E questi
sarebbero i famosi “garantisti”.
La
magistrata che si occuperà del caso Ranucci è la stessa che si era occupata del
caso Almastri e che chiese l’autorizzazione alle Camere per processare per il
rilascio del torturatore egiziano, Nordio, Piantedosi e Mantovano, dopo che la
Corte Penale Internazionale ne aveva chiesto l’arresto. Questa magistrata si
chiama Donatella Casari.
Ora è nel
mirino della destra perché dovrà giudicare se Ranucci dovrà essere reintegrato
come conduttore di Report alla Rai, se non ci sono motivazioni che giustificano
la scelta della Rai meloniana di allontanarlo dal programma.
Ebbene i
media fiancheggiatori, Tv e giornali, di questa destra al potere, stanno
sparando contro questa giudice, perché sono abbastanza convinti che Ranucci
possa essere reintegrato al suo posto a Report. Una trasmissione, non
dimentichiamolo, che da tantissimo tempo è sotto gli strali di questa destra per
le numerose inchieste di Report sui loro partiti.
E quindi in
vista del verdetto della giudice, sparano contro di lei usando la tecnica
preventiva: questa è una giudice politicizzata di sinistra, vedi i casi
Almastri e le archiviazioni dell’ex premier Conte e il ministro Speranza
denunciati da migliaia di cittadini ai tempi del Covid. Il Giornale in prima pagina
spara: “Come è finito il fascicolo di
Ranucci nelle mani della giudice che voleva processare i vertici del governo
Meloni?”, insinuando in tal modo che la giudice è prevenuta verso la
destra. Oppure La Verità che intitola: “La
toga di Ranucci voleva processare Nordio”. La volpe Gasparri spara: “Ci diranno che è un caso, che non c’è nulla
di preordinato. Ma nessuno ci può vietare di pensar male o di avere qualche
pregiudizio”. Pittalis, deputato di
FI: “La scelta è quantomeno singolare”.
E la Giusi Bortolotti, ex capo di gabinetto di Nordio, imputata per false
informazioni proprio sul caso Almasri: “Se
è un caso… è un bel caso per Ranucci”. Insomma, questi personaggi sapendo
che non ci sono motivi validi per cacciare Ranucci da Report e quindi
probabilmente la sentenza sarà favorevole al conduttore per essere reintegrato nel programma Tv, si
preparano a sparare contro la giudice. Se invece la sentenza della giudice
Casari sarà sfavorevole a Ranucci, tutti zitti e mosca. Ma ecco perché sarà la
giudice Casari a decidere tra la Rai e Ranucci. Il presidente del Tribunale di
Roma Lorenzo Pontecorvo ha fatto una dichiarazione per rispondere alle
insinuazioni che ho evidenziato sopra: “…l’assegnazione del fascicolo relativo alla
controversia promossa da Sigfrido Ranucci è avvenuta nel rispetto delle analitiche
disposizioni tabellari vigenti da anni, le quali, mediante meccanismi
automatici, assicurano l’osservanza del principio costituzionale del giudice
naturale precostituito per legge”.
Per cui i
giornalisti e non solo che hanno fatto quelle insinuazioni, o sono degli
emeriti incompetenti che non conoscono le leggi, oppure sono in malafede. Io
personalmente propendo per la seconda ipotesi.
Nessun commento:
Posta un commento