C’è un uomo politico che faceva parte di un governo che ha una relazione economica con un mafioso. C’è un capo di governo che afferma di essere entrata in politica perché ammiratrice di Paolo Borsellino, che per la sua lotta alla mafia è morto ammazzato. Addirittura l’uomo che occupa il ruolo nelle istituzioni immediatamente dopo il presidente della Repubblica, dichiara che se Borsellino fosse vivo, sicuramente farebbe parte del governo attuale, ovviamente per i suoi trascorsi antimafia.
Insomma
abbiamo un governo che dice di essere un nemico giurato del mondo mafioso. Quanta
ipocrisia!
Andiamo ai
fatti. La procura di Roma sta indagando sull’ex socio di Del Mastro in un
ristorante di Roma, Mauro Caroccia, prestanome dei Senese di Roma, uno dei più pericolosi
clan mafiosi della capitale. Il pm chiede di poter usare le chat intercorse nel
tempo tra l’ex sottosegretario Del Mastro e Caroccia nell’indagine contro il
mafioso. I pm chiedono di aprire queste chat anche se Del Mastro non è
indagato, per cercare degli indizi che possano servire per combattere e
sbattere in galera i capi del clan Senese. E cosa risponde questa maggioranza
che a parole dice di ispirarsi all’antimafia di Borsellino?
Dice che le
prerogative del parlamentare sono più importanti della possibilità di dare un
colpo mortale al clan dei Senese. E quindi sottraggono una parte delle indagini su delle possibili prove che potrebbero contenere le chat tra
Caroccia e Del Mastro. Dicono anche che non hanno nulla da temere per il loro ex
sottosegretario perché questi non ha fatto niente di cui rimproverarsi. Ma allora
viene da chiedersi: se Del Mastro dice che non ha nulla da nascondere,
possibile che indagini così importanti possano venire vanificati bloccando l'utilizzo delle chat, mentre la procura
di Roma cerca di sconfiggere un clan pericoloso tra i più forti della capitale,
solo per una prerogativa parlamentare?
Io penso, ma
sarò tacciato sicuramente di malafede, che Del Mastro, uno degli uomini più
potenti all’interno del partito della Meloni, abbia molto da nascondere,
altrimenti i suoi colleghi della maggioranza non avrebbero deciso per il no al
pm, una scelta che gli elettori perbene di questa maggioranza faranno molta
difficoltà ad accettare. Altro che Borsellino è il loro nume tutelare sulla
giustizia, come dicono spesso dalla Meloni in giù. Io penso che dopo questa
vergogna, molti elettori perbene dei FdI non lo voteranno più e l’uomo, che la
mafia ha fatto esplodere in via d’Amelio, si rigirerà nella tomba.
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