Dopo che l’Unione europea ha permesso di allargare le maglie sull’energia per circa 14 miliardi in 3 anni, la solita ballista Meloni non ha deluso, ha esultato dichiarando che è “un risultato estremamente importante che sembrava a molti impossibile”. “L’Italia ancora una volta indica la strada”. Ma quale strada cara Meloni? Togliere le accise sui carburanti, oppure abbassare le bollette alle famiglie? Nulla di tutto questo.
Questo
sforamento deve essere impegnato per degli investimenti green. Non si possono tagliare né le bollette, né le accise sui
carburanti.
Ecco come ha
reagito il ministro dell’Ambiente, Gilberto Picchetto Fratin, entrando alla
Camera: “Vediamo come sarà
questo provvedimento, riguarda gli investimenti e non le accise e la benzina.
Sono fondi per best practice che si
vedranno nei prossimi anni, non prima del 2028”. E sulla richiesta di un
nuovo taglio delle accise risponde: “Citofonare
a Giorgetti”. Mentre sulla proposta di Salvini che propone di tornare a importare
gas dalla Russia, Picchetto Fratin risponde: “Ma questa è una stronzata perché oggi importare gas russo ci
costerebbe molto lo stesso, molto più che dall’Algeria. Comprare gas da Mosca
quindi non è la soluzione, anzi. Come direbbe Fantozzi, è una cagata pazzesca”.
Questo
governo è una Armata Brancaleone.
Per
ritornare alle raccomandazioni di Bruxelles, l’Italia ha troppi squilibri.
Segnala un peggioramento dell’assistenza sanitaria, con liste d’attesa troppo
lunghe e carenza di personale; abbiamo il record di famiglie povere, sono l’8,4%,
specialmente tra i bambini e le isole; serve la modernizzazione della
Giustizia e della Pubblica Amministrazione e l’innovazione digitale per
superare le disparità tra Nord e Sud. Sul lavoro ci dice che l’occupazione sale, ma in settori a bassa produttività e gli stipendi crescono lenti. I
salari reali nel 2025 sono cresciuti solo dell’1%, ma l’inflazione è al 3%.
Quindi non solo non recuperiamo il potere
d’acquisto del passato, circa l’8%, ma sta peggiorando. I precari a part time involontari sono troppi
rispetto alla media europea.
Questo
quadro sconfortante ci segnala con i numeri che il bengodi che la propaganda
meloniana si spara addosso, non si può più nascondere.
Per cui dietro questa falsa propaganda, c’è il vuoto pneumatico.