Quando il
padre - padrone che ha gestito la famiglia in modo sfrontato, personalistico,
senza regole, senza limiti e nessuno della famiglia fiatava quando faceva le sue mattane, quando sfanculava chiunque non fosse
d’accordo con lui, se si ammala gravemente e quindi non ha più la forza per
continuare a permettersi questi metodi, i famigliari che lo avevano servito e riverito,
gli voltano le spalle, come dei topi che alzano la testa quando il gatto non
c’è. Fuori metafora. Trump ha preso una bastonata alle elezioni americane di
medio termine ed ora quelli che si comportavano come dei maggiordomi nei suoi
confronti, oggi, se qualcuno gli chiede conto del loro comportamento poco
dignitoso, ma utile per avere qualche ruolo di potere, fanno fatica a riconoscere
che lui era il loro padre padrone. Che lo riverivano e servivano senza un
briciolo di dignità, perché altrimenti sarebbero stati cacciati dal suo circolo
magico. Oggi se gli chiedi qualcosa di Trump, ti rispondono: non l’ho mai
conosciuto, o conosciuto poco.
Ed ora in
Italia.
Meloni e la
sua destra è stata tra le più “vicine” al boss di Washington. Così come Tajani
che ha sfoggiato pure il cappellino MAGA
ed ha partecipato, inviato dalla Meloni, al famoso “Board of Peace” quando si
riunì per la prima e mi sembra anche l’ultima volta. Un club ridicolo, costoso
in cui Trump è il presidente a vita, come un Papa.
Meloni, il
giorno dopo le elezioni americane non ha proferito verbo. Solitamente così
loquace. Eppure, tempo fa, era riuscita persino con una slinguazzata a proporlo
per il Nobel per la Pace. Sul rapimento del presidente del Venezuela,
sull’aggressione all’Iran, la nostra eroina non ha fatto un plissé. Una cosa
oscena.
Ora i
trumpiani, ed erano tanti nel governo e fuori, cominciano a farfugliare se
qualcuno ricorda la loro vicinanza servile in maniera imbarazzante, ti rispondono:
Trump chi! E siamo solo all’inizio…
Eppure bastava
usare un minimo di buon senso per capire la sua criminalità imbecille, che
prima o poi sarebbe stata smascherata anche dagli elettori americani.
Il prossimo
sarà Netanyahu, che diventerà un reietto quando non sarà più primo ministro e
andrà sotto processo in Israele per corruzione. Non potrà uscire dal suo Paese
per il mandato di cattura internazionale per crimini di guerra della Corte
penale internazionale. Potrà recarsi negli Usa e in pochi altri Stati che non riconoscono la
giurisdizione della Cpi dell’Aia.
Anche in
questo caso, il governo Meloni aveva a suo tempo dichiarato che se fosse venuto
in Italia, che aderisce alla Cpi, avrebbe disatteso l’ordine di arresto.
Un evidente caso di sudditanza nei
confronti di Trump e del suo complice Netanyahu.
Insomma, il
governo Meloni aveva degli amici davvero singolari (eufemismo) per uno Stato che si dichiara
civile e democratico. Ha portato il nostro Paese ad avere come interlocutori
privilegiati dei criminali patentati.
Sull’Unione
europea stendiamo un velo pietoso. Un fatto su tutto. La presidente della
Commissione von der Lehien, è andata a elemosinare un incontro in un resort di
Trump in Scozia, dove il criminale americano era andato a giocare a golf.
Una figura
che ha distrutto quel minimo di prestigio che ancora aveva l’Ue nel mondo.
Tutto questo
potrebbe accadere alla Meloni. Probabilmente sarebbe un fuggi fuggi generale dei i suoi
camerieri politici e nei media, se alle prossime elezioni dovessero vincere i
progressisti. I maggiordomi
che l’hanno servita per anni, scapperebbero verso altri lidi.
Così fanno i
servi.