Il bandito di Washington aveva minacciato la “distruzione di una intera civiltà” riferendosi alla guerra con l’Iran. Ma come questo psicopatico era giunto ad affermare una simile mostruosità? Due grandi giornalisti del New York Times, Maggie Haberman e Jonathan Swam, hanno scoperto perché il mostro era giunto a questa determinazione.
E’ stato
Netanyahu a proporre l’intervento militare in Iran durante una riunione alla
Casa Bianca, il quale sosteneva che uccidere Khamenei e distruggere le loro capacità
militari, avrebbe innescato una rivolta popolare e quindi la caduta del regime.
E il blitz avrebbe bloccato anche il tentativo iraniano di chiudere lo Stretto di Hormuz. Molti dell’Amministrazione Trump, tra cui il vicepresidente Vance,
non erano convinti che questa rivolta popolare si concretizzasse dopo
l’uccisione di Khamenei. Ma il bandito di Washington ringalluzzito dal
rapimento del presidente del Venezuela Maduro, ha accettato la proposta di
Netanyahu ed ora si trova in una situazione da cui non sa come uscirne. John Kerry, ex segretario di Stato con Obama,
ha raccontato che anche con George W. Bush, Barak Obama e Joe Biden, il primo
ministro israeliano aveva proposto di bombardare e invadere l’Iran, ma lo
avevano mandato a quel paese.
Come sappiamo,
l’uccisione di Khamenei e degli altri grandi dirigenti del regime non hanno
affatto provocato la sua caduta. Al contrario il regime ha eletto un leader più
giovane e più radicale e a messo il mondo in grave difficoltà perché il regime
iraniano, dopo aver subito gli attacchi di Israele e Usa, ha usato la sua arma
più potente: chiudere lo Stretto di Hormuz dove passa oltre il 20% del gas e
petrolio del mondo. Gli attacchi dei due criminali sono stati devastanti, con
migliaia di morti civili tra cui molti minori, come il caso della scuola in cui
morirono 165 tra bambine e ragazze. E l’Iran non ha mai smesso di lanciare
missili e droni nei Paesi del Golfo
vicini agli Usa e 10 giorni fa ha abbattuto due caccia statunitense.
Ora siamo in
una fase di stallo nei negoziati che si tengono in Pakistan. Le delegazioni si
sono lasciate senza concludere nulla.
Per cui l’uranio
arricchito è ancora in Iran al sicuro e il regime teocratico è più vivo e
vegeto che mai.
Per cui si
può dire che le cose sono cambiate, ma sono cambiate in peggio. Con morti e speranze
deluse per i milioni di iraniani che manifestavano contro questo feroce regime.
E la situazione economica e non solo, che si è scatenata in tutti i continenti dopo
la guerra in Iran, sarà difficile da superare. Per la mancanza di gas e
petrolio e con i prezzi che sono
raddoppiati.
E per tutto questo
casino, bisogna ringraziare i due criminali, Netanyahu e Trump.
Fermiamoli!!