Su “ordine” di Trump i Paesi Nato devono raggiungere entro il 2035 il 5% di Pil per difesa e sicurezza. 3,5% in armi e 1,5% in infrastrutture e industria militare. E ovviamente Meloni ha accettato senza battere ciglio la richiesta del bandito Usa, contrariamente allo spagnolo Sanchez. I costi sarebbero stratosferici per il nostro Paesei: 80/85 miliardi di euro l’anno per le armi per un totale con le infrastrutture di 115/120miliardi annui centrando l’obiettivo del 5%. Una montagna di soldi che non abbiamo. Secondo la Sipri di Stoccolma nel 2020 – 2024 il 64% delle importazioni di grandi sistemi d’arma dei membri europei della Nato, arrivava dagli Usa, contro il 52% del quinquennio precedente. Sull’energia, nel 2025 l’Unione europea ha importato dagli Usa il 58% del Gnl (gas liquefatto). L’Ue compra più gas e armamenti Usa con il risultato di diventare più militarizzata e più dipendente, ma anche più esposta al confronto con la Russia, una potenza nucleare. Per cui la Meloni che segue pedissequamente i desiderata di Trump è una patriota degli Usa e non dell’Italia. A me pare sia così visto le sue scelte,
Annie
Jacobsen nel suo libro “Guerra nucleare” ha dipinto uno scenario da brividi.
Ha spiegato
minuto per minuto ciò che potrebbe accadere dopo un singolo lancio: allerta,
identificazione e decisione sulla risposta. Lei scrive che bastano 72 minuti
per arrivare ad una guerra termonucleare su vasta scala, perché le decisioni si
devono prendere in pochi minuti, magari sulla base di informazioni incomplete.
Quindi quando qualcuno vi dice che si può controllare una eventuale escalation,
vi sta raccontando una cosa sbagliata. Una volta superata una certa soglia, non
c’è più razionalità che tenga. Per cui dobbiamo essere coscienti che le cose ci
possono sfuggire di mano, che possono andare fuori controllo. Eppure, causa il
cretinismo di molti politici europei, l’Europa si sta mettendo in un confronto
con la Russia che potrebbe portarci ad un conflitto diretto. E la Russia ha
6300 testate nucleari!
Questa è la
situazioni attuale. Serve una mobilitazione popolare per imporre un cambio di
rotta a quei governi guidati da stupidi guerrafondai, per far capire loro che
non è armandoci fino ai denti che si trova la pace, ma esattamente il suo
contrario.
Si vis pacem, para bellum, “se vuoi
la pace, prepara la guerra” è una stronzata galattica. Chi si arma, prima o poi le usa.