giovedì 1 agosto 2013

Testo della mia "L'Isola" a TPN del 31 luglio 2013


C'era una volta un Paese i cui abitanti prosperavano sereni.
La vita trascorreva tranquilla. 
Era il Paese dei Balocchi.
Ma poi, lentamente, si consolidò al potere una casta politica ed economica che grazie ad una informazione manipolata, reticente e omertosa, ridusse i suoi cittadini alla condizione di sudditi.
La gente era confusa.
Non sapeva distinguere il vero dal falso.
Mai come in quei momenti era valida la massima di Mark Twain:
È più facile ingannare la gente, piuttosto che convincerla di essere stata ingannata”.
Coloro che cercavano di smascherare questi imbroglioni, venivano spesso derisi.
Ora vi racconto un fatto dal quale si comprende il livello di banditismo politico raggiunto dalla casta politica di quel Paese dei Balocchi.
In una città viveva un personaggio politico che inveiva contro lo Stato e la sua capitale che definiva “ladrona”, vaneggiando pure la nascita di uno Stato inesistente.
Con questo programma, il suo partito lo candidò alle elezioni politiche.
Venne così eletto più volte parlamentare.
Era un uomo pubblico stimato.
Dicevano che era preparato, capace e onesto.
Quando terminò la sua ultima legislatura nazionale, il nostro uomo si candidò per un nuovo scranno nel Consiglio regionale sempre in quella Regione nel Paese dei Balocchi.
Ovviamente, un uomo con queste qualità entrò in Consiglio regionale con una gran messe di voti.
Venne pure eletto presidente della nuova Assemblea.
Era un monumento istituzionale.
Poi un brutto giorno per lui, ma per altri, forse, fu un bel giorno, venne accusato di aver usato l'auto blu di servizio per usi personali.
Quando il fatto divenne pubblico, alcuni gli intimarono di dimettersi da presidente.
Mentre lui rimaneva abbracciato alla sua dorata poltrona.
Urlava la sua innocenza.
Diceva di non aver fatto nulla di illegale.
Ma dopo tanta resistenza, il nostro ometto a malincuore dovette dare le dimissioni da presidente del Consiglio regionale, diventando un
semplice consigliere.
E fu così che per aver usato l'auto blu in modo improprio, venne processato e condannato.
Alle recenti elezioni tenute in quella Regione nel Paese dei Balocchi, non fu candidato e così, dopo molti anni, rimase fuori da ogni ruolo istituzionale.
Ma ora siamo al secondo tempo.
Secondo una notizia pubblicata su un quotidiano locale, il nostro protagonista è indagato per un nuovo reato: avrebbe fatto la “cresta” sui costi da lui sostenuti quando girava il mondo da presidente del Consiglio regionale.
Il sistema era semplice.
Il Nostro, acquistava i biglietti aerei più cari, se li faceva poi sostituire con altri di minor costo, ma dalla Regione si faceva rimborsare il biglietto più costoso, trattenendo per se la differenza.
Secondo la procura, questo metodo da ruba galline gli avrebbe fruttato 2.419 euro.
Poi, sempre secondo l'accusa di quel Pm, non accontentandosi di quei quattro soldi, probabilmente perché l'appetito vien mangiando come recita un vecchio adagio, il nostro eroe si faceva accompagnare nei suoi viaggi esotici dalla sua gentile consorte, naturalmente sempre a spese della Regione di quel Paese dei Balocchi.
I suoi tour nel mondo avevano mete come: Kuala Lampur in Malesia, Colombo nello Sri Lanka e Mumbai in India.
Questi viaggi in Paesi così lontani venivano giustificati come istituzionali, anche se francamente mi sfugge l'utilità istituzionale di quelle visite, ma su questo non voglio entrarci.
Comunque sia, qualcosa non tornava.
Ad esempio, a Kuala Lampur in Malesia ha partecipato ad un evento che iniziava il 16 febbraio e si concludeva il 18, mentre, sempre in compagnia della sua cara mogliettina, si tratteneva in quella località esotica dal 15 al 21, quindi anche in giorni in cui la manifestazione era conclusa.
Sempre ospiti, ovviamente, in hotel di ottimo livello, naturalmente saldati con soldi regionali. Soldi dei contribuenti.
Cari telespettatori di TPN, questi comportamenti ci devono far riflettere.
Se queste accuse venissero provate, dovremmo chiederci: perché questo individuo teneva comportamenti così spudorati?
Secondo il mio punto di vista, questo politicante si sentiva al di sopra delle leggi che i poveri sudditi sono tenuti a rispettare.
E poi ho un'altra curiosità: com'è possibile che nessuno della Casta politica fosse a conoscenza di questa sua abitudine di viaggiare facendo la “cresta” sui costi, facendosi pure accompagnare dalla sua signora sempre a spese nostre, ritardando pure i rientri?
Ora non so come finirà questa storia.
La procura sta facendo le sue indagini.
Ma se queste accuse venissero provate, io spero che questo signore, si fa per dire, non si faccia più vedere dai cittadini.
Spero gli sia rimasto un briciolo di dignità e dopo aver chiesto scusa ai suoi conterranei e restituito il maltolto, cambi città, regione e nazione.
Per farla breve: è meglio per tutti che sparisca dalla circolazione.

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