mercoledì 13 maggio 2026

La pace si fa col nemico

Dopo aver detto no all’ex cancelliere tedesco Schroeder proposto da Putin come mediatore nella guerra in Ucraina, la rappresentante dell’Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha dichiarato che: “La Russia non sta negoziando in buona fede”.

Devo dire che in questo caso sono d’accordo con la Kallas, visto che l’ex cancelliere è oggi un dirigente di alto livello in aziende statali russe. Poi sempre la Commissaria aggiunge che: “non è saggio  dare a Putin il diritto di nominare un negoziatore al posto nostro”.

Comunque russi ed europei si dovranno prima o poi sedersi ad un tavolo per una trattativa di pace in Ucraina. E quindi dovranno trovare il diplomatico che rappresenti l’Ue, gradito a tutti.  Questo è il primo passo verso la pace che l’Ue fa dopo quattro anni di guerra e di chiusura totale contro Putin. La realpolitik lo esige. La pace si fa con il nemico.

Io penso, al di la di tutte le elucubrazioni che si possono fare, la Russia non sia il nostro nemico da cui difendersi, visto che dopo quattro anni non è riuscita a conquistare neppure tutto il Donbass, ma gli Usa che ci stanno strozzando con i dazi, con la richiesta di Trump di aumentare le spese militari al 5% e con gli acquisti di armi loro e di gas che paghiamo il quadruplo rispetto al prezzo che scontavamo un tempo dalla Russia.

Quando questa guerra finirà, io penso che si debba bussare alla porta di Putin e ritornare ad acquistare l’energia da lui.

Se non lo facessimo saremmo degli idioti, oppure coloro che istituzionalmente hanno l’onore e l’onere di fare questo passo, hanno interessi nascosti e non vogliono che la loro pacchia finisca.

martedì 12 maggio 2026

Occhio alle menzogne

Viviamo in un mondo in cui le fake new sono sempre più presenti grazie ai social e ai media tradizionali, come tv e carta stampata.

Ad esempio abbiamo degli editorialisti di grandi quotidiani che sparano cazzate, come quando Panebianco scrisse che se la Russia non veniva bloccata in Ucraina, questa avrebbe invaso l’Europa arrivando fino a Lisbona. Oggi ci dicono che la Russia è una tigre di carta che non riesce a conquistare nemmeno il Donbass. Ma continuano a ripetere che la Russia di Putin è il nostro nemico per cui dobbiamo proteggerci e quindi armarci fino ai denti, facendo così felici le industrie delle armi e infelici i cittadini che hanno bisogno di una buona sanità e di una buona scuola.

Oppure un’altra. Abbiamo sentito molte volte che nella Costituzione della Repubblica Islamica Iraniana è scritto che si vuole distruggere totalmente Israele. Una colossale menzogna scrive il noto storico di destra, Franco Cardini. “E’ vero che alcune forze politiche presenti nel Parlamento iraniano vorrebbero la sparizione di Israele per cui hanno presentato un disegno di legge, che se passasse non entrerebbe in vigore prima del 2041. E sempre nella Costituzione iraniana è sancito il diritto di piena libertà di culto per gli zoroastriani, ebrei e cristiani, cioè, scrive sempre Cardini, per tutte le religioni che secondo la Sharia adorano Iddio onnipotente e onnisciente e si trovano sulla via della Rivoluzione: quelle cioè proprie delle ahl al-Kitab, le “Genti del Libro”. (…) E’ anche vero che in forza del nuovo dispositivo giuridico varato dopo gli attacchi israeliani è stata applicata la pena di morte per i collaborazionisti, (…) ma se la pena capitale basta a far considerare il regime iraniano una dittatura, allora è in buona compagnia, dagli Usa, alla Cina, passando per i tagliatori di teste che abbondano negli Emirati arabi del Golfo, fieri alleati degli americani e ora sostenitori di Netanyahu con qualche distinguo”.

“La Repubblica Islamica ha più di un milione e mezzo di chilometri quadrati e oltre 90 milioni di abitanti la cui età media è fra 30 e 40 anni a maggioranza musulmano – sciita. E’ uno dei Paesi di cultura media più alta del mondo, con il 45% di laureati in scienze difficili come medicina, ingegneria e scienze naturali. E, scrive sempre Cardini, “laureati veri, non di università online (quasi 1 adulto su 2 ha un titolo universitario, (…)  e il numero delle donne laureate in facoltà scientifiche sono al 76% circa”.

In Iran ci sono giornali e partiti di opposizione. Poi, scrive sempre Cardini, “il dibattito politico  è molto vivo e ordinariamente libero. Che un sistema del genere sia definibile “dittatura”, nonostante la presenza d’una milizia politico-religiosa e metodi duri do polizia, è semplicemente ridicolo”.

Questa è un piccolissimo esempio di cosa può fare un’informazione infarcita di menzogne o mezze verità.

Sulle notizie dobbiamo stare vigili e non fermarsi ai titoli. Andare a fondo alle notizie cui siamo giornalmente bombardati. Anche quelle che riteniamo minori. Molte volte nascondono il vero scopo di queste fake new: cercare di non far capire la vera realtà dei fatti che spesso sono diametralmente opposti da come ci vengono raccontati.

venerdì 8 maggio 2026

Così funziona oggi l'Italia

La Rai vuole realizzare 238 milioni di euro vendendo dei pezzi pregiati del suo patrimonio immobiliare. Tra questi Palazzo Labia, l’attuale sede Rai di Venezia.

Questo elegante Palazzo si trova in campo S. Geremia nel sestiere di Cannaregio e si affaccia sul Canal Grande. I comitati di redazione delle testate Rai sono in agitazione perché contrari a questa vendita indicendo anche una assemblea pubblica.

Il prezzo di vendita dell’immobile stabilito dall’azienda pubblica è di 14 milioni 280mila euro e spiega che il Palazzo “ha interessanti potenzialità di valorizzazione con destinazione uffici di rappresentanza, ricettiva e residenziale di pregio”. Qualcuno sarebbe interessato per farlo diventare un albergo extralusso.

Ma la Soprintendenza di Venezia dice  che: “Il Palazzo è stato dichiarato di notevole interesse pubblico e c’è una tutela su diversi beni mobili. Chi lo acquisterà per farne altro,  dovrà chiedere al Comune un cambio di destinazione d’uso che può essere difficile da ottenere, specie per farne una struttura ricettiva”.

Il Palazzo storico realizzato tra la fine del XVII secolo all’inizio del XVIII, ha un’area di 7.053 mq. su 5 piani e il piano cosiddetto nobile è stato affrescato da Giambattista Tiepolo. Molti oltre che contrari per la vendita in se, sono contrari anche al prezzo stabilito dalla Rai, dicono che il valore reale dei 5 piani incluso il Tiepolo sarebbe di 50milioni di euro.

Per cui questa sarebbe più che una vendita, una svendita. E se si concretizzerà al prezzo previsto dalla Rai, molto probabilmente la Corte dei Conti interverrà, ma con le nuove regole volute da questo governo, anche se il danno erariale potrebbe essere milionario, gli eventuali responsabili pagherebbero un’inezia. E questo grazie a Meloni e Nordio.

Così funziona l’Italia oggi.

giovedì 7 maggio 2026

Povera italietta

I soliti politicanti parolai ci spiegano che serve per il momento difficile cui stiamo vivendo sul versante energia, il ritorno al nucleare. Anche se non sappiamo ancora cosa fare delle scorie prodotte nelle quattro centrale dismesse diversi decenni fa dopo i referendum che hanno bloccato il nucleare in Italia.

Oggi sembra che l’energia nucleare con poche scorie sia a portata di mano. Anzi ci dicono che è pronto quello di quarta generazione, qualunque cosa voglia dire. Infatti le centrali nucleari oggi sono sempre quelle a fissione dell’atomo che producono molte scorie radioattive. La fusione è ancora al di la da venire. Comunque i tempi per costruire nuove centrali di quarta o quinta generazione, abbondiamo, saranno pronte tra quindici / vent’anni. Ma noi abbiamo ora la necessità di energia e quella meno pericolosa e meno inquinante sono quelle rinnovabili ovvero, sole e vento che nel nostro Paese  non mancano. Ci sono circa 4mila richieste per il fotovoltaico che il ministero tiene bloccate. Mentre noi paghiamo l’energia elettrica che serve alle industrie e alle nostre case, più del doppio della Spagna. E questo perché gli iberici hanno scelto le rinnovabili da tempo.

E poi c’è la storia che coinvolge il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia, il quale da direttore del Cern di Ginevra, è poi diventato presidente dell’italiana Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. L’Enea di Rubbia ha ideato un progetto di una centrale solare termodinamico, che ha sperimentato con un impianto pilota a Priolo in Sicilia. Era il 2004 e il governo di allora ritenne di non sostenerlo. Fu allora che il nostro Nobel si dimise da presidente Enea e cominciò la collaborazione con la Ciemat, l’Enea spagnola. E così il suo progetto che chiamò Archimede, lo adottò la Spagna e in pochi anni ha costruito 24 centrali solari con il brevetto di Rubbia. E’ stato calcolato che queste centrali solari si pagano in 6 anni ed hanno una vita di almeno trent’anni. Un buon affare!

Per cui abbiamo un Nobel italiano che ha brevettato una centrale solare economicamente e ambientalmente sostenibile, che però viene sfruttato dalla Spagna che ha creduto nel progetto di Rubbia.

Povera italietta.

 

mercoledì 6 maggio 2026

Abbordati, rapiti e poi derisi

Durante la scorsa campagna presidenziale Usa, Trump tra le tante facezie disse: “Io posso sparare a qualcuno nella 5° strada di New York e non perderei neanche un voto”. Così pare che ragioni anche Meloni: posso far finta di niente davanti a fatti molto gravi e  non perdo voti. L’esercito di Netanyahu ha abbordato in acque internazionali delle barche inoffensive della Global Sumud  Flotilla dirette a Gaza a portare dei beni di prima necessità ai gazawi che si trovano in una situazione drammatica. L’esercito israeliano dopo l'abbordaggio ha arrestato 185 persone tra cui 23 italiani. Addirittura uno spagnolo e un brasiliano che erano su una delle barche battente bandiera italiana, sono stati portati in Israele incarcerati, torturati e uno di questi di origini palestinesi, rischia la condanna a morte come prevede la legge da poco varata in Israele per i palestinesi accusati di terrorismo. 

E la reazione a questo atto di pirateria contro degli italiani e non, su un natante battente la nostra bandiera, per cui è come fosse suolo italiano, Meloni ha fatto come al solito quando ci sono nel mezzo i suoi “amici”, o fa la gnorri o la Ponzio Pilato: “Mi continua a sfuggire l’utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza e in compenso danno a noi molti altri problemi da risolvere. Come se non ne avessimo già a sufficienza”, ha pigolato la nostra premier. Netanyahu si conferma un delinquente che non rispetta più neanche le minime regole internazionali, e la reazione della Meloni è stato un  sospiro. Altro che “noi siamo patrioti”. Si dichiarano patrioti, ma sono dei conigli. Ci sono degli italiani rapiti e noi facciamo a questi pirati un semplice buffetto.

Io penso che Meloni dovrebbe vergognarsi per la mancanza di coraggio e di onestà intellettuale a tutela dei nostri connazionali che svolgono un’azione che merita tutto il nostro rispetto e ammirazione. Senza dimenticare che la settimana scorsa il governo italiano assieme alla Germania, ha bloccato la sospensione totale degli accordi di cooperazione tra Unione europea e Israele. Ribadita anche dopo l'atto di pirateria israeliana

Mi chiedo anche, che risposta avrebbe dato a questi avvenimenti se tutto questo fosse stato opera dell’esercito di Putin. Avremmo sentito alti lai dai sepolcri imbiancati italiani ed europei. Il governo avrebbe convocato l’ambasciatore russo per presentare un forte richiamo al rispetto delle regole internazionali e l’Ue di von der Leyen  sarebbe scattata come un grillo, magari aggiungendo un’altra sanzione alla Russia.

Ovviamente devo scrivere per chiarezza, altrimenti mi viene appiccicata la patente di filoputiniano: io ritengo che Putin sia un criminale come lo sono Netanyahu e Trump e tutti i capi di Stato e di governo che li hanno supportati nei loro massacri e genocidi.

martedì 5 maggio 2026

Garantisti? No, vogliono l'impunità

Si definiscono garantisti, in realtà vogliono l’impunità.

Ecco alcune riforme sulla giustizia che Meloni e il suo ministro della (in) Giustizia, Nordio, vorrebbero fare.

Eliminare la norma che consente di utilizzare in una seconda inchiesta le intercettazioni effettuate per la prima. Per cui le procure che stanno intercettando per un reato e vengono attraverso esse a conoscenza di uno nuovo, dovranno iniziare un’altra indagine e partire da capo. Quindi se intercetti una persona per un omicidio e durante le intercettazioni scopri che questo sta preparando un altro reato, la seconda intercettazione non è valida ai fini di un processo.

Il procuratore dell’antimafia e antiterrorismo Gianni Melillo ha scritto una lettera  alla presidente della Commissione Antimafia Colosimo, in cui lancia l'allarme che questa riforma sarebbe “oltremodo grave e allarmante”. Ha poi elencato i reati che verrebbero travolti, come il traffico di rifiuti, lo scambio elettorale mafioso, il riciclaggio, i reati finanziari, societari e fiscali. Come si può comprendere sono reati dei colletti bianchi, della casta padrona.

Dopo la presa di posizione di Melillo su questa porcheria, il vicepresidente del M5S Patuanelli ha dichiarato: “Dopo la lettera di Melillo, mi auguro che Meloni abbia la decenza di non pronunciare mai più il nome di Borsellino”.

E questi impuniti hanno in serbo anche una stretta anti giudici e anti giornalisti.

Infatti ipotizzano multe fino a 100mila euro per chi pubblica gli atti di un procedimento penale. Le intercettazioni fino alla sentenza di primo grado non possono essere pubblicate anche se depositate e quindi pubbliche. Addirittura Pittalis di FI  vuole prevedere. “nel corso delle indagini preliminari e fino al deposito della sentenza di primo grado, il giornalista sia punito con la reclusione da uno e cinque anni se rivela o pubblica conversazioni o immagini relative a intercettazioni di un procedimento penale”. Oggi e punito con un anno se rivela notizie segrete, ripeto, segrete. Mentre se a tradire il segreto è un pubblico ufficiale la pena arriva a cinque.

Chi pubblica atti di un procedimento penale, l’ammenda prevista che ora va da 51 euro a 258, dopo passerebbe da 10mila a 100mila. E poi, il divieto di pubblicare “in modo parziale, per riassunto o nel contenuto su qualsiasi mezzo di informazione, documenti o atti che contengono dati sul traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto, fino al deposito della sentenza di primo grado”. Per cui con i tempi della nostra giustizia parliamo di anni per conoscere i fatti.

E poi il costo delle intercettazioni, Nordio ha tuonato che sono costate nel 2025 300milioni di euro e vorrebbe che fossero tagliate. Io mi domando: Possibile che un ministro che dovrebbe perseguire i delinquenti, voglia togliere una della armi più potenti dei magistrati? Certo che si, vuole l’impunità dei potenti perché, non dimentichiamolo, in Parlamento quest’uomo è quello che sulla corruzione si è inventato: “la modica quantità di mazzetta!!”

Io penso che questo governo se ne debba andare il più presto possibile e se alle nuove elezione vincesse il campo progressista, nel programma tra i primi provvedimenti si devono cassare tutte le leggi prodotte da Meloni e Nordio. E questo programma, secondo il mio parere, sarebbe un prova  per quel fantomatico “centro”, vedi Renzi, che dovrebbe accettare per rientrare nell’alveo del centro sinistra.

mercoledì 29 aprile 2026

Sono dei dott. Stranamore

Si dice che la guerra di Israele e Usa contro l’Iran sia dovuta al pericolo che gli iraniani possano un giorno dotarsi della bomba nucleare e la prova è che stanno arricchendo l’uranio proprio per costruirla. Così almeno ci viene venduto dai due criminali israeliani e americani

Per cui lasciando perdere queste motivazioni che nessuno sa se sono vere o false, e visto che sia Israele sia gli Usa posseggono quest’arma, mi chiedo perché Netanyahu e Trump aggrediscono un Paese sovrano che vuole dotarsi di tale arma? Con quale diritto! Perché loro sono i buoni e gli iraniani sono i cattivi e quindi pericolosi?

E poi una domanda mi sorge spontanea, visto che ormai è un segreto di Pulcinella, Israele è dotato di armi nucleari e nessuno ha mai denunciato che stesse arricchendo l’uranio che serve per costruirla, per cui è evidente che queste bombe atomiche gliele ha cedute il suo più grande alleato, gli Usa.

E quindi, visto che i maggiori alleati dell’Iran ovvero, la Cina e la Russia dispongono di migliaia di testate nucleari, perché non potrebbero averne cedute alcune all’Iran come deterrente contro le chiare intenzioni di Israele che da decenni minaccia di dichiaragli guerra?

Per cui la guerra in Iran nasconde motivazioni diverse che ai comuni cittadini non vengono rivelate. In un mondo dove quasi mai quello che si vede è la realtà dei fatti, l’idea che questa guerra che provoca morti e una crisi economica mondiale, in realtà nasconde altro.

Una guerra sotterranea tra Cina, Russia e Usa, per interessi di supremazia geopolitica.

Mentre la gente comune vorrebbe vivere in pace, questi dott. Stranamore giocano con il fuoco e mandano i giovani al macello. Senza dimenticare che oggi le guerre non si fanno nelle trincee tra gli eserciti, ma con droni e bombardieri che ammazzano nelle loro case i civili, senza distinzione se sono uomini, donne o bambini.