C’è qualcosa che mi sfugge nell’inchiesta della magistratura su possibili corruzioni avvenute alla Corte dei Conti. La Storia.
L’ex
presidente aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele, è in pensione dal
febbraio scorso. E’ accusato dalla Procura di Roma di corruzione e rivelazione
di segreto insieme all’ex consigliere della società Stretto di Messina Spa
Giacomo Saccomanno e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio.
Miele è
accusato di essersi adoperato da settembre 2025 per indirizzare il parere della
Corte dei Conti in senso positivo alla delibera del Cipess con cui il governo
ha approvato il progetto Ponte sullo Stretto di Messina. In cambio, Miele,
sempre secondo i pm che stanno indagando, accettava raccomandazioni e contatti per ottenere
incarichi prestigiosi e ben retribuiti nell’imminenza del suo pensionamento.
Ancora
quand’era in funzione gli è arrivato l’incarico nel collegio tecnico per la
realizzazione dell’Alta Velocità tra Verona, Vicenza e Padova. L’ha chiamato Rfi, la
società del gruppo Fs, che detiene il 5,8% della Soc. Stretto di Messina e il
36% attraverso l’Anas. E la stessa Webuild che dovrebbe costruire il Ponte.
Miele in una intercettazione dell’11 dicembre 2025 ad un sindaco di un comune
vicino a Verona ha detto: “Quando andrò
in pensione (…) io dovrei fare il
presidente di non so ancora … però mi hanno chiesto disponibilità … io ho
sparato alto … c’ho l’imbarazzo della scelta”. Per questo incarico, Miele, riceveva 300mila
euro l’anno. Sempre questo servitore dello Stato, tra luglio 2022 e il 31
dicembre 2025, per la Leonardo Spa (ex Finmaccanica) è stato il magistrato
delegato dalla CdC al controllo della gestione finanziaria. Lui assisteva alle
riunioni del Consiglio di Amministratore e del Collegio sindacale della
Leonardo e prendeva un gettone di presenza di 1000 (mille euro)!
Lo scorso
anno Salvini e i manager della Stretto di Messina, sono volati ad Osaka in
Giappone per imparare dai giapponesi come si costruiscono i grandi ponti. La
Soc. Ponte sullo Stretto compie
quest’anno 45 anni, infatti è nata nel 1981. Dalla nascita al 2013 tra
consulenze, studi, progettazioni è costata 1 (un) miliardo di euro!
Il
presidente della società è Pietro Ciucci, che coloro che seguono questo blog lo
hanno già conosciuto. Dal 2023, a pochi mesi dal suo riavvio, il costo del
personale era di 2,5 milioni per passare a dicembre 2024 a 9,1, dei quali 4,5
per i dirigenti. Poi il costo è salito tant’è che ad aprile scorso il costo
sale a 11,8 milioni di euro. In alcuni casi i dirigenti sfondano il tetto
previsto per gli emolumenti degli statali. Ad esempio un ex Leonardo, Andrea
Parrella incassa 357.890 annui; Francesco Parlato 319.450; Eugenio Fedeli 268.000;
Valerio Mele 265.000. Altri sono distaccati dalla loro casa madre che è l’Anas
di cui Ciucci è stato per molto tempo presidente. A proposito di guadagni,
Ciucci incassa dalla Società del Ponte, 296.000 ed ha una pensione di 358.000
che fa un totale 654.000 euro annui. Questo grazie ad una legge approvata nel
2023 dal governo Meloni che fino ad allora vietava il cumulo.
Come si può
capire, il Ponte sullo Stretto è un bengodi per molti. E lo sarebbe ancora di
più se l’opera partisse. Per farlo, io penso che molti venderebbero anche la
propria madre. E poi visto gli aumenti dei costi per il personale della
società, è del tutto evidente che il costo dell’opera dagli attuali 13,5
miliardo potrebbero raddoppiare!!
Ma c’è un
particolare di questa vicenda che non riesco a capire: Salvini, che è il padre
politico di qiuest’opera, di tutti questi magheggi illegali e non, non ne ha mai
avuto contezza? Se lui fosse all’oscuro di tutto questo, mi preoccupa la sua
ingenuità che spazia nella coglioneria. Questi che stavano complottando
affinché la Corte dei Conti desse il via libera all’opera lui ne era totalmente
all’oscuro? Tutto questo è stato fatto a sua insaputa? Per cui Salvini o è un
ingenuo, una Alice nel Paese delle Meraviglie, e quindi non può occupare
il suo ruolo di ministro per manifesta incapacità,
oppure è complice di queste manovre sotterranee.
Tertium non datur
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