Il No ha vinto. E tra i protagonisti di questa grande vittoria, sono i ragazzi dai 18 ai 34 anni che hanno trainato la grande vittoria del No col loro 60%. Ora pochi hanno notato il sopruso del governo Meloni che non ha permesso a studenti, a lavoratori fuori sede di votare nel luogo in cui studiano o lavorano. Sono milioni i cittadini che se avessero potuto avrebbero votato molto probabilmente a grande maggioranza per il No. Ecco spiegato l’ennesimo sopruso di questa destra meloniana. Non hanno voluto che alcuni milioni di cittadini votassero al referendum perché erano certi che fossero più per il No e non avevano sbagliato. Per cui quando questa destra si rallegra per la grande partecipazione al voto referendario. Che ci dice che è una manifestazione di grande democrazia, ci stanno imbrogliando visto che hanno di fatto vietato a milioni di elettori fuorisede di recarsi alle urne.
Il blog di Anilo Castellarin
mercoledì 25 marzo 2026
martedì 24 marzo 2026
Israele e la tortura
La relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi, Francesca Albanese, ha scritto un report sull’uso della tortura da parte di Israele. Una tortura usata per completare la sua politica di genocidio del popolo palestinese.
Scrive: “La tortura è sempre stata un elemento
centrale della politica di espropriazione dei palestinesi da parte di Israele.
Tuttavia , dall’ottobre 2023, Israele ha fatto ricorso alla tortura su una
scala che fa pensare a una vendetta collettiva e a un intento distruttivo”.
Sono
aumentati gli arresti e detenzioni amministrative dopo il 7 ottobre 2023, con
oltre 18.500 arresti di palestinesi, tra cui almeno 1.500 bambini. Dei 9.245
palestinesi detenuti, solo 1.330 lo sono per una condanna, 3.300 in custodia
cautelare e 3.500 in detenzione amministrativa senza permesso. Circa 4.000 sono
scomparsi e sono ritenuti morti.
Secondo Albanese, questo qualifica il reato di tortura secondo le Convenzioni internazionali. Ha
poi proseguito: “I trattamenti crudeli, inumani o degradanti, la privazione,
le minacce e l’insicurezza imposta attraverso i loro effetti cumulativi e
prolungati, possono insieme infliggere una grave tortura psicologica su larga
scala nell’ambito di un contesto di tortura”. Albanese precisa che questi
dati sono ottenuti “tramite contributi
scritti, tra cui oltre 300 testimonianze raccolte da numerose organizzazioni,
nonché attraverso consultazioni a distanza con esperti giuridici e sopravvissuti
alla tortura (…) comprese le testimonianze di informatori israeliani”. “Sebbene la tortura si verifichi anche al di
fuori dei contesti di genocidio, ogni genocidio comporta alcune forme di
tortura (…) A Gaza, Israele ha trasformato l’intera Striscia in un campo di
tortura a cielo aperto, dove nessun luogo è sicuro e ogni aspetto della vita quotidiana
è organizzato per produrre paura permanente, dolore e umiliazione, dalle
evacuazione forzate tra percorsi segnati dai raid, alle zone umanitarie
bombardate, fino all’uso della fame come arma”.
Albanese ci
spiega poi che “il caso di Gaza è come un
caso di tortura generalizzata. La stessa logica si applica in Cisgiordania,
dove il “continuum carcerario” di muri, check point e sorveglianza creato dall’occupazione
si è esacerbato dopo il 2023”.
E chiude
dicendo che :”La tortura dei palestinesi
non è più solo un crimine diffuso, ma un ingranaggio strutturale del genocidio
in corso e dell’architettura coloniale israeliana”.
C’è ancora
qualcuno che pensa che Netanyahu e la sua banda siano delle personcine che
meritano il nostro rispetto?
Io penso
siano solo dei criminali che usano il proprio potere in maniera delinquenziale.
E non tacciatemi da antisemita, non lo sono e non lo sarò mai, ma sono nemico di
Netanyahu, Ben-Gvir, Smotrich e compagnia cantando, che sono degli avanzi di galera.
lunedì 23 marzo 2026
Ha vinto il No!
SCAMPATO PERICOLO.
Ha vinto
nettamente il NO!
EVVIVA!
Sono dei sepolcri imbiancati
Trump e la sua banda di gangster, sono dei farisei, dei sepolcri imbiancati all’ennesima potenza. Sono degli invasati. Giustificano i bombardamenti con la morte di migliaia di uomini, donne e bambini, come se fossero voluti da Dio. La scena nella sala ovale alla Casa Bianca con in pastori evangelisti in preghiera e in estasi per Trump, rimarrà negli annali come un fatto memorabile, la dimostrazione di come le religioni siano usate strumentalmente.
Il
sottosegretario alla Difesa (Guerra?) Usa, Pete Hegseth, ha dichiarato con toni
messianici riguardo la guerra in Iran: “Con
la nostra forza schiacciante il nostro esercito farà piovere morte e distruzione
sugli apocalittici nemici iraniani”. Ha poi chiesto al popolo americano di
pregare in ginocchio “nel nome di Gesù Cristo”. “I mullah sono disperati e in preda al
panico”. Durante un incontro al Pentagono, Hegseth ha recitato il salmo 144
della Bibbia: “Benedetto sia il Signore,
mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra e le mie dita alla battaglia”.
E in una intervista alla Cbs ha detto: “Stiamo
combattendo contro fanatici religiosi (urca, detta da lui) che cercano di dotarsi di armi nucleari per
una sorta di Armageddon religioso”, seguito da un paradosso: “Ovviamente sono uomo di fede che incoraggia
le nostre truppe ad affidarsi alla propria fede e confidare in Dio”. E
ancora: “Le nostre capacità sono migliori.
La nostra volontà è migliore. La provvidenza di Dio onnipotente è lì a
proteggere queste truppe e noi siamo impegnati in questa missione”. E’
convinto che bombardare, uccidere uomini, donne e bambini sia una missione
voluta dal suo Dio onnipotente.
Hesgeth ha
sul petto tatuato la croce di Gerusalemme
simbolo delle crociate. Vicino c’è la scritta: “Dio lo vuole”. Che è il grido
di battaglia dei cristiani che andavano alle crociate.
Insomma, l’amministrazione
Trump è certa che le guerre scatenate dal capo banda, siano lecite e volute da
Dio stesso.
Io rinchiuderei questi invasati in qualche manicomio per evitare ulteriori danni al mondo.
domenica 22 marzo 2026
Due povere indigenti
Una signora che vive a Lomazzo in provincia di Como, la 67enne Juna Scafetta invalida all’80% e una pensione sociale di 630 euro, dovrà pagare a Daniela Santanchè, 58mila euro per averla insultata in un post.
Tutto nasce
la vigila di Natale dello scorso anno in cui la Santanchè con pelliccia e
colbacco di ordinanza, augurava da Cortina buone feste a chi lavora. Sul post è
partita una valanga di insulti diretti alla ministra. E qui, come scrive sul
Fatto Thomas Mackinson, Santanchè ha dato mandato ad un avvocato famoso per
essere capace di “monetizzare” l’odio social passando in rassegna i vecchi post
e inviando le raccomandate agli autori, con gli inviti a pagare i danni pena il
trascinamento in un processo per diffamazione. Tra questi c’è la nostra Juna
che, dopo aver visto gli auguri da Cortina della Santanchè, ha scritto di
getto: “Ma vai a fanculo faccia di
merda”.
Dopo aver
ricevuto la raccomandata, la signora quasi sviene: “Ho cominciato a tremare e piangere. Non sapevo cosa fare. Abito in
una casa popolare, vivo con 630 euro di pensione, da me cosa possono
prendere?”. E a proposito della frase incriminata la signora ha spiegato
che “quando ho visto che faceva gli
auguri, ma non pagava i dipendenti, sfoggiando vestiti da mille euro, ho visto
nero e ho scritto mossa dalla rabbia”. Ora l’indigente querelata può far
valere l’attenuante della provocazione. Ma poi c’è l’altra parte della storia
che fa incazzare anche il sottoscritto. Nel 2015, scrive sempre Mackinson, la
Santanchè venne condannata a risarcire l’Unione delle Comunità Islamiche
d’Italia per averle definite in Tv “organizzazione
integralista”. Lei rispose arrogantemente: “Mi pignorino anche lo stipendio, non pagherò mai”. Ma poi su suo
ordine fece scrivere dai suoi legali in gran silenzio, di “essere in gravi difficoltà economiche”. E così il giudice le
accordò di saldare i restanti 14.146 euro in 18 comode rate da 786 euro
mensili. In quel momento Santanchè era parlamentare, aveva un’azienda quotata in
borsa, azioni del Twiga e una villa di proprietà a Milano di 980 metri quadri,
con sauna, piscina in madreperla e servitù. E si è fatta passare per una
persona indigente!
Certo la
signora Scafetta ha sbagliato, non si offende in modo così sguaiato nessuno, ma
io penso che la Santanchè se ha ancora un briciolo di umanità dovrebbe
“perdonarla”. Ed è pure una sua collega visto che ha chiesto ad un tribunale di
essere come lei in “gravi difficoltà
economiche”. Praticamente sono simili: due povere indigenti.
AL
REFERENDUM VOTATE NO!
sabato 21 marzo 2026
Votiamo NO!
Ecco un documento redatto dalle Camere Penali Italiane il 1° agosto 2019 in relazione al progetto di riforma del ministro di allora Bonafede.
“Quanto alle norme che riformano alcune parti dell’ordinamento
giudiziario, esse sono fuori sacco inserito dal ministro senza mai averci
nemmeno consultato. Su di esse ci limitiamo a osservare che la riforma dell’ordinamento
giudiziario non si improvvisa con qualche norma-spot, meno che mai introducendo
il sorteggio per le elezioni dei membri del Csm, una autentica umiliazione
delle regole democratiche e dei principi costituzionali sull’elettorato attivo
e passivo…”
Ora le
Camere Penali sembra abbiano cambiato idea e su questa giravolta il pm di
Napoli, Henry John Woodcock scrive: “Se è
vero che, come si dice, le persone intelligenti cambiano idea, in questo caso,
senza dubbio, i Signori Avvocati dell’Unione delle Camere Penali hanno superato
ogni immaginabile previsione”.
E continua:
Farò campagna elettorale per il No usando le stesse parole dellUCPI perché
ritengo sia “un’autentica umiliazione
delle regole democratiche e dei principi costituzionali sull’elettorato attivo
e passivo, perché umiliare cittadini e magistrati non serve a nessuno e men che
mai agli avvocati, che dei magistrati sono i principali interlocutori”.
Poi sempre
Woodcock ha dato dei numeri molto interessanti, che sono difficili da reperire
nei nostri media. Nel 2024, nel nostro Paese su circa 445mila processi penali,
circa 429mila si sono svolti e sono stati definiti innanzi al Giudice di Pace e
al Giudice monocratico, nei quali la funzione della pubblica accusa è svolta da
un avvocato e, tra l’altro, nel caso dei processi che si celebrano innanzi ai
Giudici di pace, lo stesso Giudice è un avvocato, e ciò appunto per dire alla
base di tanta energia e di tanto impeto nell’invocare i principi del “ giusto
processo” vi è sempre e solo attenzione per i processi di “serie A”, e cioè per
i processi a carico degli imputati che, tendenzialmente, possono permettersi di
pagare bravi avvocati; insomma la “solita
giustizia di classe”.
E’ un
momento molto importante per la nostra democrazia. Sette articoli della
Costituzione non si cambiano per motivi non molto chiari!
AL
REFERENDUM DI DOMANI E LUNEDI’, METTETE LA CROCE SUL NO.
Restiamo umani
L’attenzione del mondo è ora rivolta quasi totalmente verso l’aggressione all’Iran da parte di Israele e Usa. Il motivo è semplice e si chiama: gas e petrolio. I morti di questa guerra non contano. E anche in Ucraina, a Gaza e in Cisgiordania, la gente continua a morire.
Eccone un
esempio.
Una
settimana fa, nella notte tra sabato e domenica è stata massacrata la famiglia
palestinese di Bani Odeh. Sono morti trucidati all’interno della loro auto dalla
polizia di frontiera, il figlio Mohammed di cinque anni, Otyman di sette, cieco
e con bisogni speciali, la madre, Waad Bani Odeh di 35 anni e il padre Ali Bani
Odeh di 37 anni. Sono sopravvissuti due fratellini. L’undicenne Khaled ha raccontato di aver
sentito piangere la madre e il padre prima che venissero uccisi. Dopo la
sparatoria la polizia ha trascinato fuori dalla macchina crivellata di colpi il
ragazzo che ha sentito dire da uno degli agenti: “Abbiamo ucciso dei cani”, così ha dichiarato all’agenzia Reuters. Ma l’obbrobrio non è finito. Ad
una ambulanza della Croce Rossa palestinese è stato impedito di avvicinarsi all’auto
crivellata di colpi. Questa famiglia stava rientrando a casa dopo aver fatto
degli acquisti. La versione della polizia israeliana dice che dopo l’alt l’auto
dei palestinesi ha accelerato e che sentendosi minacciati hanno risposto al
fuoco. L’esercito israeliano in un comunicato ha dichiarato: “Di conseguenza quattro palestinesi che si
trovavano nel veicolo sono stati uccisi”.
Mentre Ajith
Sunghay, capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite nei territori occupati ha così
commentate il grave episodio: “Gli
attacchi riflettono un disprezzo totale per la vita dei palestinesi. L’impunità
sta alimentando un aumento delle uccisioni, degli sfollamenti, degli espropri,
e una maggiore sofferenza per i palestinesi in tutto il territorio occupato”.
E questo è vero. Questi fatti avvengono perché i banditi che fanno questi massacri sono tutelati dal governo canaglia di Netanyahu e in modo speciale dal ministro delle Finanze, nonché ministro “aggiunto” alla Difesa con poteri speciali nella gestione dei Territori Palestinesi Occupati, Bezalel Smotrich. Ecco alcune sue dichiarazioni: “( sono) fascista e omofobo”; “vorrei essere il boia dei palestinesi”; “I palestinesi? Non esistono”; “Ben- Gurion, (il fondatore di Israele), avrebbe dovuto finire il lavoro e cacciare tutti gli arabi da Israele quando è stato fondato; “Bisogna radere al suolo il villaggio di Huwara”.
E questo è il boia dei palestinesi. Ma non dimentichiamoci che a Gaza,
Israele ha nuovamente ridotto gli aiuti alimentari nella striscia mentre 100mila bambini
rischiano la malnutrizione acuta che non significa “solo” che soffrono la fame,
ma che il corpo divora letteralmente se
stesso.
Come è facile capire, certo che il gas e il petrolio sono importanti per la nostra Società,
ma questi drammi che avvengono sotto i nostri occhi, se vogliamo rimanere umani,
non devono lasciarci indifferenti. Non devono essere dimenticati.