martedì 24 marzo 2026

Israele e la tortura

La relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi, Francesca Albanese, ha scritto un report sull’uso della tortura da parte di Israele. Una tortura usata per completare la sua politica di genocidio del popolo palestinese.

Scrive: “La tortura è sempre stata un elemento centrale della politica di espropriazione dei palestinesi da parte di Israele. Tuttavia , dall’ottobre 2023, Israele ha fatto ricorso alla tortura su una scala che fa pensare a una vendetta collettiva e a un intento distruttivo”.

Sono aumentati gli arresti e detenzioni amministrative dopo il 7 ottobre 2023, con oltre 18.500 arresti di palestinesi, tra cui almeno 1.500 bambini. Dei 9.245 palestinesi detenuti, solo 1.330 lo sono per una condanna, 3.300 in custodia cautelare e 3.500 in detenzione amministrativa senza permesso. Circa 4.000 sono scomparsi e sono ritenuti morti.

Secondo Albanese, questo qualifica il reato di tortura secondo le Convenzioni internazionali. Ha poi proseguito: “I trattamenti  crudeli, inumani o degradanti, la privazione, le minacce e l’insicurezza imposta attraverso i loro effetti cumulativi e prolungati, possono insieme infliggere una grave tortura psicologica su larga scala nell’ambito di un contesto di tortura”. Albanese precisa che questi dati sono ottenuti “tramite contributi scritti, tra cui oltre 300 testimonianze raccolte da numerose organizzazioni, nonché attraverso consultazioni a distanza con esperti giuridici e sopravvissuti alla tortura (…) comprese le testimonianze di informatori israeliani”. “Sebbene la tortura si verifichi anche al di fuori dei contesti di genocidio, ogni genocidio comporta alcune forme di tortura (…) A Gaza, Israele ha trasformato l’intera Striscia in un campo di tortura a cielo aperto, dove nessun luogo è sicuro e ogni aspetto della vita quotidiana è organizzato per produrre paura permanente, dolore e umiliazione, dalle evacuazione forzate tra percorsi segnati dai raid, alle zone umanitarie bombardate, fino all’uso della fame come arma”.

Albanese ci spiega poi che “il caso di Gaza è come un caso di tortura generalizzata. La stessa logica si applica in Cisgiordania, dove il “continuum carcerario” di muri, check point e sorveglianza creato dall’occupazione si è esacerbato dopo il 2023”.

E chiude dicendo che :”La tortura dei palestinesi non è più solo un crimine diffuso, ma un ingranaggio strutturale del genocidio in corso e dell’architettura coloniale israeliana”.

C’è ancora qualcuno che pensa che Netanyahu e la sua banda siano delle personcine che meritano il nostro rispetto?

Io penso siano solo dei criminali che usano il proprio potere in maniera delinquenziale. E non tacciatemi da antisemita, non lo sono e non lo sarò mai, ma sono nemico di Netanyahu, Ben-Gvir, Smotrich e compagnia cantando, che sono degli avanzi di galera.

lunedì 23 marzo 2026

Ha vinto il No!

 

SCAMPATO PERICOLO.

Ha vinto nettamente il NO!

EVVIVA!

Sono dei sepolcri imbiancati

Trump e la sua banda di gangster, sono dei farisei, dei sepolcri imbiancati all’ennesima potenza. Sono degli invasati. Giustificano i bombardamenti con la morte di migliaia di uomini, donne e bambini, come se fossero voluti da Dio. La scena nella sala ovale alla Casa Bianca con in  pastori evangelisti in preghiera e in estasi per Trump, rimarrà negli annali come un fatto memorabile, la dimostrazione  di come le religioni siano usate strumentalmente.

Il sottosegretario alla Difesa (Guerra?) Usa, Pete Hegseth, ha dichiarato con toni messianici riguardo la guerra in Iran: “Con la nostra forza schiacciante il nostro esercito farà piovere morte e distruzione sugli apocalittici nemici iraniani”. Ha poi chiesto al popolo americano di pregare in ginocchio  “nel nome di Gesù Cristo”. “I mullah sono disperati e in preda al panico”. Durante un incontro al Pentagono, Hegseth ha recitato il salmo 144 della Bibbia: “Benedetto sia il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra e le mie dita alla battaglia”. E in una intervista alla Cbs ha detto: “Stiamo combattendo contro fanatici religiosi (urca, detta da lui) che cercano di dotarsi di armi nucleari per una sorta di Armageddon religioso”, seguito da un paradosso: “Ovviamente sono uomo di fede che incoraggia le nostre truppe ad affidarsi alla propria fede e confidare in Dio”. E ancora: “Le nostre capacità sono migliori. La nostra volontà è migliore. La provvidenza di Dio onnipotente è lì a proteggere queste truppe e noi siamo impegnati in questa missione”. E’ convinto che bombardare, uccidere uomini, donne e bambini sia una missione voluta dal suo Dio onnipotente.

Hesgeth ha sul petto tatuato  la croce di Gerusalemme simbolo delle crociate. Vicino c’è la scritta: “Dio lo vuole”. Che è il grido di battaglia dei cristiani che andavano alle crociate.

Insomma, l’amministrazione Trump è certa che le guerre scatenate dal capo banda, siano lecite e volute da Dio stesso.

Io rinchiuderei questi invasati in qualche manicomio per evitare ulteriori danni al mondo.

domenica 22 marzo 2026

Due povere indigenti

Una signora che vive a Lomazzo in provincia di Como, la 67enne Juna Scafetta invalida all’80% e una pensione sociale di 630 euro, dovrà pagare a Daniela Santanchè, 58mila euro per averla insultata in un post.

Tutto nasce la vigila di Natale dello scorso anno in cui la Santanchè con pelliccia e colbacco di ordinanza, augurava da Cortina buone feste a chi lavora. Sul post è partita una valanga di insulti diretti alla ministra. E qui, come scrive sul Fatto Thomas Mackinson, Santanchè ha dato mandato ad un avvocato famoso per essere capace di “monetizzare” l’odio social passando in rassegna i vecchi post e inviando le raccomandate agli autori, con gli inviti a pagare i danni pena il trascinamento in un processo per diffamazione. Tra questi c’è la nostra Juna che, dopo aver visto gli auguri da Cortina della Santanchè, ha scritto di getto: “Ma vai a fanculo faccia di merda”.

Dopo aver ricevuto la raccomandata, la signora quasi sviene: “Ho cominciato a tremare e piangere. Non sapevo cosa fare. Abito in una casa popolare, vivo con 630 euro di pensione, da me cosa possono prendere?”. E a proposito della frase incriminata la signora ha spiegato che “quando ho visto che faceva gli auguri, ma non pagava i dipendenti, sfoggiando vestiti da mille euro, ho visto nero e ho scritto mossa dalla rabbia”. Ora l’indigente querelata può far valere l’attenuante della provocazione. Ma poi c’è l’altra parte della storia che fa incazzare anche il sottoscritto. Nel 2015, scrive sempre Mackinson, la Santanchè venne condannata a risarcire l’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia per averle definite in Tv “organizzazione integralista”. Lei rispose arrogantemente: “Mi pignorino anche lo stipendio, non pagherò mai”. Ma poi su suo ordine fece scrivere dai suoi legali in gran silenzio, di “essere in gravi difficoltà economiche”. E così il giudice le accordò di saldare i restanti 14.146 euro in 18 comode rate da 786 euro mensili. In quel momento Santanchè era parlamentare, aveva un’azienda quotata in borsa, azioni del Twiga e una villa di proprietà a Milano di 980 metri quadri, con sauna, piscina in madreperla e servitù. E si è fatta passare per una persona indigente!

Certo la signora Scafetta ha sbagliato, non si offende in modo così sguaiato nessuno, ma io penso che la Santanchè se ha ancora un briciolo di umanità dovrebbe “perdonarla”. Ed è pure una sua collega visto che ha chiesto ad un tribunale di essere come lei in “gravi difficoltà economiche”. Praticamente sono simili: due povere indigenti.

AL REFERENDUM VOTATE NO!

sabato 21 marzo 2026

Votiamo NO!

Ecco un documento redatto dalle Camere Penali Italiane il 1° agosto 2019 in relazione al progetto di riforma del ministro di allora Bonafede.

“Quanto  alle norme che riformano alcune parti dell’ordinamento giudiziario, esse sono fuori sacco inserito dal ministro senza mai averci nemmeno consultato. Su di esse ci limitiamo a osservare che la riforma dell’ordinamento giudiziario non si improvvisa con qualche norma-spot, meno che mai introducendo il sorteggio per le elezioni dei membri del Csm, una autentica umiliazione delle regole democratiche e dei principi costituzionali sull’elettorato attivo e passivo…”

Ora le Camere Penali sembra abbiano cambiato idea e su questa giravolta il pm di Napoli, Henry John Woodcock scrive: “Se è vero che, come si dice, le persone intelligenti cambiano idea, in questo caso, senza dubbio, i Signori Avvocati dell’Unione delle Camere Penali hanno superato ogni immaginabile previsione”.

E continua: Farò campagna elettorale per il No usando le stesse parole dellUCPI perché ritengo sia “un’autentica umiliazione delle regole democratiche e dei principi costituzionali sull’elettorato attivo e passivo, perché umiliare cittadini e magistrati non serve a nessuno e men che mai agli avvocati, che dei magistrati sono i principali interlocutori”.

Poi sempre Woodcock ha dato dei numeri molto interessanti, che sono difficili da reperire nei nostri media. Nel 2024, nel nostro Paese su circa 445mila processi penali, circa 429mila si sono svolti e sono stati definiti innanzi al Giudice di Pace e al Giudice monocratico, nei quali la funzione della pubblica accusa è svolta da un avvocato e, tra l’altro, nel caso dei processi che si celebrano innanzi ai Giudici di pace, lo stesso Giudice è un avvocato, e ciò appunto per dire alla base di tanta energia e di tanto impeto nell’invocare i principi del “ giusto processo” vi è sempre e solo attenzione per i processi di “serie A”, e cioè per i processi a carico degli imputati che, tendenzialmente, possono permettersi di pagare  bravi avvocati; insomma la “solita giustizia di classe”.

E’ un momento molto importante per la nostra democrazia. Sette articoli della Costituzione non si cambiano per motivi non molto chiari!

AL REFERENDUM DI DOMANI E LUNEDI’, METTETE LA CROCE SUL NO.

 

Restiamo umani

L’attenzione del mondo è ora rivolta quasi totalmente verso l’aggressione all’Iran da parte di Israele e Usa. Il motivo è semplice e si chiama: gas e petrolio. I morti di questa guerra non contano. E anche in Ucraina, a Gaza e in Cisgiordania, la gente continua a morire.

Eccone un esempio.

Una settimana fa, nella notte tra sabato e domenica è stata massacrata la famiglia palestinese di Bani Odeh. Sono morti trucidati all’interno della loro auto dalla polizia di frontiera, il figlio Mohammed di cinque anni, Otyman di sette, cieco e con bisogni speciali, la madre, Waad Bani Odeh di 35 anni e il padre Ali Bani Odeh di 37 anni. Sono sopravvissuti due fratellini. L’undicenne Khaled ha raccontato di aver sentito piangere la madre e il padre prima che venissero uccisi. Dopo la sparatoria la polizia ha trascinato fuori dalla macchina crivellata di colpi il ragazzo che ha sentito dire da uno degli agenti: “Abbiamo ucciso dei cani”, così ha dichiarato all’agenzia Reuters. Ma l’obbrobrio non è finito. Ad una ambulanza della Croce Rossa palestinese è stato impedito di avvicinarsi all’auto crivellata di colpi. Questa famiglia stava rientrando a casa dopo aver fatto degli acquisti. La versione della polizia israeliana dice che dopo l’alt l’auto dei palestinesi ha accelerato e che sentendosi minacciati hanno risposto al fuoco. L’esercito israeliano in un comunicato ha dichiarato: “Di conseguenza quattro palestinesi che si trovavano nel veicolo sono stati uccisi”.

Mentre Ajith Sunghay, capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite nei territori occupati ha così commentate il grave episodio: “Gli attacchi riflettono un disprezzo totale per la vita dei palestinesi. L’impunità sta alimentando un aumento delle uccisioni, degli sfollamenti, degli espropri, e una maggiore sofferenza per i palestinesi in tutto il territorio occupato”.

E questo è vero. Questi fatti avvengono perché i banditi che fanno questi massacri sono tutelati dal governo canaglia di Netanyahu e in modo speciale dal ministro delle Finanze, nonché ministro “aggiunto” alla Difesa con poteri speciali nella gestione dei Territori Palestinesi Occupati, Bezalel Smotrich. Ecco alcune sue dichiarazioni: “( sono) fascista e omofobo”; “vorrei essere il boia dei palestinesi”; “I palestinesi? Non esistono”; “Ben- Gurion, (il fondatore di Israele), avrebbe dovuto finire il lavoro e cacciare tutti gli arabi da Israele quando è stato fondato; “Bisogna radere al suolo il villaggio di Huwara”. 

E questo è il boia dei palestinesi. Ma non dimentichiamoci che a Gaza, Israele ha nuovamente ridotto gli aiuti alimentari nella striscia mentre 100mila bambini rischiano la malnutrizione acuta che non significa “solo” che soffrono la fame, ma che  il corpo divora letteralmente se stesso.

Come è facile capire, certo che il gas e il petrolio sono importanti per la nostra Società, ma questi drammi che avvengono sotto i nostri occhi, se vogliamo rimanere umani, non devono lasciarci indifferenti. Non devono essere dimenticati.

  

 

venerdì 20 marzo 2026

L'Iran e i politicanti penosi

La posizione della nostra classe politica riguardo alla grave situazione in cui ci troviamo con l’invasione dell’Iran da parte della coppia criminale, Netanyahu-Trump, sono incredibili.

Il ministro della Difesa Crosetto, dopo tanti arzigogoli ha dichiarato: “(L’invasione in Iran) è fuori dal diritto internazionale”. Ma, sempre secondo il nostro ministro, anche se le cose stanno così non possiamo farci niente.

Il ministro degli Esteri Tajani, invece in tempi diversi aveva dichiarato. “Il diritto internazionale conta fino ad un certo punto”. Un’apoteosi da grande statista.

La nostra capa del governo Meloni invece, dopo il massacro di 168 bambine e ragazzine morte sotto il bombardamento della loro scuola il primo giorno di bombardamenti a Teheran, si finge svenuta, non parla e non vede. Poi, bontà sua, quando finalmente si è degnata a rispondere sull’invasione all’Iran, riesce a dire: “Non condivido e non condanno”. Una cosa miserabile. Forse pensa ancora di sostenere la candidatura del gangster di Washington per il Nobel per la Pace.

Mentre la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, invece si è espressa così: “Il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne”. Ed è come dire: E’ in cinta, ma poco poco.

Il ministro canaglia israeliano Smotrich ha dichiarato: “Il diritto internazionale non si applica agli ebrei. Questa è la differenza tra il popolo eletto e gli altri”. Da Tso!

E per capire ancora di più l’abisso morale cui siamo sprofondati, ecco le mezze ammissioni del Pentagono riguardo la strage della scuola femminile. Gli americani hanno usato la tecnica del double tap, ovvero la prima bomba crea il massacro e poi dopo circa quaranta minuti, quando arrivano i soccorritori, ne arriva un’altra e così la strage è completa. E questo è un crimine di guerra, ma tanto per questa gentaglia, uno più uno meno poco cambia, loro sono i “buoni”.

Quello che mi fa inorridire è l’afasia dei nostri politicanti su questi gravissimi fatti. E sono quelli che hanno come riferimento: Dio, Patria, Famiglia.

Penosi.