sabato 21 marzo 2026

Restiamo umani

L’attenzione del mondo è ora rivolta quasi totalmente verso l’aggressione all’Iran da parte di Israele e Usa. Il motivo è semplice e si chiama: gas e petrolio. I morti di questa guerra non contano. E anche in Ucraina, a Gaza e in Cisgiordania, la gente continua a morire.

Eccone un esempio.

Una settimana fa, nella notte tra sabato e domenica è stata massacrata la famiglia palestinese di Bani Odeh. Sono morti trucidati all’interno della loro auto dalla polizia di frontiera, il figlio Mohammed di cinque anni, Otyman di sette, cieco e con bisogni speciali, la madre, Waad Bani Odeh di 35 anni e il padre Ali Bani Odeh di 37 anni. Sono sopravvissuti due fratellini. L’undicenne Khaled ha raccontato di aver sentito piangere la madre e il padre prima che venissero uccisi. Dopo la sparatoria la polizia ha trascinato fuori dalla macchina crivellata di colpi il ragazzo che ha sentito dire da uno degli agenti: “Abbiamo ucciso dei cani”, così ha dichiarato all’agenzia Reuters. Ma l’obbrobrio non è finito. Ad una ambulanza della Croce Rossa palestinese è stato impedito di avvicinarsi all’auto crivellata di colpi. Questa famiglia stava rientrando a casa dopo aver fatto degli acquisti. La versione della polizia israeliana dice che dopo l’alt l’auto dei palestinesi ha accelerato e che sentendosi minacciati hanno risposto al fuoco. L’esercito israeliano in un comunicato ha dichiarato: “Di conseguenza quattro palestinesi che si trovavano nel veicolo sono stati uccisi”.

Mentre Ajith Sunghay, capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite nei territori occupati ha così commentate il grave episodio: “Gli attacchi riflettono un disprezzo totale per la vita dei palestinesi. L’impunità sta alimentando un aumento delle uccisioni, degli sfollamenti, degli espropri, e una maggiore sofferenza per i palestinesi in tutto il territorio occupato”.

E questo è vero. Questi fatti avvengono perché i banditi che fanno questi massacri sono tutelati dal governo canaglia di Netanyahu e in modo speciale dal ministro delle Finanze, nonché ministro “aggiunto” alla Difesa con poteri speciali nella gestione dei Territori Palestinesi Occupati, Bezalel Smotrich. Ecco alcune sue dichiarazioni: “( sono) fascista e omofobo”; “vorrei essere il boia dei palestinesi”; “I palestinesi? Non esistono”; “Ben- Gurion, (il fondatore di Israele), avrebbe dovuto finire il lavoro e cacciare tutti gli arabi da Israele quando è stato fondato; “Bisogna radere al suolo il villaggio di Huwara”. 

E questo è il boia dei palestinesi. Ma non dimentichiamoci che a Gaza, Israele ha nuovamente ridotto gli aiuti alimentari nella striscia mentre 100mila bambini rischiano la malnutrizione acuta che non significa “solo” che soffrono la fame, ma che  il corpo divora letteralmente se stesso.

Come è facile capire, certo che il gas e il petrolio sono importanti per la nostra Società, ma questi drammi che avvengono sotto i nostri occhi, se vogliamo rimanere umani, non devono lasciarci indifferenti.

  

 

venerdì 20 marzo 2026

L'Iran e i politicanti penosi

La posizione della nostra classe politica riguardo alla grave situazione in cui ci troviamo con l’invasione dell’Iran da parte della coppia criminale, Netanyahu-Trump, sono incredibili.

Il ministro della Difesa Crosetto, dopo tanti arzigogoli ha dichiarato: “(L’invasione in Iran) è fuori dal diritto internazionale”. Ma, sempre secondo il nostro ministro, anche se le cose stanno così non possiamo farci niente.

Il ministro degli Esteri Tajani, invece in tempi diversi aveva dichiarato. “Il diritto internazionale conta fino ad un certo punto”. Un’apoteosi da grande statista.

La nostra capa del governo Meloni invece, dopo il massacro di 168 bambine e ragazzine morte sotto il bombardamento della loro scuola il primo giorno di bombardamenti a Teheran, si finge svenuta, non parla e non vede. Poi, bontà sua, quando finalmente si è degnata a rispondere sull’invasione all’Iran, riesce a dire: “Non condivido e non condanno”. Una cosa miserabile. Forse pensa ancora di sostenere la candidatura del gangster di Washington per il Nobel per la Pace.

Mentre la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, invece si è espressa così: “Il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne”. Ed è come dire: E’ in cinta, ma poco poco.

Il ministro canaglia israeliano Smotrich ha dichiarato: “Il diritto internazionale non si applica agli ebrei. Questa è la differenza tra il popolo eletto e gli altri”. Da Tso!

E per capire ancora di più l’abisso morale cui siamo sprofondati, ecco le mezze ammissioni del Pentagono riguardo la strage della scuola femminile. Gli americani hanno usato la tecnica del double tap, ovvero la prima bomba crea il massacro e poi dopo circa quaranta minuti, quando arrivano i soccorritori, ne arriva un’altra e così la strage è completa. E questo è un crimine di guerra, ma tanto per questa gentaglia, uno più uno meno poco cambia, loro sono i “buoni”.

Quello che mi fa inorridire è l’afasia dei nostri politicanti su questi gravissimi fatti. E sono quelli che hanno come riferimento: Dio, Patria, Famiglia.

Penosi.

giovedì 19 marzo 2026

L'Occidente sta scomparendo

Ora abbiamo visto tutto! Nella Sala ovale della Casa Bianca, alcuni pastori della chiesa evangelica si sono stretti a Trump in preghiera. Sembrava un incontro tra un profeta, un unto dal Signore circondato da fedeli che lo adoravano. Una rappresentazione grottesca. Da rabbrividire. Ricordava vagamente “l’Ultima cena di Leonardo”. E il ruolo di Gesù immaginatevelo. Se non fosse che l’uomo venerato come un santo è uno psicopatico, una persona che dovrebbe essere aiutata ad uscire da quel tunnel infernale che il suo ego ipertrofico lo ha cacciato. Un uomo che è complice di quel criminale di Netanyahu. Un criminale che ha fatto e continua un genocidio a Gaza. Dove sono morti ammazzati decine di migliaia di bambini, donne e uomini solo perché palestinesi. Ha distrutto ospedali. Ha affamato milioni di persone. Ora trascinato da quel essere disumano, il gangster di Washington ha iniziato una nuova guerra in Iran facendo altre migliaia di morti, con delle motivazioni che sono un insulto all’intelligenza. E per ritornare alla scena della Sala ovale, Trump si dice convinto che “Dio è con lui”, che è simile al motto delle SS hitleriane. Cioè, Dio che l’aiuta a bombardare Teheran, una città che ha nove milioni di abitanti. Ammazzando uomini donne e bambini inermi senza nessuna pietà.

Io penso che se le espressioni della civiltà Occidentale sono quelle che esprimono Netanyahu e Trump, io non sono più un occidentale. Questi massacri non lo devono fare a nome mio. Finiamola una buona volta a crederci i “buoni” che stanno cercando di migliorare il mondo con le “guerre di civiltà”. I cattivi non sono quelli che diciamo di voler redimere. Questo c.d. Occidente ha perso la bussola. I valori della nostra presunta superiorità sono in caduta libera. Che accetta che il leader dello Stato guida si comporti come il peggiore dei delinquenti. 

E per finire: l’Europa. Quella che un tempo era la culla della civiltà. Che ha creato i presupposti per la nascita dello Stato di diritto. Che dall’Illuminismo all’inizio del 1700 con i suoi principi sulla Ragione, sulla Libertà, e sul Progresso fino dalla rivoluzione francese, aveva creato i presupposti per un’avanzata della civiltà più giusta. Ma l’Europa non conta più nulla, neanche l’Unione europea. Ha assistito in silenzio ad un genocidio. Addirittura alcuni capi di Stato europei, lo hanno giustificato. 

In Italia stanno cucendo una nuova legge con il reato di opinione per chi critica Netanyahu e la sua banda di tagliagole come  Ben-Gvir e Smotrich, dando dell'antisemita a chi o a coloro che li chiamano con il nome che spetta loro, ovvero capi di uno Stato genocida. 

Per cui finiamola con la storia che noi siamo i migliori. Siamo una civiltà che sta scomparendo e prima di tirare le cuoia, sta dando tutto il peggio di se. Purtroppo.

 

giovedì 12 marzo 2026

Bugie, bugie, bugie.

La destra meloniana ci ricorda la sentenza del tribunale dei minori dell’Aquila che ha allontanato la madre dei “bambini del Bosco”, che erano ospitati in una struttura protetta. La Meloni, su questo fatto, ospite a Fuori del coro di rete 4 ha detto: “A me lascia senza parole, perché era deciso di affidare ai servizi sociali questi tre bambini che vivevano con i genitori nella natura, ma almeno stavano ancora con la madre. Adesso si è deciso di allontanare la madre dalla struttura protetta e io penso che questa sia una decisione che non penso faccia stare meglio i bambini. Penso che infligga loro un altro pesantissimo trauma e qui io penso che siamo oltre perché dobbiamo assistere inermi a queste decisioni che sono, secondo me, figlie di letture ideologiche”. Ha poi aggiunto che “il ministro Nordio sta mandando un’ispezione, ci ho parlato ieri”.

Un primo ministro che spara cazzate, pressapochismo come un passante, mi fa cadere le braccia.

Il finale poi è fantastico quando afferma:” (…) dobbiamo assistere inermi a queste decisioni che sono, secondo me, figlie di letture ideologiche”. Che tipo di ideologia sarebbe questa? Vuol decidere le sentenze come accadde in Ungheria del suo amico Orban? Oppure i giudici che hanno sentenziato sono dei sadici che si divertono a far del male a questi bambini?

Oppure, molto probabilmente, è l’ennesimo attacco alla magistratura della Meloni in funzione del referendum. Sputtanare la sentenza senza conoscere la motivazione che l’ha prodotta, è un sintomo della disperazione in cui si trova questa destra che era convinta di vincere in carrozza il referendum ed oggi sente la freccia del sorpasso del No.

Un’ultima considerazione. Nel Decreto sicurezza denominato “Caivano”, è previsto che i genitori che non garantiscono la frequenza scolastica (dai 6 ai 16 anni), rischiano ammende e pene no a due anni di carcere. Come la mettiamo, cara Meloni, vuoi mettere in carcere i genitori perché non mandano a scuola i figli minori, ma anche in questo casi i bambini rimangono soli. E come ha detto: allontanare la madre non penso che faccia bene ai bambini. E allora, perché ha voluto questa legge? Forse, quando leggeremo la motivazione della sentenza dell’Aquila, questo allontanamento è dovuto alla tua legge che ha costretto la giudice a staccare la madre dai suoi figli, non ti pare?

Cosa non si fa per convincere a votare Sì al referendum: anche dire tante minchiate.

Al referendum votiamo No!

 

 

 

mercoledì 11 marzo 2026

La zarina Bartolazzi

Ormai la disperazione della destra meloniana è palese. E quando sei in queste condizioni di spirito, ti escono frasi che vorresti tenere nascoste, ma che il nervosismo non riesce a bloccare.

Mi riferisco alla zarina Bartolozzi che in una Tv siciliana, durante un dibattito sul prossimo referendum, è sbottata con un lapsus freudiano con frasi che ci dicono  cos’è in realtà questo referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati per questo governo. Giusi Bartolazzi è la capo di gabinetto del ministero della Giustizia. E’ un magistrato. E’ stata in Parlamento di Forza Italia dal 2018 al 2022. Gestisce un ufficio di 20 persone. E’ chiamata la zarina perché è un personaggio molto importante nel Ministero, alcuni sostengono che ne sia l’anima.

Ecco cosa ha detto durante il confronto in questa Tv siciliana: “Votate Sì e cosi togliamo di mezzo la magistratura, che è un plotone di esecuzione”. Bartolazzi è anche indagata per non aver detto la verità ai magistrati durante il caso Almasri, il torturatore, assassino egiziano riportato in Egitto con un aereo militare italiano dopo essere stato arrestato su mandato della Cpi dell’Aja. Durante il dibattito candidamente ha ricordato che: “Io ho un’inchiesta in corso, se non passa la riforma dell’ordinamento giudiziario scapperò da questo Paese”. Più chiaro di così, se passa il Sì i politici possono stare tranquilli.

Comunque, se dovesse essere rinviata a giudizio, il giudice dovrebbe metterla in carcere preventivo per il chiaro pericolo di fuga.

 

Al solito: la serva serve

C’è un solo Paese dell’Unione europea che ha detto chiaro e tondo a Trump che non gli darà l’utilizzo delle basi americane in Spagna di Maron e Rota nella guerra con l’Iran, è la Spagna del primo ministro socialista Pedro Sànchez.

Ecco la sua dichiarazione: “La posizione del governo di Spagna è chiara e coerente: no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto le popolazioni civili. No all’idea che i problemi del mondo si risolvano con conflitti e bombe. No alla ripetizione degli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo di Spagna si riassume in quattro parole: no alla guerra. Il mondo, l’Europa e la Spagna si sono trovati qui prima. Ventitre anni fa, un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente che ha prodotto l’effetto contrario di quanto promesso: maggiore insicurezza, terrorismo, crisi migratoria e aumento dei prezzi dell’energia. E’ vero che è ancora presto per sapere se la guerra con l’Iran avrà effetti simili a quelli con l’Iraq o porterà alla caduta del regime degli ayatollah, ma da questa guerra non nascerà un ordine internazionale più giusto né benefici per le persone comuni. Per questo la Spagna si oppone a questo disastro, perché i governi devono migliorare la vita delle persone, non peggiorarla. Ed è inaccettabile che leader incapaci utilizzino il fumo della guerra per occultare il proprio fallimento e arricchire pochi. Gli unici che vincono quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili”. Il primo giorno di guerra è stata centrata anche una scuola in cui sono morte 165 bambine e ragazze. La Meloni non ha fatto un plissé su questo massacro lei che dice: “Sono donna, sono madre, sono cristiana”.

C’è qualche essere umano con una intelligenza media che non è d’accordo sulla dichiarazione del capo del governo spagnolo Pedro Sànchez?

Mentre ecco cosa risponde Meloni al giornalista Mario Giordano a Rete 4, alla domanda se fosse afona o in caso contrario condannasse o approvasse la guerra Usa e Israele all’Iran: “Non ho gli elementi necessari per prendere posizione. Al netto del premier spagnolo, nessuno in Europa ha condannato l’iniziativa”.

Una risposta vergognosa, da presa per il culo.

Quando penso ai rapporti tra Trump e Meloni, mi viene in mente una battuta fulminante di Totò: la serva serve.

martedì 10 marzo 2026

L' Alta Corte di giustizia se vince il Sì

Ho letto con gran interesse un articolo di Domenico Gallo sul Fatto Quotidiano sull’Alta Corte di giustizia che dovrebbe giudicare i magistrati se vincessero i Sì al referendum. Questa Corte sarebbe composta da nove magistrati, sei giudicanti e tre requirenti (pm), sorteggiati a sorte tra tutti i quasi diecimila componenti la magistratura, e da  sei componenti nominati dalla politica. Tre dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno vent’anni di esercizio e tre dal Parlamento con il sorteggio di una lista preparata precedentemente. Per cui avremmo due sorteggi diversi, come lo sono nei due nuovi Csm, sempre se vincesse il Sì.

Nel suo discorso alla Camera tenuto il 3 gennaio 1925, Mussolini parlò chiaro dopo il delitto Matteotti, in cui si assunse la responsabilità di quell'assassinio. Fu la rivendicazione della supremazia della politica sulle regole e sulla giurisdizione. Infatti dichiarò: “(…) Ebbene dichiaro qui al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che assumo, io solo la responsabilità politica, morale storica di tutto quanto avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato solo olio di ricino e manganello, e non invece una passione della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!”. Dopo il delitto Matteotti il fascismo emanò nuove leggi per assoggettare quel poco di autonomia della magistratura dal potere politico che veniva dallo Statuto Albertino.

Infatti il 24 dicembre del 1925 con la legge n. 2300 , fu consentito al governo di dispensare (cacciare) dal servizio quei funzionari dello Stato che “per ragioni di manifestazioni compiute in ufficio o fuori ufficio, non diano piena garanzia di un fedele adempimento dei loro doveri o si pongono in condizioni di incompatibilità con le generali direttive politiche del Governo”.

E ora un inciso. Ecco come tuona Meloni quando le sentenze non sono come lei le desidera: “Certi magistrati rossi remano contro il governo”. Sarebbe corretto che facesse i nomi. Se fosse vero ciò che afferma, questi magistrati sarebbero dei fuorilegge. Ma in un Paese democratico i magistrati non devono governare i governi, ma far rispettare le leggi. E se un cittadino non è d’accordo con la sentenza del Tribunale, può ricorrere in Appello e poi anche in Cassazione. Sicuramente non è Meloni che decide chi è colpevole e chi no. Questo si chiama: Stato di diritto.

Poi, per continuare col ventennio fasciata, il 25 novembre 1926 per rendere più difficile il dissenso al regime, fu istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Era un Tribunale militare composto da ufficiali e membri della milizia che giudicava avvalendosi della procedura penale militare per il tempo di guerra. Per cui le sue sentenze non erano impugnabili. E’ per questo motivo che i costituenti hanno stabilito all’art. 102 che: “Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali”. C’è poi l’art. 111 della Costituzione che recita: “Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, (…) è sempre ammesso il ricorso in Cassazione per violazione di legge”. E’ consentito una deroga “soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra”. Con l’Alta Corte di giustizia che vorrebbero Meloni & Nordio, questa norma sarebbe estesa anche alle sentenze pronunciate dall’Alta Corte in tempo di pace. Le sentenze, quindi, non potranno essere appellate in Cassazione, ma si potrebbe chiedere un altro giudizio sempre alla stessa Corte! Una cosa ridicola e pericolosa.

Per quanto riguarda il codice che dovrà usare l’Alta Corte, la riforma attribuisce alle leggi ordinarie il compito di determinare gli illeciti disciplinari, ma visto che gli illeciti sono già disciplinati, è evidente che si vuole attribuire alla maggioranza il compito di creare ulteriori illeciti. Forse, usando solo un minimo di buon senso, per il procuratore Gratteri verranno anni difficili. Sarà messo a tacere. Quello che non è riuscita a fare la mafia, lo potrebbe fare questo governo. Già ci sono i prodromi. La giudice Iolanda Apostolico si è dimessa dalla magistratura dopo essere stata crocifissa per aver emesso un provvedimento, incensurabile in punta di diritto, ma incompatibile con la politica migratoria del governo e per aver partecipato cinque anni prima, ad una manifestazione di protesta al porto di Catania.

Per cui i nuovi futuri illeciti disciplinari colpiranno quei magistrati che “per ragioni di manifestazioni compiute in ufficio o fuori ufficio non diano piena garanzia di un fedele adempimento dei loro doveri o si pongano in condizioni di incompatibilità con le generali direttive politiche del governo”.

E’ quindi evidente che questo creerebbe un conformismo nell’esercizio del potere giudiziario. I magistrati non hanno l’obbligo di essere degli eroi. Già oggi, questo governo Meloni è insofferente alla legalità. E’ contro quei magistrati che applicano la legge anche al potere politico. Magistrati che vogliono che la legge sia uguale per il potente, sia per il comune cittadino. Se vincesse il Sì, il potere politico, i colletti bianchi anche se compiranno dei reati, potranno dormire sonni tranquilli. Molti magistrati si conformeranno coi desiderata del governo.  Gli eroi sono sempre una minoranza.

Riflettiamo quando ci recheremo al seggio. Mettete una bella croce sul No e questo incubo svanisce.

Domenico Gallo chiude il suo intervento dicendo: “Per fortuna quando la storia si ripete, le tragedie si trasformano in farsa, ma i pagliacci in politica sono sempre pericolosi”.