sabato 1 agosto 2026

Gli italiani ripudiano la guerra

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, questo recita la nostra Costituzione sulla guerra. Ma ora, molti se lo sono dimenticati. In Italia dal dopoguerra non si è mai parlato così tanto di armi per difendere lo Stato  o da tenere in casa per “difendersi” dai malintenzionati. Siamo nel pieno di una preoccupante educazione bellica. Di un lavaggio del cervello. La guerra è presentata come un qualcosa di inevitabile che il genere umano nella sua storia ha sempre fatto.

Addirittura il ministro della Difesa Crosetto, ha paragonato le armi come una medicina. Ma per guarire da cosa?

Il “potere” ci indica il nemico come nella storia lo ha sempre fatto per convincere il popolo ad andare in guerra a morire.

In questa ubriacatura non poteva mancare la c.d. sinistra, o meglio, quella che non è fan di Meloni, ma vota in Europa come lei sulle varie guerre, e fa affermazioni sceme come: “La sinistra non deve lasciare il tema della sicurezza alla destra”. Una cazzata fuorviante.

Poi ci sono delle teste pensanti che parlano di una predisposizione antropologicamente deviata perché non è più disposta a combattere. Addirittura Nathalie Tocci, Direttrice dell’Istituto affari Internazionali, ha un’idea geniale: “Un modo per irrobustire le popolazioni consiste nell’inviare truppe sul terreno dell’Ucraina…. Una forza di rassicurazione….Ma dispiegarla fin da ora prima di un ipotetico cessate il fuoco, potrebbe giovare all’Europa, favorendo nei cittadini lo sviluppo di una mentalità che li prepari meglio alla guerra… Certo, ciò esporrebbe i soldati europei a gravi rischi…. Se i soldati europei fossero schierati in Ucraina, la realtà della guerra apparirebbe più vicina”.

Spero che il prima possibile venga portata via dall’ambulanza… per curarla dai suoi incubi.

Eppure la Tocci è vista come una degli esponenti più autorevoli su queste problematiche. Ci spiega che la guerra è vicina e osserva sgomenta che il 74% degli italiani aborre la guerra, una disgrazia secondo le sue teorie. Tutto questo discutere di guerra come fosse la cosa più normale al mondo, in realtà ha scopi economici ben precisi. Ad esempio l’automotive non funziona più, per cui serve riconvertire queste aziende in fabbriche di armi. Armi che prima o poi, la storia ci insegna, verranno usate. Mentre per entrare nel privato sembra che le nostre città siano diventate pericolose come non mai. Mentre i dati ufficiali dicono il contrario. Ma è importante creare la paura che viene percepita in maniera abnorme per i motivi descritti sopra.

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