Ecco un fatto del passato pubblicato da Fabrizio Esposito sul Fatto Quotidiano, che dovrebbe farci riflettere.
Era il 14
marzo del 1891 a New Orleans in Louisiana negli Usa, undici italiani, operai, piccoli ambulanti,
un imprenditore e un politico locale, furono prima massacrati e poi due
impiccati e nove fucilati. Fu il più grande linciaggio di massa accaduto negli
Stati Uniti. Erano accusati di aver ucciso il capo della polizia locale che era
sospettato di essere legato ad uno dei due clan mafiosi in guerra tra loro. Questi
undici italiani furono uccisi a furor di popolo fomentato dall’allora sindaco
della città. Diverse migliaia raggiunsero il carcere dov’erano rinchiusi gli
italiani gridando slogan razzisti e sfondando tutto ciò che trovavano davanti. Dopo l’esecuzioni i cadaveri vennero
esposti. Addirittura si racconta che alcune donne intinsero un fazzoletto nel
sangue degli uccisi per avere un ricordo del linciaggio.
Poi nel
processo furono tutti assolti. Erano innocenti, ma in quel periodo storico, gli
italiani erano considerati dagli americani i peggiori soggetti, peggio dei
neri, dei polacchi e degli irlandesi. Molti giornali sostenevano che dovrebbero
essere tutti espulsi. Era viva la
xenofobia e il razzismo contro gli italiani da cui nacque il terribile
episodio.
Solo nel
2019 New Orleans porse le scuse della comunità cittadina per questo tragico
fatto.
Madre Francesca
Cabrini è santa dal 1946. Era nata a Sant’Angelo Lodigiano in provincia di
Lodi. Fondò l’ordine missionario del Sacro Cuore di Gesù e arrivò negli Stati
Uniti nel 1889 con alcune consorelle. La loro missione fu assistere i migranti
italiani, i più poveri di tutti e vittime di una persistente campagna d’odio. Morì a Chicago nel 1917. Oggi santa Cabrini è
la patrona dei migranti.
In quegli
anni negli Usa scrisse: “Per me, servire
il mio Paese significa farlo amare ai bambini affidate alle nostre cure.
Significa educarli a non vergognarsi di essere italiani; significa favorire lo
sviluppo di giovani che dimostreranno al loro Paese di adozione, che
l’immigrazione italiana non è un elemento di pericolo”.
Sembra un
clone della situazione attuale nel nostro Paese. Solo che siamo dall’altra
parte del muro, ma la xenofobia e il razzismo sono identici.
La storia
non ci ha insegnato nulla.
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