Il Parlamento europeo ha approvato una direttiva anticorruzione con 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni. Hanno votato a favore i partiti italiani, Pd, M5S, FdI, Lega e FI. In Commissione Giustizia FdI si era astenuta. Dopo la sonora sconfitta al referendum, i meloniani hanno votato Sì al ripristino praticamente dell’abuso d’ufficio che era stato abrogato in Italia pochi mesi fa dal governo Meloni. La direttiva europea deve essere adottata dai Paesi dell’Ue entro due anni, pena la procedura di infrazione. L’articolo 7 approvato ieri obbliga gli Stati membri a prevedere come reato “almeno determinate violazioni gravi della legge derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni”. Quindi niente più com’era preparata all’inizio e quindi non più “abuso di funzioni”, ma “esercizio illecito di funzioni pubbliche”.
Per cui a
livello europeo le corruzioni devono essere qualificate come reati tra cui: “la corruzione nel settore pubblico e
privato, appropriazione indebita, ostruzione alla giustizia, traffico di
influenze, esercizio illecito di funzioni, arricchimento illecito legato alla
corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato”. Un giurista della
Statale di Milano, Gian Luigi Gatta, in una intervista ha fatto due esempi per
capire cosa è avvenuto con l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Il primo: “(…) Oggi in Italia non è più punibile un funzionario pubblico che
trucca un concorso pubblico per far assumere l’amante o il figlio di un amico”.
E in questi mesi sono andati in fumo proprio quelli sui concorsi truccati. Il
secondo: “Uno degli slogan dei fautori
del Sì al referendum era che i magistrati non rispondono mai quando sbagliano.
Ebbene, senza l’abuso d’ufficio il pm
che dispone un sequestro a danno di un indagato per favorirne un altro,
non fa più abuso d’ufficio. A Perugia un caso del genere è finito nel nulla per
via del reato soppresso”. E sull’art. 7 dice: “E’ più generico rispetto alla versione originale sotto la spinta del
governo Meloni che voleva annacquarlo. Ma prevede l’obbligo di punire se
intenzionali…almeno determinate violazioni gravi della legge derivanti
dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico
nell’esercizio delle sue funzioni”. E poi continua: “La norma, frutto in un compromesso ispirato alla cattiva coscienza del
governo italiano, lascia margini di discrezionalità quando dice che gli Stati
membri possono limitare l’applicazione a determinate categorie di funzionari
pubblici. Ma sfido chiunque, senza arrossire dall’imbarazzo davanti agli
italiani e all’Europa, che truccare un concorso pubblico non sia, per dirla con
l’Ue, un esercizio illecito di funzioni pubbliche”.
E sempre su questa direttiva europea, il
presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Giuseppe Busia ha dichiarato:
“Speriamo che il rapido recepimento della
direttiva sia l’occasione per colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela
che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio”. Mentre
Raffaele Cantone neo procuratore capo a Salerno ha auspicato che: “L’Italia si dovrà adeguare. Dovrà reintrodurre l'abuso d'ufficio”.
I
rappresentanti meloniani in Europa, tuonano che non è successo nulla e che il
reato di abuso d’ufficio non sarà ripristinato con le nuove regole europee. La
legge italiana già contempla quello che richiede la direttiva.
Lo ha
affermato anche il nostro europarlamentare Alessandro Ciriani.
Ma, caro Alessandro
Ciriani, queste bugie che hai sparato in Tv sulla questione, come si è visto anche
col referendum, hanno le gambe corte e la gente non vi crede più! Avete
sbattuto il muso contro la volontà dei cittadini ed ora non è più come prima.
L’arroganza insopportabile che vi ha definito in questi anni, non viene più
accettata.
Fatevene una
ragione.