domenica 27 settembre 2026

Futuro Nazionale di Vannacci come la AfD tedesca?

Dopo che in Sassonia – Anhalt il partito filonazista Afd ha segnato una forte affermazione, un paese di quel Land che si chiama Heidenau con 17mila abitanti vicino Dresda, ha messo al bando le c.d. “pietre d’inciampo” in memoria dell’olocausto. La maggioranza del consiglio comunale AfD e la Cdu (Unione cristiano democratica dell’attuale cancelliere Merz), ha ritenuto che tanti cittadini non vogliono ricordare le vittime della Shoah anche perché: “Nel traffico dei luoghi pubblici finiscono di essere calpestati”. In futuro se si vorrà rendere onore alle vittime, questo si farà nel cimitero, “in modo che un calpestio diretto degli elementi da ricordare sia escluso”.

Tutto questo ha creato una discussione a livello nazionale. Alcuni sospettano che tale scelta sia “un tentativo trasparente e meschino di cacciare nuovamente dalla città le vittime del nazismo di Heidenau e di relegarle là dove dovrebbero trovarsi: al cimitero”.

Molti tedeschi gridano allo scandalo “perché questo rappresenta un ulteriore tentativo di mettere sotto pressione la cultura della memoria in Germania”.

Ecco questo è un esempio che traslato in Italia, dovrebbe farci riflettere su quanto sta accadendo nel nostro Paese.

C’è un nuovo partito Futuro Nazionale di Vannacci che non nasconde le sue idee molto vicine all’AfD tedesca. Molti lo guardano con simpatia. Alcuni pensano pure di votarlo alle prossime politiche. Ma io credo che, come molti di coloro che in Germania votano AfD, la maggioranza di questi italiani che voterebbero FN non abbia letto il suo programma. Un programma che ho già avuto modo di illustrare in post precedenti e che, secondo me, ci riporterebbe nel Medioevo. Io penso che se le idee programmatiche di Vannacci dovessero entrare in qualche ministero nel governo di Roma, il nostro Paese entrerebbe in una spirale pericolosa per la nostra democrazia, che è già zoppicante.

Ma quando ce ne accorgeremo, molto probabilmente sarà troppo tardi.

Svegliamoci prima che questo succeda.

sabato 26 settembre 2026

Fincantieri e DL scuola 30%

Anna Maria Cisint è un’europarlamentare della Lega eletta dopo essere stata sindaco di Monfalcone. E’ una delle più sfegatate leghiste contro l’immigrazione specialmente quella musulmana.

Vorrei raccontare un fatto che mi è successo quando facevo politica attiva.

Molti anni fa ero il responsabile regionale dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Stavamo raccogliendo delle firme per un referendum, ma non ricordo quale, davanti alla Fincantieri di Monfalcone. Eravamo presenti con il nostro tavolino, Di Pietro, il segretario provinciale di Gorizia, Luterotti e il sottoscritto.  Luterotti ci aveva indicato l’ora in cui uscivano dal turno di lavoro i lavoratori, come il momento più propizio per raccogliere le loro firme.

Ebbene quando queste persone hanno incominciato ad uscire, ci siamo resi conto, che la stragrande maggioranza di questa gente non era italiana, tant’è che quando gli invitavamo a firmare, la risposta era: “Non possiamo, non siamo cittadini italiani”. Avrebbero firmato, ma non erano italiani perché quasi tutti provenivano dal sud est asiatico dal colore della pelle e dai loro accenti. Per farla breve, solo 5/6 di coloro che sono usciti dallo stabilimento Fincantieri, erano italiani e ricordo che 5 di essi  hanno poi firmato.

Tutto questo per dire cosa.

Senza questi lavoratori stranieri, la Fincantieri di Monfalcone molto probabilmente chiuderebbe. E questa gente ha famiglia e figli che vanno a scuola. Io penso che questo governo che ha fatto un Decreto Legge affinché le classi scolastiche non debbano avere più del 30% di alunni “stranieri”, sia una boiata pazzesca. Oltre che inumana

Visto che i lavoratori della Fincantieri di Monfalcone sono praticamente un terzo degli abitanti della città, com’è possibile che le classi scolastiche locali di vario ordine e grado possano sottostare a questa stupida scelta meloniana?

E ancora.

La Cisint, che è diventata popolare per essere una “nemica” di queste persone in maggioranza musulmana, forse dovrebbe riflettere che questi suoi concittadini, portano benessere a tutta la cittadinanza monfalconese. Ovviamente con qualche disagio perché provenienti da Paesi con religioni e colture diverse. Dire no senza fare queste valutazioni di buon senso, mi pare sia un metodo per titillare i peggiori istinti dell’uomo. Ma così non si cresce né economicamente, ma neppure umanamente.

venerdì 25 settembre 2026

Intitolazione di Malpensa

“L’intitolazione dell’aeroporto internazionale di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi è una grande notizia e un riconoscimento che ci riempie di orgoglio. Non poteva esserci luogo più simbolico per ricordare un uomo visionario, che per tutta la vita ha saputo guardare avanti e lontano, immaginando nuove rotte e trasformando le sue intuizioni in realtà.”.

“Da oggi il nome di Silvio Berlusconi accompagnerà chi parte e accoglierà chi arriva in Italia. È un’immagine che racconta bene la sua storia: lo sguardo rivolto al futuro, la capacità di innovare e il coraggio di aprire strade nuove. Un ‘ponte’ ha detto giustamente Marina Berlusconi. Un’eredità che continua a vivere nel solco della storia che ha scritto per Forza Italia e per il nostro Paese”.

Chi ha scritto questo panegirico si è dimenticato che Silvio Berlusconi è stato un delinquente avendo  rubato al fisco 368 milioni di euro. Rubato la Mondadori a De Benedetti dove ora siede cotanta figlia, corrompendo dei magistrati.

Ecco il nome dello smemorato: Nazario Pagano, di Forza Italia, Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera.


Energia nucleare

Il Parlamento ha dato la delega al governo affinché l’Italia ritorni al nucleare e aggiungo, con tante bugie.

Meloni dice che “il nucleare significa per le famiglie e imprese più sicurezza energetica, meno dipendenza dall’estero (ma non abbiamo uranio!), meno esposizione alle crisi internazionali, energia stabile e a bassa emissione, una risposta concreta alla domanda che crescerà”. Energia stabile e a bassa emissione? Ma non diciamo fesserie.

Poi ha aggiunto che è stata “una scelta coraggiosa e di buon senso”. Probabilmente è  coraggiosa perché ha scelto di non seguire ciò che i cittadini avevano bocciato con ben due referendum, uno nel 1987 e l’altro nel 2011. E per quanto concerne il buon senso qui siamo al ridicolo. Non sappiamo come risolvere il problema dei rifiuti prodotti decenni fa nelle quattro centrali chiuse dopo i referendum e lei ci dice che ritornare al nucleare di fissione è una scelta di buon senso. Mentre in diversi centri di ricerca del mondo stanno studiando la fusione nucleare che è un’altra cosa rispetto alla fissione. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Picchetto Frattini, ha dichiarato che “il governo è già al lavoro per redigere i decreti attuativi che saranno pronti entro fine d’anno. Che non si costruiranno le grandi centrali come un tempo, ma piccoli reattori modulari gli Smr (Small modular reactor)”. E continua dicendo che: “questi sono impianti economici e più sicuri di quelli tradizionali e poi bruciano le scorie delle vecchie centrali (boom). Che “sono raffreddate col piombo liquido e in caso di guasto, il reattore  si spegne e non esplode”. E poi spara la cazzata più clamorosa: “ l’Italia potrebbe avere  le centrali nucleari  nel 2033/2034”. Una bufala clamorosa che offende l’intelligenza dei cittadini. Infatti gli Smr sono ancora in fase sperimentale e i produttori contano di metterli sul mercato ed eventualmente costruirli, nella prima metà degli anni Trenta. Per cui se tutto dovesse andar bene, questi Smr potranno diventare attivi nel 2040/45. E se poi le ricerche sulla fusione continuano e si arriverà a produrli,  molto probabilmente gli Smr che vengono studiati oggi, diventeranno immediatamente obsoleti.

Comunque, la sicurezza totale come viene spiegata spesso sul nucleare non esiste. E’ costosa e ha bisogno di tempi biblici per realizzare questi Smr. E non vorrei che vicino a casa mia ne installassero qualcuno. Personalmente vorrei che il nostro impegno fosse indirizzato verso l’energia solare, eolica e geotermica. Siamo un Paese che ha il sole per molti mesi all’anno e i centri di ricerca stanno approntando nuove batterie di accumulo meno ingombranti e costose quando il sole non c’è. Ha poi il vento per le pale eoliche, Sfruttiamole queste energie rinnovabili, senza entrare nel  nucleare che non ammette errori.

giovedì 24 settembre 2026

L'Unione europea e le armi

La nostra Costituzione è nata antifascista e questo è stato reso possibile grazie alla lotta partigiana nella seconda guerra mondiale. Nella guerra in Ucraina molti fanno un parallelo tra la nostra resistenza e la resistenza del popolo ucraino all’invasione russa. E questo giustificherebbe l’invio di armi all’Ucraina, perché stiamo aiutando un Paese a difendersi.

Ma le situazioni sono completamente diverse.

La resistenza italiana aveva uno scopo ben preciso: aiutare gli Alleati a liberare l’Italia dal nazifascismo.

Innanzitutto, l’Ucraina non è nell’Ue né nella Nato. Per cui se dovessimo aiutare tutti i Paesi del mondo che subiscono aggressioni, vedi l’Iran, oppure il Venezuela, dovremmo inviare armi in tutto il mondo.

Per cui, la solidarietà all’Ucraina quale scopo ha? Che obiettivi hanno le armi che consegniamo loro? Quale esito politico si vuole raggiungere? E visto che sono già oltre quattro anni dall’inizio della guerra, quali rischi in questa escalation siamo disposti ad accettare? Non dobbiamo dimenticare che la Russia ha il più grande arsenale atomico del mondo con 6300 testate nucleari. Alcuni per non fare la figura di aver sbagliato tutte le previsioni, continuano a sostenere l’invio di armi. Qualcuno di loro ipotizzava che se non si bloccava Putin quando invase l’Ucraina, il suo esercito avrebbe marciato fino a Lisbona. Ora questi stessi personaggi ci dicono che la “Russia è una tigre di carta”, visto che non riesce a conquistare nemmeno tutto il Donbass. Certo questa guerra ha portato gravi problemi di ordine economico ai Paesi dell’Ue. E ora l’establishment dell’Ue, con la von der Leyen in testa, vuole portare l’Unione ad una economia di guerra. Chiede di indebitare i Paesi per armarsi fino ai denti, perché entro il 2030 la Russia invaderà l’Europa. Io chiamerei gli infermieri per un Tso. Se fosse vero, per una semplice logica, Putin dovrebbe attaccarci subito, prima che l’Europa aumenti gli arsenali militari, non vi pare? Perché dovrebbe aspettare il 2030? La Germania ha deciso di armarsi per centinaia di miliardi di euro, mentre i nazisti dell’AfD sono pronti a vincere le prossime elezioni politiche. Quindi si sta armando fino ai denti lo Stato più potente economicamente e politicamente europeo che presto potrebbe avere dei governi guidati da questo partito, che non nasconde le sue idee simile a quelle naziste. E poi le centinaia di miliardi che l’Ue vorrebbe spendessero i Paesi dell’Unione dove li prendono? Naturalmente dal Welfare State, per cui meno Sanità, Scuole pubbliche eccetera.

Ed ecco che qualche illuminato chiede di costruire una difesa comune. Ma qui si entra in un altro campo. Chi decide la risposta militare nel caso venissimo attaccati? Il Parlamento Ue? O un ministro degli Esteri o della Difesa europeo? 

Un esercito senza uno Stato non è legittimo.

Ed oggi l’Ue non è uno Stato. Per crearlo serve un processo lungo e difficile. I governi dei 27 Paesi dovrebbero cedere dei poteri a Bruxelles, ma la maggior parte di essi non sono d’accordo. Per cui la strada sarà lunga e tortuosa per arrivare al traguardo della creazione degli Stati Uniti d'Europa.

Che oggi, purtroppo, sono un sogno, quasi un’utopia.

martedì 22 settembre 2026

Israele e Palestina

Non un passante, ma la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato, Ignazio Benito La Russa, in un’intervista a Peter Gomez ha sostenuto che è giusto sanzionare la Russia, ma non Israele perché molti Paesi vogliono far sparire Israele. Ma è proprio così?

Rovesciamo il ragionamento: se qualche Stato negasse il diritto di esistere alla Russia, a Putin dovrebbero esser tolte tutte le sanzioni?

Nel periodo tra il 1967 (la guerra dei 6 giorni) e il 2026, molti Stati del Medio Oriente che prima negavano il diritto di Israele di esistere, oggi non lo sono più. Il quadro generale dalla fondazione di Israele del 1948 ad oggi è molto cambiato. Rimane isolato solo l’Iran. Addirittura la Giordania ha intercettato e abbattuto dei missili iraniani diretti a Tel Aviv. Egitto e Israele hanno fatto la pace nel 1994. L’Arabia Saudita e Israele collaborano in diversi campi. Così come gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein dal 2020. Comunque, se il mondo fosse un po’ più giusto, Israele dovrebbe essere sanzionato non perché l’Iran vorrebbe distruggerlo, ma per il genocidio di Gaza.

Ma La Russa ribatte che “Hamas nega il diritto d’Israele a esistere”. Non è vero. Il 1° maggio del 2017, scrive il prof. Orsini, a Dhoa, Hamas presentò un nuovo: Document of General Principles and Policies che modificava significativamente il documento fondativo del 1988, nel quale c’era il riferimento della distruzione di Israele che da allora è stato eliminato. Hamas in quelle modifiche aveva accettato il riconoscimento dello Stato di Israele, con la creazione di uno Stato palestinese entro i confini antecedente la guerra del 1967 e con capitale Gerusalemme Est con una soluzione negoziale. Ma il 6 dicembre 2017 Trump, alla sua prima presidenza, distrusse questo tentativo di pace e con fare provocatorio riconobbe Gerusalemme capitale di Israele.

Si chiede sempre Orsini: “Perché in materia di politica internazionale, il livello intellettuale della classe dirigente di Fratelli d’Italia è così basso? Perché La Russa non si vergogna di umiliare la Repubblica italiana con le sue assurdità in difesa di Netanyahu?”.

Lui si risponde così: Quando Meloni è diventata presidente del Consiglio, non aveva alcuna conoscenza della politica internazionale. Ha nominato dirigenti totalmente incompetenti in questa materia, se non per fare propaganda quand’era all’opposizione contro l’Arabia Saudita, ma che adesso protegge con i nostri Samp/T.

Insomma quando la Storia si prenderà cura su quanto sta succedendo, molte delle certezze attuali che in questi anni sono state granitiche sia a destra sia da una parte della sinistra, queste verranno spazzate via dalla realtà dei fatti. Ma quella volta sarà troppo tardi.

lunedì 21 settembre 2026

Vannacci: caccia alle streghe

Il generale Vannacci ha pubblicato la seconda parte del programma politico di Futuro Nazionale. Tra le tante perle ce ne sono alcune davvero bizzarre, come ad esempio: “Il voto plurimo ai genitori in rappresentanza dei figli”. Però non si sa chi dei due lo potrebbe fare: il papà o la mamma. Forse il papà visto che con FN le donne avranno un ruolo ben definito: “fare le fattrici”. C’è poi l’istituzione della “Giornata nazionale della vita nascente”, simile a quella che istituì Mussolini: “Giornata della madre e del fanciullo”. E poi, censurare in Tv nella fascia oraria dalle 6 alle 23 i contenuti televisivi e anche pubblicitari per proteggere gli innocenti dai pervertiti “genderisti/omosessuali”. E qui già qualcuno è preoccupato sulla pubblicità per un mobilificio che vede protagonista Gerry Scotti, il quale fa il nipote e anche la nonna, che vergogna!

Sono in attesa che arrivi un’aggiunta al programma: bruciare sul rogo le streghe, e qui il cerchio si chiuderebbe: ci ritroveremmo gioiosamente nel medioevo.