Nordio aveva fatto dell’abolizione dell’abuso d’ufficio la sua bandiera. Ora la direttiva europea anticorruzione chiede all’Italia il suo ripristino entro 24 mesi. Se non lo facesse, incorrerebbe nella procedura d’infrazione. L’Ue ha cambiato nome dell’abuso d’ufficio, ora si chiama: “Esercizio illegale di pubbliche funzioni”. Il reato previsto nella direttiva Ue viene spiegato così: “Adozione intenzionale di provvedimenti da parte dell’agente pubblico, nell’esercizio delle sue funzioni, che integrano gravi violazioni di disposizioni legislative e regolamentari. Tali comportamenti dovranno costituire reato nei singoli Stati”.
Inoltre la direttiva Ue prescrive agli Stati di includere nei loro sistemi giuridici anche il reato di traffico d’influenze, che in parte era stato abolito con l’abuso d’ufficio. Ad esempio, l’ex pm Palamara che nel 2023 aveva patteggiato una condanna per traffico di influenze per il “caso dell’Hotel Champagne”, grazie a Nordio e al suo governo, ha ottenuto la revoca della condanna!
E poi questa
direttiva anticorruzione dell'Ue, ha reso evidente il motivo della fretta del governo
nell’eliminazione dell’abuso d’ufficio . Il perché è presto spiegato: oggi non
sarebbe stato più possibile. Infatti dopo questa direttiva, non è più permesso
ai vari Stati, abolire un reato su cui
grava un obbligo europeo di penalizzazione.
Ma quello
che l’abolizione del reato ha procurato, sono le revoche delle condanne e i
proscioglimenti che ci sono stati nel frattempo e non si potrà ritornare
indietro. Se a questi personaggi che si sono salvati grazie a questa legge
meloniana, dovessi chiamarli con l’epiteto che si meritano, ovvero delinquenti,
se ti querelano vincerebbero la causa.
Così va
questa giustizia di classe in questo disgraziato Paese.
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