Usano sempre la stessa tecnica: chiedere 100 per ottenere 50. E’ successo così prima del “Lodo Alfano”. Avevano chiesto che i processi in corso fino ad una certa data, fossero stoppati per un anno per fermare il processo di primo grado Berlusconi – Mills che si teneva nel tribunale di Milano. Questa proposta che avrebbe bloccato, secondo l’associazione magistrati, circa 100mila processi, era stata venduta all’opinione pubblica come una panacea che avrebbe risolto la situazione catastrofica dei nostri tribunali.
I cortigiani berlusconiani, senza nessuna vergogna, non si erano risparmiati nel dipingere quella soluzione utile, perchè andava incontro, così dicevano, alle esigenze dei cittadini. Le Camere Penali (gli avvocati), tutte le associazioni di categoria dei magistrati, le forze dell’ordine, i cittadini che non avevano portato il cervello all’ammasso, le opposizioni politiche si erano scagliati contro questa mostruosità. Descrivevano semplicemente la realtà: per salvare Berlusconi da un processo che stava andando a sentenza, stavano distruggendo quel po’ di giustizia che era rimasta nel nostro Paese. E così, dal cilindro di Ghedini e soci, uscì il “Lodo Alfano”. Con questa legge, Berlusconi sarebbe uscito dal suo processo milanese, senza bloccarne alcuno. Questa è stata la tattica: prima facciamo proposte che avrebbero distrutto la civiltà giuridica nel nostro Paese, poi mettiamo sul tavolo la vera proposta che è quella di salvare con una legge ad personam il nostro padre – padrone Berlusconi, e il nostro obbiettivo è raggiunto. E così è successo. Mills è stato poi condannato a 4 anni e 6 mesi per essersi fatto corrompere, mentre la posizione del corruttore il coimputato Berlusconi, è stata stralciata dal processo grazie a quella famigerata legge.
Ovviamente, solo formalmente non è stato condannato… ma questo è un altro discorso.
E ora arriviamo ai giorni nostri. Il governo ha presentato con un disegno di legge la riforma sulle intercettazioni della magistratura. Una riforma che è già passata con un voto di fiducia alla Camera. Questo disegno di legge è un guazzabuglio di regole che di fatto renderebbe inutile questo essenziale strumento investigativo. Si sono scagliati contro questa porcheria, le Camere Penali (gli avvocati), tutte le associazioni di categoria dei magistrati, le forze dell’ordine,i cittadini che non hanno portato il cervello all’ammasso, le opposizioni politiche con varie sfumature, (qualche indagato dell’opposizione ha interesse che questa legge vada in porto). E poi il presidente della Repubblica Napolitano. Il nostro presidente, ha convocato al Quirinale il ministro Alfano per comunicargli che questa legge così come è passata alla Camera non la firmerà. E così è ricominciato il solito giochino. Alfano, Ghedini e altri hanno già dichiarato che faranno modifiche al testo come ha suggerito il Presidente, per cui ci ritroveremo un nuovo DDl con qualche aggettivo e verbo diverso e così potranno gridare urbi et orbi che il nuovo DDL ha tenuto in debito conto i rilievi del presidente della Repubblica. Mentre questo disegno di legge, essendo al 90% da buttare, dovrebbe essere accantonato. Questa è la mia previsione. Chi vivrà vedrà!
6 luglio 2009
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