sabato 7 novembre 2026

La banalità del male

Ma questo è ancora un uomo? Sto parlando di Trump.

Sull’Iran ha affermato: “Adesso prenderemo una decisione. Dobbiamo decidere se completare l’opera, in modo che non accada più. Preferirei non distruggere il resto del Paese, se possibile, ma forse sarò costretto a farlo”.

Solo un uomo che ha perso la sua umanità può fare queste affermazioni sul destino di oltre novanta milioni di iraniani.

Per Trump e complici, vale quello che scriveva nel suo libro Hannah Arendt sui crimini nazisti: “La banalità del male”.

Così fanno i servi

Quando il padre - padrone che ha gestito la famiglia in modo sfrontato, personalistico, senza regole, senza limiti e nessuno della famiglia fiatava quando faceva le sue mattane, quando sfanculava chiunque non fosse d’accordo con lui, se si ammala gravemente e quindi non ha più la forza per continuare a permettersi questi metodi, i famigliari che lo avevano servito e riverito, gli voltano le spalle, come dei topi che alzano la testa quando il gatto non c’è. Fuori metafora. Trump ha preso una bastonata alle elezioni americane di medio termine ed ora quelli che si comportavano come dei maggiordomi nei suoi confronti, oggi, se qualcuno gli chiede conto del loro comportamento poco dignitoso, ma utile per avere qualche ruolo di potere, fanno fatica a riconoscere che lui era il loro padre padrone. Che lo riverivano e servivano senza un briciolo di dignità, perché altrimenti sarebbero stati cacciati dal suo circolo magico. Oggi se gli chiedi qualcosa di Trump, ti rispondono: non l’ho mai conosciuto, o conosciuto poco.

Ed ora in Italia.

Meloni e la sua destra è stata tra le più “vicine” al boss di Washington. Così come Tajani che  ha sfoggiato pure il cappellino MAGA ed ha partecipato, inviato dalla Meloni, al famoso “Board of Peace” quando si riunì per la prima e mi sembra anche l’ultima volta. Un club ridicolo, costoso in cui Trump è il presidente a vita, come un Papa.

Meloni, il giorno dopo le elezioni americane non ha proferito verbo. Solitamente così loquace. Eppure, tempo fa, era riuscita persino con una slinguazzata a proporlo per il Nobel per la Pace. Sul rapimento del presidente del Venezuela, sull’aggressione all’Iran, la nostra eroina non ha fatto un plissé. Una cosa oscena.

Ora i trumpiani, ed erano tanti nel governo e fuori, cominciano a farfugliare se qualcuno ricorda la loro vicinanza servile in maniera imbarazzante, ti rispondono: Trump chi! E siamo solo all’inizio…

Eppure bastava usare un minimo di buon senso per capire la sua criminalità imbecille, che prima o poi sarebbe stata smascherata anche dagli elettori americani.  

Il prossimo sarà Netanyahu, che diventerà un reietto quando non sarà più primo ministro e andrà sotto processo in Israele per corruzione. Non potrà uscire dal suo Paese per il mandato di cattura internazionale per crimini di guerra della Corte penale internazionale. Potrà recarsi negli Usa e in  pochi altri Stati che non riconoscono la giurisdizione della Cpi dell’Aia.

Anche in questo caso, il governo Meloni aveva a suo tempo dichiarato che se fosse venuto in Italia, che aderisce alla Cpi, avrebbe disatteso l’ordine di arresto. Un  evidente caso di sudditanza nei confronti di Trump e del suo complice Netanyahu.

Insomma, il governo Meloni aveva degli amici davvero singolari (eufemismo) per uno Stato che si dichiara civile e democratico. Ha portato il nostro Paese ad avere come interlocutori privilegiati dei criminali patentati.

Sull’Unione europea stendiamo un velo pietoso. Un fatto su tutto. La presidente della Commissione von der Lehien, è andata a elemosinare un incontro in un resort di Trump in Scozia, dove il criminale americano era andato a giocare a golf.

Una figura che ha distrutto quel minimo di prestigio che ancora aveva l’Ue nel mondo.

Tutto questo potrebbe accadere  alla Meloni. Probabilmente sarebbe un fuggi fuggi generale dei i suoi camerieri politici e nei media, se alle prossime elezioni dovessero vincere i progressisti. I maggiordomi che l’hanno servita per anni, scapperebbero verso altri lidi.

Così fanno i servi.

venerdì 6 novembre 2026

Terzo Valico: costo triplicato!

Il Terzo Valico sta diventando la solita opera italiana che vede triplicare i prezzi iniziali. Dovrebbe portare l’Alta velocità e l’Alta capacità da Genova a Milano. In realtà non è vero perché si ferma a Tortona, nell’alessandrino. E’ lì che finisce il tracciato. Da Tortona a Milano non c’è neppure un progetto!

Nel 2011 il costo era di poco meno di 5 miliardi di euro. Ora siamo a 10,7 miliardi e la ditta appaltatrice ne chiede altri 3. Perciò, quando questa opera sarà finita costerà più di 13 miliardi, quasi tre volte di più della somma dell’appalto. Sembra che in Italia le opere pubbliche devono costare sempre il doppio o il triplo rispetto al costo iniziale. Mi chiedo se è colpa del destino cinico e baro, oppure c’è sotto qualcosa d’altro.

Per capirci, riporto una parte di un post che ho pubblicato sulla nuova linea ferroviaria austriaca che collega Graz a Klagenfurt. E’ lunga 130 km con una galleria di 33 km e altre 11 più corte per un totale di 50 km, con 100 ponti e permette di percorrere il tratto da Graz a Klagenfurt in 45 minuti invece delle tre ore precedenti. Grazie a questo, per andare da Udine a Vienna, ora si impiegano 5 ore e 23 minuti. Ma quello che è più impressionante sono i costi dell’opera: nel 2005 erano  5,4miliardi di euro e il saldo finale nel 2025 è stato di 5,5miliardi!

Mi chiedo: ma gli austriaci sono più bravi a fare i conti, oppure nel nostro Paese qualcosa non funziona? 

Ma ritornando al Terzo Valico sapete qual è l’azienda che ha vinto l’appalto?

Ma certo, la Webuild di Salini, il caro amico di Salvini, l’uomo del Ponte sullo Stretto.

E se poi pensiamo che se il Ponte sullo Stretto si farà, cosa di cui dubito molto, l’eventuale costruzione sarà sempre della Webuild di Salini, per cui dovremmo prepararci a pagare il doppio o il triplo rispetto all’appalto, ovvero dai 13,5 miliardi previsti attualmente, ai 30/35 nell’eventualità che si completi l’opera.

Il nostro, non è un destino cinico e baro, ma sotto sicuramente c’è qualcos’altro.

Come diceva uno che se ne intendeva di queste cose: A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina.

giovedì 5 novembre 2026

Zelensky cerca la pace?

Putin è un autocrate e in Russia non c’è libertà di informazione. C’è molta propaganda sulla guerra in Ucraina, così i russi sono disinformati.

Ma anche in Italia con la disinformazione non scherziamo. Il ministro della Difesa (Guerra?) Crosetto, alla Bbc inglese ha dichiarato che Zelensky ha presentato molte proposte di pace respinte da Putin. Una balla sesquipedale. Ad esempio in una intervista di qualche giorno fa alla Fox News americana, Zelensky ha confermato che non intende cedere alla Russia nessun territorio ucraino, nemmeno la Crimea. Ha pure detto recentemente che intende entrare nella Nato e che si doterà di missili capaci di colpire il territorio russo in maniera devastante.

E quindi, a rigor di logica, cari dott. Stranamore nazionali, con queste dichiarazioni Zelensky sta cercando di fermare la guerra? Sta cercando la pace?

Il 5 giugno del 2023 armata dalla Nato, l’Ucraina è passata all’offensiva decisa a liberare i territori ucraini occupati dai soldati russi. Due giorni dopo, il 7 giugno 2023 Draghi in un discorso a Boston disse che: l’Ucraina avrebbe dovuto riportare una vittoria netta sulla Russia, rifiutando un “pareggio confuso”.

Io penso che confusi siano coloro che ci stanno governando in Italia ed in Europa.

E’ incredibile che degli adulti e vaccinati possano fare queste affermazioni. E’ come se il Brasile dichiarasse guerra agli Usa, aiutata in questa avventura da altri Paesi. Chi scommetterebbe sulla sua vittoria? Ebbene queste sono le proporzioni militari in campo in Ucraina. Da una parte la Russia con i suoi arsenali nucleari e dall’altra uno Stato fallimentare che sta in piedi solo perché viene aiutato dall’Occidente, e che lo sta usando cinicamente per suoi scopi geopolitici. Solo che i morti sono ucraini. Mentre l’Occidente, che lo sta armando, sta al calduccio nelle sue casette.

Come dice il prof. Orsini: “Quanto maggiore sarà il volume di fuoco dell’Ucraina contro la Russia, tanto più grande sarà il volume di fuoco della Russia contro l’Ucraina”. Che semplificata fa: “Per ogni passo avanti, l’Ucraina farà due passi indietro”.

Non sto giustificando la guerra russa contro l’Ucraina, la guerra è sempre sbagliata, ma ho solo messo in fila i fatti nudi e crudi così come si presentano.

mercoledì 4 novembre 2026

Addormentati o imbroglioni

Ma che governo è questo? Mi sono fatto questa domanda dopo aver letto le risposte di Salvini  e di Valditara su un punto della legge di bilancio uscita dal Consiglio dei ministri di qualche giorni fa.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito il leghista Valditara, sul Corriere della Sera ha manifestato il suo stupore per la scelte del (suo) governo di tagliare 5000 insegnanti e 2000 unità di personale amministrativo.

Mentre il prode Salvini, ministro e vicepresidente del Consiglio dei ministri, sull’argomento ha dichiarato: “Dei tagli alla scuola non ne sapevo niente, e sono segretario del partito. Ma il Parlamento è eletto apposta per migliorare qualcosa su scuola, sanità e pensioni”.

Devo chiarire una cosa perché si potrebbe pensare che fossero assenti, ma no, Valditara e Salvini erano presenti in questo Consiglio dei ministri.

Per cui o erano addormentati, o hanno problemi di comprendonio, oppure sono dei giocatori delle tre carte delle sagre paesani che stanno imbrogliando i cittadini creduloni.

Da gente simile non comprerei un’auto usata.

 

Evviva: Trump è stato bastonato

Oggi è una giornata bellissima: il criminale Trump è stato sonoramente sconfitto dagli elettori americani nelle elezioni di medio termine. Era praticamente un referendum sul boss di Washington e ne è uscito bastonato.

Ora è, un’anatra zoppa, come viene chiamato il presidente Usa che non ha la maggioranza al Congresso.

E poi hanno vinto i candidato democratici che avevano nei loro programmi dei punti chiari, come rafforzare la sanità pubblica, le scuole pubbliche e un welfare di tipo europeo.

Questo dovrebbe servire anche da lezione al nostro Campo progressista. Serve un programma composto di pochi punti chiari che l’elettore che non si riconosce con questa destra e che non vota, venga convinto ad avvicinarsi alle urne da un programma con pochi punti ben definiti.

In poche parole, se si vincono le elezioni politiche, si deve agire al contrario di ciò che ha fatto questo governo, cassando le sue leggi, in primis, gli otto ridicoli decreti sicurezza.

Trieste ha una storia diversa

Quello che sta accadendo a Trieste agli immigrati che arrivano dai Balcani è indecente sia civilmente che umanamente. Abbiamo visto scene indegne di una città che è sempre stata civilissima. Questi poveretti sono trattati peggio delle bestie. Dormono in luoghi infimi indegni per un essere umano. Si, perché parliamo non di numeri, ma di persone reali. Non è un film. Questi immigrati dormivano (o dormono ancora…) nelle strutture malandate del porto vecchio colmo di immondizie e di topi che scorrazzano tranquilli. Insomma una roba da brividi. E pochi giorni fa in un incendio sono morte due persone. Era prevedibile visto la situazione di precarietà. Ma come ha reagito il sindaco Di Piazza dopo la tragedia? Chiamando in causa il ministro Piantedosi perché si adoperi a portare fuori città questi immigrati distribuendoli in altri territori nazionali. Evidentemente gestire un’accoglienza civile e umana di questi poveri diavoli in città, il sindaco di Trieste ritiene che non sia competenza del Comune. E Trieste è una città civile, bella, con una grande storia alle spalle, ma che ha smarrito il suo passato fatto di accoglienza, di aperture verso le nuove sfide che la sua lunga storia le ha assegnato. Oggi è chiusa, cinica senza umanità.

E poi i ritardi nelle richieste dei permessi di soggiorno, con appuntamenti che spesso vengono disattesi prolungando l’agonia psicologica di questi disperati, è un altro argomento che fa riflettere. Certo, l’istituzione pubblica che deve iniziare l’iter per ottenere il permesso di soggiorno, si scusa per i ritardi nell’accogliere le richieste, causa la mancanza di personale addetto. Personalmente come cittadino credo che questa sia una precisa scelta politica, ovvero dilatare i tempi per valutare le loro richieste. Un comportamento umanamente ignobile. Questo governo sta usando questi poveri diavoli per far credere ai boccaloni che loro sono per l’ordine e legalità. Per chiarire meglio il concetto, questa destra al potere, quando deve scegliere il porto per far sbarcare gli immigrati salvati sul Canale di Sicilia, come è avvenuto recentemente con la nave di Emergency a cui è stato ordinato di attraccare al porto Genova per far sbarcare i 103 naufraghi tratti in salvo, che hanno così dovuto sobbarcarsi altri quattro giorni di navigazione. Queste scelte sadiche del governo Meloni sono chiaramente volute. Lo fanno per i propri elettori che ragionano con la pancia.

Per concludere, a Trieste il Comune ha bloccato gli aiuti di quelle organizzazioni umanitarie che portavano a questi reietti, aiuti alimentari, vestiario, sanitari e coperte per la notte. Ma questo per i benpensanti triestini non era uno spettacolo dignitoso in centro città. La vista di queste persone sporche e puzzolenti disturbano gli occhi di coloro che passeggiano nel centro storico scintillante.