martedì 28 luglio 2026

Anche noi vogliamo un sogno

Ho letto su Piazza Grande, la pagina dove sono ospitate le lettera inviate al Fatto Quotidiano, un intervento del lettore Massimo Liofredi che mi ha colpito, tant’è che lo propongo nel blog.

“La Spagna ha vinto i mondiali. E ha vinto anche fuori dal campo. Mentre a Madrid alzavano la coppa dei mondiali americani, il governo di Pedro Sanchez raccoglieva un altro risultato: salari più alti, difesa della sanità pubblica, welfare, diritti e integrazione. Ha scelto di investire sulle persone. Sulla scuola, sul lavoro, sulla settimana corta. Ha avuto una linea chiara anche sul piano internazionale. Ha giocato di squadra ed ha vinto. Dentro lo stadio e fuori. L’Italia invece sono tre edizioni che non va ai mondiali di calcio. E non è solo una questione di calcio. Fuori dal campo perdiamo da altrettanto tempo. Perdiamo i nostri ragazzi migliori che prendono la valigia e vanno a Madrid, a Berlino, a Londra. Vanno a cercare stipendi che qui sono fermi da vent’anni e opportunità che qui non arrivano. Perdiamo pezzi di sanità ogni giorno, tra liste d’attesa infinite, pronto soccorso al collasso. Perdiamo il senso del merito, quello che nei discorsi è sempre in prima fila, ma nei fatti vale meno di una raccomandazione, di un’amicizia, di chi guarda solo al proprio orticello. E mentre le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese, questo governo sceglie di destinare miliardi all’acquisto di armi ed al sostegno alla guerra. Sceglie di parlare di identità e di radici, ma dimentica il presente di chi lavora, di chi cura, di chi insegna. La comunicazione è tutta sulla difesa, ma la gente ha bisogno di attacco. Ha bisogno di un piano, di una visione, di soldi in tasca. Il confronto è impietoso. Da una parte una nazionale che corre, che osa, che crede nel collettivo. Dall’altra una nazionale che sta chiusa in difesa e non riesce neanche a qualificarsi. Un governo che distribuisce e costruisce il futuro. Un altro che taglia, che compra missili e che chiede di stringere la cinghia. Allora la domanda è semplice. Quando riusciremo a tornare ai Mondiali? Forse il giorno in cui torneremo a qualificarci sarà anche il giorno in cui torneremo ad avere una società vincente. Il giorno in cui uno stipendio basterà per vivere, in cui un ospedale curerà in tempo, in cui un giovane bravo resterà qui perché qui trova futuro e non deve scappare. Ma saremo in grado di vincere ancora i Mondiali come la Spagna? La speranza è tutta nel 2027. Quando gli italiani torneranno a votare dovranno decidere se continuare a fare la riserva o se tornare in campo da titolari. Dovranno decidere se vogliono un Paese che spende in armi o un Paese che spende in persone. La Spagna ci ha mostrato la strada. Si può vincere se si investe sulla gente. Se si fa squadra. Se si ha il coraggio di guardare avanti”.

Io penso che queste poche righe potrebbero essere il programma di un governo progressista Sta a noi, se lo vogliamo, che questo sogno si realizzi.

lunedì 27 luglio 2026

Meloni e i no vax

Mi rendo conto che la politica è sempre alla ricerca di consenso. Alle volte i governi fanno delle scelte non condivisibili, ma che sono molto gradite agli elettori dei partiti di governo che le propongono.

Ma del caso di cui scrivo credo sia stata superata abbondantemente la linea della decenza e del buon senso. Mi sto riferendo alla riabilitazione dei medici no vax. Quei medici che non hanno accettato i risultati scientifici, com’è imposto dalla loro deontologia professionale Questi medici al tempo del Covid hanno lasciato i loro colleghi soli a combattere contro questo micidiale virus. E poi, grazie ai vaccini preparati a tempo di record dalla collaborazione della ricerca scientifica in tutto il mondo, il virus è stato debellato. Una delle poche volte in cui il mondo della ricerca ha lavorato in sinergia per trovare nel più breve tempo possibile il vaccino. Mentre molto personale medico ha pagato il loro stare vicino per curare i contagiati dal virus anche con la vita. Coloro che se ne sono lavati le mani durante la pandemia perché non credevano ai vaccini, sono stati radiati dal loro Ordine professionale.

Ma una deputata di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri, in Commissione Affari sociali della Camera, ha presentato un emendamento che è stato accettato dalla maggioranza di governo, che di fatto aprirebbe le porte ai no vax espulsi e quindi poter riprendere la loro attività professionale.

Questo emendamento è anche sostenuto dal sottosegretario alla Salute sempre di FdI di professione farmacista, Marcello Gemmato.

Nel marzo 2021 Meloni voleva di fatto un green pass europeo per ripristinare la circolazione in Ue, ma senza trasformarlo in un passaporto di immunità. Voleva i vaccini individuati dalla ricerca scientifica e renderli obbligatori. Mentre questa Buonguerrieri dice il contrario, ovvero che il vaccino è stato imposto da una sinistra ideologica, giustificando tale scelta ricordando una circolare ministeriale inesistente. Per dirla papale, papale, con una menzogna. Per cui oggi per un pugno di voti dei no vax, la Meloni si fa paladina per il reintegro di questi medici, dopo aver detto esattamente il contrario durante la pandemia. Certo il suo mentore Trump ha nominato ministro della Salute Robert Kennedy junior, contrario ai vaccini in maniera sfegatata. Un uomo che ha creato gravi danni alla salute pubblica americana, oltre che alla ricerca scientifica. E la Meloni, a quanto pare, sta seguendo il suo ometto di Washington anche su questo.

Questi sono tempi bui.

Svegliamoci prima che sia troppo tardi.

domenica 26 luglio 2026

La California al Referendum

Ecco l’ultima novità: i comunisti hanno conquistato la California. Così pare sia convinto quel brav’uomo di Trump.

Infatti, in un referendum che si terrà a novembre, i californiani decideranno se tassare di più i paperoni miliardari. Se vincesse il Sì verrà introdotta una tassa del 5%, una tantum, sui patrimoni dei miliardari per poi girare l’incasso al sistema sanitario statale. Il gettito previsto è di circa 100 miliardi di dollari. A pagarlo sarebbero circa 250 famiglie, con un patrimonio stimato in 2.000 miliardi di dollari, poco meno della metà dell’intero Pil, infatti nel 2025 la California ha prodotto un Pil di 4.250 miliardi che la colloca al quinto posto nelle economie mondiali. 

Questi miliardari californiani hanno pagato nel 2025 solo lo 0,26% della loro ricchezza annua e le tasse pagate sul reddito sono solo il 2,4% del gettito fiscale totale californiano. Il sistema fiscale degli Stati Uniti è iniquo. I miliardari pagano sul loro reddito il 24%, mentre i cittadini comuni pagano il 30%, questo perché i loro patrimoni sono investiti in gran parte in azioni. Comunque, ritornando in California, è giusto ricordare  che un californiano su tre è povero o molto vicino alla soglia di povertà. Sono come i polli di Trilussa. Per capire le differenze tra chi ha tutto e chi ha poco o niente, basta leggere le statistiche sulle ricchezze. Il patrimonio netto dei miliardari californiani nel 2019 era di 700miliardi di dollari, nel 2025 sono passati a 2.100. Il loro portafoglio azionario in questi anni è aumentato del 212%. E’ il classico esempio che la ricchezza genera altra ricchezza. E molte di queste ricchezze, come abbiamo visto, sono dovute a investimenti borsistici, non attraverso lavoro imprenditoriale.

Ora, per vincere il referendum, è scattata  la reazione delle lobbying, con diverse centinaia di milioni versati dai miliardari per convincere i californiani a votare No.

Chi in Italia è contro la patrimoniale obietta che coloro che dovrebbero pagarla trasferirebbero i loro capitali in altri Paesi più ospitali. Ma il caso Norvegia che ha aumentato l’imposta patrimoniale lo smentisce. Solo l’1,7% ha lasciato il Paese, mentre le imposte sono aumentate notevolmente. E nessuno può immaginare che i miliardari della Silicon Vally con la rivoluzione in corso sull’intelligenza artificiale, possano spostarsi a Miami o nel Texas. I sondaggi danno in vantaggio il No al 55%. Mentre l’80% degli americani sono favorevoli ad un aumento delle tasse ai ricchi. Se a questo referendum dovesse vincere chi vuole una patrimoniale, questo avrebbe dei riflessi anche in Europa. E specie in Italia dove chi pronuncia solo questa parolina viene lapidato. Dobbiamo però ricordarci che la disuguaglianza estrema è incompatibile con una vera democrazia. Per cui l’esito del referendum in California, uno dei Paesi più ricchi del mondo, ma con disuguaglianze enormi, potrebbe aprire nuovi scenari anche da noi.

sabato 25 luglio 2026

Un governo con giocatori da fiera paesana

Questo governo evidentemente ha nascosto una barca di miliardi sotto il materasso. Non si possono spiegare diversamente le frasi pronunciate  dai ministri Tajani, Crosetto e Giorgetti, quando hanno dichiarato che possiamo aumentare le spese militari “senza tagli alla scuola o alla sanità”. Poi Tajani in audizione alla Commissione Difesa ha continuato affermando: “L’industria della Difesa è uno straordinario motore di crescita, di competitività e di innovazione”. E poi Crosetto: “Investire in Difesa non significa sottrarre risorse alla vita sociale e civile, Senza sicurezza non esistono crescita economica, diritti sociali e benessere duraturo”.

Per cui secondo questi geni o a scelta, giocatori delle tre carte da fiera paesana, personalmente propendo per la seconda ipotesi, arrivare al 5% del Pil di spese militari entro il 2035 com’è stato ribadito al recente vertice Nato ad Ankara, secondo i calcoli dell’Osservatorio sulle spese militari italiane  (Milex), le spese militari italiane totali a quella data, ammonterebbero a 498miliardi di euro. Mentre il costo annuale si attesterebbe a 145miliardi. Che sarebbe una spesa quasi uguale della sanità, una volta e mezza il costo dell’istruzione e tre volte quella dell’assistenza. Per cui i tre di cui sopra, dovrebbero spiegarci dove troverebbero le risorse senza toccare il welfare come straparlano. In realtà, tutto questo comporta un impoverimento di massa dei cittadini. Mi chiedo come si faccia digerire ai cittadini una scelta simile. Probabilmente con le menzogne come hanno già iniziato.

Secondo i dati della SIPRI (Stockolm International Peace Research Institute) i dati relativi al 2025 ci confermano che i costi in spese militari della Russia sono stati di 190miliardi di euro, mentre l’Unione europea ne ha spesi 457, quindi più del doppio della Russia. Il Pil della Russia ammonta a circa 2200 miliardi, mentre quello dell’Ue è di 20.900 . Gli abitanti della Russia sono 144 milioni, mentre quelli dell’Ue sono 450 milioni. Questi sono i numeri ufficiali, eppure quando Giuseppe Conte a Napoli ha dichiarato: “Stanno creando una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”, è successo un putiferio. Eppure ha smascherato una balla colossale ai danni del popolo italiano.

Ma i media complici di tutto questo, lo hanno crocifisso assieme alla destra ed a una parte del Pd.

Ma se prendiamo per buone ciò che hanno detto i tre di cui sopra, siamo stati dei cretini, degli stupidi che non ci abbiamo pensato prima a creare una forte industria bellica, visto che la manifattura italiana è in recessione già da qualche anno.

E oggi, molto probabilmente, vivremmo nel Paese di Bengodi.

Ma una vocina mi sta dicendo che questi, ci stanno prendendo per il culo. Ci stanno prendendo per dei gonzi boccaloni e questo non è piacevole.

venerdì 24 luglio 2026

Del Mastro vs Caroccia e il No

C’è un uomo politico che faceva parte di un governo che ha una relazione economica con un mafioso. C’è un capo di governo che afferma di essere entrata in politica perché ammiratrice di Paolo Borsellino, che per la sua lotta alla mafia è morto ammazzato. Addirittura l’uomo che occupa il ruolo nelle istituzioni immediatamente dopo il presidente della Repubblica, dichiara che se Borsellino fosse vivo, sicuramente farebbe parte del governo attuale, ovviamente per i suoi trascorsi antimafia.

Insomma abbiamo un governo che dice di essere un nemico giurato del mondo mafioso. Quanta ipocrisia!

Andiamo ai fatti. La procura di Roma sta indagando sull’ex socio di Del Mastro in un ristorante di Roma, Mauro Caroccia, prestanome dei Senese di Roma, uno dei più pericolosi clan mafiosi della capitale. Il pm chiede di poter usare le chat intercorse nel tempo tra l’ex sottosegretario Del Mastro e Caroccia nell’indagine contro il mafioso. I pm chiedono di aprire queste chat anche se Del Mastro non è indagato, per cercare nuovi indizi che possano servire per combattere e sbattere in galera i capi del clan Senese. E cosa risponde questa maggioranza che a parole dice di ispirarsi all’antimafia di Borsellino?

Dice che le prerogative del parlamentare sono più importanti della possibilità di dare un colpo importante al clan dei Senese. E quindi sottraggono una parte importante delle indagini su delle possibili prove che potrebbero contenere le chat tra Caroccia e Del Mastro. Dicono anche che non hanno nulla da temere per il loro ex sottosegretario perché questi non ha nulla di cui rimproverarsi. Ma allora viene da chiedersi: se Del Mastro dice che non ha nulla da nascondere, possibile che indagini così importanti possano venire vanificati solo per tutelare formalmente una prerogativa parlamentare, mentre per la procura di Roma che sta indagando contro il clan mafioso più pericoloso della capitale, ritiene che queste chat siano importantissime per le indagini.

Io penso, ma sarò tacciato sicuramente di malafede, che Del Mastro, uno degli uomini più potenti all’interno del partito della Meloni, abbia molto da nascondere, altrimenti i suoi colleghi della maggioranza non avrebbero deciso per il no al pm, una scelta che gli elettori perbene di questa maggioranza faranno molta difficoltà ad accettare. Altro che Borsellino è il loro nume tutelare sulla giustizia, come dicono spesso dalla Meloni in giù. Io penso che dopo questa vergogna, molti elettori perbene dei FdI non lo voteranno più, mentre l’uomo, che la mafia ha fatto esplodere in via d’Amelio, si rigirerà nella tomba.


giovedì 23 luglio 2026

L'Occidente è buono per antonomasia

Come si sa, l’Occidente è buono per antonomasia. Tutte il suo agire è per il bene dei popoli liberi. Così gli Usa e Israele hanno invaso l’Iran per bloccare, così è stata giustificata la guerra israelo- americana, gli iraniani perché stavano arricchendo l’uranio per fabbricare l’ordigno nucleare ed entrare così nel novero dei Paesi che detengono questa micidiale bomba. Ovviamente gli iraniani sono cattivi per antonomasia per cui dobbiamo ringraziare Netanyahu e Trump che si sono adoperati per evitare che questi soggetti poco raccomandabili potessero fare del male ai popoli loro vicini e non solo. Ora gli Usa tramite il loro boss Trump, che non dimentichiamolo comanda gli Usa che sono lo Stato capofila dei buoni nel mondo, ha deciso che l’Arabia Saudita di Bin Salman, noto capo di uno Stato democratico, può arricchire l’uranio sotto l’egida americana. Delle aziende americane avranno un ruolo centrale nella costruzione delle infrastrutture nucleari per l’arricchimento dell’uranio per usi civili, ma con la prospettiva di costruire degli ordigni nucleari in futuro.

Se questo accordo dovesse innescare una nuova corsa alle armi nucleari, al momento giusto interverrebbero i buoni e risolverebbero il problema.

Comunque sia, dobbiamo ringraziare il boss di Washington per aver fatto questa scelta che sicuramente porterà del bene al pianeta.

E chi pensa il contrario è un terrorista, un amico dei Paesi del male.

Salvini disperato

Solo un politicante disperato potrebbe fare dichiarazioni come sta facendo Salvini: “La difesa è sempre legittima”. Una stupidata se detta in un bar dopo troppo alcol, ma gravissima se detta dal vice presidente del Consiglio dei ministri.

Una frase stupida e inaudita che porterebbe il Paese al Far west. Almeno è quello che accade nei Paesi che permettono ai cittadini di armarsi e di difendersi da soli. Le statistiche parlano chiaro. Un esempio su tutti: negli Usa si contano 120,5 milioni di armi su 100 milioni di abitanti, più armi che residenti. E i morti per arma da fuoco sono 44.000 l’anno!

In Italia le statistiche dicono che sono 0,8 i morti da arma da fuoco su 100mila abitanti, meno di 950 l’anno, la maggior parte per suicidi o incidenti.

Insomma, riflettiamoci bene quando questi politicanti sparano certe frasi farneticanti. Sono molte pericolose. Possono sembrare di primo acchito anche accettabili davanti a certi fatti, ma rischiano di creare un inferno, come spesso accadde negli Usa, dove le armi da fuoco si acquistano con facilità  nei supermarket, con sparatorie e uccisioni nelle scuole, nelle strade , nei centri commerciali  eccetera.