martedì 20 ottobre 2026

Non nel mio nome

Durante il Consiglio Europeo che si è tenuto giorni fa a Bruxelles, Zelensky, quando è entrato nella sala del Palazzo dove si teneva il Consiglio con i capi di Stato e di governo dell’Ue, ha ricevuto un caloroso applauso dai presenti. Il presidente ucraino nel suo intervento, dopo aver ringraziato l’Ue per il sostegno nel conflitto con la Russia, ha rinnovato la richiesta di aumentare ulteriormente gli aiuti di 70 miliardi di euro per l’anno 2027. Poi si è lamentato di Trump per la sua decisione di allentare le sanzioni sul gasolio russo e anche quando ha affermato che è lui, Zelensky che non vuole intraprendere una strada per la risoluzione pacifica del conflitto. Mentre lui sostiene che non sia vero.

Poi ha lanciato un monito all’Europa: “Se cadiamo non so cosa succederà. In 20 milioni scapperanno in Europa”.

Ora a casa mia questo si chiama ricatto. Ma l’Ue è troppo imbelle per reagire. Siamo governati da personaggi senza spina dorsale. Dopo che l’Europa si è dissanguata per la guerra in Ucraina, il suo presidente ci ricatta con un argomento come l’immigrazione che è molto sensibile politicamente in Europa.

Se l’Ue  fosse governata da uomini e donne con la schiena dritta, Zelensky questo ricatto non avrebbe potuto permetterselo.

Ricordo che nel periodo in cui Trump dava i numeri sui dazi, la massima carica istituzionale europea, von der Lehien, è andata a incontrare per chiedere un po’ di pietà a Trump in Scozia mentre questi giocava a golf.

Una scena che mi ha disgustato per la piaggeria che ha tenuto la presidente della Commissione europea con il criminale americano.

Un comportamento indegno da chi mi rappresenta nel mondo e quindi, come si dice in questi casi: non nel mio nome!

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