Anna Maria Cisint è un’europarlamentare della Lega eletta dopo essere stata sindaco di Monfalcone. E’ una delle più sfegatate leghiste contro l’immigrazione specialmente quella musulmana.
Vorrei
raccontare un fatto che mi è successo quando facevo politica attiva.
Molti anni
fa ero il responsabile regionale dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Stavamo
raccogliendo delle firme per un referendum, ma non ricordo quale, davanti alla
Fincantieri di Monfalcone. Eravamo presenti con il nostro tavolino, Di Pietro,
il segretario provinciale di Gorizia, Luterotti e il sottoscritto. Luterotti ci aveva indicato l’ora in cui
uscivano dal turno di lavoro i lavoratori, come il momento più propizio per
raccogliere le loro firme.
Ebbene
quando queste persone hanno incominciato ad uscire, ci siamo resi conto, che la
stragrande maggioranza di questa gente non era italiana, tant’è che quando gli
invitavamo a firmare, la risposta era: “Non possiamo, non siamo cittadini
italiani”. Avrebbero firmato, ma non erano italiani perché quasi tutti
provenivano dal sud est asiatico dal colore della pelle e dai loro accenti. Per
farla breve, solo 5/6 di coloro che sono usciti dallo stabilimento Fincantieri,
erano italiani e ricordo che 5 di essi
hanno poi firmato.
Tutto questo
per dire cosa.
Senza questi
lavoratori stranieri, la Fincantieri di Monfalcone molto probabilmente
chiuderebbe. E questa gente ha famiglia e figli che vanno a scuola. Io penso
che questo governo che ha fatto un Decreto Legge affinché le classi scolastiche
non debbano avere più del 30% di alunni “stranieri”, sia una boiata pazzesca. Oltre
che inumana
Visto che i lavoratori della
Fincantieri di Monfalcone sono praticamente un terzo degli abitanti della città, com’è possibile che le classi scolastiche locali di
vario ordine e grado possano sottostare a questa stupida scelta meloniana?
E ancora.
La Cisint,
che è diventata popolare per essere una “nemica” di queste persone in
maggioranza musulmana, forse dovrebbe riflettere che questi suoi concittadini,
portano benessere a tutta la cittadinanza monfalconese. Ovviamente con qualche
disagio perché provenienti da Paesi con religioni e colture diverse. Dire no
senza fare queste valutazioni di buon senso, mi pare sia un metodo per
titillare i peggiori istinti dell’uomo. Ma così non si cresce né economicamente,
ma neppure umanamente.
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