sabato 15 agosto 2026

Menzogne e minchiate

Io credo che Pietro Senaldi, condirettore di “Libero”, quando scrive non rilegga ciò che scrive e quando parla non si senta.

Oppure è un giornalista che mente sapendo di mentire. Chi lo può sapere?

Su Giovanni Toti, ex presidente della Liguria , il quale ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi per corruzione e finanziamenti illeciti da tre imprenditori, ha scritto: “L’inchiesta Toti  finisce nel nulla…. Niente corruzione, niente voti di scambio, nessun passaggio di denaro, nessun sistema mafioso per ottenere soldi o consenso”. Tutto questo perché il Gup di Genova ha rinviato a giudizio 12 persone nel filone bis sul voto di scambio. Tra gli imputati, il più noto è Matteo Gozzani, l’ex capo di gabinetto di Toti quand’era governatore. Qualcuno nei Palazzi della Regione lo chiamava Rasputin. Contestualmente il Gup ha archiviato dalle accuse Toti, perché aveva già patteggiato la pena e perché non ci sono prove che lui sapesse di questi accordi che faceva il suo braccio destro.

Per cui aver dipinto in un editoriale Toti puro come un giglio è una grossa menzogna.

Sempre Senaldi in uno dei tanti talk cui partecipa ha detto una minchiata incredibile. Quando un altro giornalista stava parlando del caro energia e che con questo caldo i condizionatori andavano a manetta con dei costi pazzeschi, il Nostro se ne è uscito con un ragionamento che non sapevo se ridere o piangere per lo sconforto. Disse più o meno così: Con il cambiamento climatico abbiamo è vero delle estati più calde e quindi più costose, ma poi avremo degli inverni meno rigidi per cui spenderemo meno per riscaldarci e quindi i costi si pareggiano.

Io penso che un’idiozia simile sia dovuta alla calura. Se non fosse così e avesse detto questa stupidaggine scientemente, allora credo che lui sia convinto che le persone a cui si rivolge siano tutte beote e gonze e quindi facili da manipolare.

Non riesco a trovare altre spiegazioni.

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