Circa
un mese fa, ero ritornato sulla annosa questione dell'ospedale di
Pordenone.
Avevo
invitato Tondo e compagni a riprendere in considerazione il progetto
di Illy, che prevedeva la ristrutturazione del vecchio ospedale
mantenendo le strutture più recenti con l'edificazione di due nuovi
padiglioni.
Le
motivazioni erano di ordine pratico: mancanza di fondi sufficienti
per costruire un nuovo ospedale in Comina!
Avevo
portato come esempio il nuovo ospedale di Bergamo che ha avuto enormi
difficoltà nella realizzazione, con costi lievitati alle stelle
rispetto alle previsioni e ritardi di consegna allucinanti.
E
ora, come per incanto, a ridosso dalle nuove elezioni regionali,
Tondo e la sua maggioranza, si sono ricordati delle promesse fatte
nella campagna elettorale del 2008 e così, dopo questi cinque anni
fatti di molti silenzi ed inettitudini, sono pronti, con il fucile
spianato a sparare al comune di Pordenone se non firma l'accordo di
programma con la Provincia e la Regione, propedeutico per continuare
l'iter burocratico.
Sui
finanziamenti per il nuovo ospedale in Comina, voglio ricordarvi una
stizzita dichiarazione di Tondo del giugno 2011 che da la misura
della sua credibilità riguardo il nuovo nosocomio pordenonese: “Non
occorre ribadirlo ogni giorno perché le risorse ci sono e la volontà
di realizzarlo è già stata espressa. Ritengo inutile rincorrere
polemiche, mi pare meglio utilizzare le energie per raggiungere
l'obiettivo”.
Per
cui delle due l'una: O TONDO NON HA L'ENERGIA
SUFFICIENTE,
VISTO CHE DOPO CINQUE ANNI SIAMO ANCORA AL PROLOGO DEL FILM, OPPURE
IL NOSTRO EROE CI STA PRENDENDO PER I FONDELLI.
Il
costo previsto allora era di 180milioni di euro così suddivisi:
64milioni 125mila euro dallo Stato e 115milioni 875mila euro dalla
Regione.
Sappiamo
pure che nel frattempo questi finanziamenti arrivati da Roma, sono
stati dirottati all'Ospedale Civile di Udine e al Cattinara di
Trieste.
E
sappiamo pure che altri finanziamenti statali per il nuovo ospedale,
quasi certamente non ne arriveranno.
Come
sappiamo pure che nel frattempo il costo preventivato per il nuovo
ospedale in Comina è aumentato a 274 milioni.
Di
cui 150milioni a carico della regione, e 124milioni previsti con il
project
financing, la finanza di progetto.
Ma
qui casca l'asino, come si dice in questi casi.
Il
costo di 274milioni, senza ombra di dubbio, a bilancio consuntivo
aumenterà notevolmente, come sempre avviene in Italia per questo
genere di opere pubbliche, per cui è facile immaginare che il costo
a fine opera si avvicinerà ai 400milioni di euro.
E
allora: dove si troveranno dei nuovi finanziamenti per completare
l'ospedale, visti i chiari di luna di questi tempi?
Già
i 150milioni regionali previsti, sono una cifra che costringe la
Regione a fare i classici salti mortali per reperirli.
Si
impoveriranno ulteriormente i servizi sanitari sul territorio?
Oppure,
aumenteranno ancora di più i finanziamenti dei privati, con una
privatizzazione mascherata della sanità del pordenonese?
Oppure,
come alternativa si avrebbe il classico esempio all'italiana: si
iniziano i lavori e si costruisce fin quando ci sono i soldi, POI SI
SPERA NELLA PROVVIDENZA, per cui c'è il pericolo reale di creare la
classica “cattedrale nel deserto” in Comina.
Con
buona pace del sindaco di Pordenone che vuole chiudere l'iter
dell'accordo di programma in questi giorni, senza che questi
problemi, CHE NON SONO DETTAGLI, trovino una
soluzione.
Insomma,
viste le condizioni finanziarie, l'ospedale in Comina non si può
fare, è praticamente irrealizzabile.
Chiunque
vinca le prossime elezioni regionali, deve avere l'umiltà di
riprendere in mano il vecchio progetto della giunta Illy.
E'
L'UNICO CHE CI PUÒ GARANTIRE TEMPI DI CONSEGNA RELATIVAMENTE BREVI,
CON COSTI SOPPORTABILI.
E
poi chi dice che il vecchio progetto durante i lavori creerebbe dei
problemi insormontabili per la normale attività ospedaliera, gli
esempi di Gorizia e di Udine, che sono stati recentemente
ristrutturati, dimostrano che i disagi sono sopportabili.
Per
cui, quando i cittadini della provincia di Pordenone avranno preso
conoscenza di tutti questi elementi per decidere con coscienza, si
faccia un referendum consultivo con TUTTA la popolazione provinciale,
perché questa è una scelta che inciderà per decenni sulla salute
dei pordenonesi, sia del capoluogo che della provincia.
Non
è come decidere se fare un teatro o meno.
Al
teatro si può rinunciare, mentre all'ospedale purtroppo no.
E
quindi, mi pare che su una questione così delicata sia giusto e
democratico chiedere direttamente ai cittadini, se
desiderano
ristrutturare
il vecchio S.Maria degli Angeli con finanziamenti e tempi certi
oppure costruirne uno nuovo in Comina, con tutte le incognite che vi
ho appena elencato.
E
non mi si venga a dire che così si perde tempo.
Dopo
aver lasciato incancrenire il problema per anni, mi pare che qualche
mese in più per lasciare ai cittadini la libertà di scegliere, non
sia un dramma.
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