Dopo le violenze alle manifestazioni pubbliche a Torino e Milano, abbiamo sentito delle prese di posizione di uomini politici ai vertici delle istituzioni che hanno dell’incredibile. Hanno anche dichiarato cose condivisibili: la violenza è sempre da condannare. E qui credo che qualsiasi cittadino con un minimo di cervello funzionante si trovi d’accordo. Ma è il poi che ho sentito e letto linguaggi che sono dei monumenti all’ipocrisia più stomachevole.
Come le
dichiarazioni del ministro della Guerra, Crosetto, il quale su X ha scritto: “Non sono manifestanti, sono guerriglieri,
sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo
serve. Non un governo, ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare
di sminuire è inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state
combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come “compagni che sbagliano”.
Roba da Tso.
Mentre il
suo compagno di banco nel governo, il ministro dell’Interno Piantedosi, in
Parlamento ha sparato dicendo che le migliaia di persone che hanno sfilato a
Torino erano complici dei violenti. Una cosa che neanche…
Questi signori che detengono il potere repressivo che solo lo Stato può esercitare, mi fanno paura.
Parlano di
un uso sbagliato di manifestare senza dividere le centinaia di delinquenti che
hanno creato questo sconquasso, tra le migliaia di manifestanti pacifici molti
con famiglie al seguito.
Questi ci
fanno la paternale di non violenza dopo che hanno fornito ad Israele le armi
per fare il genocidio a Gaza. Sono andati contro la nostra Costituzione che “ripudia la guerra”. E chi non è in
sintonia con questo governo viene etichettato come “putiniano” o “antisemita”.
Io
personalmente non prendo lezioni di morale da questa gente.