Il Paese di Crosetto si sente già in guerra. Ecco l’ultima azione del Nostro.
Sta mettendo
in piedi un dispositivo per delle missioni anche all’estero di 6.521 soldati,
1024 mezzi terrestri, 29 aerei e 5 unità navali. Una forza pronta a partecipare
in caso di crisi internazionali nell’ambito della Nato.
Infatti, l’11
settembre scorso, Grosetto ha firmato un decreto che è stato pubblicato mercoledì
nella Gazzetta Ufficiale. Questo decreto recita: “Fondo per gli assetti ad alta e altissima prontezza operativa”. Possono
entrare nei teatri di guerra prontamente, dopo una meticolosa preparazione. Il
costo di questa operazione è di 156 milioni di euro. La scelta del governo è
chiara: questa forza può entrare in una risposta militare rapida nell’ambito
Nato.
Ma quali
sono queste emergenze? Chi decide quando una crisi internazionale richiede
l’intervento dei nostri soldati? Lo deciderà il padre padrone dell’Occidente
Trump?
Forse
Crosetto invierà in qualche teatro di guerra dei nostri soldati all’insaputa
dei più, visto come è stato gestito l’invio di 500 militari italiani in Arabia
Saudita che gli italiani hanno avuto contezza dell’operazione solo attraverso i
media.
Da qualunque
parte la si veda, questa è una brutta storia per il nostro Paese.
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