Questo è un esempio di inciviltà democratica che pochi cittadini conoscono. Un caso indecente anche se è tutto legale.
Cosimo Ferri
è un magistrato, ex parlamentare, già sottosegretario alla Giustizia in tre
governi. Dal 2023 Ferri operava al Dipartimento affari di giustizia al
ministero. Dopo questo percorso durato 13 anni, Ferri ha chiesto di rientrare
in Magistratura. Nel novembre scorso il Consiglio di Stato ha accolto un suo
ricorso per farvi rientro che prima gli era stato negato. E il 12 gennaio la
Terza Commissione del Csm gli ha chiesto di indicare la sua preferenza per uno
dei posti vacanti nel Paese con l’esclusione di Liguria, Piemonte,
Emilia-Romagna e Toscana, perché erano regioni in cui si era candidato a delle
elezioni politiche. E così, Ferri ha optato e gli è stato concesso di operare di
nuovo da giudice nella sede giudiziaria di Roma. La più ambita.
Dopo questo
breve excursus della vita precedente di Ferri, vado al fatto e che giudichi chi
mi sta leggendo, se è o non è un fatto gravissimo.
Ferri, a
quel tempo parlamentare, la notte del 9 maggio 2019 all’Hotel Champagne di Roma
era uno dei partecipanti assieme al magistrato Palamara, all’ex ministro Lotti e
cinque magistrati membri del Csm che stavano trafficando per la nomina del
nuovo procuratore capo di Roma a loro gradito. Un fatto incredibile, dei
politici e dei magistrati che di nascosto tramavano per una nomina giudiziaria.
L’incontro è stato intercettato e quindi Palamara è stato condannato penalmente
e immediatamente radiato dalla Magistratura. Mentre i cinque ex consiglieri del
Csm sono stati condannati a lunghe sospensioni dalle funzioni e dallo
stipendio. Lotti non fu più candidato dal Pd. Invece Ferri è stato salvato dalla
radiazione dalla Magistratura e anche dalla giustizia ordinaria, dalla Camera
che ha negato alla sezione disciplinare del Csm e alla giustizia ordinaria, l’utilizzo
delle intercettazioni, la prova regina della sua colpevolezza. Perché i
politici sono da tempo diventati una casta di intoccabili. E senza quelle prove
il Csm non ha potuto espellerlo e i tribunali a condannarlo. Per cui, se ora il
plenum del Csm ratificherà la sua scelta di rientrare nei ranghi della
magistratura, il procuratore di Roma suo vecchio amico, Lorenzo Pontecorvo, deciderà
quale sarà la sua funzioni: civile o penale.
Ecco, una
Magistratura così non mi piace. La ritengo pericolosa per i comuni cittadini.
Sicuramente, Cosimo Ferri non sarà un giudice imparziale. E tutto questo con il
referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati non centra nulla.
Ed essendo
Ferri politicamente vicino alla maggioranza di Meloni, i media trombettieri
della destra non hanno dato rilievo a questa notizia.