mercoledì 6 maggio 2026

Abbordati, rapiti e poi derisi

Durante la scorsa campagna presidenziale Usa, Trump tra le tante facezie disse: “Io posso sparare a qualcuno nella 5° strada di New York e non perderei neanche un voto”. Così pare che ragioni anche Meloni: posso far finta di niente davanti a fatti molto gravi e  non perdo voti. L’esercito di Netanyahu ha abbordato in acque internazionali delle barche inoffensive della Global Sumud  Flottilla dirette a Gaza a portare dei beni di prima necessità ai gazawi che si trovano in una situazione drammatica. L’esercito israeliano dopo l'abbordaggio ha arrestato 185 persone tra cui 23 italiani. Addirittura uno spagnolo e un brasiliano che erano su una delle barche battente bandiera italiana, sono stati portati in Israele incarcerati, torturati e uno di questi di origini palestinesi, rischia la condanna a morte come prevede la legge da poco varata in Israele per i palestinesi accusati di terrorismo. 

E la reazione a questo atto di pirateria contro degli italiani e non, su un natante battente la nostra bandiera, per cui è come fosse suolo italiano, Meloni ha fatto come al solito quando ci sono nel mezzo i suoi “amici”, o fa la gnorri o la Ponzio Pilato: “Mi continua a sfuggire l’utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza e in compenso danno a noi molti altri problemi da risolvere. Come se non ne avessimo già a sufficienza”, ha pigolato la nostra premier. Netanyahu si conferma un delinquente che non rispetta più neanche le minime regole internazionali, e la reazione della Meloni è stato un  sospiro. Altro che “noi siamo patrioti”. Si dichiarano patrioti, ma sono dei conigli. Ci sono degli italiani rapiti e noi facciamo a questi pirati un semplice buffetto.

Io penso che Meloni dovrebbe vergognarsi per la mancanza di coraggio e di onestà intellettuale a tutela dei nostri connazionali che svolgono un’azione che merita tutto il nostro rispetto e ammirazione. Senza dimenticare che la settimana scorsa il governo italiano assieme alla Germania, ha bloccato la sospensione totale degli accordi di cooperazione tra Unione europea e Israele. Ribadita anche dopo l'atto di pirateria israeliana

Mi chiedo anche, che risposta avrebbe dato a questi avvenimenti se tutto questo fosse stato opera dell’esercito di Putin. Avremmo sentito alti lai dai sepolcri imbiancati italiani ed europei. Il governo avrebbe convocato l’ambasciatore russo per presentare un forte richiamo al rispetto delle regole internazionali e l’Ue di von der Leyen  sarebbe scattata come un grillo, magari aggiungendo un’altra sanzione alla Russia.

Ovviamente devo scrivere per chiarezza, altrimenti mi viene appiccicata la patente di filoputiniano: io ritengo che Putin sia un criminale come lo sono Netanyahu e Trump e tutti i capi di Stato e di governo che li hanno supportati nei loro massacri e genocidi.

martedì 5 maggio 2026

Garantisti? No, vogliono l'impunità

Si definiscono garantisti, in realtà vogliono l’impunità.

Ecco alcune riforme sulla giustizia che Meloni e il suo ministro della (in) Giustizia, Nordio, vorrebbero fare.

Eliminare la norma che consente di utilizzare in una seconda inchiesta le intercettazioni effettuate per la prima. Per cui le procure che stanno intercettando per un reato e vengono attraverso esse a conoscenza di uno nuovo, dovranno iniziare un’altra indagine e partire da capo. Quindi se intercetti una persona per un omicidio e durante le intercettazioni scopri che questo sta preparando un altro reato, la seconda intercettazione non è valida ai fini di un processo.

Il procuratore dell’antimafia e antiterrorismo Gianni Melillo ha scritto una lettera  alla presidente della Commissione Antimafia Colosimo, in cui lancia l'allarme che questa riforma sarebbe “oltremodo grave e allarmante”. Ha poi elencato i reati che verrebbero travolti, come il traffico di rifiuti, lo scambio elettorale mafioso, il riciclaggio, i reati finanziari, societari e fiscali. Come si può comprendere sono reati dei colletti bianchi, della casta padrona.

Dopo la presa di posizione di Melillo su questa porcheria, il vicepresidente del M5S Patuanelli ha dichiarato: “Dopo la lettera di Melillo, mi auguro che Meloni abbia la decenza di non pronunciare mai più il nome di Borsellino”.

E questi impuniti hanno in serbo anche una stretta anti giudici e anti giornalisti.

Infatti ipotizzano multe fino a 100mila euro per chi pubblica gli atti di un procedimento penale. Le intercettazioni fino alla sentenza di primo grado non possono essere pubblicate anche se depositate e quindi pubbliche. Addirittura Pittalis di FI  vuole prevedere. “nel corso delle indagini preliminari e fino al deposito della sentenza di primo grado, il giornalista sia punito con la reclusione da uno e cinque anni se rivela o pubblica conversazioni o immagini relative a intercettazioni di un procedimento penale”. Oggi e punito con un anno se rivela notizie segrete, ripeto, segrete. Mentre se a tradire il segreto è un pubblico ufficiale la pena arriva a cinque.

Chi pubblica atti di un procedimento penale, l’ammenda prevista che ora va da 51 euro a 258, dopo passerebbe da 10mila a 100mila. E poi, il divieto di pubblicare “in modo parziale, per riassunto o nel contenuto su qualsiasi mezzo di informazione, documenti o atti che contengono dati sul traffico telefonico o telematico, anche se non più coperti dal segreto, fino al deposito della sentenza di primo grado”. Per cui con i tempi della nostra giustizia parliamo di anni per conoscere i fatti.

E poi il costo delle intercettazioni, Nordio ha tuonato che sono costate nel 2025 300milioni di euro e vorrebbe che fossero tagliate. Io mi domando: Possibile che un ministro che dovrebbe perseguire i delinquenti, voglia togliere una della armi più potenti dei magistrati? Certo che si, vuole l’impunità dei potenti perché, non dimentichiamolo, in Parlamento quest’uomo è quello che sulla corruzione si è inventato: “la modica quantità di mazzetta!!”

Io penso che questo governo se ne debba andare il più presto possibile e se alle nuove elezione vincesse il campo progressista, nel programma tra i primi provvedimenti si devono cassare tutte le leggi prodotte da Meloni e Nordio. E questo programma, secondo il mio parere, sarebbe un prova  per quel fantomatico “centro”, vedi Renzi, che dovrebbe accettare per rientrare nell’alveo del centro sinistra.

mercoledì 29 aprile 2026

Sono dei dott. Stranamore

Si dice che la guerra di Israele e Usa contro l’Iran sia dovuta al pericolo che gli iraniani possano un giorno dotarsi della bomba nucleare e la prova è che stanno arricchendo l’uranio proprio per costruirla. Così almeno ci viene venduto dai due criminali israeliani e americani

Per cui lasciando perdere queste motivazioni che nessuno sa se sono vere o false, e visto che sia Israele sia gli Usa posseggono quest’arma, mi chiedo perché Netanyahu e Trump aggrediscono un Paese sovrano che vuole dotarsi di tale arma? Con quale diritto! Perché loro sono i buoni e gli iraniani sono i cattivi e quindi pericolosi?

E poi una domanda mi sorge spontanea, visto che ormai è un segreto di Pulcinella, Israele è dotato di armi nucleari e nessuno ha mai denunciato che stesse arricchendo l’uranio che serve per costruirla, per cui è evidente che queste bombe atomiche gliele ha cedute il suo più grande alleato, gli Usa.

E quindi, visto che i maggiori alleati dell’Iran ovvero, la Cina e la Russia dispongono di migliaia di testate nucleari, perché non potrebbero averne cedute alcune all’Iran come deterrente contro le chiare intenzioni di Israele che da decenni minaccia di dichiaragli guerra?

Per cui la guerra in Iran nasconde motivazioni diverse che ai comuni cittadini non vengono rivelate. In un mondo dove quasi mai quello che si vede è la realtà dei fatti, l’idea che questa guerra che provoca morti e una crisi economica mondiale, in realtà nasconde altro.

Una guerra sotterranea tra Cina, Russia e Usa, per interessi di supremazia geopolitica.

Mentre la gente comune vorrebbe vivere in pace, questi dott. Stranamore giocano con il fuoco e mandano i giovani al macello. Senza dimenticare che oggi le guerre non si fanno nelle trincee tra gli eserciti, ma con droni e bombardieri che ammazzano nelle loro case i civili, senza distinzione se sono uomini, donne o bambini.

martedì 28 aprile 2026

La situazione è grave, ma non è seria

Ma come può scatenare un clamoroso putiferio politico un intervento in una Tv russa in cui un giornalista straparla con parole offensive verso la premier Meloni e il presidente Mattarella.

Il ministro degli Esteri Tajani ha convocato l’ambasciatore russo per far arrivare al Cremlino la nostra protesta contro le stupidaggini pronunciate da questo giornalista.

E questo energumeno non fa parte delle istituzioni russe. E’ un anchorman che ha fama di essere putiniano.

Mentre, ad esempio, Mattarella ha paragonato la Federazione russa alla Germania nazista. E anni fa l’ex ministro degli Esteri Di Maio, ha chiamato Putin un animale.

Senza dimenticare le ingiurie di Biden, Kallas e von der Leyen che a più riprese hanno riservato all’autocrate criminale russo.

Non si vuol parlare con i russi che sono espulsi dal consesso delle nazioni, mentre gli israeliani e gli Usa guidati da quei criminali di Netanyahu e Trump, non sono in discussione. Addirittura è nata una grossa querelle sia a Roma che a Bruxelles, sulla partecipazione russa alla Biennale di Venezia. Mentre non si sente nessun lamento per la partecipazione israeliana e americana, colpevoli di genocidio e massacri vari nel mondo.

La situazione, come diceva qualcuno, è grave, ma non è seria.

lunedì 27 aprile 2026

Si parla solo di guerra

Dopo ottant’anni di pace relativa in Europa, si parla di guerra come fosse inevitabile. I media ne parlano come fosse la cosa più normale del mondo. Ormai il termine guerra è stato sdoganato. La stessa presidente della Commissione europea von der Leyen, ha detto con nonchalance: “Dobbiamo prepararci alla guerra”.

Ma contro chi di grazia? Contro la Russia di Putin? Ma se dopo quattro anni di guerra non riesce neanche a conquistare il DonBass.

Durante la "Guerra fredda" la parola più usata era: Distensione. Ora si parla di guerra per risolvere i problemi tra Stati come fosse la cosa più naturale del mondo.

Piero Calamandrei un padre della Patria nel suo “Passato e avvenire della Resistenza” scritto nel 1954, diceva: “Il mondo è purtroppo diviso in compartimenti stagni da grandi muraglie che si dicono invalicabili, senza porte e senza finestre; ma queste mura non sbarrano solo quella linea, che ormai si suol chiamare la “Cortina di ferro” e che taglia il genere umano in due emisferi ostili. Mura altrettanto invalicabili ci attorniano sui confini all’interno degli Stati, spesso all’interno della nostra coscienza; le mura del conformismo dell’imperialismo, del colonialismo , del nazionalismo; le mura che separano la miseria dal privilegio e dalla ricchezza spudorata e corrotta. Questo è ancora secondo me il compito della Resistenza. E’ inutile qui ricercare le colpe per le quali siamo arrivati a questa tragica divisione del mondo; forse non c’è partito, popolo , che non abbia la sua parte di colpa. Ma gli uomini che appartennero alla Resistenza devono far di tutto per cercare che queste mura non diventino ancora più alte, che non diventino torri di fortilizi irte di ordigni di distruzione e ricercare i valichi sotterranei  attraverso i quali in nome della Resistenza combattuta in comune, si possa far passare ancora una voce, un sussurro, un richiamo. Quello che unisce, non quello che separa; rifiutarsi sempre di considerare un uomo meno uomo solo perché appartiene a un’altra razza o a un’altra religione o a un altro partito”.

In un mondo dominato da tiranni piccoli e grandi che conoscono solo il valore della forza bruta, il Papa ci esorta a “quella conversione  a U che conduce nella direzione opposta, sulla strada sostenibile e ricca della fraternità umana. La pace non è da inventare: è da accogliere, accogliendo il prossimo come nostro fratello e come nostra sorella. Nessuno sceglie i suoi fratelli e le sue sorelle: ci dobbiamo solo accogliere! Siamo una sola famiglia e abitiamo la stessa casa in questo meraviglioso pianeta”

Perché non abbiamo uomini come Calamandrei e il Papa che parlano di pace, che parlano alle future generazioni, mentre oggi abbiamo uomini e donne delle istituzioni che hanno un orizzonte che si ferma alle prossime elezioni, infischiandosi del futuro e dell’avvenire dei nostri figli e nipoti?

domenica 26 aprile 2026

Altra presa in giro della Meloni

Altra balla della Meloni. Ormai è diventata una menzogniera seriale.

Ecco l’ultima.

Da Bruxelles arriva la notizia da parte dell’avvocato generale della Corte di Giustizia del Lussemburgo, Nicholas Emiliou che dichiara: “ (il protocollo tra l’Italia e l’Albania sui centri di rimpatrio) è compatibile con il diritto dell’Unione sulle procedure di rimpatrio e di asilo”. Per poi precisare che “I diritti individuali e le garanzie dei migranti previsti dalle norme europee sull’asilo devono essere pienamente rispettati”.

Meloni su Fb esprime il suo entusiasmo: “Una notizia importante che conferma la validità della strada che abbiamo indicato e quanto siano costate all’Italia due anni persi a causa di letture giudiziarie forzate e infondate”. Il capogruppo FdL Lucio Malan: “Una pietra sopra le critiche”. Bignami sempre FdL: “Smentite le sinistre antinazionali”.

Una montagna di menzogne. L’avvocato della Corte Nicholas Emiliou è una figura equiparabile al nostro procuratore generale della Cassazione. Quindi sostiene la pubblica accusa! Per cui le sue parole non sono una sentenza che avverrà ad agosto quando i giudici del tribunale decideranno.

Per cui le parole in libertà della Meloni, Malan e Bignami sono solo delle fesserie o delle menzogne scientemente volute. Io penso sia valido il secondo caso.

Quindi dobbiamo aspettare la sentenza, in ogni caso il Pg Emiliou afferma che è possibile il trattenimento in un centro fuori dal territorio nazionale della Stato membro, solo se ciò non comporta un trattamento deteriore e una compressione di fatto dei diritti garantiti dalla normativa europea rispetto a chi viene trattenuto sul territorio dello Stato.

 

Giusi Bartolazzi

La magistrata Giusi Bartolazzi, è stata la capo di gabinetto di Nordio. Si è battuta a favore sul referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, invitando a votare Sì usando linguaggi indecenti per chi occupava certi ruoli: “(la magistratura) è un plotone di esecuzione”. Era anche molto vicina all’ex viceministro della Giustizia Del Mastro, tant’è che  in una foto era presente con lui e altri personaggi di rilievo del Dap, in una cena nella famosa “Bisteccheria d’Italia” a Roma, di cui Del Mastro era socio con dei prestanome del clan mafioso Senese che domina nella capitale. Al ministero veniva chiamata la “zarina” per la sua autorità. Ora è sotto processo con l’accusa di aver detto il falso ai pm sul caso Almasri, il criminale egiziano che l’Italia, dopo averlo arrestato come chiedeva la Cpi, lo liberò portandolo con un aereo di Stato in Egitto accolto come un eroe.

Ora, un personaggio così dovrebbe nascondersi e ritirarsi  a vita privata per non nuocere più. Invece ora leggo che la Bartolozzi, dopo la sua uscita dal ministero, ha chiesto e ottenuto di rientrare in magistratura. Ed ora è un giudice della Corte d’Appello di Roma. A rendere possibile un ritorno così rapido in magistratura, è stata una specifica norma voluta dal governo di cui lei stessa, in qualche modo, faceva parte, che abolisce quanto era previsto nella riforma Cartabia contro le cosiddette porte girevoli, che ora consente il rientro immediato ai magistrati che ricoprivano incarichi extra giudiziali ancora fino ad agosto 2026. 

Io penso che tutto sia stato fatto in maniera formalmente corretta. Che rispetta tutte le leggi. Ma io penso che la regola del buon senso e del rispetto dei cittadini in questo caso non sia stata rispettata.

Io non mi farei giudicare dalla giudice Bartolozzi.