sabato 26 settembre 2026

Fincantieri e DL scuola 30%

Anna Maria Cisint è un’europarlamentare della Lega eletta dopo essere stata sindaco di Monfalcone. E’ una delle più sfegatate leghiste contro l’immigrazione specialmente quella musulmana.

Vorrei raccontare un fatto che mi è successo quando facevo politica attiva.

Molti anni fa ero il responsabile regionale dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Stavamo raccogliendo delle firme per un referendum, ma non ricordo quale, davanti alla Fincantieri di Monfalcone. Eravamo presenti con il nostro tavolino, Di Pietro, il segretario provinciale di Gorizia, Luterotti e il sottoscritto.  Luterotti ci aveva indicato l’ora in cui uscivano dal turno di lavoro i lavoratori, come il momento più propizio per raccogliere le loro firme.

Ebbene quando queste persone hanno incominciato ad uscire, ci siamo resi conto, che la stragrande maggioranza di questa gente non era italiana, tant’è che quando gli invitavamo a firmare, la risposta era: “Non possiamo, non siamo cittadini italiani”. Avrebbero firmato, ma non erano italiani perché quasi tutti provenivano dal sud est asiatico dal colore della pelle e dai loro accenti. Per farla breve, solo 5/6 di coloro che sono usciti dallo stabilimento Fincantieri, erano italiani e ricordo che 5 di essi  hanno poi firmato.

Tutto questo per dire cosa.

Senza questi lavoratori stranieri, la Fincantieri di Monfalcone molto probabilmente chiuderebbe. E questa gente ha famiglia e figli che vanno a scuola. Io penso che questo governo che ha fatto un Decreto Legge affinché le classi scolastiche non debbano avere più del 30% di alunni “stranieri”, sia una boiata pazzesca. Oltre che inumana

Visto che i lavoratori della Fincantieri di Monfalcone sono praticamente un terzo degli abitanti della città, com’è possibile che le classi scolastiche locali di vario ordine e grado possano sottostare a questa stupida scelta meloniana?

E ancora.

La Cisint, che è diventata popolare per essere una “nemica” di queste persone in maggioranza musulmana, forse dovrebbe riflettere che questi suoi concittadini, portano benessere a tutta la cittadinanza monfalconese. Ovviamente con qualche disagio perché provenienti da Paesi con religioni e colture diverse. Dire no senza fare queste valutazioni di buon senso, mi pare sia un metodo per titillare i peggiori istinti dell’uomo. Ma così non si cresce né economicamente, ma neppure umanamente.

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