Ormai siamo alle torte in faccia come negli avanspettacoli di quarta serie.
La querelle
tra Meloni e Trump è una rappresentazione ridicola e pericolosa per la politica
italiana.
Non serviva
essere delle teste da Nobel per rendersi conto chi è il criminale di
Washington. Solo osservando con il buon senso comune le sparate, la azioni di
questo furfante, si capisce che è un personaggio al quale la correttezza,
l’onestà nei rapporti, non sa dove siano di casa. Chi è caduta in questo
tranello è una sprovveduta oppure è come lui.
Io penso sia
buona la seconda. Meloni ha copiato Trump in molte cose. E’ contro le regole,
vedi il tentativo con il referendum di sottomettere la magistratura. Oppure la
nuova legge sulla Corte dei Conti che è stata ridimensionata. La brutalità che
viene usata contro gli irregolari stranieri. La divisione dei media tra amici e
nemici. Ovviamente gli amici sono dei servi e devono servire. Mentre chi è
contro, chi fa le pulci al suo governo, è un nemico da abbattere. Il suo
programma di governo è molto simile al programma MAGA di Trump. Ma ora come
detto siamo alle torte in faccia.
Trump in una
telefonata alla “7” ha parlato di Meloni come di una premier in grande
difficoltà che cercava di riallacciare i rapporti con lui, dopo averle rinfacciato con toni insultanti di sentirsi tradito per non averlo aiutato
nella guerra contro l’Iran. Una cosa mai vista nei rapporti tra Italia e Usa.
Ma quello
che è passato nei media è quanto di più deprimente per l’informazione in
Italia. Mi riferisco a ciò che hanno pubblicato i vari quotidiani al servizio
della Meloni su questi fatti. Dopo il G7
di Evian, per aver scambiato due frasi tra loro tramite l’interessamento del
presidente del Consiglio Europeo Costa, questi hanno scritto paginate incredibili.
Dopo il G7 ad esempio Libero scriveva in prima pagina: “Giorgia – Trump di
nuovo amore” e poi attacca l’opposizione: “Compagni disperati Rosicano pure per
la pace”. Tre giorni dopo, dopo la telefonata alla “7”, in prima pagina Libero scrive:
“Trump è un coglione”.
Bene, anzi
male, invito chi legge ad andare al post del 17 giugno nel quale scrivevo
dell’incontro tra Trump e Meloni al G7 di Evian.