venerdì 24 luglio 2026

Del Mastro vs Caroccia e il No

C’è un uomo politico che faceva parte di un governo che ha una relazione economica con un mafioso. C’è un capo di governo che afferma di essere entrata in politica perché ammiratrice di Paolo Borsellino, che per la sua lotta alla mafia è morto ammazzato. Addirittura l’uomo che occupa il ruolo nelle istituzioni immediatamente dopo il presidente della Repubblica, dichiara che se Borsellino fosse vivo, sicuramente farebbe parte del governo attuale, ovviamente per i suoi trascorsi antimafia.

Insomma abbiamo un governo che dice di essere un nemico giurato del mondo mafioso. Quanta ipocrisia!

Andiamo ai fatti. La procura di Roma sta indagando sull’ex socio di Del Mastro in un ristorante di Roma, Mauro Caroccia, prestanome dei Senese di Roma, uno dei più pericolosi clan mafiosi della capitale. Il pm chiede di poter usare le chat intercorse nel tempo tra l’ex sottosegretario Del Mastro e Caroccia nell’indagine contro il mafioso. I pm chiedono di aprire queste chat anche se Del Mastro non è indagato, per cercare degli indizi che possano servire per combattere e sbattere in galera i capi del clan Senese. E cosa risponde questa maggioranza che a parole dice di ispirarsi all’antimafia di Borsellino?

Dice che le prerogative del parlamentare sono più importanti della possibilità di dare un colpo mortale al clan dei Senese. E quindi sottraggono una parte delle indagini su delle possibili prove che potrebbero contenere le chat tra Caroccia e Del Mastro. Dicono anche che non hanno nulla da temere per il loro ex sottosegretario perché questi non ha fatto niente di cui rimproverarsi. Ma allora viene da chiedersi: se Del Mastro dice che non ha nulla da nascondere, possibile che indagini così importanti possano venire vanificati bloccando l'utilizzo delle chat, mentre la procura di Roma cerca di sconfiggere un clan pericoloso tra i più forti della capitale, solo per una prerogativa parlamentare?

Io penso, ma sarò tacciato sicuramente di malafede, che Del Mastro, uno degli uomini più potenti all’interno del partito della Meloni, abbia molto da nascondere, altrimenti i suoi colleghi della maggioranza non avrebbero deciso per il no al pm, una scelta che gli elettori perbene di questa maggioranza faranno molta difficoltà ad accettare. Altro che Borsellino è il loro nume tutelare sulla giustizia, come dicono spesso dalla Meloni in giù. Io penso che dopo questa vergogna, molti elettori perbene dei FdI non lo voteranno più e l’uomo, che la mafia ha fatto esplodere in via d’Amelio, si rigirerà nella tomba.

 

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