L’articolo 54 della Costituzione che chiude la 1° parte, quella che enuncia i principi fondamentali, cita al primo comma : ogni cittadino è tenuto a rispettare la Costituzione e le leggi, e poi aggiunge che chi ricopre pubbliche funzioni, oltre a rispettare la Costituzione e le leggi, è tenuto ad adempierle “con disciplina e con onore”. Per cui chi ricopre funzioni pubbliche: politici, sindaci, medici, insegnanti, poliziotti, magistrati ecc., oltre che osservare le leggi come è tenuto a fare qualsiasi cittadino, devono rispettarle con “disciplina e onore”.
Questo è il richiamo che la nostra Costituzione ha previsto e che si chiama: “etica pubblica”. E’ questo comma costituzionale, questo richiamo all’”etica pubblica” che è praticamente scomparsa dalla vita politica e sociale italiana. Accanto alle regole giuridiche servono anche comportamenti etici che non sono regole codificate, che non costituiscono necessariamente un reato, ma che i cittadini dovrebbero esigere da chi ha un ruolo di governo e di controllo della società. Nei Paesi di democrazia matura, ai politici che decidono il futuro della gente, vengono censurati i conflitti di interesse. Per chi ha ruoli pubblici importanti è eticamente sconveniente partecipare a dei “festini” coinvolgendo prostitute, mentire pubblicamente, spergiurare sui figli, partecipare a cene dove sono ospitati giudici costituzionali che poi dovranno decidere le sorti di una legge che interessa direttamente l’ospite. Insomma, chi è pubblico ufficiale deve essere un esempio per i cittadini. Se vedessimo il nostro sindaco in un ristorante ubriaco magari infastidire altri clienti, probabilmente non infrange la legge, però è eticamente censurabile. L’etica è una convenzione non scritta che, nei Paesi civili, tutti sono tenuti a rispettare. Olmert, l’ex primo ministro di Israele, si è dimesso quando è stato accusato di corruzione. Non è stato ancora condannato, ma l’etica esige che chi è coinvolto in questi processi deve farsi da parte. Un’altro esempio di etica pubblica ci viene dalla Germania. Il governatore della banca centrale tedesca si è dovuto dimettere perché aveva accettato da una banca privata tedesca il pagamento del conto di 3 giorni di un albergo di Berlino dove era stato ospite con la moglie. In questo caso il governatore non aveva infranto nessuna legge. E’ stata infranta però l’etica che gli impediva di ricevere dei regali da istituti di credito sotto il suo controllo. Da noi per poter allontanare l’ex governatore della banca d’Italia Fazio, che aveva intrallazzato con operatori finanziari, sono dovuti intervenire i carabinieri. Questi due esempi fanno emergere con chiarezza la differenza di etica pubblica esistente tra l’Italia e la Germania. E poi i pregiudicati che siedono sugli scranni in Parlamento, in uno Stato normale non potrebbe essere possibile. Senatori condannati per mafia. L’ex sindaco di Catania che ha portato quasi al fallimento il bilancio comunale, viene ricompensato con un seggio in Parlamento. Come vedete la disciplina e l’onore non mi sembra siano virtù praticate nel nostro Paese. Ormai gli italiani si sono assuefatti ad una società che delle regole etiche non sa cosa farne. Grazie ai cattivi esempi che ci vengono dall’alto, abbiamo perso la capacità di indignarci contro coloro che fanno strame del vivere civile. Se la società italiana non riprenderà la strada virtuosa che obbliga chi ha un potere pubblico a comportarsi eticamente in modo corretto, il nostro Paese diventerà, e lo già abbastanza, preda della “legge della giungla”: Il più forte vince sempre, anche se non ha ragione. Non è una società giusta dove è piacevole viverci.
5 settembre 2009
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