lunedì 24 agosto 2026

Un nuovo indulto

Quando il campo progressista chiede conto sulla sicurezza a Meloni & C., questi scattano come una molla dicendo che la sicurezza per loro è al primo posto. E poi usano l'altro logoro slogan: Siete voi di sinistra che volete le porte aperte a tutti coloro che vorrebbero entrare in Italia illegalmente, mentre noi non li vogliamo e li combattiamo perché tra loro ci sono sicuramente degli stupratori, rapinatori, estorsori, borseggiatori, ladri d’appartamento, spacciatori e addirittura mafiosi.

Ora il ministro della Giustizia Nordio, per decongestionare le prigioni ha deciso uno “svuota carceri”. Un indulto mascherato, come dicono magistrati come Gratteri e Di Matteo. Nella norma è previsto il c.d. “patteggiamento speciale”. Se durante il processo il tossicodipendente o l’alcolista chiede di accedere al percorso terapeutico, evita il carcere se “la pena detentiva non supera gli 8 (otto) anni” e se il suo reato è correlato alla sua dipendenza. Per cui se il giudice ritiene gli accusati di stalking, di maltrattamenti in famiglia e non ci sono aggravanti, questi soggetti non entrano in carcere.  A proposito dell’”indulto” per i mafiosi, Di Matteo ci dice che: “la norma prevede soltanto una distinzione relativa alla pena da scontare, che può essere solo residuale: quattro anni per i reati più gravi, compresi quelli di mafia, otto per gli altri”: Sempre Di Matteo, riguardo ai tossicodipendenti, dice: “… non si parla del tossicodipendente autore di un furto per procurarsi una dose, ma di criminali che fanno parte di organizzazioni pericolose e strutturate. Non aver fatto alcuna distinzione, è un atto significativo anche a livello simbolico: il legislatore non vuole distinguere tra i reati di tipo mafioso e gli altri”. Poi alla domanda del giornalista: Ma un tempo i mafiosi non toccavano la droga che spacciavano, Di Matteo risponde:“… La situazione è cambiata: per gestire le piazze di spaccio le mafie assoldano sempre più soggetti con quel tipo di problemi. Lo stesso avviene per i killer: in certi casi le mafie usano tossicodipendenti per compiere reati di sangue. Adesso potranno scontare la pena in strutture di riabilitazione, dove il controllo dello Stato sarà inevitabilmente tenue e affievolito. O persino inesistente”. E gli effetti della nuova legge sugli uffici giudiziari? Di Matteo: “C’erano già migliaia di istanze di scarcerazione, visto che il testo unico sugli stupefacenti prevedeva comunque i domiciliari in alcuni casi. …. Ora arriverà una valanga di richieste difficilmente gestibili dagli uffici e dalle procure”. Come al solito questo governo fa delle leggi che poi sono impossibili da mettere a terra.

La “svuota carceri” è entrata in vigore, ma ci vorranno delle settimane perché diventi operativa. E’ stata approvata dalla Camera il 29 luglio scorso con i voti della maggioranza e l’astensione di Pd e Avs. Ha votato contro il M5Stelle che ha giustificato questo voto, che la 5 Stelle Valentina D’Orso sintetizza così: “Questo provvedimento consentirà a soggetti che si macchiano di reati gravi di non entrare neanche un giorno in carcere. Per cui un tossicodipendente potrà pensare di avere una licenza a delinquere. Potrebbero diventare manovalanza sfruttata dalle organizzazioni criminali, grazie al trattamento privilegiato a loro riservato”. Di questo provvedimento potranno beneficiarne circa 10.811 tossici e 3.772 alcolisti. Ma il prossimo anno ne potranno usufruire solo 500 perché, lo dice Nordio, sono stati stanziati solo 20 milioni di euro.

Come si può chiamare questo modo di procedere?

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