Ho letto su Piazza Grande, la pagina dove sono ospitate le lettera inviate al Fatto Quotidiano, un intervento del lettore Massimo Liofredi che mi ha colpito, tant’è che lo propongo nel blog.
“La Spagna ha vinto i mondiali. E ha
vinto anche fuori dal campo. Mentre a Madrid alzavano la coppa dei mondiali
americani, il governo di Pedro Sanchez raccoglieva un altro risultato: salari
più alti, difesa della sanità pubblica, welfare, diritti e integrazione. Ha scelto
di investire sulle persone. Sulla scuola, sul lavoro, sulla settimana corta. Ha
avuto una linea chiara anche sul piano internazionale. Ha giocato di squadra ed
ha vinto. Dentro lo stadio e fuori. L’Italia invece sono tre edizioni che non
va ai mondiali di calcio. E non è solo una questione di calcio. Fuori dal campo
perdiamo da altrettanto tempo. Perdiamo i nostri ragazzi migliori che prendono
la valigia e vanno a Madrid, a Berlino, a Londra. Vanno a cercare stipendi che
qui sono fermi da vent’anni e opportunità che qui non arrivano. Perdiamo pezzi
di sanità ogni giorno, tra liste d’attesa infinite, pronto soccorso al
collasso. Perdiamo il senso del merito, quello che nei discorsi è sempre in
prima fila, ma nei fatti vale meno di una raccomandazione, di un’amicizia, di
chi guarda solo al proprio orticello. E mentre le famiglie fanno fatica ad
arrivare a fine mese, questo governo sceglie di destinare miliardi all’acquisto
di armi ed al sostegno alla guerra. Sceglie di parlare di identità e di radici,
ma dimentica il presente di chi lavora, di chi cura, di chi insegna. La
comunicazione è tutta sulla difesa, ma la gente ha bisogno di attacco. Ha
bisogno di un piano, di una visione, di soldi in tasca. Il confronto è
impietoso. Da una parte una nazionale che corre, che osa, che crede nel
collettivo. Dall’altra una nazionale che sta chiusa in difesa e non riesce
neanche a qualificarsi. Un governo che distribuisce e costruisce il futuro. Un
altro che taglia, che compra missili e che chiede di stringere la cinghia.
Allora la domanda è semplice. Quando riusciremo a tornare ai Mondiali? Forse il
giorno in cui torneremo a qualificarci sarà anche il giorno in cui torneremo ad
avere una società vincente. Il giorno in cui uno stipendio basterà per vivere,
in cui un ospedale curerà in tempo, in cui un giovane bravo resterà qui perché
qui trova futuro e non deve scappare. Ma saremo in grado di vincere ancora i
Mondiali come la Spagna? La speranza è tutta nel 2027. Quando gli italiani
torneranno a votare dovranno decidere se continuare a fare la riserva o se
tornare in campo da titolari. Dovranno decidere se vogliono un Paese che spende
in armi o un Paese che spende in persone. La Spagna ci ha mostrato la strada.
Si può vincere se si investe sulla gente. Se si fa squadra. Se si ha il
coraggio di guardare avanti”.
Io penso che
queste poche righe potrebbero essere il programma di un governo progressista Sta
a noi, se lo vogliamo, che questo sogno si realizzi.