giovedì 11 giugno 2026

Farisei al potere

Penso che tutte le persone di buona volontà, atei o al di la del loro credo religioso, siano contrarie allo schiavismo. Eppure lo schiavismo esiste nel nostro Paese ed è sotto i nostri occhi tutti i giorni, ma siamo ormai così assuefatti a certi comportamenti che ci hanno resi ciechi.

Attraverso servizi televisivi e inchieste giornalistiche, conosciamo il degrado dei ghetti agricoli del Sud dove vivono gli immigrati. Ogni volta che accadde un fatto più grave come la morte di qualche immigrato per sfinimento o altro perché troppo sfruttato dal lavoro nei campi, vengono alla luce realtà che definire schiavismo è la giusta cornice da dare al fenomeno. Molta di questa manodopera non viene con i barconi, ma grazie ad un permesso di soggiorno per “distacco lavorativo intra-societario”. Infatti ad un’azienda extra Ue è consentito di trasferire temporaneamente i dipendenti in un’altra azienda stabilita in Italia e così non rientrano nemmeno nel computo degli ingressi nel decreto Flussi.

Ad esempio la Procura di Milano ha scoperto che gli operai indiani che stanno costruendo la sede del nuovo consolato americano del valore di 350milioni di euro, sono stati reclutati da una agenzia di Nuova Delhi. Questo lavoratori hanno pagato 5mila rupie con la promessa di una vita nuova. Sulla carta la paga inclusi il vitto e l'alloggio doveva essere di 1.500 euro mensili, ma secondo i pm milanesi, essi sono stati costretti a firmare dei contratti scritti in inglese che non conoscono, a 2 euro l’ora e lavorano 70 ore la settimana. Hanno poi subito altre ruberie, perché di questo si tratta, subendo addebiti per gli alloggi e per i pasti. E poi, secondo le accuse dei pm, questi nuovi schiavi al lavoro subivano  insulti, maltrattamenti con relative minacce di licenziamenti e rimpatri in India se non avessero accettato le loro condizioni.

E per uno scherzo del destino, in quelle settimane in cui la Procura milanese stava scoprendo questo schifo umano, era ospite del governo italiano il primo ministro indiano, Modi. Nella dichiarazione congiunta i due capi di governo hanno affermato di voler rafforzare la cooperazione tra i due Paesi, promettendo percorsi di migrazione sicura e legale. Tra i due, Meloni e Modi, ci sono state anche delle allegre carinerie come quando si sono scambiati delle caramelle Melody, per essere un acronimo tra i due cognomi.

Una cosa che non ha fatto ridere coloro che conoscono la situazione di sfruttamento schiavistico cui versano molti lavoratori immigrati indiani e non solo.

Abbiamo al potere chi urla che lei è con: Dio, Patria e Famiglia. Ma siamo un popolo ormai assuefatto a queste meschine furberie. Siamo una umanità senza il senso di umanità.

Eppure chi ci governa si professa cristiana. Io non lo sono, ma se fossi cristiano reagirei contro questa farisaica maniera comportamentale.

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