sabato 18 aprile 2026

Fedriga, sbagli

Dopo il disastro provocato dalla frana a Niscemi, con 1500 sfollati, la Procura di Gela sta indagando l’ex presidente della regione Sicilia 2017 - 2022 Musumeci, oggi ministro della Protezione Civile, l’attuale presidente della Sicilia, Schifani, l’ex presidente 2008 - 2012 Raffaele Lombardo e l’ex presidente 2012 - 2017 Rosario Crocetta, per disastro colposo e danneggiamento. Sono finiti sotto inchiesta anche i vertici della Protezione Civile siciliana: Cocina, Lo Monaco, Falgares. E anche i soggetti attuatori per il dissesto idrogeologico scelti dai Presidenti: Croce, Gargano, Lizzio e Tuminello. E poi il responsabile dell’Ati, Sebastiana Coniglio responsabile della Comer Costruzioni Meridionali SpA e della Edilter Costruzioni Srl, che avrebbe dovuto eseguire le opere previste dopo la prima frana del 1997, ma che poi è andata in contenzioso con la Regione, per cui risolse il contratto.

Dal 1997 c’erano indicazioni precise su come intervenire su quella frana, tant’è che furono stanziati dalla regione Sicilia 12 milioni di euro. Questi fondi sono rimasti nelle casse regionali.

Per cui ci troviamo davanti ad un disastro annunciato da oltre 25 anni e non è stato fatto nulla per mettere in sicurezza Niscemi, anche se c’erano i finanziamenti. A quel tempo la Protezione Civile isolana ha fatto 17 ordinanze per “interventi urgenti volti a fronteggiare le situazioni di emergenza conseguenti al dissesto idrogeologico verificatosi il 12 ottobre 12997 a Niscemi”. Poi si è aggiunte anche un nuovo intervento della Protezione Civile firmata da Cocina nel 2023, per gli “interventi di consolidamento della frana, sistemazione idraulica del torrente Benefizio e dell’incisione a valle dell’ex depuratore con una previsione di spesa di 14milioni 520mila euro”. Opere che avrebbero potuto mitigare la frana.

Ed ora ecco come ha commentato il presidente Fedriga le indagini della procura di Gela. Dopo la condanna del sindaco di Preone che è tutta un’altra faccenda, in cui è stato ritenuto colpevole il sindaco visto che lui è il capo della Protezione Civile del comune della Carnia in cui è morto un volontario. Ma Fedriga ha fatto di ogni erba un fascio. Certamente il sindaco di Preone merita tutta la solidarietà dei cittadini e quindi anche di Fedriga. La legge attuale bisogna cambiarla. Ma in Sicilia è successa un’altra cosa, visto che erano già stanziati dal 1997 i fondi per cercare di minimizzare il danno della frana che continuava a camminare.

Fedriga ha dichiarato che: ”Per gli eventi estremi un presidente di Regione sia ritenuto colpevole, mi auguro che il processo possa andare a togliere qualsiasi tipo di dubbio. Altrimenti non avremo più sindaci e presidenti di Regione in nessuna parte”. Forse Fedriga non si è accorto che innanzitutto nessuno è ancora sotto processo visto che siamo solo alle prime indagini, ma in Sicilia le cose stanno così: per la frana iniziata nel 1997  a Niscemi erano stati stanziati i fondi per cercare di risolvere il problema, ma causa l’inerzia di tante istituzioni, enti e persone, non si fece nulla e questi soldi sono ancora in cassa alla regione. Per cui si tratta di approfondire per cercare eventuali negligenze da parte di qualcuno in un processo.

Per cui le parole di Fedriga si possono interpretare in questo modo: Il potere centrale o locale non si può né indagare, né processare. Sembra che per Fedriga le leggi cui i comuni cittadini sono obbligati a rispettare, per coloro che siedono nelle poltrone istituzionali questo obbligo non esista.

venerdì 17 aprile 2026

Il Papa e la propaganda pelosa

Ecco i valori occidentali propagandati in Italia e all’estero

Dopo oltre settantamila morti nella Striscia di Gaza tra cui oltre 20mila bambini, e il nostro governo non ha fatto neanche un buffetto al governo di Netanyahu per questo genocidio, il ministro degli Esteri Tajani ha richiamato l’ambasciatore israeliano in Italia per dimostrare la nostra contrarietà, perché dei nostri soldati dell’Unifil sono stati attaccati in Libano dall’esercito israeliano. E’ lo stesso governo che quando la Corte penale internazionale dell’Aja ha spiccato un mandato di arresto internazionale contro Netanyahu per crimini di guerra, la presidente Meloni si è premurata immediatamente di comunicare al criminale che se dovesse venire in Italia, noi non lo avremmo arrestato. E l’Unione europea non ha applicato delle sanzioni a Israele, un Paese che sta aggredendo tutti i suoi Paesi vicini con migliaia di morti civili. E così abbiamo la Russia che dopo l’invasione in Ucraina si trova sul gobbone 20 sanzioni sempre più pesanti, mentre Israele è ancora a zero. Mi pare che questi numeri dovrebbero farci riflettere.

Poi Trump e la sua banda sparano a palle incatenate contro il Papa e succede un finimondo con prese di posizione mai viste dalla nostra classe politica contro questo rozzo attacco trampiano. Mentre è da anni che il gangster di Washington spadroneggia nell’universo mondo con guerre in vari Paesi, ed è complice del bandito Netanyahu e dei suoi degni complici Ben Gvir e Smotrich, due personaggi simili ai famigerati gerarchi nazisti, e il governo Meloni non ha fatto neanche un plissé. Addirittura la nostra presidente del Consiglio Meloni, voleva proporre al Nobel per la Pace il suo feudatario di Washington.

Svegliamoci prima che sia troppo tardi.

giovedì 16 aprile 2026

Quando il potere prende in giro i gonzi

Ecco due fatti che mostrano con chiarezza come alle volte il potere prende in giro i cittadini elettori.

Il primo.

Qualche giorno fa ho visto in Tv una scena che è un’offesa all’intelligenza. Mostrava una signora che bussava ad una porta della Casa Bianca perché doveva consegnare due borse di panini di Mc Donald’s. Ad aprire la porta è uscito Trump che dopo aver salutato la signora e preso in consegna le due borse, le ha dato anche una mancia di 100 dollari. Ora, anche uno sprovveduto sa che per arrivare al boss della Casa Bianca devi passare attraverso chissà quanti controlli. Mentre la Tv schierata per ingannare i gonzi, ha mostrato questa sceneggiata come fosse una cosa normale. Qualcuno avrà anche suggerito di affermare che l’ordinazione l’ha fatta direttamente Trump. Una barzelletta. In questo caso sono gli elettori americani che dovrebbero offendersi per questa presa in giro altrimenti sarebbero dei boccaloni che si bevono tutto.

Il secondo.

Sabato 27 maggio 2010  viene fermata a Milano una minorenne di nome Ruby di origine marocchine  accusata di aver rubato 3.000 euro in un centro estetico. Dopo la segnalazione del furto alla polizia, una volante ferma  Ruby priva di documenti di identificazione. Viene poi identificata come Karima El Mahroug e fuggita nel 2009 da una casa di comunità in Sicilia. Confermate le generalità è stato contattato il pm del tribunale dei minori Annarita Fiorillo che dispone il collocamento di Ruby (Karima) in una comunità per la mattina seguente. Quindi la decisione viene comunicata all’ufficiale di polizia giudiziaria Giorgia Iafrate che autorizza gli agenti ad accompagnare la minorenne a casa per reperire dei vestiti. Ma Ruby non aveva la chiave e quindi gli agenti l’hanno riaccompagnata in questura. La sua coinquilina Michelle Conceicao avvisata da Caterina Pasquino del fermo di Ruby, decide di recarsi in questura e avvisa Nicole Minetti, (condannata in seguito per sfruttamento della prostituzione) consigliere regionale in Lombardia per il Popolo delle Libertà di Berlusconi, e il ragioniere Giuseppe Spinelli.

Berlusconi mentre era a Parigi per una riunione dell’OCSE intorno alle 23:45 chiama Nicole Minetti e la esorta a recarsi in questura per gestire la situazione. Poi dopo varie altre chiamate, Berlusconi telefona direttamente a Pietro Ostuni,  capo di gabinetto della questura di Milano e poi al questore stesso e gli racconta la storia che ha saputo che è stata fermata una ragazza egiziana priva di documenti, a lui nota in quanto è la nipote del presidente egiziano Mubarak, chiedendo di risolvere la situazione affidando la ragazza a Nicole MInetti, per evitare un incidente diplomatico. Una montagna di menzogne per nascondere i famosi dopo cena ad Arcore, ma questa Ruby era minorenne per cui se fosse provato che Ruby non era la nipote di Mubarak e lo sapevano tutti, ma una prostituta minorenne, per Berlusconi si sarebbe creato un grande imbarazzo. Il 5 aprile 2011 la Camera dei Deputati ha votato a favore una mozione la quale sosteneva che la telefonata di Berlusconi in questura per il rilascio di Ruby, fosse un atto funzionale perché lui credeva che fosse veramente la nipote di Mubarak. E a questa enorme balla ci hanno creduto 314 deputati. Per conoscenza tra questi c’era anche la Underdog della Garbatella, Giorgia Meloni. Io penso che questi 314 rappresentanti del popolo che hanno votato a favore di questa mozione, se avessero una faccia dovrebbero scusarsi con chi gli ha eletti e arrossire di vergogna per tutta la vita. Infatti o sono degli imbecilli boccaloni, oppure dei venduti senza dignità.

E coloro che ancora oggi credono che il Caimano sia stato un grande statista, chiedo: toglietevi il prosciutto dagli occhi, è tempo di svegliarsi e vedere la cruda realtà. Berlusconi è stato un criminale che ha usato la più alta carica della politica per fare i propri porci comodi.

 

mercoledì 15 aprile 2026

Alcune riforme sulla giustizia a costo zero

Come sappiamo il recente referendum sulla magistratura ha vinto il No. Un No deciso. I cittadini hanno capito che questa riforma costituzionale non cambiava nulla nella gestione dei processi, ma solo il futuro dell’autonomia della magistratura verso il potere politico che veniva messa in pericolo. Se invece si vuole davvero riformare la Giustizia penale, si potrebbero pensare a modifiche efficaci. Il problema più fuorviante è che il processo penale non sia abbastanza garantista. Mentre lo è in abbondanza visto che è incentrato in ben tre gradi di giudizio e le prove di accusa si formano nel contraddittorio con la difesa.

Ora però voglio fare un gioco ovvero: se facessimo un referendum su questi temi cosa voterebbero gli elettori?

Ecco alcuni spunti di riforma ricavati da uno scritto di Antonio Patrono sul Fatto.

1)    Rendere meno agevole la possibilità di appellarsi dopo una condanna in primo grado com’è nella tradizione giudiziaria nei Paesi anglosassoni. Oggi abbiamo tre gradi di giudizio e chi può permettersi degli agguerriti avvocati, questi qualche cavillo lo trovano e quindi allungare i tempi del processo per arrivare all’agognata prescrizione del reato. Per cui, dopo il primo grado di giudizio, escludere la prescrizione così da rendere meno convenienti i vari Appelli. Tutto questo era previsto dalla riforma Bonafede nel governo Conte.

2)     Vietare all’imputato la possibilità  di mentire ai giudici, come nei Paesi in cui vige il giusto processo. In questi Paesi se l’imputato mente, il codice prevede gravi pene.

3)    Ora, se si intercettano legittimamente delle conversazioni indagando su un reato, non si può procedere su eventuali altri reati che dovessero emergere. Infatti, se si sequestra uno strumento informativo per trovare prove di un reato, non si possono utilizzare prove di altro reato che pur vi si trovano, e in futuro analoghe limitazioni si vogliono proporre per le prove ottenute con i più moderni strumenti biometrici di localizzazione, per cui, ad esempio, se si dovesse scoprire dove si trova un pericoloso latitante individuato per caso cercandone un altro, questa prova non si potrebbe utilizzare.

4)    E per rendere il processo più veloce, che grazie come scritto nel punto 1 è di una lentezza straniante, si dovrebbero dare degli incentivi per concluderlo rapidamente, anche quando l’esito appare scontato in partenza.

Sono poche cose , ma sarebbe un buon inizio se alle prossime elezioni vincesse il “campo progressista”.

Domanda finale: Se si chiamassero i cittadini e chiedere loro se sono favorevoli a queste riforme cosa voterebbero?

Io penso che le persone perbene, anche se il tema è difficile per i non addetti al lavoro, voterebbero a stragrande maggioranza, Sì.

martedì 14 aprile 2026

Paese di Pulcinella

Ma che Paese è questo. Due fratelli che guidano una grande gruppo imprenditoriale creato dal loro padre con  leggi “ad personam”, corrompendo giudici, politici, finanzieri, testimoni, finanziando la mafia, falsificando bilanci, e dulcis in fundo, frodando il fisco, per cui è stato condannato a 4 anni di carcere, ha convocato a Cologno Monzese sede di Mediaset, il vice presidente del Consiglio dei ministri, nonché segretario di FI, Tajani, come si fa generalmente con i propri sottoposti.

Marina Berlusconi è a capo di un’azienda editoriale tra le più grandi d’Europa, “grazie” alla corruzione di magistrati con cui suo padre, il Caimano, ha sfilato la Mondadori a De Benedetti. Questi fece ricorso in sede civile, e Berlusconi gli dovette pagare una penalità di oltre 500 milioni di euro.

Ora i fratelli Berlusconi garantiscono con  una fideiussione di 90 milioni di euro FI, che senza questa il partito chiuderebbe. Questo permette loro di essere i “padroni” del partito fondato da loro padre.

E quindi in questi giorni è partito un loro ordine per il cambio dei capigruppo in Parlamento, defenestrando Gasparri alla Camera (che non sentiamo la mancanza) sostituendolo con Stefania Craxi e Paolo Barelli al Senato sostituendolo con Enrico Costa. Sono i padroni e lo possono fare…

Ma quello che dovrebbe far incazzare i cittadini è il fatto che un’azienda privata attraverso i fratelli Berlusconi non eletti in nessun luogo, diano ordini ad un partito che è al governo. Questo potrebbe succedere solo nel Paese di Pulcinella!

Nell’incontro di Cologno Monzese erano presenti Gianni Letta, a suo tempo il consigliori di Berlusconi padre, poi Danilo Pellegrini amministratore delegato Finivest, Pier Silvio e Marina Berlusconi. E naturalmente Tajani, vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri nonché segretario di FI. Sembra una riunione aziendale non vi pare?

In una vera democrazia non può funzionare così.

lunedì 13 aprile 2026

Netanyahu e Trump: fermiamoli!

Il bandito di Washington aveva minacciato la “distruzione di una intera civiltà” riferendosi alla guerra con l’Iran. Ma come questo psicopatico era giunto ad affermare una simile mostruosità? Due grandi giornalisti del New York Times, Maggie Haberman e Jonathan Swam, hanno scoperto perché il mostro era giunto a questa determinazione.

E’ stato Netanyahu a proporre l’intervento militare in Iran durante una riunione alla Casa Bianca, il quale sosteneva che uccidere Khamenei e distruggere le loro capacità militari, avrebbe innescato una rivolta popolare e quindi la caduta del regime. E il blitz avrebbe bloccato anche il tentativo iraniano di chiudere lo Stretto di Hormuz. Molti dell’Amministrazione Trump, tra cui il vicepresidente Vance, non erano convinti che questa rivolta popolare si concretizzasse dopo l’uccisione di Khamenei. Ma il bandito di Washington ringalluzzito dal rapimento del presidente del Venezuela Maduro, ha accettato la proposta di Netanyahu ed ora si trova in una situazione da cui non sa come uscirne.  John Kerry, ex segretario di Stato con Obama, ha raccontato che anche con George W. Bush, Barak Obama e Joe Biden, il primo ministro israeliano aveva proposto di bombardare e invadere l’Iran, ma questi lo avevano mandato a quel paese.

Come sappiamo, l’uccisione di Khamenei e degli altri grandi dirigenti del regime non hanno affatto provocato la sua caduta. Al contrario il regime ha eletto un leader più giovane e più radicale e a messo il mondo in grave difficoltà perché il regime iraniano, dopo aver subito gli attacchi di Israele e Usa, ha usato la sua arma più potente: chiudere lo Stretto di Hormuz dove passa oltre il 20% del gas e petrolio del mondo. Gli attacchi dei due criminali sono stati devastanti, con migliaia di morti civili tra cui molti minori, come il caso della scuola in cui morirono 165 tra bambine e ragazze. E l’Iran non ha mai smesso di lanciare missili e droni nei  Paesi del Golfo vicini agli Usa e 10 giorni fa ha abbattuto due caccia statunitensi.

Ora siamo in una fase di stallo nei negoziati che si tengono in Pakistan. Le delegazioni si sono lasciate senza concludere nulla.

Per cui l’uranio arricchito è ancora in Iran al sicuro e il regime teocratico è più vivo e vegeto che mai.

Per cui si può dire che le cose sono cambiate, ma sono cambiate in peggio. Con morti e speranze deluse per i milioni di iraniani che manifestavano contro questo feroce regime. E la situazione economica e non solo, che si è scatenata in tutti i continenti dopo la guerra in Iran, sarà difficile da superare. Per la mancanza di gas e petrolio e con i prezzi che sono raddoppiati.

E per tutto questo casino, bisogna ringraziare i due criminali, Netanyahu e Trump.

Fermiamoli!!

mercoledì 8 aprile 2026

Meloni, ridiventa umana

Domani Meloni parlerà in Parlamento sulla situazione che si è creata dopo l’aggressione di Israele e Usa all’Iran. Stanotte molti hanno temuto che il folle bandito di Washington facesse quello che aveva promesso: distruggere l’Iran portandola all’età della pietra, con milioni di morti.

Per fortuna questo non si è avverato ed ora ci saranno 15 giorni di tregua. E forse si riaprirà lo Stretto di Hormuz.

Detto questo, spero che Meloni in Parlamento non ci prenda in giro come ha già fatto in passato. Siccome è una serva che serve il feudatario, io temo che potrebbe dichiarare che ha apprezzato la scelta di Trump di non ammazzare milioni di iraniani. Che lo ammira perché  ha fatto la scelta giusta. E forse se è di buon umore, la undergog della Garbatella potrebbe riproporlo al Nobel per la Pace. Lo aveva già fatto quando assieme al suo complice Netanyahu, stavano compiendo un genocidio a Gaza tra cui l’uccisione di oltre ventimila bambini, colpevoli solo di essere palestinesi.

Speriamo che Meloni abbia un guizzo di umanità e sincerità e si comporti con dignità per salvaguardare l’onore di noi italiani, e domani dica che Trump e Netanyahu sono due banditi con le mani sporche di sangue e che da ora in poi, gli italiani non saranno più loro complici.