giovedì 8 agosto 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 7 agosto 2013


Dopo la sentenza della Cassazione che ha condannato definitivamente Berlusconi a 4 anni di carcere per frode fiscale, molti, conoscendo cosa ne penso da sempre del Caimano, mi hanno chiesto se ero soddisfatto del verdetto.
Io ho risposto a tutti: ma c'era bisogno della sentenza della Cassazione per sapere che Berlusconi è un soggetto incline a delinquere?
Comunque, giovedì scorso è stato un bel giorno.
Quando un fuorilegge viene condannato non è mai un brutto giorno.
Da allora mi sento sollevato.
Per colpa di questo individuo, per anni non si è potuto parlare delle cose concrete, dei veri problemi del nostro Paese.
Non voglio rispettare chi per vent'anni ha narcotizzato il Paese per i suoi problemi giudiziari ed economici.
Eppure l'articolo 3 della Costituzione recita esplicitamente: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Chi può dire che questo articolo non sia stato violentato dal Caimano e dai suoi maggiordomi in questi due decenni?
Senza amnistie, prescrizioni, depenalizzazioni, leggi ad personam, come l'avevo già ribadito in altre “Isole”, Berlusconi sarebbe da tempo ospite delle patrie galere.
Non a caso dividevo i suoi sostenitori tra i complici e chi lo ha sostenuto in buonafede, convinto da una propaganda mistificatoria condotta da un'informazione disonesta ai suoi ordini.
E a proposito di informazione, mi chiedo: in quale Paese civile un condannato a 4 anni di carcere, può permettersi di usare le TV pubbliche e private per inveire con un monologo delirante contro i magistrati che lo avevano appena condannato?
Sono anche certo che molti di voi che mi state seguendo, non conoscono i fatti per cui è stato condannato.
La sistematica disinformazione ha attaccato i magistrati, ma non vi ha fatto conoscere cosa si dibatteva nel processo concluso giovedì scorso con la condanna per frode fiscale.
La sintesi è questa.
Fininvest poi diventata Mediaset, di cui Berlusconi è ovviamente il dominus, comperava i diritti dei film dalle majors americane per trasmetterli nelle loro TV. Ma non li acquistavano direttamente da queste società di produzione, ma attraverso altre società di intermediazione localizzate in paesi off shore sempre di proprietà di Berlusconi che le gestiva attraverso dei prestanome.
Questi diritti venivano poi rivenduti a Fininvest e poi a Mediaset, caricando il prezzo in maniera abnorme.
Ad esempio, se un film veniva acquistato a 100 da queste società fittizie di cui il socio unico occulto era, ricordiamolo, Berlusconi, veniva poi rivenduto alla casa madre, sempre di Berlusconi, a 500.
In questo modo il satrapo arcoriano realizzava un duplice risultato: creava un suo tesoro in nero nei paradisi fiscali, diminuendo così gli utili del suo gruppo evadendo il fisco italiano.
La Procura di Milano ha quantificato che questo sporco gioco ha fruttato al Caimano ben 270milioni di euro.
Questo traffico fraudolento, era sconosciuto alla quasi totalità della struttura apicale della società berlusconiana.
Tant'è che Franco Tatò, chiamato nel 1993 a risanare l'azienda di Berlusconi che in quel periodo era in stato prefallimentare, essendo indebitata con le banche per quasi 3 volte e mezza il valore del suo capitale, dicevo, quando Tatò è stato chiamato a deporre in tribunale disse a proposito di questo sistema: ”era un'area di attività assolutamente chiusa e impenetrabile, gestita a più alto livello da Bernasconi, (l'amico ora defunto più fidato con Confalonieri di Berlusconi) che dava conto della sua attività direttamente a Berlusconi e non riferiva al Consiglio di Amministrazione”.
Franco Tatò ricorda ancora ai giudici in una testimonianza del marzo 2007, che lui era stato chiamato da Berlusconi per ridurre i costi di gestione della Fininvest e che aveva notato i costi esorbitanti dell'acquisto dei diritti televisivi rispetto ai prezzi correnti di mercato.
Ecco questa è la sintesi del processo Mediaset: Berlusconi ha rubato a tutti i cittadini italiani evadendo in modo clamoroso le imposte.
Chi, dopo questi fatti ormai acclarati, ritiene Berlusconi un uomo politico che ha subito un accanimento giudiziario da parte di una magistratura politicizzata e comunista, lo invito a farsi visitare da qualche psicologo e andare in analisi.
Una buona terapia dovrebbe guarirlo dalla “berlusconite”, una malattia che ti fa ignorare i fatti, che ti toglie la logica e il cosiddetto buonsenso..
Naturalmente questo vale per chi è in buonafede.
Per gli altri, quelli che in questi anni lo hanno seguito e lo seguono tutt'ora per convenienza, non sono altro che complici di un personaggio che, scrivono sempre i giudici: “... la particolare capacità a delinquere dimostrata nell'esecuzione del disegno, consistito nell'architettare un complesso meccanismo fraudolento ramificato in infiniti paradisi fiscali...e che da suddetta attività è conseguita (per Berlusconi) un'immensa disponibilità economica all'estero, in danno non solo dello Stato, ma anche di Mediaset e, in termini di concorrenza sleale delle altre società del settore”.
Insomma, questi maggiordomi berlusconiani sono complici di un delinquente patentato.
Questa è la cruda realtà dei fatti!



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