giovedì 28 febbraio 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 27 febbraio 2013


Circa un mese fa, ero ritornato sulla annosa questione dell'ospedale di Pordenone.
Avevo invitato Tondo e compagni a riprendere in considerazione il progetto di Illy, che prevedeva la ristrutturazione del vecchio ospedale mantenendo le strutture più recenti con l'edificazione di due nuovi padiglioni.
Le motivazioni erano di ordine pratico: mancanza di fondi sufficienti per costruire un nuovo ospedale in Comina!
Avevo portato come esempio il nuovo ospedale di Bergamo che ha avuto enormi difficoltà nella realizzazione, con costi lievitati alle stelle rispetto alle previsioni e ritardi di consegna allucinanti.
E ora, come per incanto, a ridosso dalle nuove elezioni regionali, Tondo e la sua maggioranza, si sono ricordati delle promesse fatte nella campagna elettorale del 2008 e così, dopo questi cinque anni fatti di molti silenzi ed inettitudini, sono pronti, con il fucile spianato a sparare al comune di Pordenone se non firma l'accordo di programma con la Provincia e la Regione, propedeutico per continuare l'iter burocratico.
Sui finanziamenti per il nuovo ospedale in Comina, voglio ricordarvi una stizzita dichiarazione di Tondo del giugno 2011 che da la misura della sua credibilità riguardo il nuovo nosocomio pordenonese: “Non occorre ribadirlo ogni giorno perché le risorse ci sono e la volontà di realizzarlo è già stata espressa. Ritengo inutile rincorrere polemiche, mi pare meglio utilizzare le energie per raggiungere l'obiettivo”.
Per cui delle due l'una: O TONDO NON HA L'ENERGIA
SUFFICIENTE, VISTO CHE DOPO CINQUE ANNI SIAMO ANCORA AL PROLOGO DEL FILM, OPPURE IL NOSTRO EROE CI STA PRENDENDO PER I FONDELLI.
Il costo previsto allora era di 180milioni di euro così suddivisi: 64milioni 125mila euro dallo Stato e 115milioni 875mila euro dalla Regione.
Sappiamo pure che nel frattempo questi finanziamenti arrivati da Roma, sono stati dirottati all'Ospedale Civile di Udine e al Cattinara di Trieste.
E sappiamo pure che altri finanziamenti statali per il nuovo ospedale, quasi certamente non ne arriveranno.
Come sappiamo pure che nel frattempo il costo preventivato per il nuovo ospedale in Comina è aumentato a 274 milioni.
Di cui 150milioni a carico della regione, e 124milioni previsti con il
project financing, la finanza di progetto.
Ma qui casca l'asino, come si dice in questi casi.
Il costo di 274milioni, senza ombra di dubbio, a bilancio consuntivo aumenterà notevolmente, come sempre avviene in Italia per questo genere di opere pubbliche, per cui è facile immaginare che il costo a fine opera si avvicinerà ai 400milioni di euro.
E allora: dove si troveranno dei nuovi finanziamenti per completare l'ospedale, visti i chiari di luna di questi tempi?
Già i 150milioni regionali previsti, sono una cifra che costringe la Regione a fare i classici salti mortali per reperirli.
Si impoveriranno ulteriormente i servizi sanitari sul territorio?
Oppure, aumenteranno ancora di più i finanziamenti dei privati, con una privatizzazione mascherata della sanità del pordenonese?
Oppure, come alternativa si avrebbe il classico esempio all'italiana: si iniziano i lavori e si costruisce fin quando ci sono i soldi, POI SI SPERA NELLA PROVVIDENZA, per cui c'è il pericolo reale di creare la classica “cattedrale nel deserto” in Comina.
Con buona pace del sindaco di Pordenone che vuole chiudere l'iter dell'accordo di programma in questi giorni, senza che questi problemi, CHE NON SONO DETTAGLI, trovino una soluzione.
Insomma, viste le condizioni finanziarie, l'ospedale in Comina non si può fare, è praticamente irrealizzabile.
Chiunque vinca le prossime elezioni regionali, deve avere l'umiltà di riprendere in mano il vecchio progetto della giunta Illy.
E' L'UNICO CHE CI PUÒ GARANTIRE TEMPI DI CONSEGNA RELATIVAMENTE BREVI, CON COSTI SOPPORTABILI.
E poi chi dice che il vecchio progetto durante i lavori creerebbe dei problemi insormontabili per la normale attività ospedaliera, gli esempi di Gorizia e di Udine, che sono stati recentemente ristrutturati, dimostrano che i disagi sono sopportabili.
Per cui, quando i cittadini della provincia di Pordenone avranno preso conoscenza di tutti questi elementi per decidere con coscienza, si faccia un referendum consultivo con TUTTA la popolazione provinciale, perché questa è una scelta che inciderà per decenni sulla salute dei pordenonesi, sia del capoluogo che della provincia.
Non è come decidere se fare un teatro o meno.
Al teatro si può rinunciare, mentre all'ospedale purtroppo no.
E quindi, mi pare che su una questione così delicata sia giusto e democratico chiedere direttamente ai cittadini, se desiderano
ristrutturare il vecchio S.Maria degli Angeli con finanziamenti e tempi certi oppure costruirne uno nuovo in Comina, con tutte le incognite che vi ho appena elencato.
E non mi si venga a dire che così si perde tempo.
Dopo aver lasciato incancrenire il problema per anni, mi pare che qualche mese in più per lasciare ai cittadini la libertà di scegliere, non sia un dramma.

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