno prescritti per la gioia
dei corrotti.
Ha
fatto una riforma pensionistica che grida vendetta.
Cresce
la disperazione tra le fasce più deboli della popolazione.
I
numeri del Fondo Monetario Internazionale, dell'Unione Europea, della
Banca d'Italia, dell'Istat, sono impietosi.
Il
debito pubblico cresce sempre più.
Siamo
in piena recessione.
La
produzione industriale è in caduta libera.
La
disoccupazione è alle stelle, con quasi la metà dei giovani e delle
donne che non riescono a trovare un lavoro.
Il
potere d'acquisto dei salari e delle pensioni sta diminuendo
vertiginosamente.
Altro
che salvarlo. QUESTO GOVERNO HA PRESO IN MANO UN PAESE IN STATO
COMATOSO MA, ANZICHÈ RIVITALIZZARLO, LO STA FINENDO.
Certo,
Monti ha acquisito dei meriti internazionali.
Ora
l'Italia è vista con occhi diversi dalle cancellerie mondiali.
Il
barzellettiere catramato, se Dio vuole, se n'è andato finalmente.
Ma
siamo onesti, bastava un normalissimo uomo di Stato per far aumentare
il nostro prestigio internazionale dopo le pessime performance del
satrapo di Arcore.
MA
I MERITI INTERNAZIONALI DI MONTI, NON DEVONO NASCONDERE LA VIOLENZA
DELLE SUE SCELTE INTERNE.
Certo,
il governo Monti ha ereditato dal governo Berlusconi una situazione
finanziaria catastrofica.
Lo
Stato aveva le casse vuote e doveva trovare subito delle risorse per
evitare il default.
Purtroppo
per salvarci ha spremuto i soliti noti: i ceti meno abbienti portando
molti alla povertà e la classe media che sta scomparendo.
Mentre
i grandi privilegi non sono stati scalfiti.
Se
ad esempio il ministro Fornero avesse fatto la sua riforma
pensionistica e contemporaneamente avesse abbassato le attuali
immorali pensioni da 10, 20, 30mila euro mensili portandole, ad
esempio, ad un tetto massimo di 5- 8mila euro usando la leva fiscale,
forse la sua feroce legge sarebbe stata accettata meglio dalla gente
normale.
Per
trovare risorse immediate, Monti avrebbe potuto tassare del 15-20% i
soldi rientrati con lo scudo fiscale di Tremonti saldato a suon tempo
con uno irrisorio 5%.
E
visto che in Italia sono rientrati circa 100miliardi di euro, fate
voi il calcolo di quanti miliardi potrebbe incassare l'erario se
facesse questa operazione.
Poi
c'è la TAV, Torino - Lione.
Recentemente
la Corte dei Conti francese, ha stabilito che i costi della TAV in
territorio francese sono cresciuti da 12 a 26 miliardi di euro e sono
quindi difficilmente sostenibili, per cui la convenienza economica è
assai dubbia e le previsioni sul traffico delle merci sono sballate.
Mi
pare sia la stessa posizione dei NO TAV della Val di Susa.
L'alternativa
si potrebbe trovare rinforzando la linea ferroviaria esistente, come
dicono da anni molti tecnici di grande prestigio, risparmiando un
sacco
di denaro pubblico, evitando nel contempo uno scempio ambientale di
proporzioni gigantesche.
Questi
fatti ci dicono che il governo Monti ha fatto pagare la crisi ai ceti
più deboli facendo dei tagli pesanti al Welfare, ma non ha intaccato
nessun privilegio.
Per
cui prima se ne va a casa meglio è per la stragrande maggioranza dei
cittadini, specialmente per coloro che non hanno santi in paradiso.
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