Siamo alla frutta. La storia delle accise e del bollo auto sono sintomatiche. Questo governo si è messo alla pari di quei giocatori da fiera paesana che turlupinano gli sciocchi con il gioco delle tre carte.
Ci hanno
fatto un mazzo così dicendo che non ci sono soldi per abbassare decentemente le
accise sui carburanti. Giorgetti non trova, o meglio non trovava tra le pieghe
del bilancio qualche centinaia di milioni.
Ma poi,
credo grazie ad una bacchetta magica, rinuncia a quasi 2,5 miliardi di euro di
introiti sui bolli delle macchine. E tutto questo dicendoci che questa è la
tassa più odiata dagli italiani.
E qui entra
di nuovo in scena “Pinocchio” Meloni. Lo scorso dicembre la stessa proposta di
abolire il bollo auto per alcune categorie, venne ai 5Stelle calabresi. La
Nostra la etichettò così: “Roba che Cetto
La Qualunque in confronto è Otto von Bismarck”. Ora la fa lei e dice che è
cosa buona e giusta.
Io penso che
chi oggi chiamasse la nostra presidente del Consiglio Cetto Meloni, nessuno
potrebbe scandalizzarsi.
Forse gli
manca, per essere come il personaggio interpretato da Antonio Albanese solo una
frase: “Chiù pilu pe’ tutti!”
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