lunedì 16 novembre 2009

La lunga notte della democrazia in Italia

Il ministro dell’(In)Giustizia, Angelino Alfano, aveva dichiarato che in Italia i processi penali durano mediamente 7 anni e mezzo. Ora, dice che è favorevole al disegno di legge che accorcia i tempi del processo a 6 anni. 2 anni per il 1° grado, 2 anni per l’Appello e 2 anni per la sentenza definitiva della Cassazione. Se entro questi tempi il processo non si conclude, questa legge lo ferma e lo dichiara chiuso, morto, prescritto. Ma allora o mentiva sulla durata dichiarata precedentemente, oppure egli è cosciente che questo disegno di legge sarà la pietra tombale dello stato di diritto nel nostro Paese. Se questo DDL diventasse legge, Berlusconi si vedrebbe prescritti due dei suoi processi più pericolosi: il processo Mills e quello Mediaset sui fondi neri. Poi, però, visto che la legge vale per tutti, si bloccheranno definitivamente per prescrizione anche molti altri processi per reati quali: corruzione semplice e in atti giudiziari, concussione, abuso d’ufficio, frodi fiscali, truffa semplice e aggravata, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, ricettazione, vendita di prodotti contraffatti, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, calunnia, falsificazione di documenti, falsa testimonianza, omicidio colposo, maltrattamenti famigliari, incendio doloso, aborto clandestino e altri reati che prevedono una pena massima di 10 di carcere. Non male per un governo che ha vinto le elezioni garantendo più sicurezza ai cittadini. Dimenticavo. La Lega ha voluto togliere tra i reati da prescrivere in 6 anni quello sulla clandestinità. Questa boiata è funzionale nella discussione parlamentare: verrà cassata con un finto dispiacere leghista e per dimostrare la buona volontà di questa maggioranza golpista di prendere in considerazione altre proposte.
Questa destra ha spesso usato questa tecnica del chiedere 100 per ottenere 50.
Inutile fare i nomi di coloro che faranno salti di gioia se questa porcata diventasse legge dello Stato. Comunque sia, chi è innocente non potrà più dimostrarlo, mentre chi è colpevole ne uscirà puro come un giglio. Come vado dicendo da tempo, la nostra democrazia è in grave pericolo.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi o forse lo è già!

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