sabato 28 marzo 2026

Ritorna il reato dell'abuso d'ufficio

Il Parlamento europeo ha approvato una direttiva anticorruzione con 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni. Hanno votato a favore i partiti italiani, Pd, M5S, FdI, Lega e FI. In Commissione Giustizia FdI si era astenuta. Dopo la sonora sconfitta al referendum, i meloniani hanno votato Sì al ripristino praticamente dell’abuso d’ufficio che era stato abrogato in Italia pochi mesi fa dal governo Meloni. La direttiva europea deve essere adottata dai Paesi dell’Ue entro due anni, pena la procedura di infrazione. L’articolo 7 approvato ieri obbliga gli Stati membri a prevedere come reato “almeno determinate violazioni gravi della legge derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni”. Quindi niente più com’era preparata all’inizio e quindi non più “abuso di funzioni”, ma “esercizio illecito di funzioni pubbliche”.

Per cui a livello europeo le corruzioni devono essere qualificate come reati tra cui: “la corruzione nel settore pubblico e privato, appropriazione indebita, ostruzione alla giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni, arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato”. Un giurista della Statale di Milano, Gian Luigi Gatta, in una intervista ha fatto due esempi per capire cosa è avvenuto con l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Il primo: “(…) Oggi in Italia non  è più punibile un funzionario pubblico che trucca un concorso pubblico per far assumere l’amante o il figlio di un amico”. E in questi mesi sono andati in fumo proprio quelli sui concorsi truccati. Il secondo: “Uno degli slogan dei fautori del Sì al referendum era che i magistrati non rispondono mai quando sbagliano. Ebbene, senza l’abuso d’ufficio il pm  che dispone un sequestro a danno di un indagato per favorirne un altro, non fa più abuso d’ufficio. A Perugia un caso del genere è finito nel nulla per via del reato soppresso”. E sull’art. 7 dice: “E’ più generico rispetto alla versione originale sotto la spinta del governo Meloni che voleva annacquarlo. Ma prevede l’obbligo di punire se intenzionali…almeno determinate violazioni gravi della legge derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni”. E poi continua: “La norma, frutto in un compromesso ispirato alla cattiva coscienza del governo italiano, lascia margini di discrezionalità quando dice che gli Stati membri possono limitare l’applicazione a determinate categorie di funzionari pubblici. Ma sfido chiunque, senza arrossire dall’imbarazzo davanti agli italiani e all’Europa, che truccare un concorso pubblico non sia, per dirla con l’Ue, un esercizio illecito di funzioni pubbliche”.

E sempre su questa direttiva europea, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Giuseppe Busia ha dichiarato: “Speriamo che il rapido recepimento della direttiva sia l’occasione per colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio”. Mentre Raffaele Cantone neo procuratore capo a Salerno ha auspicato che: “L’Italia si dovrà adeguare. Dovrà reintrodurre l'abuso d'ufficio”.

I rappresentanti meloniani in Europa, tuonano che non è successo nulla e che il reato di abuso d’ufficio non sarà ripristinato con le nuove regole europee. La legge italiana già contempla quello che richiede la direttiva.

Lo ha affermato anche il nostro europarlamentare Alessandro Ciriani.

Ma, caro Alessandro Ciriani, queste bugie che hai sparato in Tv sulla questione, come si è visto anche col referendum, hanno le gambe corte e la gente non vi crede più! Avete sbattuto il muso contro la volontà dei cittadini ed ora non è più come prima. L’arroganza insopportabile che vi ha definito in questi anni, non viene più accettata. 

Fatevene una ragione.

 

venerdì 27 marzo 2026

Sempre sul Ponte sullo Stretto

E’ molto probabile che il Ponte sullo Stretto non si farà. Ma nel frattempo i costi lievitano. Infatti la società pubblica Stretto di Messina dell’ad Pietro Ciucci che somma il suo stipendio da 296mila euro alla lauta pensione da grand commis dello Stato di 358mila euro come ex direttore dell’Anas, sta aumentando il personale. Per  cui i costi sono lievitati dai 9,1 milioni di euro del 2024, agli 11,8 milioni nel 2025. Questo perché i 19 super dirigenti del 2024, nel 2025 sono aumentati di altre 4 unità. E sempre nel 2025 sono aumentati anche i quadri e gli impiegati. Da cittadino mi chiedo con quale sistema vengono ingaggiati questi nuovi dipendenti? Con metodi clientelari? Chissà!

E poi, se il Ponte non si farà, questo denaro pubblico speso invano a chi verrebbe addebitato?

A Salvini che testardamente continua in questo braccio di ferro con le regole che dicono che il Ponte non si può fare?

No, pagherà Pantalone come sempre.

mercoledì 25 marzo 2026

Vietato ai fuori sede

Il No ha vinto. E tra i protagonisti di questa grande vittoria, sono i ragazzi dai 18 ai 34 anni che hanno trainato la vittoria del No col loro 60%. Ora pochi hanno notato il sopruso del governo Meloni che non ha permesso a studenti, a lavoratori fuori sede di votare nel luogo in cui studiano o lavorano. Sono milioni i cittadini che se avessero potuto avrebbero votato molto probabilmente a grande maggioranza per il No. Ecco spiegato l’ennesimo sopruso di questa destra meloniana. Non hanno voluto che alcuni milioni di cittadini votassero al referendum perché erano certi che fossero più per il No e non avevano sbagliato. Per cui quando questa destra si rallegra per la grande partecipazione al voto referendario, come una manifestazione di grande democrazia, stanno imbrogliando visto che hanno di fatto vietato a milioni di elettori fuorisede di recarsi alle urne.

martedì 24 marzo 2026

Israele e la tortura

La relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi, Francesca Albanese, ha scritto un report sull’uso della tortura da parte di Israele. Una tortura usata per completare la sua politica di genocidio del popolo palestinese.

Scrive: “La tortura è sempre stata un elemento centrale della politica di espropriazione dei palestinesi da parte di Israele. Tuttavia , dall’ottobre 2023, Israele ha fatto ricorso alla tortura su una scala che fa pensare a una vendetta collettiva e a un intento distruttivo”.

Sono aumentati gli arresti e detenzioni amministrative dopo il 7 ottobre 2023, con oltre 18.500 arresti di palestinesi, tra cui almeno 1.500 bambini. Dei 9.245 palestinesi detenuti, solo 1.330 lo sono per una condanna, 3.300 in custodia cautelare e 3.500 in detenzione amministrativa senza permesso. Circa 4.000 sono scomparsi e sono ritenuti morti.

Secondo Albanese, questo qualifica il reato di tortura secondo le Convenzioni internazionali. Ha poi proseguito: “I trattamenti  crudeli, inumani o degradanti, la privazione, le minacce e l’insicurezza imposta attraverso i loro effetti cumulativi e prolungati, possono insieme infliggere una grave tortura psicologica su larga scala nell’ambito di un contesto di tortura”. Albanese precisa che questi dati sono ottenuti “tramite contributi scritti, tra cui oltre 300 testimonianze raccolte da numerose organizzazioni, nonché attraverso consultazioni a distanza con esperti giuridici e sopravvissuti alla tortura (…) comprese le testimonianze di informatori israeliani”. “Sebbene la tortura si verifichi anche al di fuori dei contesti di genocidio, ogni genocidio comporta alcune forme di tortura (…) A Gaza, Israele ha trasformato l’intera Striscia in un campo di tortura a cielo aperto, dove nessun luogo è sicuro e ogni aspetto della vita quotidiana è organizzato per produrre paura permanente, dolore e umiliazione, dalle evacuazione forzate tra percorsi segnati dai raid, alle zone umanitarie bombardate, fino all’uso della fame come arma”.

Albanese ci spiega poi che “il caso di Gaza è come un caso di tortura generalizzata. La stessa logica si applica in Cisgiordania, dove il “continuum carcerario” di muri, check point e sorveglianza creato dall’occupazione si è esacerbato dopo il 2023”.

E chiude dicendo che :”La tortura dei palestinesi non è più solo un crimine diffuso, ma un ingranaggio strutturale del genocidio in corso e dell’architettura coloniale israeliana”.

C’è ancora qualcuno che pensa che Netanyahu e la sua banda siano delle personcine che meritano il nostro rispetto?

Io penso siano solo dei criminali che usano il proprio potere in maniera delinquenziale. E non tacciatemi da antisemita, non lo sono e non lo sarò mai, ma sono nemico di Netanyahu, Ben-Gvir, Smotrich e compagnia cantando, che sono degli avanzi di galera.

lunedì 23 marzo 2026

Ha vinto il No!

 

SCAMPATO PERICOLO.

Ha vinto nettamente il NO!

EVVIVA!

Sono dei sepolcri imbiancati

Trump e la sua banda di gangster, sono dei farisei, dei sepolcri imbiancati all’ennesima potenza. Sono degli invasati. Giustificano i bombardamenti con la morte di migliaia di uomini, donne e bambini, come se fossero voluti da Dio. La scena nella sala ovale alla Casa Bianca con in  pastori evangelisti in preghiera e in estasi per Trump, rimarrà negli annali come un fatto memorabile, la dimostrazione  di come le religioni siano usate strumentalmente.

Il sottosegretario alla Difesa (Guerra?) Usa, Pete Hegseth, ha dichiarato con toni messianici riguardo la guerra in Iran: “Con la nostra forza schiacciante il nostro esercito farà piovere morte e distruzione sugli apocalittici nemici iraniani”. Ha poi chiesto al popolo americano di pregare in ginocchio  “nel nome di Gesù Cristo”. “I mullah sono disperati e in preda al panico”. Durante un incontro al Pentagono, Hegseth ha recitato il salmo 144 della Bibbia: “Benedetto sia il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra e le mie dita alla battaglia”. E in una intervista alla Cbs ha detto: “Stiamo combattendo contro fanatici religiosi (urca, detta da lui) che cercano di dotarsi di armi nucleari per una sorta di Armageddon religioso”, seguito da un paradosso: “Ovviamente sono uomo di fede che incoraggia le nostre truppe ad affidarsi alla propria fede e confidare in Dio”. E ancora: “Le nostre capacità sono migliori. La nostra volontà è migliore. La provvidenza di Dio onnipotente è lì a proteggere queste truppe e noi siamo impegnati in questa missione”. E’ convinto che bombardare, uccidere uomini, donne e bambini sia una missione voluta dal suo Dio onnipotente.

Hesgeth ha sul petto tatuato  la croce di Gerusalemme simbolo delle crociate. Vicino c’è la scritta: “Dio lo vuole”. Che è il grido di battaglia dei cristiani che andavano alle crociate.

Insomma, l’amministrazione Trump è certa che le guerre scatenate dal capo banda, siano lecite e volute da Dio stesso.

Io rinchiuderei questi invasati in qualche manicomio per evitare ulteriori danni al mondo.

domenica 22 marzo 2026

Due povere indigenti

Una signora che vive a Lomazzo in provincia di Como, la 67enne Juna Scafetta invalida all’80% e una pensione sociale di 630 euro, dovrà pagare a Daniela Santanchè, 58mila euro per averla insultata in un post.

Tutto nasce la vigila di Natale dello scorso anno in cui la Santanchè con pelliccia e colbacco di ordinanza, augurava da Cortina buone feste a chi lavora. Sul post è partita una valanga di insulti diretti alla ministra. E qui, come scrive sul Fatto Thomas Mackinson, Santanchè ha dato mandato ad un avvocato famoso per essere capace di “monetizzare” l’odio social passando in rassegna i vecchi post e inviando le raccomandate agli autori, con gli inviti a pagare i danni pena il trascinamento in un processo per diffamazione. Tra questi c’è la nostra Juna che, dopo aver visto gli auguri da Cortina della Santanchè, ha scritto di getto: “Ma vai a fanculo faccia di merda”.

Dopo aver ricevuto la raccomandata, la signora quasi sviene: “Ho cominciato a tremare e piangere. Non sapevo cosa fare. Abito in una casa popolare, vivo con 630 euro di pensione, da me cosa possono prendere?”. E a proposito della frase incriminata la signora ha spiegato che “quando ho visto che faceva gli auguri, ma non pagava i dipendenti, sfoggiando vestiti da mille euro, ho visto nero e ho scritto mossa dalla rabbia”. Ora l’indigente querelata può far valere l’attenuante della provocazione. Ma poi c’è l’altra parte della storia che fa incazzare anche il sottoscritto. Nel 2015, scrive sempre Mackinson, la Santanchè venne condannata a risarcire l’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia per averle definite in Tv “organizzazione integralista”. Lei rispose arrogantemente: “Mi pignorino anche lo stipendio, non pagherò mai”. Ma poi su suo ordine fece scrivere dai suoi legali in gran silenzio, di “essere in gravi difficoltà economiche”. E così il giudice le accordò di saldare i restanti 14.146 euro in 18 comode rate da 786 euro mensili. In quel momento Santanchè era parlamentare, aveva un’azienda quotata in borsa, azioni del Twiga e una villa di proprietà a Milano di 980 metri quadri, con sauna, piscina in madreperla e servitù. E si è fatta passare per una persona indigente!

Certo la signora Scafetta ha sbagliato, non si offende in modo così sguaiato nessuno, ma io penso che la Santanchè se ha ancora un briciolo di umanità dovrebbe “perdonarla”. Ed è pure una sua collega visto che ha chiesto ad un tribunale di essere come lei in “gravi difficoltà economiche”. Praticamente sono simili: due povere indigenti.

AL REFERENDUM VOTATE NO!