lunedì 18 maggio 2026

E' una presa per i fondelli.

La figlia del Caimano, Marina, sta entrando a piedi uniti nel mondo della politica. E vuole diventare la paladina dei diritti civili.

Lei dice di essere liberale e vorrebbe che tra le sue fila entrasse l’acchiappa voti (ironico) Calenda. Le idee che porta in FI, il partito di cui è padrona, sono molto ghiotte: sulla bioetica, sull’aborto, sul suicidio assistito, sulla cittadinanza agli stranieri e via elencando. E sono tutti li ad applaudire. Ovviamente la Berlusconi usa la chiave che apre tutto per gli orfani del Caimano che non si trovano solo nel centrodestra: porto i “valori “ di mio padre!

A questo punto ho dei dubbi sulle sue proposte sui diritti civili.

Berlusconi padre è quello che nel 2009 da capo del governo ha sottoscritto la Carta dei Pro Vita contro l’aborto. Fece un decreto legge, che il presidente Napolitano respinse per manifesta incostituzionalità, quando la Cassazione decise che ad Eluana Englaro fossero tolte, su richiesta del padre, l’alimentazione e l’idratazione forzata per lasciarla andare in pace. Disse su Eluana anche una frase mostruosa: “Eluana è una persona che respira, che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio”. Ributtante. Che era un frequentatore in prima fila ai Family Day. Con alle spalle divorzi ed una vita amorosa piuttosto “strana”. Insomma, se la figlia di cotanto padre dice che lei segue i suoi valori, penso che le idee che oggi propone, usando solo un minimo di buonsenso, siano una grossolana presa per il culo.

domenica 17 maggio 2026

Chi ha paura del M5S?

Perché molti politici, giornalisti hanno paura del Movimento 5 Stelle? Appena hanno la possibilità sparano a zero contro il M5S, spesso usando menzogne.

Eppure Conte, quand’era presidente del Consiglio, ha fatto delle scelte importanti, quasi rivoluzionarie rispetto alla palude politica che da decenni sta pian piano distruggendo economicamente e socialmente il Paese. Una su tante: il Reddito di cittadinanza, una scelta di civiltà. Sul lavoro il costo orario minimo. E poi, dall’Europa ha portato a casa 209miliardi del Pnrr che pochi ricordano. Aveva cominciato un percorso per avvicinarsi alla Cina con il Memorandum: Belt and Road Initiative, “La via della Seta”. Ora vediamo quanto sia importante quel Paese dopo che Trump si sta allontanando (io penso per fortuna) dall’Europa. E’ uno dei pochi uomini politici italiani che ha una credibilità per trovare degli accordi con i Paesi del Brics. Che può essere importante per una futura pace in Ucraina e quindi ritornare ai rifornimenti energetici dalla Russia, pagando molto meno rispetto ai costi cui siamo obbligati importandoli dagli Usa, grazie agli accordi della Meloni. Che può cercare sponde in Ue con altri Stati per cambiare paradigma sulla Russia di Putin che oggi viene indicata dalla von der Leyen in giù, come il nostro mortale nemico. Una sciocchezza clamorosa. Che vuole stracciare l’accordo del riarmo mostruoso del 5% del Pil voluto dalla Meloni per servilismo verso Trump e che l’Italia non può permettersi. Sulla Giustizia vuole ritornare alle leggi del ministro Bonafede, che combattevano la malavita organizzata, la corruzione e tutte le illegalità dei c.d. colletti bianchi, leggi che da Meloni, Nordio e soci, sono viste come una ingerenza della magistratura sulla politica. Una sontuosa cazzata.

Ecco queste sono alcune cose che il M5S vorrebbe fossero messe in chiaro sul programma della futura coalizione di centrosinistra. Io penso che queste scelte, il popolo del campo progressista apprezzerebbe molto.

Ma dove sta il problema affinché questo programma si possa realizzare? Nel Pd che è tutto e il suo contrario. All’interno di esso ci sono personaggi che vedono il M5S come un pugno nell'occhio, perché vogliono che questa palude non venga spazzata via dal vento di cambiamento che porterebbe il Movimento.

Ma il “campo largo” avrà successo solo se i punti del programma saranno chiari e non fumosi e che si possano concretizzare e così avvicinare alla vita politica i milioni di giovani che al referendum hanno detto No e che oggi stanno alla finestra.

Furbe scappatoie non sarebbero più accettate.

 

sabato 16 maggio 2026

Signore, perdona loro...

Il fatto.

Dei bambini di una quinta elementare di Marostica nel vicentino, sono stati portati in gita scolastica con destinazione Trieste.

Sono andati in piazza Libertà notoriamente frequentata da immigrati irregolari che entrano in Italia dalla rotta balcanica. L’iniziativa prevedeva anche la distribuzione di pasti a questa povera gente da parte dei bambini, con la collaborazione dell’associazione umanitaria Linea d’Ombra Odv, la rete sociale di “Fornelli resistenti” e la onlus “Fattoria sociale Conca d’Oro di Bassano”.

I bambini attraverso i social hanno raccontato la loro esperienza: “Abbiamo fatto un percorso ad occhi bendati e scalzi perché nella rotta balcanica le scarpe e i calzini dei migranti si rompono e loro camminano nel buio per non farsi trovare dalla polizia. Abbiamo oltrepassato degli ostacoli un po’ più alti e anche bagnati con dell’acqua e dei sassi. Noi eravamo in un luogo protetto, mentre loro sono in natura e non sanno cosa potrebbe succedere. Pensare che si sono fatti tanti anni per arrivare qua e prendere questo pasto e averglielo dato noi, è proprio una cosa  bella. Per noi è poco, ma per loro è tantissimo”. 

Ora io penso che un fatto di questo genere sia una delle cose più belle che possono accadere a dei bambini: hanno conosciuto la realtà. Hanno visto negli occhi queste persone. Hanno toccato con mano la realtà cui vivono e che spesso vengono raccontate come fossero dei numeri e non esseri umani.

E volete sapere come hanno reagito i farisei cattolici nostrani a questo fatto?

La europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint e il senatore Dreosto, coordinatore leghista del FVG su quanto accaduto: “Tali fatti risultano gravi, sia per la natura dei messaggi che tale attività scolastica ha inteso veicolare, configurandosi come condizionamento ideologicamente orientato nei confronti di bambini privi di adeguati strumenti critici. Un vero lavaggio del cervello”.  E aggiunge la Cisint: “Un ingresso clandestino nel nostro Paese è una realtà in cui si intrecciano traffico di  esseri umani, di droga, armi, violenza e terrorismo. Allucinante portare i bambini in una zona come piazza Libertà, dove pochi giorni fa si è verificato un fatto di sangue”. E non poteva mancare Fedriga che parla della scelta scolastica come un po’ stravagante, particolare: “Magari così si vuole scoprire l’illegalità, allora forse è utile che i ragazzi lo sappiano che esiste appunto un’illegalità, troppe volte coperta da associazioni che vivono di questa illegalità”.

Insomma questa gente è riuscita a sporcare anche questa lodevole iniziativa di quella scuola, sparando frasi violente, senza nessuna empatia per dei poveri cristi. Spargendo a piene mani solo odio verso il diverso, il povero. Se questi bambini crescessero con l’odio che le parole di questi personaggi emanano, crescerebbero pieni di livore verso il diverso, verso i poveri cristi che fuggono dalla miseria, con dei pregiudizi che sono contrari alla convivenza civile e contro un minimo senso di umanità.

Io non sono credente, ma mi viene spontaneo dire: Signore perdona loro perché non sanno quello che dicono.

Personalmente, mi vergogno per loro!          ,

Biennale: quanta ipocrisia

Kaja Kallas, il “ministro degli Esteri” dell’Ue sulla biennale di Venezia ha dichiarato riguardo alla Russia: “(Sono) i nostri avversari, gli aggressori non dormono”. Ha usato il “noi” ma la Russia ha aggredito l’Ucraina! Noi non siamo in guerra con la Russia.

Poi dice che l’arte russa non è autonoma dal potere di Mosca, crede che gli artisti li scelga Putin in persona.

Ma quanti Paesi che espongono alla Biennale non sono democratici e quindi, secondo la logica della Kallas, la loro arte non è libera?

Ad esempio, l’Arabia Saudita che ha il primato mondiale delle esecuzioni capitali, che tortura, arresta, che ammazza i bambini yemeniti, che uccide i giornalisti che non sono in linea, vedi il caso  Khashoggi, l'arte è libera?

E l’Azerbaigian, che è una dittatura famigliare in mano al presidente Aliyev dal 1993.

Poi c’è la Repubblica del Congo dove è in corso da decenni una guerra civile. Save the Children ha denunciato il reclutamento di bambini - soldato, addetti al trasporto di armi e sono spesso oggetto di violenza sessuale.

E noi italiani conosciamo molto bene l’Egitto del generale Al Sisi che ha torturato e ucciso Giulio Regeni. Senza dimenticare Israele che dopo il genocidio di Gaza e le altre barbarie in Cisgiordania, sta bombardando i Paesi vicini tra i quali il Libano e l’Iran.

E il Qatar, una monarchia assoluta  governata dalla famiglia Al Thani dal 1825. In Qatar sono vietati i sindacati, vige la censura e la libertà di espressione è limitata. Ma il Qatar è uno dei nostri più importanti fornitori di energia.

E non dimentichiamoci degli Usa. Gli artisti americani sono tutti trumpiani?

Insomma se facciamo una classifica degli Stati liberi, con l’arte libera dal potere delle loro autocrazie, dittature e anche delle deboli democrazie, io penso che rimarrebbe alla Biennale solo la Svizzera.

 

venerdì 15 maggio 2026

Fedriga è primo

Ho letto la classifica dei presidenti di Regione più graditi. Al primo posto si trova Massimiliano Fedriga. I suoi trombettieri nei media si sono gasati. Poi osservo che il secondo in graduatoria è Alberto Stefani presidente da 5 mesi del Veneto. quindi non sarebbe ancora classificabile. Mentre il terzo in graduatoria è il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto. E allora ho capito che queste classifiche contano poco e sono alquanto strane.

Occhiuto è il personaggio politico calabrese più importante da oltre vent’anni. E’ stato consigliere regionale, poi in Parlamento ed ora è governatore della sua Regione. Ma di quale Regione?

La Calabria è la Regione italiana più povera d’Italia. E’ la Regione più sgovernata dove la Sanità è all’ultimo posto nel Paese. Nelle classifiche sulle varie attività economiche e sociali è sempre all’ultimo posto o quasi. Per cui è lecito chiedersi: com’è possibile che un personaggio politico che conta moltissimo in una Regione che è tra le ultime nel Paese da decenni, possa avere questo gradimento.

Io penso che ci siano due motivazioni: o i calabresi sono di bocca buona e si accontentano di ciò che passa il convento, oppure i calabresi non possono esprimersi chiaramente perché il potere politico e non solo, è così invasivo che è pericoloso mettersi contro e quindi rischiare la sopravvivenza.

Nel caso di Fedriga, i giornali e le Tv locali sono dalla sua parte allineate e coperte. Da tempo non senti uno spiffero di critica. E questo conta nella scelta politica per cui in FVG al 65% dei friulgiuliani va tutto bene ciò che fa Trieste. Fanno il tifo per lui e sono molto felici di essere governati da lui. Vorrei chiedere ai suoi ammiratori, se sono contenti della Sanità regionale. Se parli con i comuni cittadini, ti rendi conto che la stragrande maggioranza è incazzata con la Sanità pubblica. Per la mancanza di medici di base. Perché un appuntamento per delle visite specialistiche si va spesso alle calende greche. Per cui è probabile che abbia interloquito senza volerlo e saperlo, con il 35% che non è favorevole alla giunta Fedriga. Che non è contenta di questa Sanità che è di competenza regionale e occupa due terzi del suo bilancio.

Per cui questa è la mia analisi su questo voto: sicuramente Fedriga si vende bene con i media locali a suo favore, ma la realtà dei fatti ci dice che non è quel mostro politico che la classifica esprime.

E poi un’ultima considerazione. Se Fedriga è il presidente di Regione più apprezzato, chissà il livello deprimente degli altri presidenti nelle Regioni. Io credo sia giunto il momento di ripensare le autonomie delle Regioni, dove crescono i “cacicchi” con un potere che va al di la del ruolo che esercitano nelle istituzioni. Vedi i casi, ad esempio, di Vincenzo De Luca in Campania e Michele Emiliano in Puglia, i quali hanno ricattato per anni il PD per la loro forza politico - elettorale spesso clientelare, costruita negli anni in cui governavano le loro Regioni.

Trump troglodita

Ma dove sta andando il mondo? L’uomo sta ritornando al tempo delle caverne?

Penso questo dopo aver letto le risposte dell’Iran alle proposte americane nel negoziato di pace che le ha giudicate: “spazzatura”.

E Trump ha risposto: “(l’Iran) è in terapia intensiva”. “Ha l’1% di possibilità di sopravvivere”. Poi comunica che il negoziato è ancora “molto possibile”. “La leadership iraniana è indegna, che si piegherà con le trattative per non fare la fine dei predecessori che li abbiamo uccisi tutti”. Ha garantito che “il suo piano è il migliore del mondo, migliore dell’accordo Jcpoa di Obama” del quale lui è voluto uscire. “Che non sente nessuna pressione”. Insomma questo bandito sembra giocare col mondo come fosse un gioco di bambini. Dorme tranquillo anche se dice  che potrebbe far sparire l’intera civiltà iraniana in una notte e altre tragiche facezie simili.

Questo è un troglodita che sta giocando col fuoco. Al posto del cervello e del cuore deve avere due sassi. Come ho criticato a suo tempo l’entourage di Biden che non voleva ammettere che l’ex presidente non era in condizioni psicofisiche per ritentare la presidenza, ora penso che Trump sia un pericolo per il mondo ancora peggiore e che se le persone che gli sono vicine, i parlamentari Repubblicani avessero a cuore le sorti del loro Paese e del mondo, dovrebbero fermarlo.


giovedì 14 maggio 2026

La tecnica del gatto morto

Tutti parlano di Garlasco. Ormai nei talk show, nei Tg, sui quotidiani ogni santo giorno ci fanno vedere e sentire delle intercettazioni del condannato, dell’indagato e pure dei genitori della povera ragazza uccisa.

Quello che però mi lascia inorridito è il rovesciamento rispetto alle intercettazioni telefoniche dei giornali e talk show di destra che, dopo aver fatto campagne contro le “barbarie delle intercettazioni” degli indagati, ora parlano e pubblicano i virgolettati delle intercettazioni con un gusto macabro.

Libero, il Giornale, il Dubbio, la Verità, il Foglio, il Riformista eccetera, ora sono pieni dei discorsi captati tra i vari personaggi di questa tragica storia. Non si fanno nessun scrupolo nel pubblicarli. Addirittura hanno già il colpevole: è Andrea Sempio l’indagato, mentre il condannato Alberto Stasi è innocente.

E allora mi faccio la domanda: se al posto di Sempio ci fosse un parlamentare questi pennivendoli scriverebbero le stesse cose? Oppure direbbero che fino alla sentenza definitiva tutti sono “non colpevoli”? E poi, chi osasse pubblicare solo una piccola parte delle intercettazioni sarebbero accusati di essere contro la privacy, sarebbero additati come dei forcaioli, mentre "loro" sono garantisti per antonomasia.

E poi un’ultima considerazione.

Questa mania collettiva su questo caso, secondo me, è costruita per far dimenticare gli orrori che vediamo nel mondo. Ci fanno dimenticare Gaza, Ucraina, Iran e la grave crisi politica ed economica che sta attraversando il Paese.

Come scrive Simona Ruffino, è la tecnica del “gatto morto”.

Se stai compiendo un illecito o se un dato economico ti sta mettendo all’angolo, getta un gatto morto sul tavolo imbandito dell’opinione pubblica. Tutti smetteranno di mangiare, si distrarranno e inizieranno a indignarsi per il gatto. La politica nel mondo e in Italia oggi è un cimitero di gatti morti. Mentre siamo impegnati a commentare quello che ci viene messo sotto gli occhi guardando dal buco della serratura, non vediamo l’elefante invisibile che occupa la stanza

Tutto serve a farci spostare lo sguardo.