sabato 10 ottobre 2026

Crosetto e la guerra

Il Paese di Crosetto si sente già in guerra. Ecco l’ultima azione del Nostro.

Sta mettendo in piedi un dispositivo per delle missioni anche all’estero di 6.521 soldati, 1024 mezzi terrestri, 29 aerei e 5 unità navali. Una forza pronta a partecipare in caso di crisi internazionali nell’ambito della Nato.

Infatti, l’11 settembre scorso, Grosetto ha firmato un decreto che è stato pubblicato mercoledì nella Gazzetta Ufficiale. Questo decreto recita: “Fondo per gli assetti ad alta e altissima prontezza operativa”. Possono entrare nei teatri di guerra prontamente, dopo una meticolosa preparazione. Il costo di questa operazione è di 156 milioni di euro. La scelta del governo è chiara: questa forza può entrare in una risposta militare rapida nell’ambito Nato.

Ma quali sono queste emergenze? Chi decide quando una crisi internazionale richiede l’intervento dei nostri soldati? Lo deciderà il padre padrone dell’Occidente Trump?

Forse Crosetto invierà in qualche teatro di guerra dei nostri soldati all’insaputa dei più, visto come è stato gestito l’invio di 500 militari italiani in Arabia Saudita che gli italiani hanno avuto contezza dell’operazione solo attraverso i media.

Da qualunque parte la si veda, questa è una brutta storia per il nostro Paese.

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