sabato 28 febbraio 2026

Ci prendono per dei coglioni?

Come ho sottolineato altre volte, stiamo vivendo in un mondo sottosopra. Nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, sono state dette da chi ci governa in Italia ed in Europa, cose da manicomio. Eccone alcune.

La sorella d’Italia Arianna Meloni ha detto: “I veri sconfitti oggi sono la Russia di Putin. Il Cremlino pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni, e invece siamo qui a parlarne quattro anni dopo, grazie alla resistenza del popolo ucraino e al sostegno dell’Occidente. Se l’ambizione putiniana era dimostrare che la Russia potesse essere un attore del calibro degli Usa, ha finito per testimoniare l’opposto”. La Russa: “La prospettiva che si era dato Putin era quella di una guerra lampo. Il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo e quindi una sconfitta della Russia. Non bisogna vanificarla”. Il sottosegretario Fazzolari (secondo la Meloni l’uomo più intelligente che lei conosce): “La Russia è davanti a una sconfitta storica e strategica che pagherà per decenni. Prima della guerra la percezione di tutti era quello di essere davanti ad una grande potenza militare di influenza mondiale. Dopo questa guerra, la Russia ne sta uscendo fortemente ridimensionata e più dura peggio è per Mosca”. Il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami: “I presunti successi rivendicati dalla propaganda russa non trovano riscontro nella realtà, mentre emergono con evidenza le difficoltà e gli insuccessi registrati da Mosca sul campo. La narrazione di una campagna militare russa vincente è tutt’altro che sostenibile. Al contrario, assistiamo a un risorgimento ucraino. Siamo certi che questo conflitto vedrà l’Ucraina prevalere e che la comunità internazionale saprà accompagnarla verso una pace giusta e duratura”.

E queste sono le teste pensanti del partito della Meloni!

Questi servi della Nato agli ordini degli Usa, ci hanno rintronato per anni che se Putin non verrà fermato, questo conquisterà tutta l’Europa fino a Lisbona. Per cui l’Unione europea ha ora in programma di spendere un riarmo europeo di 800 miliardi di euro, per fronteggiare il nemico che ci hanno già indicato: la Russia di Putin, ovviamente.

L’Italia ha in programma di spendere in spese militari entro pochi anni il 5% del Pil, perché il nostro nemico russo potrebbe entro qualche anno invaderci!

Ma ci prendono per dei coglioni?

Se la Russia, come hanno affermato i soloni di cui sopra, è un leone sdentato che non fa paura, perché dovremmo armarci fino ai denti per un nemico immaginario togliendo risorse al walfare? Io penso che in Europa le aziende che producono armi siano più potenti della politica formata da questi piccoli personaggi che stanno rubando il futuro  dei nostri figli e nipoti.

venerdì 27 febbraio 2026

E' una china molto pericolosa

L’indipendenza della magistratura non verrà sottomessa al potere politico come “vogliono” far credere coloro che voteranno No. Questo è il ritornello che sentiamo spesso nei dibattiti sul referendum sulla riforma delle separazione delle carriere dei magistrati, dai sostenitori del Si. Alcuni riportano l’art. 104 della Costituzione se vincesse il Si: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composto dai magistrati della carriera giudicante e dalla carriera requirente”. E ciò è vero, come è vero anche in altre Costituzioni, come ad esempio quella della Federazione Russa, che all’articolo 120 recita: “I Giudici sono indipendenti e sottoposti solo alla Costituzione della Federazione Russa e alla legge federale”. Oppure quella cinese che all’art. 126 : “I tribunali popolari esercitano il potere giudiziario in maniera indipendente, in conformità con le disposizioni di legge, e non sono soggetti a interferenze da qualsiasi organo di amministrazione, ente pubblico o individuo; art. 131 sui pm: Le Procure del popolo esercitano il potere requirente in maniera indipendente e non sono soggetti a interferenza da qualsiasi organo di amministrazione , ente pubblico o individuo”. Costituzione di Cuba art. 150: “I magistrati e i giudici sono indipendenti e devono obbedienza unicamente alla legge” Costituzione dell’Iran art. 156: ”Quello giudiziario è un potere indipendente”. Costituzione della Corea del Nord art. 166: “La Suprema Corte è indipendente nell’amministrazione della giustizia”.

Non mi sembra che questi Paesi siano culle di democrazia, eppure le loro Costituzioni sono simili alla nostra. Per cui devo pensare che poi dopo il governo Meloni o gli altri che prenderanno il suo posto, (è la Costituzione!) possono con leggi ordinarie cambiarle, anche se la sua autonomia formalmente è garantita. Ad esempio Nordio e la sua maggioranza pensano già di indicare i reati cui i pm dovranno perseguire. Per cui l’obbligatorietà dell’azione penale viene cambiata con una semplice legge ordinaria, anche se la magistratura è un potere autonomo.

E poi c’è l’aggravante: Meloni & C., hanno proposto una riforma che tocca 7 articoli della Costituzione senza discuterla in Parlamento e questo mi fa paura. Calamandrei, uno dei padri della nostra Costituzione ha detto, vado a memoria: Quando si discute della Costituzione, il tavolo del governo deve essere vuoto. E' il Parlamento che rappresenta il popolo.

Così come sta studiando nottetempo la nuova legge elettorale, senza coinvolgere l’opposizione. Questo governo non mi rassicura affatto.

 

giovedì 26 febbraio 2026

Caselli vs. Nordio

Carlo Caselli, ex magistrato che ha guidato la procura di Palermo in tempi difficili rischiando la morte, ha elencato alcune riforme del ministro dell’(In)Giustizia Nordio.

Come la cancellazione del reato di abuso d’ufficio contro le direttive europee; la legge bavaglio che vieta di pubblicare l’ordinanza di custodia cautelare fino alla fine dell’udienza preliminare: per cui l’informazione, invece di fornire elementi obiettivi, si riduce ad ambigue interpretazioni soggettive; l’obbligo di interrogare l’imputato prima di emettere un provvedimento di cattura può incentivare la fuga e l’inquinamento delle prove; la Separazione delle carriere come riforma della giustizia, invece è una riforma dei magistrati per renderli “morbidi” (targata Licio Gelli); le carceri “bruciano”, sono invivibili, i suicidi aumentano e Nordio accetta che in uno dei tanti pacchetti sicurezza sia sanzionata come reato anche la resistenza passiva, cioè non violenta, alle direttive del personale penitenziario, con il rischio di aggravare tensioni e rabbia; secondo Nordio nella lotta alla mafia le intercettazioni sono inutili perché i mafiosi non parlano al telefono; come Berlusconi, Nordio ha sostenuto che il concorso esterno alla mafia non esiste nel codice: sarebbe un reato evanescente da rimodulare (senza spiegare come si possa rimodulare una cosa che non esiste); dice che il Csm è paramafioso, per cui quando un magistrato viene giudicato dal Csm, “se non ha un padrino è finito, morto”.

Non aggiungo altro.

mercoledì 25 febbraio 2026

Cuba sta morendo

Cuba sta morendo. I cubani non hanno cibo, né petrolio per far funzionare gli ospedali, i servizi pubblici e la gente sta morendo. E questo accadde dopo che Trump li sta strangolando aumentando il feroce embargo verso l’isola e proibito le consegne del petrolio venezuelano che servivano a far funzionare i servizi nell’isola, prima del rapimento di Maduro da parte del gangster di Washington, minacciando chiunque voglia sostituire il Venezuela. Una situazione umanitaria a 90 miglia dalle coste Usa che grida vendetta. Per i media occidentali, questa spaventosa crisi non è un fatto che merita la prima pagina. Non si può perché cadrebbe il velo sulla cattiveria, del cinismo senza fine di chi ora ha in mano la Casa Bianca. Ma l’Occidente è servo, è carponi davanti al boss. Nessuno che dica che il “re è nudo”. L’Occidente si comporta con il Boss di Washington come diceva il grande regista Stanley Kubrik: “Le nazioni più grandi si sono sempre comportate da gangster e le piccole da prostitute”.

Per cui la Meloni, che è trumpiana più di Trump, addirittura lo proporrebbe per il Nobel per la Pace. (Per favore non pensate che abbia dato della prostituta alla Meloni. Grazie)

Ma ora facciamo un gioco.

Se cambiamo e mettiamo Putin al posto di Trump. Se contro Cuba lo facesse il dittatore russo, l’Occidente sarebbe così omertoso? I media tratterebbero il dramma cubano con la stessa mancanza di sensibilità umana? Tratterebbero questo massacro del diritto internazionale, come lo stanno facendo con Trump tenendo un profilo omertoso? Oppure darebbero visibilità a questo schifo, indicando l’autocrate russo come un uomo senza scrupoli, senza umanità? Io penso che si scatenerebbero contro Putin paginate intere sulla carta stampata e un bombardamento televisivo contro la sua disumanità e questo sarebbe giusto.

 Per evitare ogni fraintendimento, altrimenti i farisei di cui sopra mi darebbero del “putiniano”, dico che Trump e Putin sono la faccia della stessa medaglia. Due banditi che non hanno nessun rispetto delle regole internazionali e dei diritti umani.  

martedì 24 febbraio 2026

Salvini chiedi scusa

Che Salvini sia un cazzaro lo ha stabilito anche la Cassazione. Per cui le sue dichiarazioni si devono prendere con le molle. Ma il caso del parco di Rogoredo a Milano ha superato i limiti della decenza istituzionale. Salvini è un ministro ed è vicepresidente del Consiglio dei ministri. Una istituzione. Non è un passante.

Ecco cosa disse a caldo dopo l’uccisione dello spacciatore algerino al parco di Rogoredo da parte di un poliziotto: “Il poliziotto ha fatto solo il proprio dovere”; “Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma”; “Più legittima difesa di così, mi dispiace che il pm abbia aperto un fascicolo odioso per omicidio volontario”. Nell’ultimo pacchetto sicurezza approvato dal governo con un decreto legge, era previsto, ma poi è stato stralciato uno scudo penale per gli agenti e a questo riguardo, sempre il Nostro aveva dichiarato prima che venisse depennato: “Abbiamo previsto una norma che eviti che gli agenti vengano automaticamente indagati dopo essersi difesi. Io sto col poliziotto”. E ritornando sul caso del parco milanese a margine di un incontro in Alto Adige ribadì il concetto: “Il poliziotto ha fatto solo il suo dovere”. In un convegno a Montecitorio sparò: “Tutela legale (dello Stato ndr) perché uno non può essere iscritto automaticamente nel registro degli indagati se si difende facendo il suo lavoro. Oltretutto ritengo veramente ingenerosa, gratuita eccessiva l’iscrizione per omicidio volontario di un agente che ha reagito peraltro di notte nel “bosco della droga” a decine di metri di distanza sparando un solo colpo. Più legittima difesa di così”. “E mi spiace che quel pubblico ministero abbia aperto un fascicolo odioso per omicidio volontario, come se quell’agente avesse sparato per uccidere”.

Dopo questo florilegio di frasi a vanvera, ecco che stanno emergendo dalle indagini del pm sul fattaccio del parco di Rogoredo, prove che lo spacciatore non aveva nessuna pistola, né finta né vera e che il poliziotto che ha sparato a sangue freddo voleva ucciderlo. Sulla pistola finta non ci sono le impronte dell’algerino e molto probabilmente quella pistola è stata messa vicino al suo corpo da lui o da altri poliziotti che erano assieme, per inscenare un delitto per legittima difesa.

Ora il nostro eroe, dopo le indagini del pm, ad un giornalista che gli chiedeva cosa ne pensasse delle novità emerse dalle indagini dice che: “Non parlo di cose che non so”.

Fosse vero.

Se Salvini fosse un passante, faremmo un’alzata di spalle di  commiserazione e finisce lì. Ma è un uomo delle istituzioni potente e quello che dice hanno un peso nella nostra società, ma purtroppo questo è il livello della classe politica che ci governa.

lunedì 23 febbraio 2026

E' un referendum decisivo!

Lentamente, mattoncino dopo mattoncino, Meloni ed i suoi complici stanno portando il Paese vicinissimo ad uno Stato di polizia. Alcuni fatti lo testimoniano. Come l’abolizione dell’abuso d’ufficio, la riduzione del traffico d’influenze, la riforma della Corte dei Conti, le leggi bavaglio, il fermo preventivo della polizia e altre ancora per arrivare infine a questo referendum. Per cui per il Sì al referendum di marzo ci bombardano giornalmente con mistificazioni di sentenze giudiziarie, sapendo che questo referendum non cambia di una virgola i tempi biblici dei processi. Siamo ad una svolta della democrazia in Italia. Se vincesse il Sì, questo andazzo securitario per i comuni cittadini acquisterebbe velocità. Per arrivare al risultato sono disposti a tutto.  I giornali schierati a destra, Libero, il Giornale, il Tempo, la Verità, stanno sparando menzogne a palle incatenate. Ormai la realtà dei fatti non esiste più. La Rai è diventata TeleMeloni. Impazzano il solito Vespa, Cerno eccetera. A Mediaset, specialmente Rete 4, sono schierati militarmente. I trombettieri ogni sera sono coi fucili spianati contro il No.

Ma se passasse il Sì la frase, “La legge è uguale per tutti” che già ora zoppica, dopo sarebbe più micidiale per i comuni cittadini, mentre per la razza padrona, politica e finanziaria, questo Paese diventerebbe un paradiso, visto che la giustizia, le leggi per loro non sarebbero più valide. E tutto questo perché inevitabilmente con il Sì il pm cadrebbe sotto il tacco del governo attuale e di quelli che verranno dopo. Che sceglieranno i reati che dovranno perseguire i pm. Per cui è lecito pensare che i reati dei politici e dei colletti bianchi non verranno più combattuti. Saranno perseguiti solo i reati di strada, i reati minori. Intendiamoci, anche quelli molto pericolosi, ma se la legge dev'essere uguale per tutti e questo referendum lo vincesse il Sì, si produrrebbe l'effetto contrario.

Alcuni dicono che l’autonomia della magistratura questo referendum non la tocca. E’ vero, ma poi con delle leggi ordinarie si metteranno i pm sotto l’esecutivo, l’ha già confermato Nordio in una delle sue innumerevoli matttane pubbliche.

 

domenica 22 febbraio 2026

Nicola Gratteri: un eroe

Ecco chi è Nicola Gratteri, oggi procuratore capo a Napoli, la più grande Procura italiana. Gratteri è stato violentato dai politicanti di destra che sostengono Meloni e anche da alcuni di sinistra e dalla stragrande maggioranza dei media, che hanno volutamente travisato una sua intervista, perché sostenitore del No al referendum. Una cosa indegna in uno Stato mediamente civile. Comunque lui ha risposto che: “Il senso della paura l’ho superato 35 anni fa. Non è con questi attacchi e con le minacce di interrogazioni parlamentari o procedimenti disciplinari che mi si mette a tacere”.

Ora sono state rese pubbliche delle intercettazioni della ‘ndrangheta su Gratteri e si capisce il perché non abbia paura di questi attacchi strumentali del potere politico.

Ecco il testo di una intercettazione telefonica registrata a Siderno (Calabria) nell’agosto del 2024 tra Frank Albanese, elemento importante della ‘ndrangheta negli Usa e nelle sue articolazioni in Canada che rappresenta la “famiglia” mafiosa di Siderno, mentre stava in vacanza e uno zio materno tale, Frank Jr. Archino.

Ecco cosa discutevano tra loro di Gratteri.

Archino, che non è indagato, chiama Albanese: “Dopo Falcone e Borsellino ne è uscito fuori un altro, anche molto bravo”. “Questo magistrato qui, era di qua, di questa zona (è nato in un comune vicino). Nicola Gratteri è sempre sul telegiornale”. “Dicono che era pure un figlio di puttana!”. “Si il peggiore che abbiamo!”. “Si dicevano che lui era peggio di Borsellino e Falcone”. La conversazione continua: “Lui  (Gratteri) era a Locri, poi da li è andato a Reggio, poi da Reggio a Catanzaro”. Poi Archino lo interrompe chiedendo: “E’ ancora vivo o morto?”. “No è ancora vivo e adesso lo hanno mandato a Napoli”.

Per cui faccio una semplice riflessione: per le minacce di morte ricevute dalla ‘ndrangheta, vive dal 1989 con la scorta di massima sicurezza prevista. Ma finché rimane vivo, per questo potere politico e non solo, è un uomo da evitare come la peste e serve sputtanarlo più che si può.  Se invece muore in un attentato per mano della ‘ndrangheta, molto probabilmente vedremmo questi sepolcri imbiancati piangere sulla sua bara.

E’ già avvenuto sia con Falcone che con Borsellino che da vivi non erano poi molto amati dalla razza padrona, ma dopo che sono stati massacrati dalla mafia e anche da altri poteri, ora vengono venerati come eroi. Ma io penso che non debbano essere ammazzati per capire il loro valore.