Abbiamo un’occasione d’oro per valutare l’imbecillità o la disonestà dei media e dei politici. E il “caso Gratteri” ne è la cartina di tornasole.
Il
procuratore capo della Procura di Napoli Gratteri, in un’intervista al Corriere
della Calabria ha detto delle cose assolutamente condivisibili parlando della Calabria
di cui è stato per diversi anni procuratore capo a Catanzaro. Ha detto
riguardo al referendum di marzo: “Voteranno
per il “N0” le persone perbene, le persone che credono che la legalità sia un
pilastro importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno “Sì”
ovviamente gli indagati, gli imputati,la massoneria deviata e tutti i centri di
potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.
E qui scatta
la canea dei disonesti, si disonesti intellettualmente, oppure degli imbecilli
che non conoscono nulla. Personalmente sono per la prima ipotesi. I sostenitori
del “Sì”, si dicono scandalizzati. Tuonano contro Gratteri perché avrebbe detto
che chi vota Sì è un mafioso, eccetera, eccetera. Come si vede per chi non è
disonesto intellettualmente, dice una cosa completamente diversa. Siamo al
banditismo politico più scandaloso. I pennivendoli,
e sono tanti al servizio di Meloni & C., sparano a palle incatenate contro
un magistrato che dal 1989 si muove con la scorta perché ha combattuto e
combatte la malavita organizzata e i politici corrotti, senza paura e senza
guardare in faccia nessuno. Esistono delle intercettazioni di mafiosi della ‘ndrangheta,
nelle quali emerge chiarissimo la loro volontà di volerlo ammazzare.
Ecco, un
uomo che rischia la pelle tutti i giorni, viene trattato da delinquente da
questa gentaglia, e questo mi fa ribollire il sangue. E solo per aver
dichiarato la realtà dei fatti calabresi che lui conosce bene.
L’orda di politicanti
di destra che si sono scagliati contro di lui, sono dei piccoli personaggi
falsi e ipocriti che sicuramente non fanno del bene alla gente comune. Sono solo
dei piccoli politicanti che vogliono imbrogliare i gonzi .