Anche in questa bozza della nuova legge elettorale nazionale preparata del governo, non sono previste le preferenze per i candidati, ma solo un listino preparato dai segretari dei vari partiti. Se così sarà, continua l’impossibilità di scegliere un proprio candidato come avviene ad esempio per le elezioni comunali.
Ecco alcuni
esempi su degli eletti in Parlamento che vengono catapultati in regioni che
neppure conoscono. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Giovanbattista Fazzolari, quello che Meloni dice sia l’uomo più intelligente
che lei conosca, è nato a Messina e residente a Fiumicino ed è stato eletto in
Puglia, mentre nella legislatura precedente in Piemonte. Francesco Filini
sempre di FdI, nato a Roma è stato eletto in Veneto. Maurizio Leo, viceministro
dell’Economia, romano, è stato eletto in Sicilia. Ai tempi di Gianfranco Fini è
stato eletto per tre volte nella circoscrizione Piemonte. Fabio Roscani,
presidente di Gioventù Nazionale dei FdI, anche lui romano è stato eletto in
Abruzzo.
Poi in
un’intervista sul quotidiano dei vescovi, Avvenire, Fabio Rampelli, vice
presidente della Camera e padre politico delle sorelle Meloni, ha
dichiarato sulla nuova legge elettorale: “Mi
auguro che l’Aula, esprimendosi liberamente, introduca le preferenze per ridare
agli elettori il potere di scegliere non solo il simbolo o il premier, ma anche
il proprio rappresentante. Chi vuole la democrazia voterà le preferenze; chi
preferisce le liste decise nelle segreterie di partito dovrà poi avere il
buonsenso di tacere. La nostra posizione è chiara da sempre”.
Ricordiamoci
queste parole quando la nuova legge elettorale preparata dal governo andrà in
Parlamento.
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