La magistrata Giusi Bartolazzi, è stata la capo di gabinetto di Nordio. Si è battuta a favore sul referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, invitando a votare Sì usando linguaggi indecenti per chi occupava certi ruoli: “(la magistratura) è un plotone di esecuzione”. Era anche molto vicina all’ex viceministro della Giustizia Del Mastro, tant’è che in una foto era presente con lui e altri personaggi di rilievo del Dap, in una cena nella famosa “Bisteccheria d’Italia” a Roma, in cui Del Mastro era socio con dei prestanome del clan mafioso Senese che domina nella capitale. Al ministero veniva chiamata la “zarina” per la sua autorità. Ora è sotto processo con l’accusa di aver detto il falso ai pm sul caso Almasri, il criminale egiziano che l’Italia, dopo averlo arrestato come chiedeva la Cpi europea, lo liberò portandolo con un aereo di Stato in Egitto accolto come un eroe.
Ora, un
personaggio così dovrebbe nascondersi e ritirarsi a vita privata per non nuocere più. Invece
ora leggo che la Bartolozzi, dopo la sua uscita dal ministero, ha chiesto e
ottenuto di rientrare in magistratura. Ed ora è un giudice della Corte
d’Appello di Roma. A rendere possibile un ritorno così rapido in magistratura,
è stata una specifica norma voluta dal governo di cui lei stessa, in qualche
modo, faceva parte, che abolisce quanto era previsto nella riforma Cartabia
contro le cosiddette porte girevoli, che ora consente il rientro immediato ai
magistrati che ricoprivano incarichi extra giudiziali ancora fino ad agosto
2026.
Io penso che
tutto sia stato fatto in maniera formalmente corretta. Che rispetta tutte le leggi.
Ma io penso che la regola del buon senso e del rispetto dei cittadini in questo
caso non sia stata rispettata.
Io non mi
farei giudicare dalla giudice Bartolozzi.