Vi
ricordate quando Berlusconi, da presidente del Consiglio, tuonava
contro le intercettazioni telefoniche?
Quando
diceva che l'Italia era diventato un Paese di polizia; che le toghe
rosse, quindi comuniste, complottavano contro di lui; che in Italia
nessun cittadino poteva telefonare in santa pace senza venire
intercettato; che questa vergogna non esisteva in nessun altro Paese
del mondo democratico e il suo ministro della Giustizia, Alfano,
parlava poi dei costi insostenibili delle intercettazioni.
Oppure
quando ordinava ai suoi maggiordomi di confezionargli una legge
che di fatto abolisse questo strumento investigativo e bloccasse
anche la loro pubblicazione sui giornali e in TV.
Sicuramente,
quando l'ex re Sole di Arcore si scagliava così rabbiosamente contro
le intercettazioni, sapeva dei fatti imbarazzanti in cui era lui
stesso il protagonista e voleva quindi bloccarne l'uscita sui media a
tutti i costi.
Ma
se quel DDL del PDL e Lega sulle intercettazioni telefoniche e
ambientali fosse diventato legge dello Stato, alcune porcherie messe
in atto da quella fauna famelica che stava sbranando il Paese e che
sono emerse solo grazie alle intercettazioni, sarebbero rimaste
nell'ombra e quei cialtroni sarebbero ancora all'opera a succhiare il
sangue dei contribuenti o a uccidere i pazienti, come accadeva nella
clinica degli orrori del S.Rita di Milano.
Per
anni tanti maggiordomi berlusconiani hanno usato spudoratamente anche
le menzogne più incredibili, per convincere gli italiani che
bloccare questo prezioso strumento investigativo era cosa buona e
giusta.
E
ora vengo al caso dell'ex capo della CIA americana, il generale
Petraeus.
La
vita privata di questo generale americano è finita sulle prime
pagine dei giornali di tutto il mondo. Le immagini di sua moglie e
delle sue amanti, sono passate nei TG di tutte le TV del mondo.
La
sua vita privata è stata messa in piazza senza alcuna pietà.
Eppure,
questo generale era uno degli uomini più potenti del mondo.
Nella
sua lettera di dimissioni ha scritto: “(...) ho commesso un
errore molto grave impegnandomi in una relazione extraconiugale. Tale
comportamento è inaccettabile, sia nella veste di marito che di capo
di un'organizzazione come la CIA”.
Petraeus,
NON ha dichiarato che con Paula Broadawell, una sua amante, aveva
fatto solo “cene eleganti”, come vuol far credere QUALCUNO in
Italia. NON ha detto che “la sua vita privata non deve interessare
ai cittadini”, oppure che “i suoi comportamenti privati non sono
penalmente rilevanti”.
Il
generale Petraeus, NON si è dimesso da capo della CIA perché
indagato.
Nessun
giudice americano lo stava indagando.
Ha
dato le dimissioni perché l'FBI aveva scoperto che le sue relazioni
extraconiugali potevano mettere in pericolo la sicurezza degli Stati
Uniti, visto che le sue amanti potevano venire in possesso di
documenti riservati, oppure carpire delle sue confidenze.
Per
questo motivo l'FBI ha deciso di controllare il generale
intercettando il suo telefono e controllando decine di migliaia di
mail scambiate tra lui e queste signore.
Per
cui non l'autorità giudiziaria americana, ma la polizia, l'FBI ha
deciso di mettere sotto controllo il suo telefono e il suo computer.
Infatti,
A NESSUN GIUDICE AMERICANO È STATO CHIESTA L'AUTORIZZAZIONE PER
INTERCETTARE PETRAEUS, COME SAREBBERO STATE OBBLIGATE A FARE LE
NOSTRE FORZE DELL'ORDINE,SE SI FOSSERO TROVATE NELLE MEDESIME
CONDIZIONI.
Un
semplice funzionario dell'FBI ha deciso, per dirla alla Bruno Tinti:
“diamo una controllata a questo Petraeus, sia mai che la sua
relazione con Paula metta in pericolo la sicurezza nazionale”.
Il
“Washington Post”, scrive che il numero di intercettazioni tra
conversazioni telefoniche, sms, e-mail e fax, eseguite dalle diverse
forze di polizia della più grande democrazia del mondo, sono
GIORNALMENTE 1miliardo 700 milioni.
Mentre
in Italia sono meno di 10.000 gli intercettati che per Berlusconi,
sono numeri da Stato di polizia
Eppure,
negli USA, dove la privacy è sacra, nessuno ha osato criticare le
intercettazioni al capo della CIA.
Neppure
gli organi di informazione sono stati criminalizzati per aver
raccontato tutto ciò che emergeva da questa storia senza omettere
nulla, neanche i particolari più pruriginosi.
Nessuno
ha urlato contro la “macelleria mediatica” cui sono stati
sottoposti i protagonisti di questa vicenda.
COSÌ
COME NESSUNO DEI POLITICI E QUEI GIRNALISTI CHE IN ITALIA VOLEVANO
ABOLIRE DI FATTO LE INTERCETTAZIONI, OGGI FIATA.
I
Gasparri, i Cicchitto, gli Alfano, i Lupi, i Manlio Contento e
compagnia cantando, che durante il berlusconismo imperante si
scagliavano brutalmente contro le intercettazioni, sul caso Petraeus
se ne stanno buoni e zitti, sono diventati improvvisamente
afasici.
E
allora delle due l'una: o gli Stati Uniti sono una democrazia di
stampo poliziesco, per intenderci come la Russia di Putin, oppure
agli italiani sono state raccontate, riguardo le intercettazioni
telefoniche e ambientali, delle balle così grossolane che dovrebbe
far arrossire di vergogna quei maggiordomi berlusconiani che le
spacciavano come un virus da estirpare.
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