sabato 16 maggio 2026

Biennale: quanta ipocrisia

Kaja Kallas, il “ministro degli Esteri” dell’Ue sulla biennale di Venezia ha dichiarato riguardo alla Russia: “(Sono) i nostri avversari, gli aggressori non dormono”. Ha usato il “noi” ma la Russia ha aggredito l’Ucraina! Noi non siamo in guerra con la Russia.

Poi dice che l’arte russa non è autonoma dal potere di Mosca, crede che gli artisti li scelga Putin in persona.

Ma quanti Paesi che espongono alla Biennale non sono democratici e quindi, secondo la logica della Kallas, la loro arte non è libera?

Ad esempio, l’Arabia Saudita che ha il primato mondiale delle esecuzioni capitali, che tortura, arresta, che ammazza i bambini yemeniti, che uccide i giornalisti che non sono in linea, vedi il caso  Khashoggi, l'arte è libera?

E l’Azerbaigian, che è una dittatura famigliare in mano al presidente Aliyev dal 1993.

Poi c’è la Repubblica del Congo dove è in corso da decenni una guerra civile. Save the Children ha denunciato il reclutamento di bambini - soldato, addetti al trasporto di armi e sono spesso oggetto di violenza sessuale.

E noi italiani conosciamo molto bene l’Egitto del generale Al Sisi che ha torturato e ucciso Giulio Regeni. Senza dimenticare Israele che dopo il genocidio di Gaza e le altre barbarie in Cisgiordania, sta bombardando i Paesi vicini tra i quali il Libano e l’Iran.

E il Qatar, una monarchia assoluta  governata dalla famiglia Al Thani dal 1825. In Qatar sono vietati i sindacati, vige la censura e la libertà di espressione è limitata. Ma il Qatar è uno dei nostri più importanti fornitori di energia.

E non dimentichiamoci degli Usa. Gli artisti americani sono tutti trumpiani?

Insomma se facciamo una classifica degli Stati liberi, con l’arte libera dal potere delle loro autocrazie, dittature e anche delle deboli democrazie, io penso che rimarrebbe alla Biennale solo la Svizzera.

 

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