Oggi il gioielliere Roggero condannato per aver sparato e ucciso alle spalle dei rapinatori mentre fuggivano, poi la sentenza definitiva che ha portato in carcere l’ex capo delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Entrambi dei colletti bianchi, gente che non si sporca le mani con piccoli reati da strada. Per questi, sono state licenziate nuove leggi che non perdonano. Se rubi in un supermercato dei vasetti di tonno per un valore di qualche decina di euro, le sentenze di condanna sono pesanti. Ma se ammazzi proditoriamente due rapinatori e ferisci il terzo e vieni condannato per omicidio, trovi la sponda del vice primo ministro che vorrebbe, se lo potesse, addirittura candidare alle prossime elezioni. Un assassino condannato a 14 anni e 10 mesi di carcere eletto in Parlamento. Questa sarebbe la volontà di Salvini se le leggi lo permettessero.
Mentre il
caso Moretti è diverso. Dopo essere stato condannato definitivamente a 5 anni
di carcere per la strage di Viareggio, Moretti è entrato in prigione. Apriti
cielo, un uomo del calibro di Moretti in carcere assieme a dei ladruncoli di
strada è scandaloso. Questo è un comportamento di un Paese indegno che non tutela gli
uomini potenti! Ed ecco che è scattata l’iniziativa firmata da oltre 250 tra
capitani d’industria, dirigenti d’aziende pubbliche e politici di destra e alcuni
della c.d. sinistra a sostegno del "povero" Moretti. La Commissione ministeriale presieduta dal sottosegretario
alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto ha preparato una bozza di legge per dare uno scudo di cui potrebbe beneficiare anche Castellucci, ex
Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia condannato per il crollo del
ponte Morandi a Genova. Secondo loro, Moretti è stato condannato per il suo
ruolo, ma senza responsabilità personali. Eppure la sentenza smentisce
categoricamente questa tesi. Le responsabilità personali sono provate. Ma
secondo la Commissione Sisto, serve cambiare il Codice penale su questo
argomento con un nuovo comma: “In caso di adozione di un adeguato modello di organizzazione
e gestione (…), il datore di lavoro è punibile per i fatti (…) solo per colpa
grave”. Attualmente il datore di lavoro viene condannato come detto, se viene
provata che la colpa della morte o del ferimento di un lavoratore è sua
personale. Per cui secondo la bozza preparata da Sisto, i capi dell’azienda
rispondono penalmente per colpa grave solo se le loro imprese non hanno adottato
un “adeguato modello di organizzazione e
di gestione”. Con la nuova legge cambierebbe il paradigma, infatti
escluderebbe la responsabilità personale dei capi azienda a prescindere dall’efficacia
delle regole di attuazione. Insomma ancora una volta, la casta padrona si fa
una legge che li tutelerà ancora di più su eventuali nuove stragi, basta che
formalmente siano come legge comanda.
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