Nella Striscia di Gaza dopo che il governo criminale di Netanyahu ha perpetrato il genocidio che sappiamo, pochi conoscono la cruda realtà cui vivono oggi oltre due milioni di persone.
La Striscia
è piccola come l’isola di Jersey sulla Manica ed ha la stessa densità di
popolazione del Principato di Monaco. Dopo undici mesi dal cessate il fuoco,
che secondo Trump avrebbe portato la pace e la ricostruzione, stanno morendo
ancora migliaia di palestinesi per il fuoco israeliano, per la fame, per la
mancanza di acqua potabile, per la situazione disastrosa delle strutture sanitarie
e per la vita in baraccopoli piene di topi, di cani randagi, di insetti. I
rifiuti domestici non vengono raccolti e questi attirano gli animali che
portano malattie. Questa situazione ambientale si tradurrà prima o poi in una catastrofe
umana. Oggi l’esercito israeliano occupa
il 65% della Striscia cui non possono vivere i palestinesi. Quindi oltre due
milioni di gazawi sono costretti a sopravvivere in 125 chilometri quadrati. La
densità è di 16.800 abitante per Km quadrato. Da inorridire!
In uno
studio dell’agosto del 2026, lo Shelter Cluster, il dipartimento della Nato che
si occupa delle emergenze abitative, ha indicato che 1,98 milioni di persone
della Striscia, pari al 94% della popolazione, avrebbero bisogno urgente di un
tetto e beni di prima necessità. L’84% delle famiglie vive in condizioni “critiche”
o “catastrofiche”, “con gravi difficoltà al sonno, all’alimentazione, all’illuminazione,
al confort termico e all’igiene”. “Non esiste privacy visto che chi vive nelle
tende le famiglie sono separate da un telo di nylon”. Stanno aumentando le
malattie infettive. Nell’ospedale da campo di Msf arrivano ogni settimana circa
5000 casi di diarrea, di gastroenteriti gravi, epatiti A, infezioni respiratorie,
la scabbia, pidocchi, e altro ancora. I bambini giocano tra i rifiuti in
strada. La salute mentale in queste situazioni viene compromessa. Addirittura
le autorità israeliane bloccano ai valichi gli assorbenti delle donne che
devono usare pezzi di stoffa che poi lavano.
Insomma un quadro che ormai non sta più sulle prime pagine
nei media. E la gente si sta dimenticando del dramma palestinese.
Rimaniamo umani…