I media di destra e non solo hanno esultato quando il Tribunale di Milano ha assolto tutti gli imputati sugli abusi edilizi. Poi leggi il dispositivo della sentenza che in sostanza dice che assolve gli imputati, ma certifica che i titoli edilizi rilasciati dal Comune di Milano sono illegittimi e quindi abusivi. Gli imputati sono stati assolti perché erano in buona fede. Hanno agito fuori dalle regole perché non le conoscevano. Conoscevano, povere stelle, solo il c.d. Rito Ambrosiano, una prassi più forte della legge dove si può edificare un grattacielo di 80 metri di altezza facendolo figurare come una ristrutturazione di due palazzine di tre piani costruendolo sul cortile. Sembra incredibile, ma è così.
I vari
dipendenti comunali, i costruttori non sapevano che a Milano vigeva una prassi
fuorilegge, che andava contro le leggi regionali e nazionali.
Poi senti
un’intercettazione dell’architetto Marco
Engel a proposito delle Park Towers e non è proprio così: ”E’ una roba che grida vendetta. Che cazzo, com’è possibile che noi
abbiamo distorto la norma in maniera tale che un intervento di questa
dimensione possa essere un intervento di ristrutturazione con Scia? La cosa è
successa solo a Milano. E solo Milano che si sente forte abbastanza per dire:
chi se ne fotte”. Senza parole.
Per finire
il sindaco Sala dopo la sentenza si è lamentato della Procura milanese, protestando contro una
parte che usa “troppi aggettivi e
violenze verbali” nei processi. Si chiede se il Procuratore capo Marcello
Viola dia un giudizio positivo “dell’operato
del suo team”. Insomma, “per Sala, come
scrive Barbacetto, la Procura non è un’istituzione, è un team
con un capo a cui chiedere di mettere in riga i pm discoli”.
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