D’accordo i servi servono, ma quello che sta facendo il mio Paese con l’ambasciatore Usa in Italia, Tilman Fertitta, va ben oltre e l’esempio viene dalla sua “vacanza” diplomatica a Venezia.
Questo
signore è arrivato con uno yacht lungo 117 metri alto come un palazzo di tre
piani, con una stazza di 5.000 tonnellate ed è costato 450milioni di dollari.
Fin qui nulla da eccepire, il mondo purtroppo va così. Quello però che mi trova in totale disaccordo sono le misure di sicurezza adottate dal governo. Oltre 50 unità di
polizia lo seguiranno nella sua vacanza a Venezia, e nel suo tour composto
di 13 tappe, tra cui Palermo, Catania, Pescara, Ancona e Ravenna. Tutto questo per
celebrare i 250 anni dell’Indipendenza americana. Oltre alla polizia di terra,
a Fertitta è stato aggiunto un dispositivo di vigilanza in mare per proteggere
il suo yacht che è eseguito dalla Guardia di Finanza del Reparto Operativo
Aereonavale di Civitavecchia con decine di unità navali. La polizia è dotata
anche di droni.
Ebbene tutto
questa esibizione di potenza, quanto è costato al Paese in denaro e uomini? Mentre
le grandi città come Torino, Milano, Roma, Napoli, Firenze chiedono più volanti per
garantire la sicurezza dei loro cittadini, questo governo si mostra oltremodo premuroso
con Fertitta facendolo accompagnare nel suo tour da mezzi e diverse decine di personale delle forze dell'ordine per la sicurezza dell’ambasciatore e il suo yacht.
Mi pare un
comportamento di sudditanza che si avvicina al servilismo.