lunedì 29 giugno 2026

Ora siamo dall'altra parte del muro

Ecco un fatto del passato pubblicato da Fabrizio Esposito sul Fatto Quotidiano, che dovrebbe farci riflettere.

Era il 14 marzo del 1891 a New Orleans in Louisiana negli Usa, undici italiani, operai, piccoli ambulanti, un imprenditore e un politico locale, furono prima massacrati e poi due impiccati e nove fucilati. Fu il più grande linciaggio di massa accaduto negli Stati Uniti. Erano accusati di aver ucciso il capo della polizia locale che era sospettato di essere legato ad uno dei due clan mafiosi in guerra tra loro. Questi undici italiani furono uccisi a furor di popolo fomentato dall’allora sindaco della città. Diverse migliaia raggiunsero il carcere dov’erano rinchiusi gli italiani gridando slogan razzisti e sfondando tutto ciò che trovavano davanti. Dopo l’esecuzioni i cadaveri vennero esposti. Addirittura si racconta che alcune donne intinsero un fazzoletto nel sangue degli uccisi per avere un ricordo del linciaggio.

Poi nel processo furono tutti assolti. Erano innocenti, ma in quel periodo storico, gli italiani erano considerati dagli americani i peggiori soggetti, peggio dei neri, dei polacchi e degli irlandesi. Molti giornali sostenevano che dovrebbero essere tutti  espulsi. Era viva la xenofobia e il razzismo contro gli italiani da cui nacque il terribile episodio.

Solo nel 2019 New Orleans porse le scuse della comunità cittadina per questo tragico fatto.

Madre Francesca Cabrini è santa dal 1946. Era nata a Sant’Angelo Lodigiano in provincia di Lodi. Fondò l’ordine missionario del Sacro Cuore di Gesù e arrivò negli Stati Uniti nel 1889 con alcune consorelle. La loro missione fu assistere i migranti italiani, i più poveri di tutti e vittime di una persistente campagna d’odio.  Morì a Chicago nel 1917. Oggi santa Cabrini è la patrona dei migranti.

In quegli anni negli Usa scrisse: “Per me, servire il mio Paese significa farlo amare ai bambini affidate alle nostre cure. Significa educarli a non vergognarsi di essere italiani; significa favorire lo sviluppo di giovani che dimostreranno al loro Paese di adozione, che l’immigrazione italiana non è un elemento di pericolo”.

Sembra un clone della situazione attuale nel nostro Paese. Solo che siamo dall’altra parte del muro, ma la xenofobia e il razzismo sono identici.

La storia non ci ha insegnato nulla.

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