Dei documenti segreti declassificati della metà degli anni 90 dal governo inglese, emergono condotte gravi della Nato che hanno portato 4 anni fa alla guerra tra Ucraina aiutata dall’Occidente e la Federazione russa. Si legge: “Troppo rapide e simultanee adesioni all’Alleanza atlantica metterebbero sotto pressione le strutture della Nato e antagonizzerebbero la Russia”. Per cui gli inglesi sapevano che allargare la Nato nel Paesi vicini inclusa l’Ucraina ai confini russi, era ritenuto inaccettabile per i russi. Emerge dunque dai report segreti ora declassificati, la piena consapevolezza della Nato che allargandosi ai Paesi vicini all’ex impero sovietico, la guerra era possibile. Quando il governo era guidato da John Major dal 1990 al ’97, questo problema venne affrontato con il ministro degli Esteri russo di allora, Evgeny Primakof. John Major gli disse che “La Nato non ha alcuna intenzione di farlo e non stiamo cercando di circondare la Russia con membri della Nato”. Major scrive anche a Boris Eltsin, presidente russo, che le preoccupazioni del Cremlino sono “prive di fondamento”. Nei nuovi Stati che aspettavano di aderire alla Nato, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, Londra garantisce ai russi che non saranno dispiegate forze da combattimento rilevanti né armi nucleari. Intanto il confronto diplomatico tra Nato e Russia prosegue con Tony Blair che succedette a Major nel 1997. Dalle carte risulta che l’obbiettivo di allargare la Nato fino ai confini con la Russia continua anche se pubblicamente si dice il contrario. Per cui il primo ministro russo, Viktor Chernomirdyn adotta toni più espliciti: “(l’allargamento dell’Alleanza Atlantica) “creerebbe una situazione fragile che potrebbe esplodere”. Per poi aggiungere: “La Russia non è un nemico ora, ma potrebbe diventarlo”. Nel frattempo dai report inglesi emerge una distinzione netta: “Ucraina e Paesi Baltici sono considerati molto sensibili per Mosca. Un conto è Varsavia o Praga, un altro è Kiev o le ex Repubbliche sovietiche sul Baltico, che erano percepite dai russi come loro spazio strategico”. Per contenere le reazioni del Cremlino, Londra e gli alleati istituiscono un quadro di cooperazione chiamato: “Nato- Russia Founding Act”, con l’obiettivo di offrire a Mosca un canale stabile di comunicazione. I documenti declassificati descrivono che l’allargamento della Nato era necessaria per la sicurezza europea dopo la fine della guerra fredda.
Attraverso
il “Nato Founding Act” si capisce che
le obiezioni della Russia vengono lette come prevedibili e gestibili. Per cui
Londra sminuisce la reazioni russe e continua a spingere per l’allargamento
dell’Alleanza Atlantica. Una linea inalterata per quasi 30anni che ha portato
all’invasione della Russia all’Ucraina.
Questo dicono le carte pubblicate dopo il Declassified Uk e che dovrebbero farci riflettere tra chi è l’aggredito e chi è l’aggressore.