venerdì 24 aprile 2026

Ipocriti e vigliacchi

I fatti sono duri a morire: l’Italia non riesce a prendere le distanze da quel criminale di Netanyahu. Qualche giorno fa il governo Meloni a Roma sembrava vicino a bloccare degli accordi commerciali storici con Israele. Molti erano fiduciosi. Sembrava. Non è così.

A Bruxelles si stava discutendo la sospensione degli accordi Ue-Israele per la nota volontà di Netanyahu di non rispettare i diritti umani e le regole internazionali.

Purtroppo le cose non sono andate come molti speravano. Assieme alla Germania, l’Italia è stata determinante affinché gli accordi in essere con Israele restassero vivi e vegeti. L’Italia ha scelto ancora una volta di proteggere il governo israeliano. Una vergogna sostenere un governo genocida che con gli Usa del suo complice Trump, sta mettendo in difficoltà il mondo intero per l’aggressione all’Iran.

Amnesty International su questa scelta ha diramato un comunicato: “La decisione dell’Unione rappresenta un fallimento morale e dimostra il palese disprezzo per la vite delle persone civili. Un milione di persone in Europa, oltre 750 Ong, quasi 400 ex diplomatici, esperti delle Nazioni Unite, la Spagna, l’Olanda, la Slovenia, Belgio e Olanda, hanno chiesto l’immediata sospensione dell’Accordo. Ancora una volta, queste richieste sono state ignorate”.

Personalmente mi vergogno dei miei rappresentanti politici, ipocriti e vigliacchi!

giovedì 23 aprile 2026

Meloni: chiacchiere e distintivo

Meloni ha dichiarato che è una cosa di buon senso. Mi sto riferendo alla scelta del governo di dare 615 euro agli avvocati che convincono i loro clienti a rientrare nel loro Paesi d’origine. Una cosa fuori dal mondo e dalla Costituzione. L’avvocato viene aiutato a compiere un reato. “Corrotto” dallo Stato, l’avvocato difensore, anziché difendere il suo cliente, lavorerebbe per lo Stato contro gli interessi del suo assistito, e quindi mancando totalmente il suo ruolo deontologico. Una bestemmia.

Comunque un immigrato che ha rischiato la vita tante volte nel Mediterraneo per poter arrivare in Europa, non ritornerebbe nel suo Paese che evidentemente non stava bene, ma cambierebbe avvocato.

E ora vediamo quanto il governo Meloni ha stanziato per fare questa cazzata?

246mila per l’anno in corso; 492mila per il 2027 e lo stesso importo per il 2028. Dividendo queste somme con i 615 euro promessi dal governo, fa 400 irregolari rimpatriati nel 2026,  e 800 nel ’27  e ’28.  Per la cronaca, nel 2025 dall’Italia hanno espatriato volontariamente 675 persone irregolari. Mentre, scrive Travaglio, in Germania 16mila; in Svezia 9mila; in Belgio 3mila e 2mila in Spagna.

Questa la situazione del governo che aveva promesso che contro lì’immigrazione irregolare avrebbe messo in campo anche il blocco navale!

Meloni & C. sono solo chiacchiere e distintivo.

Del Mastro e Biella

Ecco un’altra storia tutta italiana. 

Il biellese ex sottosegretario alla Giustizia, Del Mastro, poi dimessosi per i noti fatti, quand’era in carica ha stanziato 74 milioni di euro per una nuova scuola per agenti penitenziari. Dove? A Biella, il suo collegio elettorale. Il dipartimento di Polizia penitenziaria ha oggi tre scuole di formazione e aggiornamento: Cairo Montenotte in Liguria (vicino al Piemonte), Roma e Catania. Poi ci sono quattro istituti di istruzione: Verbania, sempre vicino a Biella, Castiglion delle Stiviere, Parma e Sulmona. Scrive il sito: Giustizia Newonline, Quotidiano del ministero della Giustizia, il promotore del progetto di Biella è Del Mastro. Quando decise questo progetto, Del Mastro dichiarò: “Grazie a 74 milioni di euro di fondi strutturali, nascerà un nuovo istituto di formazione di Polizia penitenziaria. Un investimento vero che porterà in città centinaia di allievi e nuova vitalità”. E così la Regione Piemonte ha ceduto per 99 anni al Dipartimento agenti penitenziari (Dap), l’ex ospedale degli Infermi di proprietà dell’Asl dove sorgerà la nuova scuola. E vale la pena ricordare che tutto questo è avvenuto quando vicepresidente della regione Piemonte era Elena Chiarino anche lei dei Fratelli d’Italia, che si è dimessa dopo lo scandalo per essere stata socia con Del Mastro con dei prestanomi di un clan mafioso romano, i Senese.

Insomma niente di nuovo sotto il sole,

Il potere politico dei politicanti è questo. Le istituzioni spesso piegate ai propri interessi.

Ovviamente, in tutto questo non c’è nulla di illegale, ma ritengo che i 74milioni di euro per creare un doppione di una scuola per il Dap, visto che ce n’era già una vicina, Cairo Montenotte, si potevano usare in maniera molto più proficua.

mercoledì 22 aprile 2026

L'Occidente è buono per antonomasia

L’Occidente è per antonomasia buono. Le dittature invece sono illiberali e cattive. Così scrivono e ci dicono i media occidentali.

Poi vai a controllare se questa equazione è giusta e ti rendi conto che qualcosa non torna. Ad esempio in Medio Oriente, Israele e Usa, che vengono classificate tra le più democratiche società occidentali, in combutta tra loro hanno confezionato un genocidio a Gaza. Alcuni pensano che i Paesi vicini quasi tutti formati da autocrazie o dittature, non avrebbero fatto una carneficina uguale. Che i diritti umani dei palestinesi con questi Paesi sarebbero stati più tutelati. Addirittura se Gaza fosse sotto il controllo di quei tagliagole dell’Iran, non avremmo avuto questa mattanza. 

Eppure si continua con il solito slogan: “Le democrazie occidentali difendono sempre i diritti umani”.

Eppure il progetto del governo criminale di Netanyahu, è di eliminare la resistenza palestinese per ripulire etnicamente la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, per inglobarle ad Israele, mettendo i palestinesi sopravvissuti al genocidio o fuggiti in altri Paesi, in apartheid in qualche ghetto e Gaza farla diventare un luogo di divertimento sopra i cadaveri ancora sepolti sotto i palazzi distrutti dopo i bombardamenti. Senza dimenticare la guerra di Israele tuttora in corso in Libano con morti e distruzioni.

E il Paese che rappresenta (ava?) l’Occidente buono ovvero gli Usa, il cui presidente ha minacciato di distruggere “un’intera civiltà in una notte”, una frase che assomiglia maledettamente alla “soluzione finale” preparata per gli ebrei da Hitler.

Insomma, grazie ai due criminali Trump e Netanyahu, le democrazie occidentali hanno perso quell’immagine forse immeritata da tempo, di essere la culla della civiltà più evoluta dal secolo scorso ai nostri giorni.

martedì 21 aprile 2026

Smotrich, un criminale nazista

Il ministro delle Finanze israeliano, Smotrich, nell’agosto scorso ha definito, durante una conferenza stampa: “La Striscia di Gaza, ormai quasi interamente ridotta ad un cumulo di macerie, è una grande opportunità”. Ha poi detto: “di aver già cominciato le negoziazioni con gli americani. Abbiamo pagato molti soldi per la guerra, quindi dobbiamo decidere di dividere le percentuali di terra a Gaza. La fase di demolizione è sempre la prima fase del rinnovamento urbano. L’abbiamo fatto, ora dobbiamo costruire, è molto più conveniente”. Per poi aggiungere: ”C’è un piano aziendale, messo in piedi dalle persone più professionali qui, che è sulla scrivania del presidente Trump. Nessuno ci lascerà far morire di fame due milioni di persone, anche se può essere giustificato e morale (…) Viviamo oggi una certa realtà e abbiamo bisogno della legittimazione internazionale per condurre questa guerra”. Io penso che un personaggio simile deve essere fermato e ricoverato in un ospedale psichiatrico e dopo se rinsavisce, metterlo in una prigione e buttare via la chiave.

E ancora, ecco cosa ha risposto al cancelliere tedesco Merz, il quale su quanto sta avvenendo in Cisgiordania aveva dichiarato: “ Non ci dovrà essere nessuna annessione de facto della Cisgiordania”. Il nazi-ebreo Smotrich ha sparato: “Alla vigilia   della Giornata della Memoria dell’Olocausto, il cancelliere tedesco dovrebbe inchinare il capo e chiedere scusa mille volte a nome della Germania, piuttosto che osare predicare moralità a noi su come comportarci contro i nazisti della nostra generazione che hanno assassinato, stuprato, massacrato e bruciato donne, anziani e bambini nel massacro più orribile perpetrato contro il popolo ebraico dal terribile olocausto. Non accetteremo istruzioni da leader ipocriti in Europa, un continente che  sta di nuovo perdendo la sua coscienza e la sua capacità di distinguere tra bene e male. Signor Cancelliere, i giorni in cui i tedeschi dettavano agli ebrei dove era permesso o proibito vivere sono finiti e non torneranno. Non ci forzerete di nuove nei ghetti, certo non nella nostra stessa terra. Il nostro ritorno nella terra d’Israele, nostra patria biblica e storica, è la risposta a chiunque abbia provato o provi a distruggerci”.

Per cui secondo questo criminale di guerra, a causa dei crimini di Hitler, non si può criticare  gli orrori che Netanyahu e il suo governo di criminali, stanno compiendo contro i palestinesi che assomigliano maledettamente ai trattamenti che Hitler riservò agli ebrei.

Certo Smotrich dimostra che non ha nulla da invidiare a Hitler ed i suo gerarchi. Ha la stessa disumanità, lo stesso cinismo, lo stesso senso di impunità per ciò che fa e dice.

E l'Italia di Meloni è alleata di questi mostri.

 

lunedì 20 aprile 2026

Retroscena conflitto Ucraina- Russia

Dei documenti segreti declassificati della metà degli anni 90 dal governo inglese, emergono condotte gravi della Nato che hanno portato 4 anni fa alla guerra tra Ucraina  aiutata dall’Occidente e la Federazione russa. Si legge: “Troppo rapide e simultanee adesioni all’Alleanza atlantica metterebbero sotto pressione le strutture della Nato e antagonizzerebbero la Russia”. Per cui gli inglesi sapevano che allargare la Nato nel Paesi vicini inclusa l’Ucraina ai confini russi, era ritenuto inaccettabile per i russi. Emerge dunque dai report segreti ora declassificati, la piena consapevolezza della Nato che allargandosi ai Paesi vicini all’ex impero sovietico, la guerra era possibile. Quando il governo era guidato da John Major dal 1990 al ’97, questo problema venne affrontato con il ministro degli Esteri russo di allora, Evgeny Primakof. John Major gli disse che “La Nato non ha alcuna intenzione di farlo e non stiamo cercando di circondare la Russia con membri della Nato”. Major scrive anche a Boris Eltsin, presidente russo, che le preoccupazioni del Cremlino sono “prive di fondamento”. Nei nuovi Stati che aspettavano di aderire alla Nato, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, Londra garantisce ai russi che non saranno dispiegate forze da combattimento rilevanti né armi nucleari. Intanto il confronto diplomatico tra Nato e Russia prosegue con Tony Blair che succedette a Major nel 1997. Dalle carte risulta che l’obbiettivo di allargare la Nato fino ai confini con la Russia continua anche se pubblicamente si dice il contrario. Per cui il primo ministro russo, Viktor Chernomirdyn adotta toni più espliciti: (l’allargamento dell’Alleanza Atlantica) “creerebbe una situazione fragile che potrebbe esplodere”. Per poi aggiungere: “La Russia non è un nemico ora, ma potrebbe diventarlo”. Nel frattempo dai report inglesi emerge una distinzione netta: “Ucraina e Paesi Baltici sono considerati molto sensibili per Mosca. Un conto è Varsavia o Praga, un altro è Kiev o le ex Repubbliche sovietiche sul Baltico, che erano percepite dai russi come loro spazio strategico”. Per contenere le reazioni del Cremlino, Londra e gli alleati istituiscono un quadro di cooperazione chiamato: “Nato- Russia Founding Act”,  con l’obiettivo  di offrire a Mosca un canale stabile di comunicazione. I documenti declassificati descrivono che l’allargamento della Nato era necessaria per la sicurezza europea dopo la fine della guerra fredda.

Attraverso il “Nato Founding Act” si capisce che le obiezioni della Russia vengono lette come prevedibili e gestibili. Per cui Londra sminuisce la reazioni russe e continua a spingere per l’allargamento dell’Alleanza Atlantica. Una linea inalterata per quasi 30anni che ha portato all’invasione della Russia all’Ucraina.

Questo dicono le carte pubblicate dopo il Declassified Uk e che dovrebbero farci riflettere tra chi è l’aggredito e chi è l’aggressore.

domenica 19 aprile 2026

Sono solo dei sepolcri imbiancati

Come sappiamo, lo psicopatico di Washington ha attaccato papa Leone XIV sulla guerra usando un frasario sgradevole, per usare un eufemismo. E tutto il mondo politico italiano e non solo è scattato a difesa del Papa. Poi Daniela Ranieri sul Fatto ci ha ricordato alcune prese di posizione della stampa su papa Francesco di qualche tempo fa che mi ha fatto riflettere. Anche papa Francesco in passato ha subito attacchi violenti da coloro che oggi si indignano per le tragiche uscite di Trump. Oggi sentiamo politici di destra, di sinistra, giornalisti che sbavavano dietro a al gangster americano, dire inorriditi che non si attacca il Papa. In nessun caso.

Ecco alcune frasi di Francesco e le relative reazioni.

Ad aprile 2022 Francesco disse: “Io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono compromessi a spendere il 2% del Pil per l’acquisto di armi”. E a Pasqua di quell’anno Francesco ebbe l’idea di far sfilare, durante le celebrazioni della via crucis, una donna russa e una ucraina assieme. L’Ambasciata dell’Ucraina della Santa Sede reagì con vigore: “L’Ambasciata condivide la preoccupazione generale in Ucraina… sull’idea di mettere insieme le donne ucraine e russe”. Quando all’inizio del conflitto russo – ucraino chiedeva di avere il coraggio della “bandiera bianca”, Bergoglio si prese del putiniano e poi quando disse: (che vede) “l’abbaiare della Nato alle porte della Russia”, l’editorialista del Corriere, Galli della Loggia su Libero, definì la posizione del Papa “filo-russa e ambigua”. Anche se il Papa accusava Putin, di fare un “massacro” e “un atto sacrilego e ripugnante”. E riguardo ad armarci fino ai denti il Papa dichiarò: “Ma la risposta alla guerra non è un’altra guerra, la risposta alle armi non sono altre armi”, e qui molti cercarono di insegnarli il catechismo. Mario Deaglio sulla Stampa scrisse: “Anche il Vangelo ci spinse all’autodifesa (ma omise di dire che l’Italia non era stata attaccata da nessuno)”. Sempre Bergoglio spiegò: “( che la soluzione dei conflitti non sono) “altre sanzioni, ma un modo diverso di governare il mondo, non mostrando i denti. La scuola di Gesù, di Gandhi, della non violenza”. Dopo queste parole per i soldati del Bene era diventato l’Anticristo. A Di Martedì, suor Paola e Corrado Augias chiarirono che S. Paolo raccomanda di prepararsi ad affrontare il nemico. Quando Francesco parlava di quello che stava accadendo a Gaza, si prese dell’antisemita. Quando in un suo libro chiedeva alla comunità internazionale di verificare se le accuse di genocidio del popolo palestinese fossero fondate, Francesco fu nuovamente redarguito dall’Ambasciata israeliana in Vaticano: “Chiamare l’autodifesa (70mila morti a Gaza sigh) con altri nomi significa isolare lo Stato ebraico”. Quando il rettore dell’Università delle religioni dell’Iran riferì ad una agenzia che il Papa gli aveva detto: “Noi non abbiamo problemi con gli ebrei, il nostro problema è con Netanyahu che ha causato la crisi nella regione e nel mondo senza prestare attenzione alle leggi internazionali e ai diritti umani”. La Stampa lo irrise accusandolo di prestare il pulpito agli Ayatollah: “Quella di Bergoglio è una posizione come tante, ha valore solo per chi un valore glielo attribuisce”. Sul Foglio Giuliano Ferrara scrisse: “Le linee rosse la ha passate tutte e malamente”.

E oggi, dopo le stupidaggini di Trump sul Papa, questi stessi giornali, quegli stessi personaggi che linciavano papa Francesco, si indignano per le parole di Trump.

Io non sono credente, ma credo che Gesù li avrebbe chiamati: sepolcri imbiancati.