Dopo quasi quattro anni di governo, Meloni continua a dare le colpe dei suoi molti fallimenti ai governi precedenti. Sul mancato raggiungimento del 3% di deficit sul Pil richiestoci dall’Ue, ha di nuovo tirato fuori dal cilindro il Superbonus sulla case, ovviamente dando la colpa a Conte.
Omette di
dire che quell’incentivo era nato per durare in un tempo rigorosamente
limitato in un momento difficilissimo per il Paese, e dimentica pure come le succede spesso, che sia il governo Draghi
succeduto a Conte, sia il suo, ne hanno alimentato l’utilizzo. Lei in campagna
elettorale si era impegnata “a tutelare i
diritti del Superbonus e a migliorare le agevolazioni edilizie”. Per cui
l’ha prorogato aiutata anche da Salvini che diceva: “(Il Superbonus) ha creato lavoro per le imprese, artigiani e
operai e valore per le famiglie”.
Balle su balle!
Il governo Meloni è stato salvato dal Superbonus perché ha permesso una crescita superiore alla media europea in un momento in cui l’Italia era in grave crisi economica. E poi dai soldi del PNRR che Conte ha portato dall’Europa, 209miliardi di euro che sono serviti in questi anni a tenere a galla il Paese. Senza quei miliardi, l’Italia avrebbe avuto un Pil negativo. Ma anche se per qualche decimale, il Pil è rimasto col segno più. Questa è la realtà dei fatti.
Purtroppo la
Underdog della Garbatella è una “ghiagni e fotti”. Trova sempre un colpevole
esterno per nascondere le proprie fragilità. Ma come si sa, i fatti sono duri a
morire e i disastri del suo scombiccherato governo stanno venendo a galla.
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