Kaja Kallas, il “ministro degli Esteri” dell’Ue sulla biennale di Venezia ha dichiarato riguardo alla Russia: “(Sono) i nostri avversari, gli aggressori non dormono”. Ha usato il “noi” ma la Russia ha aggredito l’Ucraina! Noi non siamo in guerra con la Russia.
Poi dice che
l’arte russa non è autonoma dal potere di Mosca, crede che gli artisti li scelga Putin
in persona.
Ma quanti
Paesi che espongono alla Biennale non sono democratici e quindi, secondo la
logica della Kallas, la loro arte non è libera?
Ad esempio,
l’Arabia Saudita che ha il primato mondiale delle esecuzioni capitali, che tortura,
arresta, che ammazza i bambini yemeniti, che uccide i giornalisti che non sono
in linea, vedi il caso Khashoggi, l'arte è libera?
E l’Azerbaigian,
che è una dittatura famigliare in mano al presidente Aliyev dal 1993.
Poi c’è la
Repubblica del Congo dove è in corso da decenni una guerra civile. Save the Children ha denunciato il
reclutamento di bambini - soldato, addetti al trasporto di armi e sono spesso
oggetto di violenza sessuale.
E noi
italiani conosciamo molto bene l’Egitto del generale Al Sisi che ha torturato e
ucciso Giulio Regeni. Senza dimenticare Israele che dopo il genocidio di Gaza e le altre barbarie in Cisgiordania, sta bombardando i Paesi vicini tra i quali il Libano e l’Iran.
E il Qatar,
una monarchia assoluta governata dalla
famiglia Al Thani dal 1825. In Qatar sono vietati i sindacati, vige la censura
e la libertà di espressione è limitata. Ma il Qatar è uno dei nostri più
importanti fornitori di energia.
E non
dimentichiamoci degli Usa. Gli artisti americani sono tutti trumpiani?
Insomma se
facciamo una classifica degli Stati liberi, con l’arte libera dal potere delle
loro autocrazie, dittature e anche delle deboli democrazie, io penso che
rimarrebbe alla Biennale solo la Svizzera.
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