Chi non paga le tasse è pressoché certo di sfangarla. Prima o poi arriva un condono e così i furbetti delle tasse se la ridono. Magari anche quando usufruiscono dei beni pubblici come la Sanità, la scuola che viene pagata con le tasse dei soliti dipendenti e pensionati.
Le cifre
ufficiali della Agenzia delle Entrate per le denuncie del 2024 parlano chiaro.
12 (dodici) milioni di italiani dichiarano un reddito che va da zero a 7.500
(settemilacinquecento), con una entrata media di 300 (trecento) euro lordi al
mese. Altri 11 (undici) milioni di nostri connazionali dicono di vivere con
meno di 1.000 (mille) euro lordi al mese. Altri 7 (sette) milioni con meno di
1.500 euro lordi mensili. Oltre 4 (quattro) italiani su dieci non hanno nessun
reddito.
Per cui
abbiamo questo quadro: il 56% paga meno dell’8% dell’Irpef e campa con meno di mille
euro lordi al mese.
Con questi
numeri siamo un Paese di accattoni. Eppure stando ai consumi di lusso, l’Italia è seconda in Europa per possesso di smartphone
e contratti di telefonia mobile
con 80 milioni di sim. Seconda, sempre in Europa, per interventi di chirurgia
estetica. Gli italiani spendono nel gioco d’azzardo 150 (centocinquanta)
miliardi di euro annui. Un quadretto straniante.
Siamo primi
in classifica per l’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo
Economico) relativamente all’evasione fiscale con oltre 100 (cento) miliardi di
euro di evasione annui, denaro rapinato allo Stato.
E con un
debito pubblico alle stelle è un’autentica vergogna. Ma abbiamo una tassazione
del 43% tra le più alte. Una cosa che fa a pugni contro ogni logica e buon
senso. E poi l’ultima chicca: secondo la Corte dei Conti, solo il 17%
(diciassette) di evasione scoperta entra nelle casse dello Stato.
Credo che
questi numeri dovrebbero farci riflettere.
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