mercoledì 12 agosto 2026

La casta padrona non si tocca!

Si mettono in galera i quattordicenni che fanno “casino” e alle volte cose feroci e pericolose. E non li si manda in istituti adatti per la loro età, ma direttamente nell’università della delinquenza che sono le nostre carceri. Così quando usciranno, saranno pronti per delinquere davvero. Questo governo fa la faccia feroce con i crimini da strada, ma contro i “colletti bianchi” lascia delle autostrade affinché questa casta padrona possa fare i suoi porcacci comodi. Per questi signori, si fa per dire, si trovano mille scappatoie. E’ come se uno parcheggia in divieto di sosta, per il comune cittadino c’è la sanzione, mentre per lor signori si sposterebbe il segnale di divieto un po’ più in la.

Il caso della Corte dei Conti è paradigmatica su quanto detto.

La nuova Corte dei Conti è stata ridimensionata da questo governo Meloni. Gli sono stati messi degli ostacoli mentre sta facendo il suo mestiere, ovvero, controllare se ci sono degli sprechi di denaro pubblico. Con una novità: uno scudo penale per i capi delle aziende sui reati commessi dai loro manager per il loro vantaggio. Tutto questo dopo che è stato condannato e incarcerato l’ex presidente delle Ferrovie dello Stato, Moretti, per il disastro di Viareggio dove sono morte 32 persone. Per il “potere castale”, un capo come Moretti in carcere, è un sacrilegio!

Dicevo del decreto attuativo sulla CdC approvato tra Natale e Capodanno che è già in vigore in alcune sue parti. Ad esempio è stato ridotto il danno materiale per cui se oggi degli esponenti delle istituzioni creassero dei danni all’erario pubblico, non dovranno risarcirlo in toto, com’era in passato, ma con un massimo del 30%. Il restante 70% andrà sul gobbone dei cittadini che pagano le tasse. Ora il quadro si sta completando. Quando degli amministratori locali creano danni all’erario superiori ai 10 milioni, i procuratori regionali dovranno sottoporre obbligatoriamente alla firma del procuratore generale a Roma gli atti più importanti del provvedimento. Che il procuratore generale può avocare a se. E il procuratore generale è nominato su proposta del governo!! Per cui questo creerà il classico collo di bottiglia che bloccherà le indagini pericolose per la casta e tutto si concluderà a tarallucci e vino. Ritorna il “porto delle nebbie” come veniva chiamata la magistratura romana prima di “Mani pulite”.

Per cui siamo alle solite con la Meloni: forti con i deboli e deboli con i forti.

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