Molti
sono rimasti colpiti da quella catena umana di villeggianti che un
paio di settimane fa ha tratto in salvo, davanti la spiaggia di
Pachino in Sicilia, dei bambini, donne e uomini arrivati dall'Africa
con una vecchia bagnarola e giunti a 150 metri dalla terraferma,
rischiavano di non farcela col rischio di morire annegati.
La
foto di questo salvataggio ha campeggiato per giorni sui nostri
media.
Molti
si sono sentiti orgogliosi per questo comportamento e tra questi
anch'io, dopo che per anni mi sono vergognato di appartenere ad uno
Stato xenofobo e razzista.
Vedere
quegli uomini e donne che aiutavano quelle persone senza chiedersi:
“adesso li dobbiamo mantenere noi”, mi ha fatto ricredere
sulla nostra gente.
Mi
sono detto: almeno in parte siamo ancora un popolo civile.
Purtroppo,
sull'immigrazione è ancora valida la Bossi – Fini, una
legge che non potrebbe esistere in nessun Paese civile e democratico.
Ma
con la Lega che per due decenni su questa materia ha dettato legge
con la complicità di Berlusconi a cui da sempre interessa
esclusivamente evitare la galera e salvare la sua “robba”, il
risultato non poteva essere altrimenti.
Una
legge crudele e stupida che ha inventato il reato di “clandestinità”
che giuridicamente in un'Europa, culla della civiltà occidentale,
non potrebbe esistere.
Questi
immigrati che fuggono da fame e guerre, sono trattati come lo erano
gli ebrei durante il fascismo: perseguitati, arrestati e deportati
nei lager, ma gli ebrei in quanto ebrei non avevano commesso nessun
reato.
E
sempre la Bossi - Fini ha istituito prima i CPT, i Centri di
Permanenza Temporanea e poi i CIE, i Centri di Identificazione ed
Espulsione.
Sigle
che non contengono volutamente le parole: arresto, galera, prigione e
le persone che vi entrano non vengono chiamati carcerati bensì,
“ospiti”.
Un
cinismo ipocrita all'ennesima potenza.
Coloro
che hanno potuti visitare i CIE, hanno osservato che sono peggiori
delle carceri “normali” (ed è tutto dire), sono dei veri e
propri lager.
Tra
gli “ospiti” dei CIE ci sono sicuramente dei delinquenti, ma
molti sono colpevoli solamente di non avere il permesso di soggiorno
in regola.
Magari
dopo 10 o 15 anni di permanenza in Italia e aver fatto una famiglia
nel nostro Paese, hanno visto scadere il permesso di soggiorno per
aver perso il lavoro, e non trovandone altri visti i tempi, sono
diventati dei clandestini a causa di questa barbara legge.
Pensate,
un paese europeo con una civiltà millenaria è riuscito a concepire
una legge in cui il comandante di un peschereccio che opera nel
Canale di Sicilia ha dichiarato: “Quando vedevo una barca di
profughi alla deriva mi allontanavo perché, in caso di intervento,
sarei stato imputato di aiuto all'immigrazione clandestina, avrei
perduto il mio lavoro e avrei rischiato il processo”.
La
Bossi – Fini ha costretto questi pescatori a disattendere la legge
del mare vecchia quanto il mondo, quella che obbliga gli uomini di
mare a soccorrere un'imbarcazione alla deriva o comunque in
difficoltà.
E
poi l'osceno trattato con il dittatore libico Gheddafi, sottoscritto
da Berlusconi e Maroni, per impegnare i libici a bloccare, E
SAPPIAMO COME, le bagnarole che dalle loro sponde sul
Mediterraneo vogliono arrivare in Italia ed in Europa.
Sono
pure convinto che l'Unione Europea non può lasciare sola l'Italia a
risolvere questo drammatico problema.
Deve
farsene carico e trovare con i Paesi del Sud d'Europa affacciati al
Mediterraneo e davanti alle coste nord africane teatro degli sbarchi,
una soluzione umanitaria degna di questo nome.
Detto
questo sono anche certo che molti di voi che mi state seguendo mi
tacceranno di “buonismo”, la famigerata parola usata contro
coloro che erano e sono contrari ai disumani metodi che vi ho
descritto.
Mi
chiedo: ma il contrario di “buonismo” è “cattivismo”?
E
poi, come al solito, qualcuno userà l'altra frase classica quando si
discute di immigrati e ci si azzarda a chiedere per loro un po' di
umanità:
“Se
questi immigrati ti piacciono tanto, perché non te li porti a casa
tua e te li mantieni?”.
A
questi rispondo che io ad esempio, non condivido la costruzioni del
TAV Torino - Lione o l'acquisto dei cacciabombardieri F35, eppure con
le mie tasse mi costringono a condividerne i costi per cui potrei
chiedere a chi mi taccia di “buonismo” e vogliono il TAV o
acquistare gli F35 che mi trova assolutamente in disaccordo: perché
il TAV e gli F35 non li pagate voi?
E
potrei continuare all'infinito con altri esempi di questo tipo.
Il
perché di queste reazioni è semplice nella sua crudezza: una buona
parte di italiani sono razzisti.
Ci
commuoviamo per Giulia Ligresti, in carcere da un paio di mesi
accusata, assieme al padre Salvatore ed ai suoi fratelli, di aver
rubato milioni ai risparmiatori e allo Stato, (quindi a noi
cittadini) i cui avvocati chiedono che sia liberata perché la
poveretta non è compatibile con la dura vita del carcere, MENTRE
PER I POVERI CRISTI DEI CIE SIAMO INSENSIBILI.
Voglio
chiudere con le parole di una signora che manifestava la propria
solidarietà agli “ospiti”, (lo dico sempre tra virgolette), del
CIE di Gradisca in rivolta per le condizioni disumane cui sono
costretti a vivere: “QUANDO I MIEI NIPOTI MI DOMANDERANNO
DOV'ERO QUANDO IMPRIGIONAVANO E TORMENTAVANO GLI IMMIGRATI,
RISPONDERÒ CHE IO C'ERO!
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