venerdì 13 febbraio 2026

Gratteri e i banditi

Abbiamo un’occasione d’oro per valutare l’imbecillità o la disonestà dei media e dei politici. E il “caso Gratteri” ne è la cartina di tornasole.

Il procuratore capo della Procura di Napoli Gratteri, in un’intervista al Corriere della Calabria ha detto delle cose assolutamente condivisibili parlando della Calabria di cui è stato per diversi anni procuratore capo a Catanzaro. Ha detto riguardo al referendum di marzo: “Voteranno per il “N0” le persone perbene, le persone che credono che la legalità sia un pilastro importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno “Sì” ovviamente gli indagati, gli imputati,la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.

E qui scatta la canea dei disonesti, si disonesti intellettualmente, oppure degli imbecilli che non conoscono nulla. Personalmente sono per la prima ipotesi. I sostenitori del “Sì”, si dicono scandalizzati. Tuonano contro Gratteri perché avrebbe detto che chi vota Sì è un mafioso, eccetera, eccetera. Come si vede per chi non è disonesto intellettualmente, dice una cosa completamente diversa. Siamo al banditismo politico più scandaloso.  I pennivendoli, e sono tanti al servizio di Meloni & C., sparano a palle incatenate contro un magistrato che dal 1989 si muove con la scorta perché ha combattuto e combatte la malavita organizzata e i politici corrotti, senza paura e senza guardare in faccia nessuno. Esistono delle intercettazioni di mafiosi della ‘ndrangheta, nelle quali emerge chiarissimo la loro volontà di volerlo ammazzare.

Ecco, un uomo che rischia la pelle tutti i giorni, viene trattato da delinquente da questa gentaglia, e questo mi fa ribollire il sangue. E solo per aver dichiarato la realtà dei fatti calabresi che lui conosce bene.

L’orda di politicanti di destra che si sono scagliati contro di lui, sono dei piccoli personaggi falsi e ipocriti che sicuramente non fanno del bene alla gente comune. Sono solo dei piccoli politicanti che vogliono imbrogliare i gonzi .

La sagra delle facce di bronzo

Marina Berlusconi è a capo della più grande casa editrice europea, la Mondadori e siede su quella poltrona perché suo padre Silvio attraverso dei suo avvocati ha corrotto i giudici che dovevano decidere la proprietà tra De Benedetti e il Caimano. Ora ha rilasciato un’intervista dove dichiara di schierarsi per il Sì al prossimo referendum. Tra le varie cose ha parlato della sua scelta di: “(voto Sì) non per il cognome che porto, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”. E poi continua: (Nessuna) “rivalsa per l’inaccettabile persecuzione giudiziaria subita  dal padre”. Per poi proseguire: “C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a far danni, la giustizia è condizionata da un vergognoso mercato delle nomine”. Io penso che con queste frasi la Berlusconi dovrebbe vincere il premio come miglior faccia di bronzo italiana.

Ecco cosa scrive Travaglio in un suo editoriale sul Fatto Quotidiano.

“C’era una volta un giudice della Corte d’appello civile di Roma, Vittorio Metta, intimo di Cesare Previti, amico e avvocato di Silvio Berlusconi, che in due mesi (novembre 1990- gennaio ’91) scrisse sentenze miliardarie : la prima condannò la banca pubblica Imi, cioè dello Stato, a versare 1000 (mille) miliardi di lire al petroliere andreottiano Nino Rovelli; la seconda annullò il “lodo Mondadori” e sfilò il colosso editoriale a De Benedetti per consegnarlo a Berlusconi. Rovelli e Berlusconi avevano la fortuna di disporre i tre avvocati, Previti, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora che tenevano a libro paga Metta e altri giudici: le sentenze di Metta le compravano e le scrivevano pure. Di quella su Imi –Sir, decisa dopo che Metta aveva iniziato a versare in contanti 270 milioni sul suo conto, furono trovate alcune minute scritte a mano con grafia diversa da quella del giudice, che si era limitato a copiarle. Di quella su Mondadori i suoi legali esibirono con un clamoroso autogol una copia diversa dall’originale. E si scoprì che era stata depositata il 15-1-91, il giorno dopo la decisione in camera di consiglio: 168 pagine manoscritte in meno di 24 ore, un record mondiale ( Metta impiegava 2-3 mesi anche per verdetti molto brevi). Un mese dopo, il 14-2 dalle casse All Iberian ( cassaforte estera dei fondi neri Fininvest), partì un bonifico di 3,036 miliardi di lire al conto svizzero Mercier di Previti. Che il 26-2 girò 1,5 miliardi al conto Careliza Trade di Acampora. Che l’1-10 bonificò 425 milioni a Previti, il quale li dirottò in due tranche (l’11-11 e il 16-10 sul conto Pavoncella di Pacifico. Che il 15 e il 17 -10 prelevò 400 milioni in contanti e li recapitò a Metta. Che si comprò una Bmw, acquistò e ristrutturò un appartamento per la figlia Sabrina, poi gettò la toga e divenne avvocato. Indovinate un po’ dove? Nello studio di Previti. Tre anni dopo, Previti divenne senatore e ministro della Difesa del governo Berlusconi (che lo voleva alla Giustizia, ma Scalfaro disse no). Poi fu condannato definitivamente a 7 anni e 6 mesi per la corruzioni giudiziarie con Metta, Acampora, Pacifico e gli eredi Rovelli. La Fininvest dovette risarcire De Benedetti per lo scippo della Mondadori con 540 milioni di euro e il giudice che la condannò in primo grado, Raimondo Mesiano, fu linciato da Canale 5 per i suoi calzini turchesi. Ora la presidente di Mondadori, cioè della refurtiva, parla temerariamente di “mercato vergognoso” e vuol separare i giudici dai pm per renderli “terzi”.

Ma basta separarli dai conti svizzeri della famiglia”.

Non serve aggiungere altro!

giovedì 12 febbraio 2026

E' roba da Tso

Dopo le violenze alle manifestazioni pubbliche a Torino e Milano, abbiamo sentito delle prese di posizione di uomini politici ai vertici delle istituzioni che hanno dell’incredibile. Hanno anche dichiarato cose condivisibili: la violenza è sempre da condannare. E qui credo che qualsiasi cittadino con un minimo di cervello funzionante si trovi d’accordo. Ma è il poi che ho sentito e letto linguaggi che sono dei monumenti all’ipocrisia più stomachevole.

Come le dichiarazioni del ministro della Guerra, Crosetto, il quale su X ha scritto: “Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un governo, ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire è inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come “compagni che sbagliano”. Roba da Tso.

Mentre il suo compagno di banco nel governo, il ministro dell’Interno Piantedosi, in Parlamento ha sparato dicendo che le migliaia di persone che hanno sfilato a Torino erano complici dei violenti. Una cosa che neanche…

Questi signori che detengono il potere repressivo che solo lo Stato può esercitare, mi fanno paura.

Parlano di un uso sbagliato di manifestare senza dividere le centinaia di delinquenti che hanno creato questo sconquasso, tra le migliaia di manifestanti pacifici molti con famiglie al seguito.

Questi ci fanno la paternale di non violenza dopo che hanno fornito ad Israele le armi per fare il genocidio a Gaza. Sono andati contro la nostra Costituzione che “ripudia la guerra”. E chi non è in sintonia con questo governo viene etichettato come “putiniano” o “antisemita”.

Io personalmente non prendo lezioni di morale da questa gente.

mercoledì 11 febbraio 2026

Cuba sta morendo

E’ un mondo impazzito!

Il Venezuela per il traffico di stupefacenti, la Groenlandia per la sicurezza, l’Iran sempre per la sicurezza, il gangster di Washington, apre conflitti con l’universo mondo e la nostra premier lo vorrebbe candidare al Nobel per la Pace se fermasse la guerra in Ucraina.

La prossima vittima del bandito americano sarà probabilmente Cuba. Come giustificherà questo ai suoi camerieri sparsi nel mondo? Cuba è sotto un feroce blocco economico, politico e commerciale dagli Usa, che rende la vita dei milioni di cubani al limite della sopravvivenza. Non hanno più il carburante venezuelano, per cui non hanno l’elettricità che serve agli ospedali per funzionare. I farmaci marciscono nei frigoriferi spenti. Tutto è paralizzato: scuole, servizi, eccetera. Insomma i cubani sono in una situazione disumana, ma Trump e i suoi servi del mondo occidentale, non fanno un plissè. L’Onu ha lanciato l’allarme per il rischio di un collasso umanitario. Sono in pericolo di vita milioni di uomini, donne e bambini, ma l’Occidente che si vanta dei suoi sacri valori, è bloccato dal bandito americano. Quando gli Usa del gangster invaderanno Cuba, sono davvero curioso di conoscere le motivazioni che darà la underdog della Garbatella. Come intorterà i gonzi italiani.

Perché Cuba non invade altri Paesi. Come scrive l’associazione “Noi di Cuba Mambi”, non esporta terrorismo. Non possiede armi nucleari. Non rappresenta una minaccia per l’umanità. Eppure c’è un silenzio mediatico sulla situazione cubana che da i brividi. Cuba sta collassando e i media occidentali non ne parlano. E i politicanti ai vertici delle istituzioni che ci sgovernano parlano di Pucci si o Pucci no a Sanremo.

Da vergognarsi.

lunedì 9 febbraio 2026

Attenzione alla paura

Tempo fa un mio amico ha dato il mio numero di telefono ad un venditore di antifurti per le case per chiedere un appuntamento per presentare il suo prodotto. Questi mi chiamò e accettai l’incontro.

Quando venne a casa a farmi visita, iniziò la presentazione del suo antifurto esibendo delle fotocopie di articoli di quotidiani che parlavano di furti nelle case. Cercava con tutta evidenza di farmi paura per vendere il suo prodotto.

Gli dissi immediatamente che questa tecnica con il sottoscritto non attaccava. Non ho mai voluto cadere nella sindrome della paura.

Ricordo questo fatto personale per entrare nell’attualità e spiegare che la paura che viene instillata dalla ditta Meloni & C. ogni santo giorno, è funzionale ai vari Decreti legge sulla sicurezza che il suo governo ha sfornato ogni qualvolta accadono dei fatti di cronaca nera. Leggi che restringono le nostre libertà con la scusa di dare più sicurezza ai cittadini. 

Faccio solo un esempio presente nell’ultimo Dl. Se la questura ritiene che un cittadino è pericoloso per lo svolgersi pacifico di una qualsiasi manifestazione pubblica, la polizia lo può “accompagnare” in questura tenendolo sequestrato anche per 12 ore. Se non accettasse questo “accompagnamento”, il cittadino compirebbe reato per resistenza a pubblico ufficiale, con tutto quello che questo comporta penalmente.

Pensiamoci, Meloni & C. usano parole dolci come, “accompagnamento” e non fermo di polizia, perché bloccare un cittadino ipotizzando che questi potrebbe compiere un reato, è tipico dei regimi autoritari.

Facciamo attenzione, siamo su un piano inclinato che porta, prima o poi, ad uno Stato di Polizia.

 

 

 

venerdì 6 febbraio 2026

Perché votare No

Ho letto una bella intervista sul Fatto dell’ex presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, riguardo alla separazione delle carriere dei magistrati che sarà sottoposta a referendum confermativo il 22-23 marzo.

Domanda del giornalista: qual è il punto più critico della riforma? Cassano risponde: “si introduce la separazione delle carriere senza che questa riforma indichi cosa accadrà dopo. Sarà il legislatore ordinario (il Parlamento) a stabilire se pm e giudici parteciperanno a un concorso unico, se avranno un’unica formazione o meno”.

Domanda: Per i sostenitori del Sì  con questa separazione la terzietà del giudice sarà rafforzata. Lei risponde: “Se questa è la premessa, non si comprende perché poi questi due cammini distinti si incontrano nell’Alta corte disciplinare, che si occuperà dei procedimenti disciplinari a carico sia del giudice che dei pm. (…) Un altro aspetto singolare   è che possono diventare giudici di Cassazione pm con 15 anni di servizio. Fino a quel momento si sono occupati solo di indagare, ma possono lavorare come giudici nell’organo supremo che deve assicurare la corretta applicazione della legge. Qual è la coerenza?”.

Domanda: Lei sta smontando i pilastri della riforma. Risposta: “Questi profili incidono sulla razionalità e sulla tenuta della riforma stessa”.

Domanda: Ci saranno due Csm, uno per i pm e uno per i giudici. Conseguenze? Risposta: “La valutazione sulla professionalità dei pm svolte da un Csm solo di pm potrebbero portare a valorizzare una visione del pm che è bravo solo se ottiene il maggior numero di condanne, con la conseguenza di tentazioni forcaiole, a detrimento dei diritti fondamentali della persona. L’attuale Csm unico, composto da 15 giudici e 5 pm, garantisce, attraverso il confronto sulle regole, che ci siano le competenze per avere un giusto processo”.

Domanda: Con il sorteggio, dicono i fautori del Sì, finisce la correntocrazia. Risposta: “Intanto il sorteggio secco (di tutti i circa 10mila magistrati) riguarda solo i membri togati del Csm, mentre i laici saranno sorteggiati da un elenco di prescelti dalla (maggioranza) del Parlamento. Ma se si pensa che i magistrati non abbiano la capacità di scegliere i futuri componenti del Csm, allora non dovrebbero neppure amministrare giustizia. E sarebbero gli unici estratti a sorte”.

Dopo questa intervista, mi piacerebbe se qualche fautore del Sì mi spiegasse che ciò che ha detto la Cassano non è vero, siano menzogne corporative e me lo dimostra con degli argomenti inconfutabili, io cambio idea e voterò Sì al referendum. Se invece le parole della Cassano sono la realtà dei fatti e quindi non smentibili, penso che coloro che dicono che questo è solo il primo passo per portare sotto il governo i pm, hanno ragione per cui è un passaggio molto delicato della nostra democrazia e dobbiamo usare il cuore e il cervello e far vincere il No.

giovedì 5 febbraio 2026

Fuori sede non si vota

Si dice che il voto popolare è il più importante momento nelle democrazie liberali. Tutti i partiti si lamentano che i cittadini elettori calano sempre di più e di questo la democrazia ovviamente ne soffre.

Eppure questa destra al potere ha voluto escludere dal referendum di marzo quasi 5 milioni di elettori. Sono studenti, lavoratori, o malati accompagnati dai propri parenti costretti a curarsi fuori dalla regione di appartenenza. Pd, M5S e AVS hanno chiesto perché questo vulnus alla democrazia sia sanato, facendo votare per corrispondenza o tramite social, ma gli ipocriti della destra hanno risposto che non c’era il tempo per organizzarsi in tal modo. Evidentemente non ci avevano pensato prima perché non volevano che questi 5 milioni di cittadini votassero al referendum. Eppure, gli studenti e i lavoratori fuori sede, avevano votato alle elezioni europee del 2024, per i referendum sulla Cittadinanza e sul Lavoro nel giugno scorso. Il motivo di questo grave strappo democratico è voluto da questa destra perché, secondo alcuni sondaggi, la stragrande maggioranza di questi milioni di elettori fuori sede, avrebbe votato al referendum No.

Insomma, per Meloni & C. la volontà popolare vale solo se è utile ai loro disegni. Io personalmente penso che questo fatto sia una grande vergogna.

Quando sentirò qualche esponente di questa maggioranza lamentarsi per la poca partecipazione al voto degli italiani, mi sento autorizzato a sputargli (scusate il francesismo) in faccia.