lunedì 12 ottobre 2026

Adda passa' 'a nuttata

Alla giudice sudafricana Navi Pillay, è stato assegnato il premio Nobel per la Pace. La Pillay ha vissuto in Sudafrica l’apartheid. Oggi è giudice della Corte Penale Internazionale ed è stata anche l’Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Dopo la notizia, il boss di Washington ha subito tuonato dicendo che il Nobel per la Pace gli spettava sparando un filotto di stupidaggini indegne di un capo di Stato occidentale. “Ho risolto otto guerre. Sono vicino a porre fine o a risolverne altre due. Ho riportato a casa tutti gli ostaggi israeliani, compresi gli ultimi 28, sia vivi che morti”. Che ha ottenuto la liberazione di “centinaia di ostaggi provenienti da Paesi di tutto il mondo”. Per poi aggiungere: “Ho vinto una guerra in Venezuela e catturato il violento dittatore che governava quel Paese in modo spietato”. “Ho impedito alla Repubblica islamica dell’Iran, il principale sponsor del terrorismo, di ottenere un’arma nucleare”. Ed ha finito per dire: “Eppure, nonostante tutto questo, né io, né gli Stati Uniti d’America abbiamo ricevuto il premio Nobel per la Pace. WoW!”.
Ha poi annunciato pesante sanzioni contro i giudici della CPI dell’Aia per le ordinanze giudiziarie da loro emesse.

Se tutte queste affermazioni fossero state pronunciate da un normale cittadino, questo verrebbe portato via immediatamente con l’ambulanza. Ma purtroppo è il presidente degli Usa!

La Pillay ha risposto: “C’è tanta tensione e apprensione riguardo alla sopravvivenza dei tribunali internazionali, in particolare della Corte Penale Internazionale dell’Aia. Ma soprattutto, un Paese ha annunciato sanzioni contro i giudici, solo per le ordinanze giudiziarie da loro emesse. E’ una cosa senza precedenti e inaccettabile”.

Come diceva Eduardo De Filippo: Adda passà ‘a nuttata.

 

 

domenica 11 ottobre 2026

Potenti che si sentono al di sopra delle leggi

Gaetano Arnao è un ex consulente del governatore della Sicilia Schifani. In passato è stato anche vicegovernatore di FI in Regione. E’ accusato di aver intascato una tangente di 5mila euro negli uffici del Senato. Sono riusciti a prenderlo in flagranza mentre incassava questo denaro grazie ad un trojan inserito nel suo cellulare. Arnao è il marito di Giusy Bartolozzi, ex capo di Gabinetto di Nordio al ministero della Giustizia. Lei è indagata dalla procura di Roma per il “caso Almasri”, il torturatore e assassino egiziano che l’Italia, dopo averlo arrestato su richiesta della procura europea, lo ha rilasciato e poi  accompagnato con un aereo di Stato in Egitto.

Sempre Arnao è accusato di aver preso altre mazzette. Ad esempio, l’11 settembre scorso degli operai che facevano dei lavori in casa sua, hanno trovato nascosta dentro un orologio a pendolo una borsa di stoffa piena di banconote. Domanda: perché nascondere del denaro in un orologio a cucù? Che provenienza avevano quei soldi? Penso che, come l’ex ministro Di Lorenzo nei primi anni novanta nel pouf  del salotto teneva soldi e i preziosi bottino di tangenti, anche un orologio a cucù non mi pare sia un luogo adatto per tenere dei soldi se non fossero di provenienza illegittima. Nella sua casa, su ordine della procura palermitana, erano state piazzate delle telecamere e microspie nell’ambito di una inchiesta che ha coinvolto nove persone. L’operaio che ha trovato il bottino in casa Arnao, grazie alle telecamere si è potuto ascoltare la sua esclamazione dopo il ritrovamento: “Ci sono piccioli, c’è di moriri”. Tradotto: “Ci sono soldi, c’è da morire”. E così la segretaria di Arnao ha deciso di mettere la borsa con il  denaro nella cassaforte. Tre giorni dopo le telecamere hanno captato l’ira di Arnao che ha poi controllato che i soldi ci fossero tutti. E visto che l’orologio non è più un nascondiglio sicuro, ha spostato il contante tra i libri. La procura ha anche sentito Arnao inveire contro i magistrati: “Ste merde di magistrati di Palermo”. La scorsa settimana la procura di Palermo ha chiesto il suo l’arresto.

E a proposito, per non dimenticare, la Bartolozzi che è  pure un magistrato, è quella che durante la campagna sul referendum sulla magistratura sparò: “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che è un plotone di esecuzione”.

Domandina finale, secondo il buon senso e la logica, la moglie dell’Arnao, Giusy Bortolozzi poteva essere all’oscuro di tutti questi maneggi di denaro del marito? Non si è mai chiesta, visto che lei è una magistrata, da dove venissero queste stecche per decine e decine di migliaia di euro?

Aah, saperlo!

 

 

 

 

sabato 10 ottobre 2026

La casta politica è viva e vegeta

Una notte a Cortina una suite costa 1.505 euro. 

Chi ha usufruito di questi lussi a spese dell’erario in occasione della discesa libera femminile alla Olimpiade invernale 2026, nel weekend del 7/9 febbraio a Cortina? Ma certo, il nostro Matteo Salvini che è rimasto in valle due notti tra compiti istituzionali e commenti social. Sempre all’Hotel di Cortina sono state prenotate 4 stanze per dei componenti della segreteria del ministero dei Trasporti e di Palazzo Chigi, al costo sempre di 1.505 a notte. Per un totale di 15mila euro. E qui la Corte dei Conti vuole vederci chiaro.  I giudici vogliono chiarimenti su ogni spesa che riguarda anche l’acquisto dei biglietti per 767mila euro di cui 349mila donati a delle personalità.

Il capo di Gabinetto del ministero di Salvini, Francesco Lucianò, è stato ospite dello stesso hotel anche il 14 febbraio festa di S.Valentino, al costo di un pernottamento di 1.922 euro. E visto che è rimasto ospite per tre notti il costo totale è stato di 4.932 euro. Sempre a spese dello Stato. Due notti a 3.010 euro in totale le ha passate Alfredo Storto, che guida l’ufficio di Gabinetto di Salvini. Poi sono arrivati Fabio Burgarello, capo della segreteria particolare di Palazzo Chigi e Alessandro Morelli (Lega), sottosegretario a Palazzo Chigi. Anche Morello e Burgarello per due notti sono costati 3010 euro. Durante le settimane olimpiche c’è stato un via vai di personaggi del ministero in compagnia del ministro Salvini, per cui a febbraio il costo di questi pernottamenti è stato di 18.638 euro.

Capisco che questi personaggi non potevano pernottare in una bettola di campagna per decoro istituzionale, ma certamente potevano scegliere degli hotel più modesti. Mentre chi è andato a Cortina privatamente per assistere alla Olimpiade, doveva pagarsi tutto di tasca propria. Ma se doveva pagarsi gli hotel, molto probabilmente non avrebbe pernottato in suite da 1.505 euro a notte.

Ma per questa casta paga sempre Pantalone, che poi siamo noi cittadini che paghiamo le tasse.

Crosetto e la guerra

Il Paese di Crosetto si sente già in guerra. Ecco l’ultima azione del Nostro.

Sta mettendo in piedi un dispositivo per delle missioni anche all’estero di 6.521 soldati, 1024 mezzi terrestri, 29 aerei e 5 unità navali. Una forza pronta a partecipare in caso di crisi internazionali nell’ambito della Nato.

Infatti, l’11 settembre scorso, Grosetto ha firmato un decreto che è stato pubblicato mercoledì nella Gazzetta Ufficiale. Questo decreto recita: “Fondo per gli assetti ad alta e altissima prontezza operativa”. Possono entrare nei teatri di guerra prontamente, dopo una meticolosa preparazione. Il costo di questa operazione è di 156 milioni di euro. La scelta del governo è chiara: questa forza può entrare in una risposta militare rapida nell’ambito Nato.

Ma quali sono queste emergenze? Chi decide quando una crisi internazionale richiede l’intervento dei nostri soldati? Lo deciderà il padre padrone dell’Occidente Trump?

Forse Crosetto invierà in qualche teatro di guerra dei nostri soldati all’insaputa dei più, visto come è stato gestito l’invio di 500 militari italiani in Arabia Saudita che gli italiani hanno avuto contezza dell’operazione solo attraverso i media.

Da qualunque parte la si veda, questa è una brutta storia per il nostro Paese.

venerdì 9 ottobre 2026

Emergency: firma contro le guerre

Emergency ha indetto una raccolta firme per un referendum per fermare la militarizzazione della società italiana. Hanno già aderito 650 Comuni, 1.500 scuole e 300 festival e luoghi della cultura. In Italia ed in Europa stanno riabilitando la guerra come fosse uno strumento ordinario nei conflitti tra Paesi. Vogliono un riarmo folle entro il 2030, l’anno che i guerrafondai ci dicono la Russia ci attaccherà. Se fosse vero, mi chiedo perché la Russia dovrebbe attendere il 2030 ad invaderci quando saremo armati fino ai denti? Evidentemente questi dott. Stranamore ci prendono per scemi. Eppure la nostra Costituzione all’art. 11 parla chiaro: “L’Italia ripudia la guerra”.

Eppure sembra che i vari dott. Stranamore che ci governano in Italia ed in Europa, vogliano creare nella gioventù uno spirito bellico per prepararli a combattere e aggiungo, a morire.

La legge 230 del 1998 ha riconosciuto l’obiezione di coscienza al servizio militare. La fine della “guerra fredda” ha comportato una forte riduzione delle strutture militari, del personale e la “sospensione” della leva obbligatoria. Per cui la leva non è stata cancellata. Può essere ripristinata con un semplice decreto del presidente della Repubblica, dopo una deliberazione del Consiglio dei ministri, tutto questo nel caso di gravi crisi internazionali o addirittura di guerra. 

E quindi i Comuni continuano a compilare  le liste di leva, perché in ogni momento i giovani potrebbero essere chiamati alle armi. E non c’è più il diritto di obiezione.

Ed è per questo motivo che Emergency sta raccogliendo le firme per ripristinare il diritto all’obiezione di coscienza per i giovani iscritti nei Comuni nelle liste di leva. E vorrebbe anche fosse un contributo per far emergere il rifiuto di molti cittadini della militarizzazione che il potere vuole imporci, convincendoci che la guerra è inevitabile.

Le firme vengono raccolte collegandosi al sito: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open7700001

Un delirio bellico

Il ministro della Difesa Crosetto non ci fa mancare nulla.

Un documento ufficiale in un supplemento dell’Aeronautical information regulation and control (Airac) S56/26 e dell’Aeronautical Information Publication (Aip Italia) con cui L’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) comunica ai piloti di linea civili, le restrizioni dello spazio aereo per l’esercitazione Nato Steadfast Noon 2026, dedicata, udite udite, all’impiego delle armi nucleari Usa schierate in Europa. La data dell’esercitazione va dal 13 al 20 ottobre prossimo.

Si parla di una esercitazione multinazionale su larga scala con operazioni aeree e navali sui territori nazionale e internazionale sul mar Tirreno. Convergeranno dalle basi aeree di Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani, aerei militari, tiri e attività di droni.

Insomma si continua a prepararsi alla guerra. A fare esercitazioni militari sempre più vicine. Io penso che questi Crosetto e amici, non possono non sapere che continuando su questa linea, prima o poi succederà un incidente che potrebbe creare i presupposti di una guerra mondiale con le conseguenze che conosciamo.

E allora cerchiamo di fermare questi folli o forse folli non sono, perché hanno degli interessi da difendere.

Comunque tutto questo mi sembra un delirio bellico molto pericoloso.

giovedì 8 ottobre 2026

Il più pulito ha la rogna

Se uno non ha il prosciutto negli occhi e non è in malafede, sa che l’Ucraina non potrà mai vincere la guerra con Russia. Questo è dettato dal buon senso e dalla logica.

Molti si stanno accorgendo che questa guerra è cominciata male e sta finendo peggio per gli ucraini, per i russi e per gli europei, anche se molte sacche dell’informazione in Italia ed in Europa sono fermi al: “Bisogna aiutare l’Ucraina fini alla sconfitta della Russia”. Una puttanata, ma molto pericolosa.

Recentemente sono usciti dei sondaggi su cosa ne pensano i cittadini ucraini su questa guerra. Questo sondaggio è stato confezionato dal KIIS, Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev. I numeri che sono usciti ci fanno capire molte cose.

Il 75% degli ucraini vogliono metter fine alla guerra con la Russia. Dicono però che questo “non implica la disponibilità a far concessioni alla Russia”, riguarda solo la possibilità di iniziare dei negoziati con la Russia. Il 21% è contro i negoziati e solo il 4% è indeciso. E qui siamo al risultato della grande menzogna che in questi anni gli ucraini hanno assorbito dalla disinformazione che vige in  Ucraina e in Europa. Pensate, “il 79% ritiene che l’Ucraina vincerà la guerra: il 47% ne è convinto, mentre il restante 32 è propenso a pensarlo”. Incredibile i danni che può fare un'informazione malata.

Dopo questi numeri, il direttore del KIIs, Anton Hrusheskyi, ha commentato: “Nonostante l’intensificarsi del terrore russo contro la popolazione civile e la reazione dei nostri partner occidentali, non sempre decisa o supportata da azioni concrete, gli ucraini sono pronti a sostenere il peso della guerra e a proseguire fino al raggiungimento di una pace accettabile”.

Intanto la guerra si trascina da oltre quattro anni con centinaia di migliaia di morti, altrettanti feriti, distruzioni e patimenti di milioni di persone e pensare che una delle cause di tutto questo massacro nasce dalla volontà occidentale di portare la Nato in Ucraina.

Questo è il classico caso in cui: “il più pulito ha la rogna”.