giovedì 22 novembre 2012

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 21 novembre 2012


Nell'Isola della scorsa settimana, ho parlato dei tanti privilegi che il governo Monti non ha scalfito, mentre calpestava i diritti di quei cittadini che, come ho già detto altre volte, non hanno santi in paradiso.
Il Paese è ormai diviso in caste che si tengono stretti i loro privilegi.
Questa sera voglio parlare di una: quella militare.
Queste notizie le ho ricavate, da un'inchiesta pubblicata da Repubblica.
Avviso per chi ha uno stomaco ulceroso, di astenersi dal seguire questa “Isola”, perché l'argomento potrebbe peggiorare il suo quadro clinico.

Attualmente le nostre Forze Armate, contano 425 generali per 178mila militari.
Per fare un paragone, gli Stati Uniti con l'esercito più potente del mondo, hanno 900 generali che comandano 1milione e 408mila uomini.
Noi abbiamo 1 generale ogni 418 militari mentre gli USA ne hanno 1 ogni 1564. Per cui Italia batte USA 4 a 1
Per farla breve, siamo al paradosso che CI SONO PIÙ COMANDANTI CHE COMANDATI, infatti gli ufficiali e sottufficiali sono 94mila mentre la truppa è formata da 84mila unità.
E poi gli stipendi degli alti papaveri militari.
Ad esempio il generale capo di Stato Maggiore e i tre capi di Stato maggiore dell'Esercito, dell'Aeronautica e della Marina, incassano uno stipendio di oltre 480mila euro l'anno.
L'emolumento del comandante generale dei Carabinieri, Leonardo Galitelli, è di 462mila euro sempre all'anno.
Mentre il segretario generale della Difesa, De Bortolis, ne riceve 451mila.
Sono tutti stipendi che superano abbondantemente la cifra di 294mila euro che incassa il primo Presidente della Cassazione, indicato nel “Decreto salva-Italia” come tetto per gli stipendi dei dipendenti pubblici.
Naturalmente questi generali si spostano con l'auto di servizio e relativo autista.
E a questo proposito è giusto ricordare che l'anno scorso l'ex ministro della Difesa, La Russa, ha acquistato per questi alti ufficiali, 19 Maserati blindate ad un costo di circa 150mila euro cadauna.
Quando poi questi signori si congedano, ricevono una liquidazione che sfiora il milione di euro e una pensione da 15mila euro netti mensili!!
Poi abbiamo i cappellani militari.
Questi preti sono inquadrati come ufficiali e svolgono la loro attività
pastorale nelle caserme.
L'ordinario militare, il loro comandante, è equiparato ad un generale di brigata. Mentre il suo vice, il cancelliere e l'economo, sono tenenti colonnello.
I cappellani e i loro capi costano annualmente 10 milioni di euro, più altri 7 per pagare i loro pensionati che mediamente percepiscono una pensione di 43mila euro all'anno.
L'attuale presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, riceve una pensione un po' inferiore alle 4mila euro mensili dal ministero della Difesa, per essere stato Ordinario militare dal 2003 al 2006, e a 63 anni, con appena 3 anni di contributi, ha ottenuto questa pensione.
Ma c'è anche un altro privilegio che ha resistito ai tagli di Monti: è la prassi che promuove al grado superiore i graduati prima del congedo, ovviamente seguita da un aumento di stipendio che farà poi lievitare anche la loro pensione.
Da questi pochi fatti si comprende che nelle nostre forze armate resistono privilegi che sono fuori da ogni senso logico.
Certamente, l'attuale ministro della Difesa ammiraglio Di Paola, non mi pare sia l'uomo adatto per dare una sforbiciata a questi privilegi che personalmente trovo scandalosi.
Di Paola e' un uomo di primissimo piano di questa casta militare e sicuramente NON HA NESSUNA VOGLIA di cambiare la situazione attuale.
Ma c'è anche un particolare che mi fa incazzare, se possibile, ancora di più. Quando il ministro Fornero ha fatto quella riforma delle pensioni che conosciamo, il ministro Di Paola ha dichiarato che i tagli al bilancio e la riforma pensionistica erano necessari, dimenticandosi di dire, povero smemorato, che lui incassa una pensione di 314mila euro annua lorda e che ora, naturalmente, somma all'indennità di ministro.
Quando sentiamo lodare il governo Monti per il lavoro fin qui svolto, non dimentichiamoci questi fatti e quelli che vi ho esposto sono solo una minima parte.
Monti e il suo governo, avevano la possibilità di tagliare questi insopportabili privilegi.
Ma non lo ha fatto!
Ha fatto invece pesare il risanamento della finanza pubblica, SE DI RISANAMENTO SI TRATTA, a quel 90% di popolazione che
possiede il 50% della ricchezza italiana, LASCIANDO INTATTO QUEL 10% DI PRIVILEGIATI, DI BOIARDI DI STATO E QUELLA RAZZA PADRONA CHE POSSIEDE IL RESTANTE 50% DELLA RICCHEZZA NAZIONALE.
E allora diamoci una svegliata prima che sia troppo tardi!

Nessun commento: