Io credo che Pietro Senaldi, condirettore di “Libero”, quando scrive non rilegga ciò che scrive e quando parla non si senta.
Oppure è un
giornalista che mente sapendo di mentire. Chi lo può sapere?
Su Giovanni
Toti, ex presidente della Liguria , il quale ha patteggiato una pena di due
anni e tre mesi per corruzione e finanziamenti illeciti da tre imprenditori, ha
scritto: “L’inchiesta Toti finisce nel nulla…. Niente corruzione, niente
voti di scambio, nessun passaggio di denaro, nessun sistema mafioso per ottenere
soldi o consenso”. Tutto questo perché il Gup di Genova ha rinviato a
giudizio 12 persone nel filone bis sul voto di scambio. Tra gli imputati, il
più noto è Matteo Gozzani, l’ex capo di gabinetto di Toti quand’era governatore.
Qualcuno nei Palazzi della Regione lo chiamava Rasputin. Contestualmente il Gup ha archiviato dalle accuse Toti,
perché aveva già patteggiato la pena e perché non ci sono prove che lui sapesse di questi accordi che faceva il suo braccio destro.
Per cui aver
dipinto in un editoriale Toti puro come un giglio è una grossa
menzogna.
Sempre Senaldi
in uno dei tanti talk cui partecipa ha detto una minchiata incredibile. Quando un
altro giornalista stava parlando del caro energia e che con questo caldo i
condizionatori andavano a manetta con dei costi pazzeschi, il Nostro se ne è
uscito con un ragionamento che non sapevo se ridere o piangere per lo
sconforto. Disse più o meno così: Con il cambiamento climatico abbiamo è vero
delle estati più calde e quindi più costose, ma poi avremo degli inverni meno
rigidi per cui spenderemo meno per riscaldarci e quindi i costi si pareggiano.
Io penso che
un’idiozia simile sia dovuta alla calura. Se non fosse così e avesse detto
questa stupidaggine scientemente, allora credo che lui sia convinto che le persone
a cui si rivolge siano tutte beote e gonze e quindi facili da manipolare.
Non riesco a trovare altre spiegazioni.