Si parla insistentemente di far entrare in Unione europea l’Ucraina. Io penso che prima di iniziare il percorso per far parte dell’Ue, sia necessario chiarire certe posizioni storiche ucraine.
Ad esempio domandare se Stepan
Bandera è un eroe nazionale, oppure un personaggio che prima e durante la
seconda guerra mondiale era un sodale di Hitler che cooperò con le forze
naziste all’Olocausto ucraino e agli eccidi in Polonia, durante l’occupazione tedesca.
Bandera era anche un nazionalista e antisovietico e dell’Organizzazione dei nazionalisti
ucraini (Oun) era un esponente dell’ala più estrema fautrice dell’alleanza con
la Germania di Hitler. Poi essendo un nazionalista voltò le spalle a Hitler, creò
l’Esercito Insurrezionale Ucraino, una organizzazione paramilitare che combatté
contro l’esercito tedesco. Fu fatto prigioniero e messo nel campo di
concentramento di Sachsenhausen. Fu poi liberato due anni dopo per affiancare
con il suo esercito paramilitare la resistenza antisovietica. Morì a Monaco nel
1959. Dopo il rientro dei nazionalisti, i seguaci di Bandera crearono la
“brigata Azof” di chiara matrice nazista, che poi Zelensky l’ha fatta entrare
nell’esercito regolare. Ora c’è un altro fatto bisognoso di chiarimenti.
Zelensky ha riportato in Ucraina dal Lussemburgo i resti di Andrii Melnyk, colonnello
capo dell’Oun nazista e compagno di Bandera. Zelensky nel cimitero nazionale
commemorativo a Kiev l’ha ricordato così: “Ora
che siamo sulla terra ucraina, sotto la nostra bandiera ucraina, al suono
dell’inno nazionale ucraino, rendendo il dovuto tributo ai nostri eroi ucraini,
sentiamo nel cuore tutto ciò che gli ucraini sono stati costretti a vivere”.
Zelensky ha poi ricordato con enfasi “che
il ritorno in patria dei resti di Malnyk, rappresenta un momento di unità
nazionale”.
Dopo questo fatto, il ministero
degli Esteri israeliano ha rilasciato una dichiarazione: “Non si può ignorare la memoria delle vittime dei nazisti e dei loro
collaboratori”.
Non credo che portarsi dentro
l’Ue un Paese che tutt’ora non ha fatto i conti con il suo passato in chiaro
scuro, sia una buona cosa.
Prima si risolvono questi problemi che non sono secondari, e poi può iniziare il dialogo per un eventuale ingresso nell’Ue.