Penso che tutte le persone di buona volontà, atei o al di la del loro credo religioso, siano contrarie allo schiavismo. Eppure lo schiavismo esiste nel nostro Paese ed è sotto i nostri occhi tutti i giorni, ma siamo ormai così assuefatti a certi comportamenti che ci hanno resi ciechi.
Attraverso
servizi televisivi e inchieste giornalistiche, conosciamo il degrado dei ghetti
agricoli del Sud dove vivono gli immigrati. Ogni volta che accadde un fatto più
grave come la morte di qualche immigrato per sfinimento o altro perché troppo
sfruttato dal lavoro nei campi, vengono alla luce realtà che definire schiavismo
è la giusta cornice da dare al fenomeno. Molta di questa manodopera non viene
con i barconi, ma grazie ad un permesso di soggiorno per “distacco lavorativo
intra-societario”. Infatti ad un’azienda extra Ue è consentito di trasferire temporaneamente
i dipendenti in un’altra azienda stabilita in Italia e così non rientrano
nemmeno nel computo degli ingressi nel decreto Flussi.
Ad esempio
la Procura di Milano ha scoperto che gli operai indiani che stanno costruendo
la sede del nuovo consolato americano del valore di 350milioni di euro, sono
stati reclutati da una agenzia di Nuova Delhi. Questo lavoratori hanno pagato
5mila rupie con la promessa di una vita nuova. Sulla carta la paga inclusi il
vitto e l'alloggio doveva essere di 1.500 euro mensili, ma secondo i pm milanesi,
essi sono stati costretti a firmare dei contratti scritti in inglese che non
conoscono, a 2 euro l’ora e lavorano 70 ore la settimana. Hanno poi subito
altre ruberie, perché di questo si tratta, subendo addebiti per gli alloggi e
per i pasti. E poi, secondo le accuse dei pm, questi nuovi schiavi al lavoro subivano insulti, maltrattamenti con relative minacce
di licenziamenti e rimpatri in India se non avessero accettato le loro
condizioni.
E per uno scherzo del destino, in quelle settimane in cui la Procura milanese stava scoprendo
questo schifo umano, era ospite del governo italiano il primo ministro indiano,
Modi. Nella dichiarazione congiunta i due capi di governo hanno affermato di voler
rafforzare la cooperazione tra i due Paesi, promettendo percorsi di migrazione
sicura e legale. Tra i due, Meloni e Modi, ci sono state anche delle allegre carinerie
come quando si sono scambiati delle caramelle Melody, per essere un acronimo
tra i due cognomi.
Una cosa che
non ha fatto ridere coloro che conoscono la situazione di sfruttamento
schiavistico cui versano molti lavoratori immigrati indiani e non solo.
Abbiamo al
potere chi urla che lei è con: Dio, Patria e Famiglia. Ma siamo un popolo ormai
assuefatto a queste meschine furberie. Siamo una umanità senza il senso di
umanità.
Eppure chi
ci governa si professa cristiana. Io non lo sono, ma se fossi cristiano
reagirei contro questa farisaica maniera comportamentale.
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