“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, questo recita la nostra Costituzione sulla guerra. Ma ora, molti se lo sono dimenticati. In Italia dal dopoguerra non si è mai parlato così tanto di armi per difendere lo Stato o da tenere in casa per “difendersi” dai malintenzionati. Siamo nel pieno di una preoccupante educazione bellica. Di un lavaggio del cervello. La guerra è presentata come un qualcosa di inevitabile che il genere umano nella sua storia ha sempre fatto.
Addirittura
il ministro della Difesa Crosetto, ha paragonato le armi come una medicina. Ma
per guarire da cosa?
Il “potere”
ci indica il nemico come nella storia lo ha sempre fatto per convincere il
popolo ad andare in guerra a morire.
In questa
ubriacatura non poteva mancare la c.d. sinistra, o meglio, quella che non è fan
di Meloni, ma vota in Europa come lei sulle varie guerre, e fa affermazioni sceme come: “La
sinistra non deve lasciare il tema della sicurezza alla destra”. Una
cazzata fuorviante.
Poi ci sono
delle teste pensanti che parlano di una predisposizione antropologicamente
deviata perché non è più disposta a combattere. Addirittura Nathalie Tocci,
Direttrice dell’Istituto affari Internazionali, ha un’idea geniale: “Un modo
per irrobustire le popolazioni consiste nell’inviare truppe sul terreno
dell’Ucraina…. Una forza di rassicurazione….Ma dispiegarla fin da ora prima di
un ipotetico cessate il fuoco, potrebbe giovare all’Europa, favorendo nei
cittadini lo sviluppo di una mentalità che li prepari meglio alla guerra…
Certo, ciò esporrebbe i soldati europei a gravi rischi…. Se i soldati europei
fossero schierati in Ucraina, la realtà della guerra apparirebbe più vicina”.
Spero che il prima possibile venga
portata via dall’ambulanza… per curarla dai suoi incubi.
Eppure la
Tocci è vista come una degli esponenti più autorevoli su queste problematiche.
Ci spiega che la guerra è vicina e osserva sgomenta che il 74% degli italiani
aborre la guerra, una disgrazia secondo le sue teorie. Tutto questo discutere
di guerra come fosse la cosa più normale al mondo, in realtà ha scopi economici
ben precisi. Ad esempio l’automotive
non funziona più, per cui serve riconvertire queste aziende in fabbriche di
armi. Armi che prima o poi, la storia ci insegna, verranno usate. Mentre per
entrare nel privato sembra che le nostre città siano diventate pericolose come
non mai. Mentre i dati ufficiali dicono il contrario. Ma è importante creare la
paura che viene percepita in maniera abnorme per i motivi descritti sopra.
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