Gaetano Arnao è un ex consulente del governatore della Sicilia Schifani. In passato è stato anche vicegovernatore di FI in Regione. E’ accusato di aver intascato una tangente di 5mila euro negli uffici del Senato. Sono riusciti a prenderlo in flagranza mentre incassava questo denaro grazie ad un trojan inserito nel suo cellulare. Arnao è il marito di Giusy Bartolozzi, ex capo di Gabinetto di Nordio al ministero della Giustizia. Lei è indagata dalla procura di Roma per il “caso Almasri”, il torturatore e assassino egiziano che l’Italia, dopo averlo arrestato su richiesta della procura europea, lo ha rilasciato e poi accompagnato con un aereo di Stato in Egitto.
Sempre Arnao
è accusato di aver preso altre mazzette. Ad esempio, l’11 settembre scorso degli
operai che facevano dei lavori in casa sua, hanno trovato nascosta dentro un
orologio a pendolo una borsa di stoffa piena di banconote. Domanda: perché
nascondere del denaro in un orologio a cucù? Che provenienza avevano quei
soldi? Penso che, come l’ex ministro Di Lorenzo nei primi anni novanta nel
pouf del salotto teneva soldi e i
preziosi bottino di tangenti, anche un orologio a cucù non mi pare sia un luogo
adatto per tenere dei soldi se non fossero di provenienza illegittima. Nella
sua casa, su ordine della procura palermitana, erano state piazzate delle
telecamere e microspie nell’ambito di una inchiesta che ha coinvolto nove
persone. L’operaio che ha trovato il bottino in casa Arnao, grazie alle
telecamere si è potuto ascoltare la sua esclamazione dopo il ritrovamento: “Ci sono piccioli, c’è di moriri”.
Tradotto: “Ci sono soldi, c’è da morire”.
E così la segretaria di Arnao ha deciso di mettere la borsa con il denaro nella cassaforte. Tre giorni dopo le
telecamere hanno captato l’ira di Arnao che ha poi controllato che i soldi ci
fossero tutti. E visto che l’orologio non è più un nascondiglio sicuro, ha spostato
il contante tra i libri. La procura ha anche sentito Arnao inveire contro i
magistrati: “Ste merde di magistrati di
Palermo”. La scorsa settimana la procura di Palermo ha chiesto il suo
l’arresto.
E a proposito,
per non dimenticare, la Bartolozzi che è pure un magistrato, è quella che durante la
campagna sul referendum sulla magistratura sparò: “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che è un plotone di
esecuzione”.
Domandina
finale, secondo il buon senso e la logica, la moglie dell’Arnao, Giusy
Bortolozzi poteva essere all’oscuro di tutti questi maneggi di denaro del
marito? Non si è mai chiesta, visto che lei è una magistrata, da dove
venissero queste stecche per decine e decine di migliaia di euro?
Aah,
saperlo!
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