domenica 9 agosto 2026

Cerchiamo di rimanere umani

L’8 agosto 1956 a Marcinelle in Belgio, nella miniera di Bois du Cazier morirono 262 minatori tra i quali 136 italiani. 274 minatori erano scesi fino a 1035 metri di profondità. Una tubatura di olio si ruppe che poi una scintilla, facendo attrito con le pareti, fece scoppiare un incendio che non diede scampo a 262 minatori. Solo dodici si salvarono. Ma com’era a quei tempi l’emigrazione italiana in Belgio? Nel 1946 era stato sottoscritto “l’accordo minatori-carbone” tra il governo del Belgio e quello italiano che garantiva una emigrazione per lavorare nelle miniere belghe a 50mila italiani. Quindi c’è stato uno scambio tra questi lavoratori e le forniture di carbone al Paese. Furono affissi degli avvisi di reclutamento, senza spiegare a gente povera e bisognosa le condizioni di lavoro. Sono partiti tra il 1948 e il 1956 in 250mila, ma sono rientrati perché non vollero lavorare in quelle condizioni, in 170mila. Venivano portati in Belgio in vagoni sigillati scaricandoli nello scalo merci di Bruxelles e poi caricati sui vagoni usati per il trasporto del carbone e venivano lasciati in ex campi di prigionia della seconda guerra mondiale. Baracche senza servizi e con bagni comuni. Coloro che si fiutavano di scendere in miniera, venivano incarcerati finché, raggiunto un numero congruo per riempire un vagone e rispediti in Italia.

Una situazione che dovrebbe farci riflettere sul trattamento che riserviamo alla gente disperata che entra in Italia e quindi in Europa per cercare delle possibilità di una vita migliore per se e per le loro famiglie. Si dirà: ma gli italiani che sono andati in Belgio a cercare un po’ di fortuna erano lavoratori chiamati, non sono entrati illegalmente. Certo, ma noi siamo europei e un minimo di civiltà c’era e c’è ancora, ma coloro che scappano dall’Africa, dal Sudest asiatico, provengono da zone dove i nostri usi e costumi molti non li conoscono.

Per questo, quanto accaduto settant’anni fa a Marcinelle dovrebbe insegnarci qualche cosa. Come non erano numeri i 262 morti nella miniera. Avevano una famiglia, delle persone care. Non erano delle bestie, erano esseri umani. Non erano delle bestie da soma.

Così sono quasi tutte le persone che entrano in Italia e in Ue. Con una propria dignità e voglia di fare, crescere, ma dobbiamo dargli la possibilità di poterlo fare. Vi racconto un fatto personale. A Casarsa hanno assunto dei ragazzi immigrati neri per pulire le strade, i marciapiedi del paese dalle sterpaglie. Pochi giorni fa, mentre ero a passeggio con un mio nipote di 4 anni, li ho incrociati mentre lavoravano. Li ho salutati e non dimenticherò mai la loro reazione: mi hanno guardato con una sguardo di incredulità e di gratitudine come se fossero abituati ad essere invisibili alla gente. Ed ho solo detto un ciao e buon lavoro con un sorriso. E’ un piccolo aneddoto, ma mi ha insegnato che anche le piccole cose fatte col cuore, fanno bene a chi le riceve e pure a chi le fa.

Cerchiamo di rimanere umani.

sabato 8 agosto 2026

Armi dagli Usa

L’Italia è in “braghe de tela”. Lo vediamo con le accise sui carburanti. Non c’è un becco di quattrino in cassa, eppure questo governo continua a parlare di spese militari miliardarie tranquillamente, come fosse una cosa normalissima. Ritorno ad un post precedente: ma dove trovano i soldi per le armi, sotto il materasso? Oppure taglieranno sulla sanità, sulla scuola e sul welfare? Non ci sono alternative: o armi o welfare. Tertium non datur.

E poi, le armi sono costruite in Italia, oppure provengono da altri Paesi? E questo è il paradosso, l’Italia le acquista in maggior misura dagli Usa per poi aiutare loro nei molti campi di battaglia che scatenano nel mondo. Così spiega in un articolo sul Fatto il prof. Orsini.

Ad esempio dei soldati italiani son in Libano per aiutare gli Stati Uniti e Israele nelle  guerra scatenate da Israele. In Libano difendiamo degli interessi italiani? Penso proprio di no. In Iraq a Nassiriya, sono morti 19 soldati italiani che erano li ad aiutare gli Usa in quella guerra da loro scatenata con la menzogna delle famose armi chimiche che non esistevano. E poi in Afghanistan con caduti italiani sempre per aiutare l’America. E anche li non difendevamo nessun interesse nazionale. Con gli F-16 comprati dagli Usa abbiamo bombardato la Libia di Gheddafi e in questo caso contro i nostri interessi. E poi la storia dei Samp/T un’arma che serve a difendere la grandi città da un eventuale bombardamento,  l’Italia ne aveva a disposizione 5. Ora ne disponiamo di 1 mentre gli altri sono andati a difendere l’Ucraina, in Estonia, in Arabia Saudita che oltre a quest’arma, nel Paese di Bin Salman, un criminale che ha mandato dei sicari a uccidere e sezionare poi il cadavere un giornalista che non gli piaceva ciò che scriveva e che è lo Stato con più condanne a morte, abbiamo inviato 400 soldati di rinforzo sempre per aiutare gli Stati Uniti impegnato nella guerra in Iran. Così se gli Usa bombardano l’Iran, questi poi bombardano i suoi alleati sauditi. Il quarto è in manutenzione. L’Italia ha dato un sistema di difesa antiaerea anche agli Emirati Arabi Uniti, i quali bombardano l’Iran e quindi si devono poi difendere dalla loro reazione. E anche in questo caso cosa centra l'Italia?

E poi la basi americane in Italia. Finora non sono mai state usate per difendere il nostro Paese, ma solo per aiutare gli Usa nelle loro diverse guerre scatenate nel mondo. Il ministro della Difesa italiano Crosetto,  afferma che la politica del governo Meloni è guidata dalla morale. Ma poi bisogna armare gli ucraini per proteggerli dall’aggressore russo, ma non i palestinesi per proteggerli dai bombardamenti dell’aggressore israeliano. Dov’è questa morale in tutto questo? La realtà nuda e cruda è solo questa: sono gli americani che controllano la nostra difesa, ma con i soldi degli italiani. Altro che Meloni e Crosetto.

venerdì 7 agosto 2026

Chi imbroglia è un imbroglione

Anche in questo caso come nel 2011, sono stati precettati dalla destra tutti i deputati, ministri e sottosegretari, perché siano presenti alla votazione. L’ordine era chiaro: la magistratura non può usare le chat di Del Mastro assolutamente. Eppure Del Mastro aveva dato l’ok affinché i pm potessero usarle nell’inchiesta. Diceva che non ha nulla da nascondere. Ma era una furbata, visto che se il Parlamento vieta di usarle, il sì dell’ex sottosegretario non ha alcun valore. Dopo questa votazione i magistrati non potranno acquisire queste chat intercorse tra Caroccia e Del Mastro, che servivano a trovare chi erano i veri finanziatori del ristorante.

E per far sembrare che questa scelta della destra non è stata un fatto così eclatante, ecco cosa ha dichiarato tra l’altro il capogruppo alla Camera per Fratelli d’Italia, Bignami: “Nel 1992 il Msi non riuscì a portare al Colle Paolo Borsellino, perché la sinistra fece eleggere Scalfaro, che un anno dopo liberò 300 mafiosi dal 41-bis”. Un’altra clamorosa balla.

Innanzitutto Borsellino non aveva dato la sua disponibilità a essere un candidato dell’Msi. Comunque prese all’XI scrutino 47 voti. Mentre dopo essere stato eletto Scalfaro a presidente della Repubblica, non liberò affatto 300 mafiosi al 41-bis, ma fu un decreto dell’allora ministro della Giustizia, Conso nel governo Ciampi.

Questi sono i fatti che il capogruppo dei FdI ha completamente travisato. Per cui delle due l’una: o Bignami non era in se quando urlava queste fesserie, oppure sapeva di mentire. Tutto fa brodo nella propaganda politica muscolare. Ma nella vita chi imbroglia il prossimo è semplicemente un imbroglione a cui non comprerei mai  un’auto usata da lui.

giovedì 6 agosto 2026

La casta padrona è viva e vegeta

Questa è la casta padrona, ha nominato l’on. Alberto Bagnai della Lega a componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm). Con un mandato che dura sette anni. E’ stato nominato dal presidente del Senato, La Russa e della Camera, Fontana.  I requisiti richiesti dalla legge sono tre. ma i due presidenti non ne hanno fatto cenno quando lo hanno nominato.

Che sono: Devono essere magistrati delle giurisdizioni superiori, professori universitari ordinari di materie economiche o giuridiche e devono essere delle personalità nei settori economici “di notoria indipendenza”.

E allora vediamo se questi requisiti ci sono nel curriculum di Bagnai.

Non è magistrato. Non è un professore ordinario visto che è professore associato all’Università d’Annunzio di Pescara. Così risulta nel curriculum che ha presentato per le elezioni politiche del 2022 alla Camera e al banca dati dell’ateneo che scrive essere “Docente di ruolo di II fascia”. Il terzo requisito “di notoria indipendenza” è molto elastico.

E quindi andiamo ad un altro punto che sembra una barzelletta.

Chi verifica se questa nomina risponde alle regole? L’Antitrust interpellata ha dichiarato che: “La verifica dei requisiti soggettivi previsto dall’art. 10 comma 2, spetta ai presidenti di Camera e Senato”. Per cui La Russa e Fontana controlleranno se il loro agire è stato conforme alla legge. Una barzelletta.

Nel frattempo Bagnai non si è dimesso da deputato (a proposito di “notoria indipendenza"), lo farà con calma perché la legge non impone nessun intervallo. E così questa mattina potrebbe essere presente ad un’ultima riunione del gruppo della Lega e nel pomeriggio potrebbe partecipare ad una riunione dell’Agcm.

La casta padrona è vive e vegeta e noi popolo bue siamo spettatori di questi giochi così manifestamente poco trasparenti.

mercoledì 5 agosto 2026

Ceuta, Melilla e Gibilterra

Penso che molti non sapessero nulla di questa Ceuta, che è stata messa sotto i riflettori, dopo l’”invasione” da parte di migliaia di marocchini che volevano entrare in Europa. Pino Arlacchi sul Fatto ha spiegato come sono nate le enclave di Ceuta e Melilla in Africa sotto il protettorato spagnolo.

Melilla fu occupata nel 1497 dalla Corona di Castiglia. Mentre Ceuta fu conquistata dal Portogallo nel 1415, e passò alla Spagna come preda di guerra con il trattato di Lisbona nel 1668.

Poi c’è Gibilterra che la Spagna ha ceduto alla Gran Bretagna nel 1713 come bottino di guerra. Londra si rifiuta di restituirla alla Spagna da secoli.                                                  L’Onu l’ha iscritta dal 1946  nella lista dei territori autonomi da decolonizzare. Ma l’Inghilterra non ne vuol sapere. Nei casi di Ceuta e Melilla, è la Spagna che non vuole cedere il loro dominio al Marocco, usando gli stessi argomenti della Spagna riguardo Gibilterra. La Spagna rifiuta  di cederle al Marocco usando come motivazione: quando quei territori sono stati conquistati dalla Spagna, il Marocco moderno non esisteva ancora. L’ipocrisia, scrive Arlacchi, è perfettamente simmetrica. Ma poi le cose si complicano, anche il Marocco è colpito dal virus coloniale. Infatti il Marocco ha invaso nel novembre 1975 il Sahara Occidentale, ex colonia spagnola e l’ultima colonia d’Africa da decolonizzare. Il fronte indipendentista del Fronte Polisario sta combattendo contro il Marocco per la propria indipendenza. Nonostante le risoluzioni dell’Onu sull’autodeterminazione dei popoli, Rabat non cede. E l’Occidente che è buono per antonomasia, ha finito per premiare l’occupante. Gli Usa nel 2020 hanno barattato la normalizzazione dei rapporti tra il Marocco e Israele bloccando il referendum che i Saharawi chiedono da trent’anni  per scegliere se vogliono rimanere sotto la Corona marocchina, oppure l’indipendenza. Questo ha poi aperto la strada a Spagna, Francia e Gran Bretagna. Facendosi beffe del diritto del popoli Saharawi, che sono stati sacrificati sull’altare degli affari e della geopolitica.

E oggi? L’Italia è capofila di coloro che in Europa urlano dopo l’”invasione” dei barbari africani in Africa! Meloni ha sospeso il trattato di Schengen con la Spagna (evidentemente ci sono confini con la Spagna non evidenziati dalle carte geografiche che io non conosco), chiudendo porti e aeroporti verso un Paese alleato. Mentre Madrid ha convocato l’ambasciatore italiano. Eppure nessun invasore di Ceuta è sbarcato in Europa. Oltretutto, il trattato di Schengen non vale per Ceuta e Melilla, non è nell’Europa Unita.

Quindi nessun effetto pratico, solo propaganda un tanto al chilo. Si accusa la Spagna di debolezza verso il nemico che è un giovane che nuota verso l’Europa, come fosse un esercito agguerrito. In realtà, l’Occidente buono per antonomasia,  non ha mai fatto i conti con il proprio passato. Anziché rimuovere le cause di questi fatti che creano migliaia di morti, preferisce militarizzarsi. E così Ceuta continuerà a riempirsi di corpi e l’Europa di muri. E dovremmo essere la patria dei diritti umani!

domenica 2 agosto 2026

Non è un Paese per giovani

Siamo già oltre, stiamo andando verso una democrazia monca. L’ultima trovata di questa destra è che anche i minori dai 14 ai 18 anni possono essere condannati se vanno contro le leggi. E questo nasce da un capovolgimento di un principio giuridico stabilito dal codice Rocco, l’autore del codice penale fascista: I minorenni sarebbero imputabili, ma devono dimostrare che non possono esserlo perché immaturi. Cioè, hanno invertito l’obbligo dell’onere della  prova, dallo Stato passa al minore che deve dimostrare che non è in condizioni di capire fino in fondo il suo ruolo nella società. In pratica è ancora immaturo e quindi non è imputabile. Non è ancora diventata legge, ma questa destra sta premendo perché lo diventi.

Questa è l’ultima regola che va contro i giovani, che trovano la strada sempre più stretta per vivere da giovani. Nel frattempo hanno chiuso i rave party dove potevano incontrarsi a sentire musica gratuitamente; hanno mandato gli ispettori nelle scuole in cui si parlava di attualità, di Gaza; li hanno chiamati estremisti e bloccati preventivamente perché non partecipassero alle manifestazioni e tanto altro ancora vietato ad una età che per crescere devono mettere in discussione le vecchie regole dei padri. Sembra che questi minorenni siano la piaga di questa società. Mentre Antigone ci dice che nel 2024 gli omicidi perpetrati dai minorenni sono stati 26. Le denunce per centomila abitanti sono 363, quasi la metà della media europea. Questo non è un Paese per giovani. Tra il 2011 e il 2024 se ne sono andati via dall’Italia 630 mila under 34 a cercare un altro Paese che li possa valutare per i loro talenti e non solo schiacciare. Cresce la paura dei cosiddetti “maranza”, e anziché cercare delle strade per capire questo fenomeno e quindi mettere in atto delle contromisure culturali per fermare questa deriva, li mettono nelle carceri minorili dove concludono il percorso per diventare così dei veri pericolosi fuorilegge. 

Invece da noi si riceve in pompa magna all’uscita dal carcere Alemanno, si santifica un pistolero, il gioielliere Roggero che ha ucciso due banditi in fuga e massacrato un terzo. Mentre per i ragazzi che non hanno più la possibilità di strutture che servono per toglierli dalle strade come gli oratori di un tempo, lo sport  e centri di ritrovo, si urla: “Chi sbaglia paga, anche se ha 15 anni”.

L’Italia è un Paese che sta sprofondando eticamente, socialmente, economicamente e civilmente, ma la gente è intruppata a seguire i grandi fratelli, i talk che non servono a nulla e i vari Garlasco. Mentre le guerre, grazie ai media disonesti, sono viste come inevitabili. Siamo pronti a tollerare il genocidio di Gaza, l'apartheid e le uccisioni in Cisgiordania, i bombardamenti nel Donbass, a Kiev, in Iran, ma non sopportiamo le risse.  

Svegliamoci prima che sia troppo tardi.

sabato 1 agosto 2026

Gli italiani ripudiano la guerra

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, questo recita la nostra Costituzione sulla guerra. Ma ora, molti se lo sono dimenticati. In Italia dal dopoguerra non si è mai parlato così tanto di armi per difendere lo Stato  o da tenere in casa per “difendersi” dai malintenzionati. Siamo nel pieno di una preoccupante educazione bellica. Di un lavaggio del cervello. La guerra è presentata come un qualcosa di inevitabile che il genere umano nella sua storia ha sempre fatto.

Addirittura il ministro della Difesa Crosetto, ha paragonato le armi come una medicina. Ma per guarire da cosa?

Il “potere” ci indica il nemico come nella storia lo ha sempre fatto per convincere il popolo ad andare in guerra a morire.

In questa ubriacatura non poteva mancare la c.d. sinistra, o meglio, quella che non è fan di Meloni, ma vota in Europa come lei sulle varie guerre, e fa affermazioni sceme come: “La sinistra non deve lasciare il tema della sicurezza alla destra”. Una cazzata fuorviante.

Poi ci sono delle teste pensanti che parlano di una predisposizione antropologicamente deviata perché non è più disposta a combattere. Addirittura Nathalie Tocci, Direttrice dell’Istituto affari Internazionali, ha un’idea geniale: “Un modo per irrobustire le popolazioni consiste nell’inviare truppe sul terreno dell’Ucraina…. Una forza di rassicurazione….Ma dispiegarla fin da ora prima di un ipotetico cessate il fuoco, potrebbe giovare all’Europa, favorendo nei cittadini lo sviluppo di una mentalità che li prepari meglio alla guerra… Certo, ciò esporrebbe i soldati europei a gravi rischi…. Se i soldati europei fossero schierati in Ucraina, la realtà della guerra apparirebbe più vicina”.

Spero che il prima possibile venga portata via dall’ambulanza… per curarla dai suoi incubi.

Eppure la Tocci è vista come una degli esponenti più autorevoli su queste problematiche. Ci spiega che la guerra è vicina e osserva sgomenta che il 74% degli italiani aborre la guerra, una disgrazia secondo le sue teorie. Tutto questo discutere di guerra come fosse la cosa più normale al mondo, in realtà ha scopi economici ben precisi. Ad esempio l’automotive non funziona più, per cui serve riconvertire queste aziende in fabbriche di armi. Armi che prima o poi, la storia ci insegna, verranno usate. Mentre per entrare nel privato sembra che le nostre città siano diventate pericolose come non mai. Mentre i dati ufficiali dicono il contrario. Ma è importante creare la paura che viene percepita in maniera abnorme per i motivi descritti sopra.