venerdì 9 ottobre 2026

Emergency: firma contro le guerre

Emergency ha indetto una raccolta firme per un referendum per fermare la militarizzazione della società italiana. Hanno già aderito 650 Comuni, 1.500 scuole e 300 festival e luoghi della cultura. In Italia ed in Europa stanno riabilitando la guerra come fosse uno strumento ordinario nei conflitti tra Paesi. Vogliono un riarmo folle entro il 2030, l’anno che i guerrafondai ci dicono la Russia ci attaccherà. Se fosse vero, mi chiedo perché la Russia dovrebbe attendere il 2030 ad invaderci quando saremo armati fino ai denti? Evidentemente questi dott. Stranamore ci prendono per scemi. Eppure la nostra Costituzione all’art. 11 parla chiaro: “L’Italia ripudia la guerra”.

Eppure sembra che i vari dott. Stranamore che ci governano in Italia ed in Europa, vogliano creare nella gioventù uno spirito bellico per prepararli a combattere e aggiungo, a morire.

La legge 230 del 1998 ha riconosciuto l’obiezione di coscienza al servizio militare. La fine della “guerra fredda” ha comportato una forte riduzione delle strutture militari, del personale e la “sospensione” della leva obbligatoria. Per cui la leva non è stata cancellata. Può essere ripristinata con un semplice decreto del presidente della Repubblica, dopo una deliberazione del Consiglio dei ministri, tutto questo nel caso di gravi crisi internazionali o addirittura di guerra. 

E quindi i Comuni continuano a compilare  le liste di leva, perché in ogni momento i giovani potrebbero essere chiamati alle armi. E non c’è più il diritto di obiezione.

Ed è per questo motivo che Emergency sta raccogliendo le firme per ripristinare il diritto all’obiezione di coscienza per i giovani iscritti nei Comuni nelle liste di leva. E vorrebbe anche fosse un contributo per far emergere il rifiuto di molti cittadini della militarizzazione che il potere vuole imporci, convincendoci che la guerra è inevitabile.

Le firme vengono raccolte collegandosi al sito: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open7700001

Un delirio bellico

Il ministro della Difesa Crosetto non ci fa mancare nulla.

Un documento ufficiale in un supplemento dell’Aeronautical information regulation and control (Airac) S56/26 e dell’Aeronautical Information Publication (Aip Italia) con cui L’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) comunica ai piloti di linea civili, le restrizioni dello spazio aereo per l’esercitazione Nato Steadfast Noon 2026, dedicata, udite udite, all’impiego delle armi nucleari Usa schierate in Europa. La data dell’esercitazione va dal 13 al 20 ottobre prossimo.

Si parla di una esercitazione multinazionale su larga scala con operazioni aeree e navali sui territori nazionale e internazionale sul mar Tirreno. Convergeranno dalle basi aeree di Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani, aerei militari, tiri e attività di droni.

Insomma si continua a prepararsi alla guerra. A fare esercitazioni militari sempre più vicine. Io penso che questi Crosetto e amici, non possono non sapere che continuando su questa linea, prima o poi succederà un incidente che potrebbe creare i presupposti di una guerra mondiale con le conseguenze che conosciamo.

E allora cerchiamo di fermare questi folli o forse folli non sono, perché hanno degli interessi da difendere.

Comunque tutto questo mi sembra un delirio bellico molto pericoloso.

giovedì 8 ottobre 2026

Il più pulito ha la rogna

Se uno non ha il prosciutto negli occhi e non è in malafede, sa che l’Ucraina non potrà mai vincere la guerra con Russia. Questo è dettato dal buon senso e dalla logica.

Molti si stanno accorgendo che questa guerra è cominciata male e sta finendo peggio per gli ucraini, per i russi e per gli europei, anche se molte sacche dell’informazione in Italia ed in Europa sono fermi al: “Bisogna aiutare l’Ucraina fini alla sconfitta della Russia”. Una puttanata, ma molto pericolosa.

Recentemente sono usciti dei sondaggi su cosa ne pensano i cittadini ucraini su questa guerra. Questo sondaggio è stato confezionato dal KIIS, Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev. I numeri che sono usciti ci fanno capire molte cose.

Il 75% degli ucraini vogliono metter fine alla guerra con la Russia. Dicono però che questo “non implica la disponibilità a far concessioni alla Russia”, riguarda solo la possibilità di iniziare dei negoziati con la Russia. Il 21% è contro i negoziati e solo il 4% è indeciso. E qui siamo al risultato della grande menzogna che in questi anni gli ucraini hanno assorbito dalla disinformazione che vige in  Ucraina e in Europa. Pensate, “il 79% ritiene che l’Ucraina vincerà la guerra: il 47% ne è convinto, mentre il restante 32 è propenso a pensarlo”. Incredibile i danni che può fare un'informazione malata.

Dopo questi numeri, il direttore del KIIs, Anton Hrusheskyi, ha commentato: “Nonostante l’intensificarsi del terrore russo contro la popolazione civile e la reazione dei nostri partner occidentali, non sempre decisa o supportata da azioni concrete, gli ucraini sono pronti a sostenere il peso della guerra e a proseguire fino al raggiungimento di una pace accettabile”.

Intanto la guerra si trascina da oltre quattro anni con centinaia di migliaia di morti, altrettanti feriti, distruzioni e patimenti di milioni di persone e pensare che una delle cause di tutto questo massacro nasce dalla volontà occidentale di portare la Nato in Ucraina.

Questo è il classico caso in cui: “il più pulito ha la rogna”.

 

mercoledì 7 ottobre 2026

Politica politicante in Sicilia

Ecco un esempio di politica politicante. Una politica autoreferenziale che dei bisogni dei cittadini se ne frega allegramente.

In Sicilia il tempo del presidente della regione Schifani sembra finire. Tajani e il commissario di FI in Regione Minardo, chiedono un “cambiamento”, una “discontinuità” nell'amministrare la Regione. Praticamente nel linguaggio politico è un licenziamento. Schifani vorrebbe ricandidarsi a governatore della Sicilia, ma lo hanno di fatto sfrattato. Dicono: “Serve un atto di responsabilità e generosità per il cambiamento”. Schifani ha reagito dicendo “di prendere atto e che farà le sue valutazioni”. Mentre due giorni fa aveva espresso la volontà di ricandidarsi. Sembra che tutto questo nasca dalla volontà di candidare Giorgio Mulè. Ed ecco che ora emerge il problema nella politica politicante: bisogna dare un ruolo importante a Schifani come buonuscita. Forza Italia lo vorrebbe mandare al Csm, Ma il cittadino avveduto si chiede: Schifani è adatto a coprire quel ruolo così delicato? Questa è una compensazione che grida vendetta. Ma Schifani ha già fatto sapere che quel ruolo non gli interessa. E allora c’è l’intenzione di FI di dargli alle prossime elezioni politiche un seggio sicuro al Senato. Tanto è facile con il Melonellum con i capilista bloccati.

Ecco questo è un esempio su come la politica sia degradata. E la cosa più grave è che molti cittadini non si scandalizzano per questo “mercato delle vacche”.

No signori! Questa non è politica, ma una presa per il culo verso quei cittadini elettori che credono ancora che la politica sia una cosa seria.

martedì 6 ottobre 2026

Crosetto e i bunker

Sempre a proposito dei seminatori di paura. Il ministro della Difesa Crosetto, fa delle dichiarazioni folli che fanno sembrare l’Italia un Paese in guerra.

Ad esempio. Al Senato nella sua audizione sul ddl per il “rafforzamento e adeguamento della capacità di difesa nazionale” dice, dopo aver descritto un Paese che ha troppi vincoli prima di decidere: “Devo fare un bunker che non ho, non posso pensare agli stessi tempi di approvazione che ho per fare una casa privata: stessi tempi, stesse procedure, stesse normative, stesse valutazioni, stessi passaggi burocratici”. Chiaro no, per Crosetto dobbiamo prepararci al peggio. Quando il nemico è alle porte, le regole vanno cambiate, non serve rispettarle. “Se c’è di mezzo la Difesa, bisogna accelerare”. Dopo il suo intervento, ha parlato il capo di Stato maggiore, Portolano che spinge per avere un bacino di riservisti . Serve poi una componente di riserva che favorisca il ricambio generazionale, “con personale giovane da impiegare prontamente in teatro (di guerra!!!)”.

Cosa dobbiamo pensare se i due personaggi più importanti della nostra difesa, parlano questo linguaggio, come se alle porte ci fossero i cosacchi, pronti a far abbeverare i loro cavalli nelle fontane romane.

Se non fosse così seria la questione, sarebbe altamente ridicola. Ma qui si parla del nostro futuro. Se le armi diventano più importanti del Welfare, della Sanità, della Scuola,  il nostro avvenire e per le prossime generazioni sarà drammatico.

Svegliamoci e lasciamo questi pericolosi dott. Stranamore al loro destino.

lunedì 5 ottobre 2026

Attenti ai seminatori di paura

Ma perché Putin dovrebbe attaccare l’Europa?

Ormai molti sono convinti che la guerra con la Russia sia inevitabile. Ma perché!! Addirittura Calenda un mese fa ha previsto l’attacco russo in autunno. Roba da Tso.

Certo gli allarmi mediatici portano a questo. Ma tutti gli Sos sono davvero accaduti? Per esempio il governo lituano attraverso il giornale spagnolo El Mundo, ha svelato che Putin sta preparando attacchi contro la Francia, Spagna e Italia. Tutta la claque guerrafondaia ha cominciato a sparare (è il caso di dirlo) contro coloro che non vedono nella Russia un pericolo. Ma il giorno dopo tutti i governi coinvolti hanno smentito questa bufala totale. Mi chiedo: perché tutti coloro che hanno preso per buona una notizia così grave non hanno fatto dei semplici ragionamenti: Perché Putin dovrebbe attaccare Francia, Spagna e Italia? Qual è il movente? Quale sarebbe il suo vantaggio? Quali sarebbero le sue possibilità di vittoria? Domande semplici di buon senso, ma che non sono utili  per coloro che vogliono che la guerra in Ucraina continui.  E’ così che funziona la macchina della paura. Inventando fatti. Interpretando situazioni che poi si rivelano inesistenti, chiamandola: guerra ibrida.

Come spiega Pino Corrias, Il politico lancia l’allarme. L’intelligence spiega lo scenario. Il generale conferma. Il giornale lo illumina. Il talk show convoca l’esperto. L’esperto amplifica il pericolo. Il pericolo penetra nell’opinione pubblica che lo assorbe, senza farsi troppe domande sulla spesa prevista. Senza chiedersi a cosa si dovrà rinunciare, visto che i bilanci dello Stato non sono il miracolo dei pani e dei pesci e dei Leopard. E così il prossimo riarmo ci costerà in sanità, scuola, salari, benessere e coesione sociale. Sempre Corrias scrive che i data center hanno censito 48.035 attentati islamisti dal 1979 al maggio 2021 con almeno 210.138 morti. Ma il 91,7 % delle vittime era nei Paesi musulmani. L’Europa ha avuto 789 morti in 42 anni. Gli Usa hanno avuto nello stesso periodo 3.121 morti concentrati quasi tutti in un sol giorno, l’11 settembre 2001. Eppure la nostra vita è cambiata. Istituendo leggi speciali, metal detector, liquidi sequestrati negli aeroporti, scarpe tolte, cestini trasparenti, telecamere, terroristi dietro ogni trolley. Paranoia totale. Mentre le guerre erano dislocate in Iraq, Afghanistan, Siria, Iran, Libia, Libano,Somalia, Yemen.

Per cui il punto non è assolvere Putin, ma essere teste pensanti e non farsi prendere in giro dai seminatori della paura.

domenica 4 ottobre 2026

Ranucci, la giudice e la Destra

E questi sarebbero i famosi “garantisti”.

La magistrata che si occuperà del caso Ranucci è la stessa che si era occupata del caso Almastri e che chiese l’autorizzazione alle Camere per processare per il rilascio del torturatore egiziano, Nordio, Piantedosi e Mantovano, dopo che la Corte Penale Internazionale ne aveva chiesto l’arresto. Questa magistrata si chiama Donatella Casari.

Ora è nel mirino della destra perché dovrà giudicare se Ranucci dovrà essere reintegrato come conduttore di Report alla Rai, se non ci sono motivazioni che giustificano la scelta della Rai meloniana di allontanarlo dal programma.

Ebbene i media fiancheggiatori, Tv e giornali, di questa destra al potere, stanno sparando contro questa giudice, perché sono abbastanza convinti che Ranucci possa essere reintegrato al suo posto a Report. Una trasmissione, non dimentichiamolo, che da tantissimo tempo è sotto gli strali di questa destra per le numerose inchieste di Report sui loro partiti.

E quindi in vista del verdetto della giudice, sparano contro di lei usando la tecnica preventiva: questa è una giudice politicizzata di sinistra, vedi i casi Almastri e le archiviazioni dell’ex premier Conte e il ministro Speranza denunciati da migliaia di cittadini ai tempi del Covid. Il Giornale in prima pagina spara: “Come è finito il fascicolo di Ranucci nelle mani della giudice che voleva processare i vertici del governo Meloni?”, insinuando in tal modo che la giudice è prevenuta verso la destra. Oppure La Verità che intitola: “La toga di Ranucci voleva processare Nordio”. La volpe Gasparri spara: “Ci diranno che è un caso, che non c’è nulla di preordinato. Ma nessuno ci può vietare di pensar male o di avere qualche pregiudizio”. Pittalis, deputato  di FI: “La scelta è quantomeno singolare”. E la Giusi Bortolotti, ex capo di gabinetto di Nordio, imputata per false informazioni proprio sul caso Almasri: “Se è un caso… è un bel caso per Ranucci”. Insomma, questi personaggi sapendo che non ci sono motivi validi per cacciare Ranucci da Report e quindi probabilmente la sentenza sarà favorevole al conduttore  per essere reintegrato nel programma Tv, si preparano a sparare contro la giudice. Se invece la sentenza della giudice Casari sarà sfavorevole a Ranucci, tutti zitti e mosca. Ma ecco perché sarà la giudice Casari a decidere tra la Rai e Ranucci. Il presidente del Tribunale di Roma Lorenzo Pontecorvo ha fatto una dichiarazione per rispondere alle insinuazioni che ho  evidenziato sopra: “…l’assegnazione del fascicolo relativo alla controversia promossa da Sigfrido Ranucci è avvenuta nel rispetto delle analitiche disposizioni tabellari vigenti da anni, le quali, mediante meccanismi automatici, assicurano l’osservanza del principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge”.

Per cui i giornalisti e non solo che hanno fatto quelle insinuazioni, o sono degli emeriti incompetenti che non conoscono le leggi, oppure sono in malafede. Io personalmente propendo per la seconda ipotesi.