Quando l’Agenzia del farmaco ha introdotto la pillola abortiva anche nel nostro Paese, immediatamente e scattata la reazione della chiesa Cattolica. L’hanno chiamata, “una crepa nella civiltà”, “pesticida umano”. Le donne che abortiranno con la RU486 saranno scomunicate. Così pure i medici che la somministreranno. Questa è stata la reazione dei capi della gerarchia ecclesiastica.
Il giornale dei vescovi italiani, l’Avvenire, sta dedicando alla questione paginate su paginate.
Ora, che la chiesa Cattolica tuteli la vita dal concepimento è un fatto noto. Quello che però emerge con estrema chiarezza è che per le gerarchie cattoliche la vita umana non ha sempre lo stesso valore. Gli esempi non mancano. Quando il governo ha deciso di respingere senza pietà i derelitti che dal canale di Sicilia vogliono entrare nel nostro Paese, addirittura senza accertarsi se tra loro ci fosse qualcuno che ha i requisiti per chiedere asilo politico come prescrivono i trattati internazionali, i vescovi, il Papa non hanno preso una posizione pubblica altrettanto forte e decisa. L’Avvenire ha deprecato questi metodi ma usando toni soft. Sul caso Englaro è stata la stessa musica. Hanno accusato il padre di tutte le nefandezze, con dichiarazioni di fuoco delle più alte gerarchie e servizi giornalistici a nove colonne sull’Avvenire e sullo stesso Osservatore Romano. In Friuli V.G. la Lega sta facendo la voce grossa per chiudere gli ambulatori che ricevono pazienti extracomunitari entrati illegalmente nel nostro paese. Anche su questo tema la chiesa Cattolica dovrebbe fare dei passi importanti per bloccare questa deriva razzista, magari minacciando la scomunica (ci ricordiamo tutti la parabola del buon samaritano), invece la scomunica viene inflitta a quelle donne che decidono di abortire, oppure come è avvenuto recentemente in Brasile, dove sono stati scomunicati la mamma e il medico che ha fatto abortire una bambina di 9 anni in attesa di due gemelli frutto di uno stupro, quando è evidente che la gravidanza a quell’età avrebbe messo in pericolo pericolo la sua vita.
E così, a causa di questa latitanza della Chiesa ai più alti livelli su queste problematiche, un candidato alle Europee leghista si è permesso un poster elettorale con questo slogan: “Meno burka, più Valori Cristiani, più sicurezza”.
La Chiesa Cattolica deve, quindi, scegliere quale fede vuole interpretare: quella dei deboli, dei poveri e quindi evangelica, oppure segue mammona, quella che ammicca al potere temporale, mondano ed è cieca, sorda e muta quando questo potere, xenofobo e razzista, sventolando i ”Valori cristiani”, calpesta l’autentica parola del Vangelo.
20 agosto 2009
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