giovedì 26 febbraio 2026

Caselli vs. Nordio

Carlo Caselli, ex magistrato che ha guidato la procura di Palermo in tempi difficili rischiando la morte, ha elencato alcune riforme del ministro dell’(In)Giustizia Nordio.

Come la cancellazione del reato di abuso d’ufficio contro le direttive europee; la legge bavaglio che vieta di pubblicare l’ordinanza di custodia cautelare fino alla fine dell’udienza preliminare: per cui l’informazione, invece di fornire elementi obiettivi, si riduce ad ambigue interpretazioni soggettive; l’obbligo di interrogare l’imputato prima di emettere un provvedimento di cattura può incentivare la fuga e l’inquinamento delle prove; la Separazione delle carriere come riforma della giustizia, invece è una riforma dei magistrati per renderli “morbidi” (targata Licio Gelli); le carceri “bruciano”, sono invivibili, i suicidi aumentano e Nordio accetta che in uno dei tanti pacchetti sicurezza sia sanzionata come reato anche la resistenza passiva, cioè non violenta, alle direttive del personale penitenziario, con il rischio di aggravare tensioni e rabbia; secondo Nordio nella lotta alla mafia le intercettazioni sono inutili perché i mafiosi non parlano al telefono; come Berlusconi, Nordio ha sostenuto che il concorso esterno alla mafia non esiste nel codice: sarebbe un reato evanescente da rimodulare (senza spiegare come si possa rimodulare una cosa che non esiste); dice che il Csm è paramafioso, per cui quando un magistrato viene giudicato dal Csm, “se non ha un padrino è finito, morto”.

Non aggiungo altro.

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