giovedì 29 agosto 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 28 agosto 2013


Molti sono rimasti colpiti da quella catena umana di villeggianti che un paio di settimane fa ha tratto in salvo, davanti la spiaggia di Pachino in Sicilia, dei bambini, donne e uomini arrivati dall'Africa con una vecchia bagnarola e giunti a 150 metri dalla terraferma, rischiavano di non farcela col rischio di morire annegati.
La foto di questo salvataggio ha campeggiato per giorni sui nostri media.
Molti si sono sentiti orgogliosi per questo comportamento e tra questi anch'io, dopo che per anni mi sono vergognato di appartenere ad uno Stato xenofobo e razzista.
Vedere quegli uomini e donne che aiutavano quelle persone senza chiedersi: “adesso li dobbiamo mantenere noi”, mi ha fatto ricredere sulla nostra gente.
Mi sono detto: almeno in parte siamo ancora un popolo civile.
Purtroppo, sull'immigrazione è ancora valida la Bossi – Fini, una legge che non potrebbe esistere in nessun Paese civile e democratico.
Ma con la Lega che per due decenni su questa materia ha dettato legge con la complicità di Berlusconi a cui da sempre interessa esclusivamente evitare la galera e salvare la sua “robba”, il risultato non poteva essere altrimenti.
Una legge crudele e stupida che ha inventato il reato di “clandestinità” che giuridicamente in un'Europa, culla della civiltà occidentale, non potrebbe esistere.
Questi immigrati che fuggono da fame e guerre, sono trattati come lo erano gli ebrei durante il fascismo: perseguitati, arrestati e deportati nei lager, ma gli ebrei in quanto ebrei non avevano commesso nessun reato.
E sempre la Bossi - Fini ha istituito prima i CPT, i Centri di Permanenza Temporanea e poi i CIE, i Centri di Identificazione ed Espulsione.
Sigle che non contengono volutamente le parole: arresto, galera, prigione e le persone che vi entrano non vengono chiamati carcerati bensì, “ospiti”.
Un cinismo ipocrita all'ennesima potenza.
Coloro che hanno potuti visitare i CIE, hanno osservato che sono peggiori delle carceri “normali” (ed è tutto dire), sono dei veri e propri lager.
Tra gli “ospiti” dei CIE ci sono sicuramente dei delinquenti, ma molti sono colpevoli solamente di non avere il permesso di soggiorno in regola.
Magari dopo 10 o 15 anni di permanenza in Italia e aver fatto una famiglia nel nostro Paese, hanno visto scadere il permesso di soggiorno per aver perso il lavoro, e non trovandone altri visti i tempi, sono diventati dei clandestini a causa di questa barbara legge.
Pensate, un paese europeo con una civiltà millenaria è riuscito a concepire una legge in cui il comandante di un peschereccio che opera nel Canale di Sicilia ha dichiarato: “Quando vedevo una barca di profughi alla deriva mi allontanavo perché, in caso di intervento, sarei stato imputato di aiuto all'immigrazione clandestina, avrei perduto il mio lavoro e avrei rischiato il processo”.
La Bossi – Fini ha costretto questi pescatori a disattendere la legge del mare vecchia quanto il mondo, quella che obbliga gli uomini di mare a soccorrere un'imbarcazione alla deriva o comunque in difficoltà.
E poi l'osceno trattato con il dittatore libico Gheddafi, sottoscritto da Berlusconi e Maroni, per impegnare i libici a bloccare, E SAPPIAMO COME, le bagnarole che dalle loro sponde sul Mediterraneo vogliono arrivare in Italia ed in Europa.
Sono pure convinto che l'Unione Europea non può lasciare sola l'Italia a risolvere questo drammatico problema.
Deve farsene carico e trovare con i Paesi del Sud d'Europa affacciati al Mediterraneo e davanti alle coste nord africane teatro degli sbarchi, una soluzione umanitaria degna di questo nome.
Detto questo sono anche certo che molti di voi che mi state seguendo mi tacceranno di “buonismo”, la famigerata parola usata contro coloro che erano e sono contrari ai disumani metodi che vi ho descritto.
Mi chiedo: ma il contrario di “buonismo” è “cattivismo”?
E poi, come al solito, qualcuno userà l'altra frase classica quando si discute di immigrati e ci si azzarda a chiedere per loro un po' di umanità:
Se questi immigrati ti piacciono tanto, perché non te li porti a casa tua e te li mantieni?”.
A questi rispondo che io ad esempio, non condivido la costruzioni del TAV Torino - Lione o l'acquisto dei cacciabombardieri F35, eppure con le mie tasse mi costringono a condividerne i costi per cui potrei chiedere a chi mi taccia di “buonismo” e vogliono il TAV o acquistare gli F35 che mi trova assolutamente in disaccordo: perché il TAV e gli F35 non li pagate voi?
E potrei continuare all'infinito con altri esempi di questo tipo.
Il perché di queste reazioni è semplice nella sua crudezza: una buona parte di italiani sono razzisti.
Ci commuoviamo per Giulia Ligresti, in carcere da un paio di mesi accusata, assieme al padre Salvatore ed ai suoi fratelli, di aver rubato milioni ai risparmiatori e allo Stato, (quindi a noi cittadini) i cui avvocati chiedono che sia liberata perché la poveretta non è compatibile con la dura vita del carcere, MENTRE PER I POVERI CRISTI DEI CIE SIAMO INSENSIBILI.
Voglio chiudere con le parole di una signora che manifestava la propria solidarietà agli “ospiti”, (lo dico sempre tra virgolette), del CIE di Gradisca in rivolta per le condizioni disumane cui sono costretti a vivere: “QUANDO I MIEI NIPOTI MI DOMANDERANNO DOV'ERO QUANDO IMPRIGIONAVANO E TORMENTAVANO GLI IMMIGRATI, RISPONDERÒ CHE IO C'ERO!

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