Spesso nei talk show, sulla carta stampata, specialmente quella di destra, si sottolinea le differenze del c.d Campo progressista. Schlein e Conte vengono dipinti in perenne stato di combattimento. Che nel programma di coalizione futuro tra il PD e i 5Stelle c’è poco in comune. E molti che si dichiarano di centrosinistra quando discutono di primarie, di programmi anche tra loro, sono scettici sul futuro della coalizione progressista. Dichiarano sconsolati che le primarie sarebbero un duello rusticano sanguinoso. Io francamente non penso che questo possa succedere.
Forse dimentichiamo
che nel governo precedente di Draghi, FI e Lega erano in maggioranza nel
governo e FdI era all’opposizione. Hanno fatto la coalizione che ha poi vinto
le elezioni politiche del ’22, poco tempo prima e anche perché il
centrosinistra era diviso per una scelta dell’allora segretario del PD Enrico
Letta. Infatti la destra di Meloni ha preso 12 milioni di voti, mentre le altre
forze politiche hanno avuto 14 milioni di voti. Le schede bianche o non hanno votato
sono state 17 milioni. Quindi se Letta avesse accettato una coalizione con i
5Stelle, Meloni non avrebbe vinto e la storia del Paese sarebbe cambiata
completamente.
Per cui
quando vediamo quei sorrisetti sarcastici sulla situazione politica dei progressisti,
se fatti da elettori di sinistra sono inconcepibili e inaccettabili, mentre se
fatti dalla destra hanno un senso perché hanno paura di perdere alle prossime
elezioni se il Campo progressista si presenta unito. Ho detto progressista e
quindi con Renzi fuori.
Un breve
esempio per comprendere meglio che le critiche al Campo progressista della
mancanza di coesione sono strumentali.
Quando è
nato il governo Meloni, Berlusconi, su un foglietto che venne filmato, seduto sugli scranni in Parlamento mentre si stava
insediando il nuovo governo, scrisse quattro aggettivi che riguardavano la
figura della Meloni: “(E’) supponente,
prepotente, arrogante e offensiva”. E FI è tuttora in maggioranza. E
Berlusconi era il padre padrone di FI, eppure il partito proseguì nel sostegno
al governo, nel quale Tajani è vice primo ministro.
Per cui
elettori di centrosinistra, il nostro nemico politico da battere alle elezioni
è questa destra al potere che ha combinato solo guai e sparso veleno e odio nel
Paese.
Non cadiamo
nella trappola che ci vorrebbero disuniti e impreparati per le prossime sfide
elettorali.