giovedì 15 ottobre 2026

Siamo su una china pericolosa

Su “ordine” di Trump i Paesi Nato devono raggiungere entro il 2035 il 5% di Pil per difesa e sicurezza. 3,5% in armi e 1,5% in infrastrutture e industria militare. E ovviamente Meloni ha accettato senza battere ciglio la richiesta del bandito Usa, contrariamente allo spagnolo Sanchez. I costi sarebbero stratosferici per il nostro Paesei: 80/85 miliardi di euro l’anno per le armi per un totale con le infrastrutture di 115/120miliardi annui centrando l’obiettivo del 5%. Una montagna di soldi che non abbiamo. Secondo la Sipri di Stoccolma nel 2020 – 2024 il 64% delle importazioni di grandi sistemi d’arma dei membri europei della Nato, arrivava dagli Usa, contro il 52% del quinquennio precedente. Sull’energia, nel 2025 l’Unione europea ha importato dagli Usa il 58% del Gnl (gas liquefatto). L’Ue compra più gas e armamenti Usa con il risultato di diventare più militarizzata e più dipendente, ma anche più esposta al confronto con la Russia, una potenza nucleare. Per cui la Meloni che segue pedissequamente i desiderata di Trump è una patriota degli Usa e non dell’Italia. A me pare sia così visto le sue scelte,

Annie Jacobsen nel suo libro “Guerra nucleare” ha dipinto uno scenario da brividi.

Ha spiegato minuto per minuto ciò che potrebbe accadere dopo un singolo lancio: allerta, identificazione e decisione sulla risposta. Lei scrive che bastano 72 minuti per arrivare ad una guerra termonucleare su vasta scala, perché le decisioni si devono prendere in pochi minuti, magari sulla base di informazioni incomplete. Quindi quando qualcuno vi dice che si può controllare una eventuale escalation, vi sta raccontando una cosa sbagliata. Una volta superata una certa soglia, non c’è più razionalità che tenga. Per cui dobbiamo essere coscienti che le cose ci possono sfuggire di mano, che possono andare fuori controllo. Eppure, causa il cretinismo di molti politici europei, l’Europa si sta mettendo in un confronto con la Russia che potrebbe portarci ad un conflitto diretto. E la Russia ha 6300 testate nucleari!

Questa è la situazioni attuale. Serve una mobilitazione popolare per imporre un cambio di rotta a quei governi guidati da stupidi guerrafondai, per far capire loro che non è armandoci fino ai denti che si trova la pace, ma esattamente il suo contrario.

Si vis pacem, para bellum, “se vuoi la pace, prepara la guerra” è una stronzata galattica. Chi si arma, prima o poi le usa.

Ritorno al Medioevo

Il ministro della Guerra di Trump, Pete Hegseth ha annunciato che la morte tramite fucilazione del musulmano Nidal Hasan, ex maggiore dell’esercito Usa che uccise tredici commilitoni nella base militare di Fort Hood nel Texas gridando “Allah Akbar”, sarà trasmessa in streaming , quindi sarà un’esecuzione pubblica. Hegseth è un cristiano nazionalista che segue la teologia che prevede vendette e punizioni divine già in questo mondo. Uno che probabilmente vorrebbe che l’inquisizione medievale fosse ancora viva e vegeta. La Chiesa che segue Hegseth è quella del pastore Doug Wilson che tiene sermoni e preghiere nell’ufficio degli Affari Religiosi istituito da lui stesso. Negli anni novanta, Wilson è stato tra i fondatori della Communion of Reformed Evangelical (Comunione delle Chiese Riformate Evangeliche). Sta sostenendo una “crociata cristiana nell’era di Trump”. Dice senza arrossire che le donne non dovrebbero votare, Che non dovrebbero assumere posizioni da leader. E se sposate devono sottomettersi al marito. Difende lo schiavismo. Prevede che entro i prossimi duecentocinquanta anni gli Usa diventeranno una “teocrazia”.

Insomma un altro soggetto dell’amministrazione Trump, da portare via con l’ambulanza.

mercoledì 14 ottobre 2026

Per l'Avvocatura dello Stato: E' scoppiata la terza guerra mondiale!!

L’Avvocatura dello Stato ci dice che è scoppiata la terza guerra mondiale!!

Dice infatti: “Siamo nell’attuale contesto storico-politico, in cui, com’è a tutti noto, è in corso una guerra mondiale “a pezzi” ed “ibrida” che coinvolge, tra gli altri, anche l’Italia”.

Tutto questo è nato dopo la controversia nata a Ravenna. Infatti la querelle è iniziata nel 2026 dalla giornalista Linda Maggiori che aveva chiesto all’Agenzia delle Dogane di conoscere quantità e tipologie dei materiali d’armamento transitati nel porto romagnolo nel 2025, con l’indicazione dei Paesi di provenienza e destinazione. Una richiesta lecita di accesso civico che serve per verificare nel rispetto della legge 185 del 1990, che disciplina e limita il commercio internazionale di armamenti. L’Agenzia ha  risposto di no, invocando la sicurezza e le relazioni internazionali. La Maggiori ha presentato ricorso e il 1° luglio il Tar dell’Emilia Romagna le ha dato in parte ragione: i quantitativi devono essere comunicati, mentre possono essere riservati i Paesi d’origine e di destinazione. Così l’Agenzia delle Dogane ha impugnato la sentenza al Consiglio di Sato, difesa dall’Avvocatura dello Stato che scrive: “Il porto di Ravenna ha una rilevanza militare complessiva e una strategicità nel dispositivo marittimo complessivo della Nazione. Inoltre con la diffusione dei dati attraverso i mezzi d’informazione permetterebbe alle potenze straniere di conoscere il ruolo strategico dello scalo. Un rischio da scongiurare, perché sarebbe in corso una guerra mondiale ibrida che coinvolge anche il nostro Paese”. Sembrano parole di altri tempi bui. Quindi niente trasparenza, perché come si diceva al tempo del Duce: “Taci che il nemico ti ascolta”. Mentre l’avvocato della  Maggiore afferma che conoscere i dati sia indispensabile per un controllo democratico come prevede la legge 185. Sostiene anche di aver documentato già nel 2025 il transito dal porto di Ravenna di armamenti destinati ad Israele e provenienti da Repubblica Ceca e Ungheria.

Il Consiglio di Stato che ha discusso il ricorso presentato l’8 ottobre, deve ancora pronunciarsi nel merito.

Stiamo scivolando su una china molto ma molto pericolosa.

martedì 13 ottobre 2026

Trump non accetterà la sconfitta

In un tempo pieno di incognite, l’unica certezza è che se Trump perdesse le elezioni di medio termine, succederebbe un finimondo che potrebbe essere l’inizio di una specie di guerra civile negli Usa. Trump non accetterà mai la sconfitta. Parlerà di brogli elettorali e chissà cos’altro, per caricare i suoi fan più esaltati che cominceranno a manifestare sulle piazze, nei luoghi delle istituzioni e dopo può accadere di tutto.

Lo abbiamo già visto all’opera il 6 gennaio 2021 con l’assalto al Campidoglio di Washington di migliaia di americani fan di Trump, che poi sono stati condannati dai tribunali, ma che appena eletto li ha poi graziati.

Potrebbe accadere di nuovo. Un autocrate come lo è il boss di Washington, non accetterà mai una eventuale sconfitta elettorale. Diventerebbe quello che in gergo politico quando un presidente perde la maggioranza alla Camera e magari anche al Senato, “un’anatra zoppa”. Non può più amministrare il Paese come lo ha fatto in questi due anni che è al potere, con diktat cervellotici e scelte criminali, vedi le aggressioni al Venezuela, all’Iran e la polizia anti immigranti dell’Ice, che usa sistemi degni della “gestapo” nazista, senza dimenticare le sue scelte sui dazi e la sua “amicizia” con Putin.

Insomma, quando il 3 novembre prossimo gli americani saranno chiamati alle urne per le elezioni di Mid- term e se, come dicono i sondaggi, i Repubblicani perdessero la maggioranza alla Camera e forse anche al Senato,  ne vedremmo delle belle, per usare un eufemismo.

lunedì 12 ottobre 2026

Adda passa' 'a nuttata

Alla giudice sudafricana Navi Pillay, è stato assegnato il premio Nobel per la Pace. La Pillay ha vissuto in Sudafrica l’apartheid. Oggi è giudice della Corte Penale Internazionale ed è stata anche l’Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Dopo la notizia, il boss di Washington ha subito tuonato dicendo che il Nobel per la Pace gli spettava sparando un filotto di stupidaggini indegne di un capo di Stato occidentale. “Ho risolto otto guerre. Sono vicino a porre fine o a risolverne altre due. Ho riportato a casa tutti gli ostaggi israeliani, compresi gli ultimi 28, sia vivi che morti”. Che ha ottenuto la liberazione di “centinaia di ostaggi provenienti da Paesi di tutto il mondo”. Per poi aggiungere: “Ho vinto una guerra in Venezuela e catturato il violento dittatore che governava quel Paese in modo spietato”. “Ho impedito alla Repubblica islamica dell’Iran, il principale sponsor del terrorismo, di ottenere un’arma nucleare”. Ed ha finito per dire: “Eppure, nonostante tutto questo, né io, né gli Stati Uniti d’America abbiamo ricevuto il premio Nobel per la Pace. WoW!”.
Ha poi annunciato pesante sanzioni contro i giudici della CPI dell’Aia per le ordinanze giudiziarie da loro emesse.

Se tutte queste affermazioni fossero state pronunciate da un normale cittadino, questo verrebbe portato via immediatamente con l’ambulanza. Ma purtroppo è il presidente degli Usa!

La Pillay ha risposto: “C’è tanta tensione e apprensione riguardo alla sopravvivenza dei tribunali internazionali, in particolare della Corte Penale Internazionale dell’Aia. Ma soprattutto, un Paese ha annunciato sanzioni contro i giudici, solo per le ordinanze giudiziarie da loro emesse. E’ una cosa senza precedenti e inaccettabile”.

Come diceva Eduardo De Filippo: Adda passà ‘a nuttata.

 

 

domenica 11 ottobre 2026

Potenti che si sentono al di sopra delle leggi

Gaetano Arnao è un ex consulente del governatore della Sicilia Schifani. In passato è stato anche vicegovernatore di FI in Regione. E’ accusato di aver intascato una tangente di 5mila euro negli uffici del Senato. Sono riusciti a prenderlo in flagranza mentre incassava questo denaro grazie ad un trojan inserito nel suo cellulare. Arnao è il marito di Giusy Bartolozzi, ex capo di Gabinetto di Nordio al ministero della Giustizia. Lei è indagata dalla procura di Roma per il “caso Almasri”, il torturatore e assassino egiziano che l’Italia, dopo averlo arrestato su richiesta della procura europea, lo ha rilasciato e poi  accompagnato con un aereo di Stato in Egitto.

Sempre Arnao è accusato di aver preso altre mazzette. Ad esempio, l’11 settembre scorso degli operai che facevano dei lavori in casa sua, hanno trovato nascosta dentro un orologio a pendolo una borsa di stoffa piena di banconote. Domanda: perché nascondere del denaro in un orologio a cucù? Che provenienza avevano quei soldi? Penso che, come l’ex ministro Di Lorenzo nei primi anni novanta nel pouf  del salotto teneva soldi e i preziosi bottino di tangenti, anche un orologio a cucù non mi pare sia un luogo adatto per tenere dei soldi se non fossero di provenienza illegittima. Nella sua casa, su ordine della procura palermitana, erano state piazzate delle telecamere e microspie nell’ambito di una inchiesta che ha coinvolto nove persone. L’operaio che ha trovato il bottino in casa Arnao, grazie alle telecamere si è potuto ascoltare la sua esclamazione dopo il ritrovamento: “Ci sono piccioli, c’è di moriri”. Tradotto: “Ci sono soldi, c’è da morire”. E così la segretaria di Arnao ha deciso di mettere la borsa con il  denaro nella cassaforte. Tre giorni dopo le telecamere hanno captato l’ira di Arnao che ha poi controllato che i soldi ci fossero tutti. E visto che l’orologio non è più un nascondiglio sicuro, ha spostato il contante tra i libri. La procura ha anche sentito Arnao inveire contro i magistrati: “Ste merde di magistrati di Palermo”. La scorsa settimana la procura di Palermo ha chiesto il suo l’arresto.

E a proposito, per non dimenticare, la Bartolozzi che è  pure un magistrato, è quella che durante la campagna sul referendum sulla magistratura sparò: “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che è un plotone di esecuzione”.

Domandina finale, secondo il buon senso e la logica, la moglie dell’Arnao, Giusy Bortolozzi poteva essere all’oscuro di tutti questi maneggi di denaro del marito? Non si è mai chiesta, visto che lei è una magistrata, da dove venissero queste stecche per decine e decine di migliaia di euro?

Aah, saperlo!

 

 

 

 

sabato 10 ottobre 2026

La casta politica è viva e vegeta

Una notte a Cortina una suite costa 1.505 euro. 

Chi ha usufruito di questi lussi a spese dell’erario in occasione della discesa libera femminile alla Olimpiade invernale 2026, nel weekend del 7/9 febbraio a Cortina? Ma certo, il nostro Matteo Salvini che è rimasto in valle due notti tra compiti istituzionali e commenti social. Sempre all’Hotel di Cortina sono state prenotate 4 stanze per dei componenti della segreteria del ministero dei Trasporti e di Palazzo Chigi, al costo sempre di 1.505 a notte. Per un totale di 15mila euro. E qui la Corte dei Conti vuole vederci chiaro.  I giudici vogliono chiarimenti su ogni spesa che riguarda anche l’acquisto dei biglietti per 767mila euro di cui 349mila donati a delle personalità.

Il capo di Gabinetto del ministero di Salvini, Francesco Lucianò, è stato ospite dello stesso hotel anche il 14 febbraio festa di S.Valentino, al costo di un pernottamento di 1.922 euro. E visto che è rimasto ospite per tre notti il costo totale è stato di 4.932 euro. Sempre a spese dello Stato. Due notti a 3.010 euro in totale le ha passate Alfredo Storto, che guida l’ufficio di Gabinetto di Salvini. Poi sono arrivati Fabio Burgarello, capo della segreteria particolare di Palazzo Chigi e Alessandro Morelli (Lega), sottosegretario a Palazzo Chigi. Anche Morello e Burgarello per due notti sono costati 3010 euro. Durante le settimane olimpiche c’è stato un via vai di personaggi del ministero in compagnia del ministro Salvini, per cui a febbraio il costo di questi pernottamenti è stato di 18.638 euro.

Capisco che questi personaggi non potevano pernottare in una bettola di campagna per decoro istituzionale, ma certamente potevano scegliere degli hotel più modesti. Mentre chi è andato a Cortina privatamente per assistere alla Olimpiade, doveva pagarsi tutto di tasca propria. Ma se doveva pagarsi gli hotel, molto probabilmente non avrebbe pernottato in suite da 1.505 euro a notte.

Ma per questa casta paga sempre Pantalone, che poi siamo noi cittadini che paghiamo le tasse.