domenica 28 giugno 2026

Per favore, basta Renzi

Da tempo nei talk show e sui giornali a Matteo Renzi vengono dedicati ampi spazi.

Interviste in Tv e paginate su paginate nei giornali. L’ultima performance dei renziani si è svolta a Udine, presenti diversi personaggi di Italia Viva e del Pd renziano. Tutti gli oratori si sono prodigati a sostenere che il centro è essenziale per vincere contro la Meloni. E il campione del Centro Riformista (qualsiasi cosa voglia dire) è Renzi con il suo 2%. Il Campo progressista non vincerebbe alle prossime elezioni senza questo campione. Eppure sappiamo che l’addizione politica non equivale all’addizione matematica. Ormai lo conosciamo: toglie più voti di quelli che porta. Sarebbe un’operazione numerica negativa. “Renzi, scrive il politologo Marco Revelli, è una bomba a orologeria sempre pronta a far esplodere. Metterlo nel proprio campo è come piazzare una bomba a orologeria sotto il proprio tavolo. Il suo percorso politico è ormai tracciabile da una quindicina di anni: la sua vocazione compulsiva al tradimento delle alleanze dovrebbe essere ormai acquisita”. Durante questo incontro di Udine il convitato di pietra è stato Giuseppe Conte il leader del M5S. E’ stato criticato perché è l’unico tra Pd e Avs che non lo vorrebbe in coalizione conoscendo la storia politica del senatore di Rignano. E allora trovo giusto ricordare alcune sue perle del passato per evitare di cadere magari anche in buona fede nella sua trappola.

Ricordiamo: “Enrico stai sereno”, e poi lo sostituì qualche giorno dopo al governo. Il no al Conte-1 che non volle fare la maggioranza da segretario del Pd con i 5S contribuendo a portare la Lega al 34%. Ha rovesciato il Conte-2 portando a Palazzo Chigi Draghi e la Meloni al 30%. Senza dimenticare il funesto Job act; ha praticato l’ingiustizia sociale; ha favorito i forti non i fragili e tante altre schifezze che fece da presidente del Consiglio.

“Si possono vincere le prossime elezioni con un minimo scarto, ma per ritornare una democrazia piena, scrive sempre Marco Revelli, serve riconquistare almeno una parte dell’elettorato che da un quarto di secolo è uscito disgustato dal sistema politico. Fino agli anni Novanta la partecipazione superava l’80%, oggi si recano alle urne circa il 50% degli aventi diritto. E tu pensi davvero di riportare alle urne chi è scappato arruolando uno di quelli che l’hanno fatto scappare?”.

Serve quindi un progetto realmente in controtendenza come la distribuzione della ricchezza, diritti sociali, Sanità pubblica, Istruzione, Pace si e no alla Guerra.

Con un progetto chiaro e fattibile molti elettori ritornerebbero alle urne.

sabato 27 giugno 2026

Novità sul Tav Torino - Lione

Il Tav , il supertunnel ferroviario che dovrebbe collegare Torino a Lione, ha finito i soldi. Il 17 giugno 2026 a Chambéry in Francia, durante la Conferenza intergovernativa sull’opera, il rappresentante della Commissione europea Mathieu Grosch,  ha detto chiaramente che l’Ue non ha finanziamenti per la fase finale dell’opera: “ Oggi siamo tutti d’accordo nel dire che non bisogna contare solo sugli Stati e sull’Europa per finanziare spese di questa portata. Bisogna anche pensare a ricorrere a finanziamenti alternativi”. Quando i NO Tav chiedevano di bloccare l’opera perché inutile e molto costosa, gli irriducibili favorevoli alla sua costruzione, dicevano che non si poteva bloccare perché c’erano accordi in essere con la Francia. Ma ora è la Francia che ritiene sia un’opera non essenziale. Che è in ritardo rispetto all’Italia addirittura di una decina anni. L’ultima promessa per l’apertura nel 2034 che è già vuota. Infatti i francesi hanno bloccato la progettazioni delle vie d’accesso al Tav con cantieri che apriranno nel 2038 per finire i lavori nel 2045!! Lo ha detto il capo delegazione francese alla Conferenza di Chambéry. Per cui, perché l’Italia dovrebbe continuare i lavori visto che non ci saranno sbocchi prima del 2045?

E i costi nel frattempo sono enormemente lievitati. Il solo supertunnel nel 2012 aveva un costo di 11,1 miliardi di euro, ora sono 14,7. Dai 5,2 del progetto totale originario degli anni novanta ai 25-27 attuali e chissà quanto ancora aumenterà per completarlo.

E questo fa riflettere su un’altra opera gigantesca che questo governo insiste per metterla in opera: è il Ponte sullo Stretto.

Quanto costerebbe al consuntivo finale? Oggi i costi sono stati valutati 13,5 miliardi di euro, è così azzardato pensare che alla fine potrebbe costare 35/40 miliardi, visto che il progetto è lacunoso su molti punti? E poi, al di la di tutte le considerazioni sull’utilizzo futuro, siamo sicuri che funzionerà, visto che si trova in una zona ad alta sismicità?

Io penso che questa feroce volontà di costruirlo, ci siano degli interessi opachi, poco trasparenti che nulla hanno a che fare con il bene pubblico.

venerdì 26 giugno 2026

Questa è la guerra!

Martedì scorso, è stato presentato il rapporto di una Commissione indipendente dell’Onu che ha indagato nei Territori occupati da Israele. Davvero agghiacciante.

Dalle forze militari israeliane i bambini palestinesi sono dei “bersagli deliberati”! La Commissione ha documentato l’intenzionalità degli attacchi mirati a distruggere “i futuri terroristi”. Dunque un intero popolo. Ecco un esempio di queste brutalità. Il 12 aprile 2024 un neonato di dieci giorni è stato colpito  mentre veniva allattato dalla madre, nella tenda di un campo profughi  di Nuseirat. Un singolo proiettile  ha colpito il neonato alla testa, attraversandogli il cranio, per poi conficcarsi in un cuscino. Il bambino è sopravvissuto, ma ha subito danni cerebrali irreversibili. La Commissione ha analizzato le immagini del proiettile concludendo che il colpo è stato esploso da un fucile montato su un quadricottero. E siccome il fatto è avvenuto in pieno giorno,  l’operatore del quadricottero era in grado di vedere l’interno della tenda e valutato che il bersaglio fosse una madre col suo bambino. I quadricotteri sono droni dotati di telecamere elettro-ottiche a infrarossi ad alta risoluzione e dispongono di un sistema di tiro  avanzato che consente colpi di precisione oltre il raggio visivo, ad un livello di accuratezza che nessun cecchino umano è in grado di raggiungere. In un servizio del 22 luglio 2025 sulla Tv israeliana Channel 14, dei funzionari delle forze militari hanno spiegato le “qualità” del quadricottero che lo hanno definito: “Non esita, non si ferma e non sbaglia quasi mai. E’ come guardare un videogioco”.

In un documentario citato nel Rapporto, Breaking Ranks: Inside Israel’s War della Tv britannica Itv, un soldato israeliano ha descritto così l’esperienza su queste strumenti micidiali: “I droni sono ciò che più di ogni altra cosa disumanizza l’altra parte. Vedi tutto su uno schermo. Sganci la bomba. Sembra un gioco. Puoi stare seduto nel seminterrato di una casa, al sicuro, senza casco, a grattarti le palle, mezzo svestito, e uccidere palestinesi”.

Tra il 7 ottobre 2023 al 31 marzo del 2026, a Gaza sono stati uccisi 20.179 bambini e 44.143 feriti. Save the Children ne stima altri 5.000 sepolti sotto le macerie.

E dopo queste bestialità ne sentiamo altre come quelle pronunciate da Nissim Vaturi deputato del partito Likud di Netanyahu il 30 gennaio 2025: “Gaza è piena di terroristi e ogni bambino che nasce lì è già un terrorista dal momento della nascita”. O quelle pronunciate da Yitzhak Kroizer, deputato del partito del bandito Ben-Gvir che il 5 marzo del 2026 sparò: “A Jenin non esistono bambini innocenti”. Il documento della Commissione Onu è di circa 100 pagine  che il governo canaglia di Tel Aviv ha bollato come “farsa diffamatoria”. Ma la Commissione ha chiesto 13 volte un loro intervento per chiarire, ma non hanno risposto. Ci sono verso dei bambini casi di violenza sessuale, detenzione e tortura. Gli aborti spontanei sono aumentati del 300%. Neonati sottopeso e prematuri sono diventati la norma, legati alla denutrizione della madre.

Insomma, bisognerebbe leggerlo questo Report e impararlo a memoria per ricordarsi di non girarsi dall’altra parte e rimanere umani.

giovedì 25 giugno 2026

In aggiunta al post precedente

In aggiunta al post precedente, sul Fatto è riportata una notizia interessante che riguarda la  base Nato di Aviano.  

Utilizzando i dati delle piattaforme commerciali pubbliche che tracciano i voli militari delle basi americane in Italia, sono stati individuati nella base di Aviano almeno cinque voli del Lockheed C-5M Super Galaxy una settimana prima dell’attacco Usa-Israele contro l’Iran, ovvero dal 28 febbraio fino al 3 marzo scorso. Il Super Galaxy è il più grande aereo della Us Air Force per il trasporto di mezzi ed equipaggiamento. Questi movimenti sono avvenuti anche nella base inglese di Fairford, da cui erano stati avvistati e documentati i bombardieri americani B-52 3 B-1 . Infine dalla base di Aviano almeno 23 voli cargo C-130 2 J-30 Hercules della Us Air Force, sono partiti verso la base inglese di Fairford. Un analista militare che ha parlato anonimamente con il quotidiano, ha spiegato che i notevoli numeri dei voli tra Aviano e Fairford, indicano un ammassamento di forze di qualche tipo e l’accumulo di equipaggiamento in un luogo prima del suo uso.

Insomma, questo ci dice che l’Italia ha partecipato attivamente alla guerra Iran – Usa e Israele, lasciando che gli Usa usassero a loro piacimento le basi in terra italiana, tra le quali quella di Aviano, mentre il governo Meloni diceva pubblicamente il contrario.

Una brutta pagina della nostra storia che dovrà essere chiarita agli italiani. Se non lo facesse, sarebbe la prova provata che un pezzo di democrazia è stata rubata da questo governo.

Ci prendono per fessi

Ora abbiamo la certezza che questo governo ci sta prendendo per il culo.

I fatti.

Il segretario generale della Nato Rutte, il maggiordomo di Trump, alla Tv repubblicana Fox News ha dichiarato che dall’Italia sono decollati 500 aerei dalle basi americane a supporto della guerra israelo-statunitense all’Iran per sostenere l'operazione Epic Fury, esaltando il nostro contributo.

Il governo è stato sbugiardato. L’ipocrisia dei Meloni, dei Crosetto è stata smentita da Rutte. Questi due ci dicevano che gli americani non potevano usare le basi Nato per la guerra di aggressione all’Iran. E così il ministro della Difesa Crosetto smentisce: “Sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti”, qualsiasi cosa voglia dire.

Poi un portavoce della Nato  precisa che: “il tipo di supporto  a cui si riferiva il Segretario generale Rutte, riguarda la logistica o l’assistenza tecnica”.

Per cui Rutte è un imbecille che parla a vanvera, oppure è l’ennesima presa in giro di questi personaggi. Ormai ci trattano da sudditi e dobbiamo accettare tutte le giravolte semantiche, le dichiarazioni incomprensibili che questi sparano affinché i cittadini alla fine non comprendano nulla.

Perciò siamo al punto di partenza: le basi Nato in Italia hanno aiutato gli Usa nella guerra di aggressione all’Iran? Non è una domanda oziosa, è una domanda decisiva: siamo in guerra con l’Iran oppure no?

Credo che gli italiani dovrebbero svegliarsi.



mercoledì 24 giugno 2026

Sono dei pazzi

La pazzia si è impossessata dei “cervelli” che dovrebbero governare l’Unione europea. Ormai parlano solo di armi. Dopo che gli Usa hanno deciso di ritirare dal quadro europeo i Tomahawk, i missili a lunga gittata, questi pazzoidi si stanno mobilitando per sostituirli con altri. Il ministro della Difesa tedesco Pistorius, ha trovato due aziende che fanno al caso: la Fire Point ucraina e la Covenant, una startup israelo – statunitense. Costruiscono missili di crociera a basso costo che possono colpire in profondità il territorio russo. Avete capito bene, territorio russo! La Germania compra armi. Il precedente governo socialdemocratico guidato da Olaf Scholz aveva comprato il sistema Arrow 3 per circa 4 miliardi di euro: il più grande ordine militare ricevuto da Israele. Il missile Flamingo (che bel nome…) prodotto dalla Fire Point ha una gittata di 3mila km e una testata di una tonnellata che può colpire obiettivi in Russia e costa 500mila dollari.

Insomma siamo entrati in un circuito mentale in cui la guerra con la Russia viene percepita come inevitabile, è solo questione di tempo.

Ci dicono, sempre questi geni, che la Russia di Putin è una tigre di carta, visto che non riesce a vincere la guerra in Ucraina ed ora vogliono armarci fino ai denti per paura che la Russia voglia invadere l’Europa intera fino a Lisbona come qualche mattocchio prevedeva all’inizio del conflitto Ucraina – Russia.

Serve un Tso generale per curarli in qualche clinica specializzata per questi guerrafondai alla dott. Stranamore.

martedì 23 giugno 2026

Siamo alle torte in faccia

Ormai siamo alle torte in faccia come negli avanspettacoli di quarta serie.

La querelle tra Meloni e Trump è una rappresentazione ridicola e pericolosa per la politica italiana.

Non serviva essere delle teste da Nobel per rendersi conto chi è il criminale di Washington. Solo osservando con il buon senso comune le sparate, la azioni di questo furfante, si capisce che è un personaggio al quale la correttezza, l’onestà nei rapporti, non sa dove siano di casa. Chi è caduta in questo tranello è una sprovveduta oppure è come lui.

Io penso sia buona la seconda. Meloni ha copiato Trump in molte cose. E’ contro le regole, vedi il tentativo con il referendum di sottomettere la magistratura. Oppure la nuova legge sulla Corte dei Conti che è stata ridimensionata. La brutalità che viene usata contro gli irregolari stranieri. La divisione dei media tra amici e nemici. Ovviamente gli amici sono dei servi e devono servire. Mentre chi è contro, chi fa le pulci al suo governo, è un nemico da abbattere. Il suo programma di governo è molto simile al programma MAGA di Trump. Ma ora come detto siamo alle torte in faccia.

Trump in una telefonata alla “7” ha parlato di Meloni come di una premier in grande difficoltà che cercava di riallacciare i rapporti con lui, dopo averle rinfacciato con toni insultanti di sentirsi tradito per non averlo aiutato nella guerra contro l’Iran. Una cosa mai vista nei rapporti tra Italia e Usa.

Ma quello che è passato nei media è quanto di più deprimente per l’informazione in Italia. Mi riferisco a ciò che hanno pubblicato i vari quotidiani al servizio della Meloni su questi fatti. Dopo il  G7 di Evian, per aver scambiato due frasi tra loro tramite l’interessamento del presidente del Consiglio Europeo Costa, questi hanno scritto paginate incredibili. Dopo il G7 ad esempio Libero scriveva in prima pagina: “Giorgia – Trump di nuovo amore” e poi attacca l’opposizione: “Compagni disperati Rosicano pure per la pace”. Tre giorni dopo, dopo la telefonata alla “7”, in prima pagina Libero scrive: “Trump è un coglione”.

Bene, anzi male, invito chi legge ad andare al post del 17 giugno nel quale scrivevo dell’incontro tra Trump e Meloni al G7 di Evian.