Ecco un esempio che ci fa capire, senza tanti giri di parole, che se vincesse il “Sì” al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, i pm verrebbero entro un breve lasso di tempo messi sotto l’esecutivo, anche se la Costituzione lo vieta, con qualche legge ordinaria come togliere la polizia giudiziaria ai pm.
Ecco cosa ha
escogitato questo governo per bloccare le indagini dei magistrati della Corte
dei Conti. Infatti, Meloni e C. con una legge ordinaria vogliono limitare le
funzioni di questa Corte. Con il ruolo della magistratura contabile
ridimensionata alterando così gli equilibri costituzionali che erano posti a
tutela della legalità della finanza pubblica.
In un’intervista,
il Procuratore capo della Corte dei Conti della Lombardia Paolo Evangelista, ha
spiegato con chiarezza cosa accadrà, quando entro la fine anno la destra di Meloni
farà diventare legge la riforma che stravolge l’assetto della CdC.
Dice il
procuratore: “Nella riforma non c’è quasi
nulla di positivo …. Le nostre funzioni verranno ridotte”. “Saranno molto gerarchizzate. Ogni atto di
“particolare rilievo” come un sequestro avrà bisogno del “visto” del
Procuratore generale a Roma”. Il lavoro diventerà sempre più farraginoso e
quindi poco incisivo ed è “una lesione
del principio dell’autonomia e indipendenza dei giudici”. E poi fa delle
analogie con la separazione delle carriere che ci vedrà nella prossima primavera
alle prese con il referendum confermativo. Dice il procuratore lombardo che: “… questo grandissimo ampliamento dei poteri
di controllo a livello centrale dei pm contabili, sembra un’anticipazione di
quello che si vuole fare con la separazione delle carriere”.
Poi questa
riforma che dovrebbe passare al Senato domani 27 dicembre prossimo, “… espande in maniera abnorme l’ambito del
controllo preventivo degli atti, dando poi una specie di scudo per quello che
succederà dopo”. “Viene introdotto il silenzio – assenso: dopo 30 giorni l’atto
si intende registrato e nessuno potrà essere chiamato a rispondere per gli atti
conseguenti. Se poi il danno è accertato, il risarcimento erariale si limita al
massimo al 30% dei rimborsi in solido cui sono tenuti coloro o chi ha procurato
i danni, ma comunque saranno rimborsati con un massimo di due annualità dello
stipendio”. Per cui, ad esempio, se dovesse emergere che Salvini e
compagnia bella hanno speso soldi inutili per un’opera come il “Ponte sullo
stretto”, visto che non si potrà fare e la loro responsabilità sarà acclarata, i
costi fino ad ora sostenuti all’erario in questi due anni verrebbero rimborsati col
30% del danno subito dallo Stato, mentre con la legge attuale dovrebbero
rispondere in solido con il 100%.
“(Questo
fatto comporta) una
deresponsabilizzazione del funzionario pubblico o del politico: a fronte di un
danno accertato c’è questo tetto che fa perdere anche l’effetto deterrenza …”.
Poi il Procuratore fa il caso di Milano dove sono stati fatti degli abusi
edilizi come la costruzione di grattacieli fuori dalle norme, con un danno per l’amministrazione di 300mila euro. Con la nuova legge, gli amministratori
e politici coinvolti se ritenuti colpevoli pagheranno il 30% del danno e
comunque non oltre due loro annualità di stipendio. Così come in altri casi
come per le Olimpiadi Milano – Cortina dove stanno emergendo dei fatti di
malaffare. Per cui non sarà un buon affare per in cittadini che saranno
chiamati a saldare con le loro tasse la differenza del 70%.
Poi il
giornalista gli chiede del perché di questa riforma. Il giudice risponde: “per una malintesa cultura del “fare”, per
cui ogni controllo ostacola l’efficienza, dimenticando che oltre il “fare” è
fondamentale “fare bene””. E poi ha ricordato lo stop della CdC al progetto del Ponte sullo stretto di
Messina e la reazione della Meloni che ha parlato di “intollerabile invadenza dei giudici” auspicando un rapido via
libera alla riforma che sembra quasi una ritorsione. “Mentre la CdC ha solo evidenziato criticità che potevano portare danni
erariali molto pesanti visto il rischio di violare norme Ue ed esporre la P.A.
ai ricorsi. Ripeto: legare le mani ai magistrati contabili è solo un danno alla
collettività”.
Occhi aperti
dunque!
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