venerdì 6 marzo 2026

Legge elettorale senza preferenze

Anche in questa bozza della nuova legge elettorale nazionale preparata del governo, non sono previste le preferenze per i candidati, ma solo un listino preparato dai segretari dei vari partiti. Se così sarà, continua l’impossibilità di scegliere un proprio candidato come avviene ad esempio per le elezioni comunali.

Ecco alcuni esempi su degli eletti in Parlamento che vengono catapultati in regioni che neppure conoscono. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, quello che Meloni dice sia l’uomo più intelligente che lei conosca, è nato a Messina e residente a Fiumicino ed è stato eletto in Puglia, mentre nella legislatura precedente in Piemonte. Francesco Filini sempre di FdI, nato a Roma è stato eletto in Veneto. Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, romano, è stato eletto in Sicilia. Ai tempi di Gianfranco Fini è stato eletto per tre volte nella circoscrizione Piemonte. Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale dei FdI, anche lui romano è stato eletto in Abruzzo.

Poi in un’intervista sul quotidiano dei vescovi, Avvenire, Fabio Rampelli, vice presidente della Camera e padre politico delle sorelle Meloni, ha dichiarato sulla nuova legge elettorale: “Mi auguro che l’Aula, esprimendosi liberamente, introduca le preferenze per ridare agli elettori il potere di scegliere non solo il simbolo o il premier, ma anche il proprio rappresentante. Chi vuole la democrazia voterà le preferenze; chi preferisce le liste decise nelle segreterie di partito dovrà poi avere il buonsenso di tacere. La nostra posizione è chiara da sempre”.

Ricordiamoci queste parole quando la nuova legge elettorale preparata dal governo andrà in Parlamento.

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