sabato 29 agosto 2026

Regalata la portaerei Garibaldi!

Molte volte scrivo dell’informazione malata cui stiamo assistendo. Il caso Ranucci è l’ultimo esempio di informazione al servizio del potere, vedi post precedente.

Ma c’è un altro caso che dimostra come la conoscenza su ciò che avviene nel Paese, se danneggia il potere in questo caso il governo Meloni, l’informazione diventa omertosa e non da la notizia. La vicenda riguarda la portaerei Garibaldi.

La Garibaldi è stata inaugurata da Craxi nel 1985 ed è stata la nostra nave ammiraglia fino al 2011. Ora questa portaerei è stata regalata all’Indonesia e dal 25 settembre si chiamerà: Gajah Mada. Ora è partita dal porto di Livorno con a bordo 250 marinai italiani ed un centinaio di indonesiani scortate dalle nostre fregate per consegnare il regalo italiano direttamente in un porto indonesiano. Tutto questo senza che ci sia stata la possibilità di venire ripreso da delle foto o da dei video, Solo una Tv locale è riuscita a fare un video sfocato per la distanza.

Nel 2019 Georgia Meloni durante la campagna per le europee era salita sulla Garibaldi che era ferma al molo di Taranto e prometteva di usare la nave , “orgoglio nazionale” per la lotta all’immigrazione.

Sette anni dopo in maniera quasi fraudolenta col buio della notte, il governo Meloni sta scortando la Garibaldi per portarla in regalo al presidente indonesiano Prabowo Subianto, ex genero del dittatore Suharto,  morto nel 2008 e celebrato nel 2025 dal genero come un eroe nazionale. Subianto è anche amico di Putin e dei cinesi.

Tutto questo si è saputo grazie ad un articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno di Maristella Massari, L’autorizzazione di entrare nella base è stata rifiutata non solo ai giornalisti, ma anche al parlamentare del M5S Mario Turco, che a suo tempo si era battuto per trattenere la nave a Taranto per trasformarla in un museo galleggiante.

Ma perché questo dono ad uno Stato non democratico com’è l’Indonesia?. Si dice che questo regalo sia propedeutico per una commessa indonesiana per dei sommergibili prodotti da una società privata italiana la Drass. Sergio Cappelleti, il titolare della società, era presente quando la nave salpò, mentre è stata negata la partecipazione ai parlamentari. Per cui questa vicenda ha delle zone d’ombra che devono essere chiarite. E l'informazione è stata omertosa non dedicando nessuna o poca attenzione a questa vicenda.

E dopo tutto questo è lecito farsi un paio di domande: perché tutta questa segretezza? Cosa guadagna l’Italia da questo regalo fatto ad un sodale di Putin e di Xi Jinping?

Ai posteri l’ardua sentenza.

venerdì 28 agosto 2026

La Democrazia italiana è in pericolo

Ormai questa democrazia è guasta. Uno dei poteri più importanti in una democrazia, è l’informazione, che dovrebbe essere il cane da guardia del potere. Mentre il presidente della Commissione Cultura e dell’Editoria della Camera Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, spara a L’Aria che Tira su La 7: ”Ranucci si crede il Che Guevara di Campo Ascolano. Faccio un plauso ai quotidiani “il Giornale”, “Il Tempo”, “La Verità” e “Libero” e ai loro direttori facendo emergere tutti i coni d’ombra di questa vicenda”. Ed ha poi continuato: “Su 404 inchieste dall’insediamento del governo Meloni, il 43,5% (notare la precisione) dell’intera produzione di Report, è stata concentrata su FdL e sulla sua leader”.

Su Ranucci hanno scritto tutto e il suo contrario. “Deve tacere” , ma “deve spiegare i suoi silenzi”. Come scrive Travaglio, la mattina era un satiro divoratore di donne, ma nel pomeriggio aveva rapporti gay con Lavitola e con un attore, poi forse la sera diventa trans. Che ricatta tutti, anzi è ricattato da tutti. Che sta scrivendo un libro a quattro mani con la Boccia. Che è colluso con Gratteri e l’Anm. Che agisce per i 5 Stelle, anzi di Avs, anzi del Pd e quando questi smentiscono, scrivono che lo “stanno scaricando”. Non deve querelare per diffamazione nessuno, mentre ne ha subite molte di temerarie. Deve fare un passo indietro altrimenti “si imbullona alla poltrona”. Libero: “Minaccia la Rai”. La Verità: “Fa pure la vittima”. Che deve prendere lezioni di  etica da Minoli, Vespa, Colosimo, Delmastro, La Russa e del generale Mori, se tutto questo non fosse tragico, si potrebbe dire che una risata li seppellirà. 

Meloni dice che Mollicone è l’uomo più intelligente che lei conosca, ma credo che questa volta abbia preso un granchio anche questo genio. Innanzitutto le inchieste giornalistiche si fanno sempre al potere costituito e la Meloni è da quattro anni al potere. E quando un uomo che presiede una Commissione così importante come quella della Cultura loda dei quotidiani posseduti dall’on. Angelini, deputato della Lega, fa un autogol e si squalifica davanti ai cittadini che hanno ancora il ben dell’intelletto.

Questi giornali di cui sopra, sono al servizio permanente di questa destra, con menzogne sparate in prima pagine. Comunque Mollicone si è dimenticato (forse come genio è un po’ in declino) del “Foglio”, un altro giornale sodale con Meloni.

Nuovo indulto

Quando il campo c.d. progressista chiede conto a Meloni & C. sulla mancanza di sicurezza nel Paese, questi scattano come una molla: noi siamo per la sicurezza dei cittadini e la stiamo combattendo tutti i giorni! Abbiamo fatto diversi decreti sulla sicurezza, come contro i Rave, Cutro, Caivano e altri ancora.

E ci hanno messo anche norme illiberali e repressive, creando ad esempio, grandi difficoltà alle manifestazioni popolari e abbassando l’età per essere incriminato.

Per quanto concerne l’immigrazione illegale usano il solito, logoro slogan: siete voi della sinistra che volete le porte aperte a tutti, mentre noi non li vogliamo e li combattiamo.

Sempre la Meloni &C. ci dicono, che loro sono feroce contro gli stupratori, rapinatori, estorsori, borseggiatori, ladri, spacciatori e  mafiosi. Ma è proprio così?

Il ministro della Giustizia Nordio, per decongestionare le prigioni ha deciso uno “svuota carceri”. Un indulto mascherato, come dicono magistrati come Gratteri e Di Matteo. Nella norma è previsto il c.d. “patteggiamento speciale”. Se durante il processo il tossicodipendente o l’alcolista chiede di accedere al percorso terapeutico, evita il carcere se “la pena detentiva non supera gli 8 (otto!) anni” e se il suo reato è correlato alla sua dipendenza. Per cui se il giudice ritiene gli accusati di stalking, di maltrattamenti in famiglia e altri reati sopra descritti e non ci sono aggravanti, questi soggetti non entrano in carcere. Magari vengono condannati a otto anni di carcere, ma non fanno neanche un giorno di prigione.  A proposito dell’”indulto” per i mafiosi, Di Matteo ci dice che: “la norma prevede soltanto una distinzione relativa alla pena da scontare, che può essere solo residuale: quattro anni per i reati più gravi, compresi quelli di mafia, otto per gli altri”: Sempre Di Matteo, riguardo ai tossicodipendenti, dice: “… non si parla del tossicodipendente autore di un furto per procurarsi una dose, ma di criminali che fanno parte di organizzazioni pericolose e strutturate. Non aver fatto alcuna distinzione, è un atto significativo anche a livello simbolico: il legislatore non vuole distinguere tra i reati di tipo mafioso e gli altri”. Poi alla domanda del giornalista: Ma un tempo i mafiosi non toccavano la droga che spacciavano, Di Matteo risponde:“… La situazione è cambiata: per gestire le piazze di spaccio le mafie assoldano sempre più soggetti con quel tipo di problemi. Lo stesso avviene per i killer: in certi casi le mafie usano tossicodipendenti per compiere reati di sangue. Adesso potranno scontare la pena in strutture di riabilitazione, dove il controllo dello Stato sarà inevitabilmente tenue e affievolito. O persino inesistente”. E gli effetti della nuova legge sugli uffici giudiziari? Di Matteo: “C’erano già migliaia di istanze di scarcerazione, visto che il testo unico sugli stupefacenti prevedeva comunque i domiciliari in alcuni casi. …. Ora arriverà una valanga di richieste difficilmente gestibili dagli uffici e dalle procure”. Come al solito questo governo fa delle leggi che poi sono impossibili da mettere a terra.

La “svuota carceri” è entrata in vigore, ma ci vorranno delle settimane perché diventi operativa. E’ stata approvata dalla Camera il 29 luglio scorso con i voti della maggioranza e l’astensione di Pd e Avs. Ha votato contro il M5Stelle che ha giustificato questo voto, che la 5 Stelle Valentina D’Orso sintetizza così: “Questo provvedimento consentirà a soggetti che si macchiano di reati gravi di non entrare neanche un giorno in carcere. Per cui un tossicodipendente potrà pensare di avere una licenza a delinquere. Potrebbero diventare manovalanza sfruttata dalle organizzazioni criminali, grazie al trattamento privilegiato a loro riservato”. Di questo provvedimento potranno beneficiarne 10.811 tossici e 3.772 alcolisti. Ma il prossimo anno ne potranno usufruire solo 500 perché, lo dice Nordio, sono stati stanziati solo 20 milioni di euro.

Come si può chiamare questo modo di procedere?

Chiacchiere e distintivo.

giovedì 27 agosto 2026

Pragmatismo o imbroglio?

Quando dei politici ci spiegano delle loro scelte e aggiungono che le fanno per pragmatismo, molte volte lo fanno per imbrogliarci. Evidentemente avevano promesso una cosa e ne fanno un’altra.

Un esempio.

Quando La Russa era ministro della Difesa, il governo Berlusconi firmò nel 2008, un Trattato con la Libia di Gheddafi che proibiva all’Italia di attaccare questo Paese o concedere il proprio territorio ad altri di attaccarla. Poi quando nel 2011 la Nato decise di bombardare la Libia, La Russa disse che quel trattato con la Libia era stato superato dagli eventi, sapendo di averlo violato. E questo in politichese si chiama pragmatismo. Dire una cosa e poi farne un’altra. Nella vita comune chi si comporta così viene etichettato come: imbroglione.

Altro esempio.

Quando la Russia firmava il c.d. Memorandum di Budapest nel 1994, che proibiva a Mosca di attaccare l’Ucraina, la Nato era composta da 16 Paesi e quindi 16 eserciti. Nel febbraio 2022 la Nato si era allargata a 30 membri e conduceva esercitazioni militari pure in Ucraina e in Georgia. Oggi la Nato si è ulteriormente allargata a 32 Paesi. Putin si sente circondato dai Paesi Nato, tant’è che per ridurre lo svantaggio nelle armi convenzionali, ha investito in questi decenni nelle armi nucleari che può spazzare via l’Europa nel giro di pochi minuti.

E qui ritorno al confronto tra la Russia e La Russa. Come l’attuale presidente del Senato, anche Putin ha usato la stessa formula. Infatti ha dichiarato dopo l’invasione dell’Ucraina:“Tra il Memorandum di Budapest del 1994 e le esercitazioni Nato in Ucraina del 2021, la situazione è cambiata. I massacri di Kiev contro i civili russo – ucraini del Donbass hanno reso il Memorandum carta straccia, anche perché nel 1994 l’Ucraina era neutrale". Per cui, la Russia, come La Russa con la Libia, decide che il Memorandum di Budapest è stato superato dagli eventi. E anche questo viene chiamato pragmatismo.

Come scrive il prof. Orsini, “Che si tratti di Russia o La Russa, il volto demoniaco del potere è sempre lo stesso”.

 


mercoledì 26 agosto 2026

L'asino non vola

Stiamo osservando tutti i giorni un cambiamento climatico impressionante.  Cresce il disagio sociale in moltissimi cittadini. Aumenta un’opinione pubblica che non si capacita del perché stanno accadendo queste cose, perché ipnotizzata da un'informazione cartacea spesso disonesta, dagli strumenti digitali e dall’Intelligenza artificiale. In Italia, Meloni è concentrata su delle riforme che interessano poco i cittadini che non arrivano a fine mese e sono milioni, come la legge elettorale, premierato e giustizia. Dicevo dell’Intelligenza artificiale (al riguardo ho fatto un post il 21 agosto), è la sintesi di tutto questo malessere e di tutte le questioni, sia ambientali, economiche e politiche. Una tecnologia che inquina e consuma enormi quantità di risorse del pianeta. E’ posseduta da una decina di multimiliardari in prevalenza americani i cui capitali sono superiori alla metà (quasi 4 miliardi di persone) più povera del mondo. Questi decidono quali sono gli argomenti di cui discutere, che dobbiamo conoscere o ignorare, visto che questo nuovo strumento scientemente genera dipendenza e quindi rimbecillimento. Per cui l’Intelligenza artificiale diventa anche un problema democratico. I governi, visto lo strapotere tecnico e finanziario di questi multimiliardari, sono sottomessi a loro. Di fatto governano le sorti del mondo, con guerre per conquistare territori per le famose “terre rare”  necessarie per i loro profitti. Per fare un esempio nel nostro Paese su quanto siano decisivi i c.d. poteri forti sono le banche. Molti vorrebbero che venissero tassate una tantum sui stratosferici guadagni di questi anni, ma Forza Italia non ci sta, perché la famiglia Berlusconi che possiede delle azioni della banca Mediolanum, dice no, e quindi Tajani è costretto a bloccare tale scelta. Ha vinto la finanza ed ha perso la politica con la “P” maiuscola.

Occhi aperti dunque e cervello sveglio, altrimenti questi ci convincono che l’asino può volare.

martedì 25 agosto 2026

E' questa la geopolitica?

Il criminale ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, aveva escogitato un’idea degna dei peggiori uomini di potere della storia. Voleva creare un fossato attorno al carcere di massima sicurezza di Ketziot, nel deserto del Negev. L’idea era di portare poi dei coccodrilli del Nilo per impedire delle eventuali evasioni. Gli ospiti di questo carcere sono in larga parte dei palestinesi catturati dopo il massacro del 7 ottobre.

Un’associazione animalista ha fatto ricorso. Ma non per tutelare i diritti umani dei carcerati, ma per la difesa del benessere dei coccodrilli! Il tribunale ha dato ragione agli animalisti, ma non ha stigmatizzato la mancanza totale della dignità umana di questo progetto.

Immaginate se lo stesso fatto fosse accaduto a Mosca, oppure a Teheran. Sarebbe scattata una canea e immediatamente qualcuno avrebbe chiesto a gran voce nuove sanzioni. Ma questa indegna proposta viene da Israele, quella che chiamiamo senza arrossire: l’unica democrazia mediorientale. Per cui le reazioni sono state minime e tutto è passato sotto silenzio nel mondo.

E’ questa la geopolitica?

lunedì 24 agosto 2026

Un nuovo indulto

Quando il campo progressista chiede conto sulla sicurezza a Meloni & C., questi scattano come una molla dicendo che la sicurezza per loro è al primo posto. E poi usano l'altro logoro slogan: Siete voi di sinistra che volete le porte aperte a tutti coloro che vorrebbero entrare in Italia illegalmente, mentre noi non li vogliamo e li combattiamo perché tra loro ci sono sicuramente degli stupratori, rapinatori, estorsori, borseggiatori, ladri d’appartamento, spacciatori e addirittura mafiosi.

Ora il ministro della Giustizia Nordio, per decongestionare le prigioni ha deciso uno “svuota carceri”. Un indulto mascherato, come dicono magistrati come Gratteri e Di Matteo. Nella norma è previsto il c.d. “patteggiamento speciale”. Se durante il processo il tossicodipendente o l’alcolista chiede di accedere al percorso terapeutico, evita il carcere se “la pena detentiva non supera gli 8 (otto) anni” e se il suo reato è correlato alla sua dipendenza. Per cui se il giudice ritiene gli accusati di stalking, di maltrattamenti in famiglia e non ci sono aggravanti, questi soggetti non entrano in carcere.  A proposito dell’”indulto” per i mafiosi, Di Matteo ci dice che: “la norma prevede soltanto una distinzione relativa alla pena da scontare, che può essere solo residuale: quattro anni per i reati più gravi, compresi quelli di mafia, otto per gli altri”: Sempre Di Matteo, riguardo ai tossicodipendenti, dice: “… non si parla del tossicodipendente autore di un furto per procurarsi una dose, ma di criminali che fanno parte di organizzazioni pericolose e strutturate. Non aver fatto alcuna distinzione, è un atto significativo anche a livello simbolico: il legislatore non vuole distinguere tra i reati di tipo mafioso e gli altri”. Poi alla domanda del giornalista: Ma un tempo i mafiosi non toccavano la droga che spacciavano, Di Matteo risponde:“… La situazione è cambiata: per gestire le piazze di spaccio le mafie assoldano sempre più soggetti con quel tipo di problemi. Lo stesso avviene per i killer: in certi casi le mafie usano tossicodipendenti per compiere reati di sangue. Adesso potranno scontare la pena in strutture di riabilitazione, dove il controllo dello Stato sarà inevitabilmente tenue e affievolito. O persino inesistente”. E gli effetti della nuova legge sugli uffici giudiziari? Di Matteo: “C’erano già migliaia di istanze di scarcerazione, visto che il testo unico sugli stupefacenti prevedeva comunque i domiciliari in alcuni casi. …. Ora arriverà una valanga di richieste difficilmente gestibili dagli uffici e dalle procure”. Come al solito questo governo fa delle leggi che poi sono impossibili da mettere a terra.

La “svuota carceri” è entrata in vigore, ma ci vorranno delle settimane perché diventi operativa. E’ stata approvata dalla Camera il 29 luglio scorso con i voti della maggioranza e l’astensione di Pd e Avs. Ha votato contro il M5Stelle che ha giustificato questo voto, che la 5 Stelle Valentina D’Orso sintetizza così: “Questo provvedimento consentirà a soggetti che si macchiano di reati gravi di non entrare neanche un giorno in carcere. Per cui un tossicodipendente potrà pensare di avere una licenza a delinquere. Potrebbero diventare manovalanza sfruttata dalle organizzazioni criminali, grazie al trattamento privilegiato a loro riservato”. Di questo provvedimento potranno beneficiarne circa 10.811 tossici e 3.772 alcolisti. Ma il prossimo anno ne potranno usufruire solo 500 perché, lo dice Nordio, sono stati stanziati solo 20 milioni di euro.

Come si può chiamare questo modo di procedere?