Oggi voglio raccontare un fatto personale accaduto a Londra e che mi ha ferito in quanto italiano. Non mi era mai successo prima e questo mi ha fatto capire cosa possono provare gli immigrati quando vengono trattati con metodi razzisti. Si razzisti, non bisogna avere paura delle parole.
Dunque vado al fatto.
E’ accaduto una decina di anni fa
durante un weekend con la mia famiglia a Londra. Entriamo in un classico Pub
inglese, ci sediamo e ordiniamo delle birre. Poi ho bisogno della toilette e
chiedo ad un cameriere dove si trovasse. C’erano delle scale per scendere e
dopo un lungo corridoio c’erano i bagni. Quindi, uscito, mi diressi verso le
scale da cui ero venuto per risalire. Ma feci un errore. Prima delle scale
c’erano due porte ed io scelsi sbadatamente quella sbagliata che portava ad una
zona privata. Per cui appena varcata la soglia è scattata la sirena d’allarme.
Io uscii immediatamente e a distanza vidi un giovane allarmato che mi veniva
incontro correndo. Credo uscisse dalla cucina. Appena lo vidi, mi scusai in
inglese. Questi ha capito che ero italiano e scuotendo la testa con un senso di
commiserazione, direi anche di disprezzo e di superiorità anglosassone esclamò:
Italian!
Questo modo di esprimersi verso la
mia persona perché italiano, mi ha fatto ribollire il sangue e ho reagito
andandogli incontro a brutto muso. Lui allora scappò, entrò in una porta e
sparì. Non mi ero mai sentito offeso e umiliato per il mio luogo di nascita. Mi ha
trattato in quel modo spregiativo perché evidentemente si sentiva superiore
agli italiani.
Poi, seduto al tavolo del Pub, lo
vidi uscire dalle scale ed entrare nel Pub, e qui gli feci un cenno perché
venisse al mio tavolo. Ma questi si guardò bene dal raggiungermi. Evidentemente
aveva capito che non avevo accettato il suo comportamento e probabilmente, il
coniglio pensava che potessi redarguirlo e magari fare una scenata per come mi
aveva trattato.
Questa storia mi ha insegnato una
cosa molto importante perché l’ho subita sulla mia pelle: bisogna trattare con
educazione tutti coloro che interagiscono in qualche modo con noi. Che siano
bianchi, neri, rossi o verdi, si deve usare un minimo di educazione anche
se spesso gli immigrati o altri che vengono a bussare a casa nostra non sempre
si comportano educatamente. E questo comportamento si deve usare anche con coloro
che ci stanno vicini. Che siano poveri o ricchi, istruiti o illetterati, sono
tutte persone da rispettare.
Questo sembra il solito pistolotto e
l’avrei giudicato così anch’io prima del fatto di Londra. Però questo caso mi ha
insegnato che molte volte trattiamo sgradevolmente una persona senza un motivo
valido, perché evidentemente ci riteniamo migliori e superiori.
Scusate il mio sfogo, ma era da parecchio
tempo che volevo scrivere questo post e finalmente ce l’ho fatta.
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