Questo
è il testo che avevo preparato per la mia “L'Isola” del 6 marzo
e poi ridotto della metà nella trasmissione a TPN, in cui mi veniva chiesto tassativamente di stare nei
tempi previsti dalla “par condicio” elettorale ovvero, 2 minuti e
mezzo anziché i soliti 5.
Dalla
scorsa settimana, Berlusconi è indagato dalla procura di Napoli, con
l'accusa di aver comprato il voto del senatore De Gregorio.
Infatti,
il 28 dicembre scorso, De Gregorio, interrogato dai pm napoletani,
confessa di aver ricevuto 3 milioni di euro da Berlusconi perché
tradisse il centrosinistra e l'Italia dei Valori di Antonio Di
Pietro, partito in cui era stato eletto, passando tra le file berlusconiane con lo scopo di far cadere
il governo Prodi che al Senato aveva una maggioranza risicata.
A
Berlusconi servivano solo 2 voti per mandare a casa Prodi.
Secondo
le sue dichiarazioni, De Gregorio cominciò a tradire il centro
sinistra subito dopo le elezioni del 2006, MA SOTTOTRACCIA,
aspettando il momento propizio per far cadere il governo Prodi, com'è
poi avvenuto.
Berlusconi,
sempre secondo la deposizione del senatore, gli versò subito un
milione di euro per la sua associazione “Italiani nel Mondo”, in
grave difficoltà finanziaria.
Poi
gli dette, fino a marzo del 2008, altri 2 milioni in “nero” in
trance di 2-300mila euro, ovviamente in contanti, depositati poi in un
centinaio di conti correnti dallo stesso De Gregorio.
Come
vedete, un'accusa davvero pesante supportata da prove e testimonianze
circostanziate in cui il corrotto confessa la corruzione.
Berlusconi,
il presunto corruttore, sbraita che la confessione di De Gregorio è
stata estorta dai pm con la promessa di non arrestarlo.
A
stretto giro, De Gregorio gli risponde che è stata una sua libera
scelta sottoporsi all'interrogatorio dei pm.
E
che non ha paura dell'arresto.
Se
questo grave fatto fosse avvenuto in uno Stato mediamente civile e
democratico, avrebbe costretto il presunto corruttore a dimettersi
immediatamente.
Invece
in un Paese ormai incivile e sotto il livello minimo di decenza democratica,
avviene il contrario.
Infatti, il maggiordomo capo del boss di Arcore, Alfano, tuona inorridito: “Non
sono ancora esauriti i commenti sui giornali dei successi elettorali
e già ricomincia l'aggressione della magistratura nei confronti di
Silvio Berlusconi: annunciamo fin d'ora una grande manifestazione di
piazza a difesa della sovranità del PDL e della democrazia
italiana”.
Sono
parole che sembrano uscite da un luogo in cui alcuni si credono
Napoleone e usano come copricapo un colapasta.
Mentre
la questione è molto semplice per chi ha occhi per vedere la realtà
dei fatti ed è in buonafede:
c'è
la confessione di un senatore che si è fatto corrompere e che gli
costerà pure una condanna penale visto che è reo confesso.
Stando
così i fatti, cosa avrebbe dovuto fare un magistrato?
GIRARSI
DALL'ALTRA PARTE PERCHÈ L'ACCUSATO DI CORRUZIONE È UN UOMO DI
POTERE?
Oppure
aprire un fascicolo e indagare a fondo per scoprire la verità?
SENZA
DIMENTICARE CHE QUESTO TIPO DI REATO È GRAVISSIMO PERCHÈ MINA DALLE
FONDAMENTA LO STESSO CONCETTO DI DEMOCRAZIA.
Invece
Berlusconi urla rabbioso contro questi magistrati definendoli “cancro
della nostra democrazia” e altre offese che non sarebbero
permesse in nessun Paese libero.
Con
una condanna in primo grado a 4 anni di carcere per evasione fiscale
e ben tre processi che contemplano accuse che vanno dalla
concussione, all'evasione fiscale, allo sfruttamento della
prostituzione minorile e che arriveranno a sentenza in queste
settimane, quest'uomo si erge a paladino della nostra libertà e del
nostro benessere.
Chiede
pure un salvacondotto giudiziario perché vuole “essere
personalmente in campo”.
Che
aggiunto ad un'altra sua dichiarazione: “Io non vado in
pensione, non posso permettermelo”, rivela il motivo reale di
tutto il suo impegno politico: salvare il suo patrimonio e
salvarsi dalla galera.
Un
personaggio con una faccia di bronzo incredibile.
Solo
chi ha l'anello al naso può credere che un anziano di quasi 80 anni,
arcimiliardario, anziché godersi gli ultimi anni della sua vita,
debba stare a discutere ogni giorno con i vari Gasparri, La Russa,
Alfano e compagnia cantando.
La
verità sta in una massima: Ogni grande ricchezza nasce da un
crimine.
Se
ci pensate, a Berlusconi stanno venendo al pettine le metodiche che
ha usato per diventare ciò che è diventato.
Nel
caso specifico, la differenza sta nel fatto che lui si è difeso
dalla resa dei conti con il suo passato e con il suo presente,
entrando in politica forte del suo denaro, delle sue televisioni, dei
suoi giornali e periodici, che gli hanno permesso di rimanere
impunito, grazie anche alle leggi ad personam e all'esercito di
maggiordomi al suo servizio permanente.
Chiunque
al suo posto sarebbe ospite delle patrie galere.
E
allora mi chiedo: quando gli italiani che hanno ancora fiducia in lui
apriranno gli occhi?
Io
penso che ci siano due tipi di berlusconiani: c'è chi sta con lui
solo per un tornaconto personale, oppure chi è in buonafede ma ha
ricevuto un tale lavaggio del cervello da non riuscire più a vedere
la realtà dei fatti.
A
questi cittadini chiedo sommessamente di uscire da questo stato
ipnotico.
Di
svegliarsi prima che sia troppo tardi, PER LORO E PER TUTTI NOI.
Nessun commento:
Posta un commento