A proposito di facce di tolla.
Nel 2024 il
governo Meloni, ha varato la cosiddetta legge bavaglio, con la scusa di
adeguarsi alle direttive europee. Un comma in coda all’articolo 114 del codice
di procedura penale voluto dal capogruppo di Forza Italia Costa, recita: “E’
vietata la pubblicazione delle ordinanze che applicano misure cautelari fino a
che non siano concluse le indagini preliminari”. Il Fatto ha subito comunicato
che l’avrebbe violata per continuare ad informare in modo preciso e puntuale i
propri lettori, perché ritiene che questa legge vada contro uno dei principi
basilari di una sana democrazia : la libertà di informazione. Invece tutto gli altri
media, cartacei e Tv, erano favorevoli, la lodavano.
Il Giornale
e Libero, editore Angelucci parlamentare della Lega, scrivevano: “Passa la
legge antigogna”. “Verbali antigogne, scontro sullo stop”. “Vietato pubblicare
le ordinanze: ecco cosa cambia”.
Oggi questi
stessi quotidiani sparano su Ranucci tutta prima pagina come il Giornale: “Tutte le carte
dell’inchiesta”. “Le carte dell’inchiesta. Ecco le impronte di Ranucci nel
sondaggio sul candidato”. Poi “la telefonata choc di Ranucci e Lavitola”.
Mentre Libero passa in rassegna la chat: “Tra due anni sarai presidente”
scriveva Lavitola.
E dopo aver
scandagliato le 200 pagine dell’ordinanza di arresto di Lavitola, che come
abbiamo visto è proibito, hanno cercato tra le righe qualcosa che
coinvolgesse in qualche modo Ranucci.
Addirittura
il Tempo, altro quotidiano di Angelucci, si lamentava in prima pagina del
perché “…il telefono di Ranucci non sia mai stato sequestrato” e non “sia stato
sottoposto a captazione”. Mentre dalle carte risulta che i cellulari del
giornalista e della sua famiglia risultano essere intercettati.
Insomma,
questi giornalisti? Che erano a favore della legge antigogna, oggi suggeriscono
cosa dovrebbero fare i pm.
Mentre
scrivono tutto ciò che serve per sputtanare il giornalista che con le sue
inchieste ha spesso messo in cattiva luce i poteri forti.
Ricordiamoci
quando questi pseudo giornalisti ci diranno che non si è colpevoli fino al
terzo grado di giudizio e deve essere tutelata la privacy, sempre.