I cortigiani del sultano di Arcore, dopo che il pentito mafioso, Gaspare Spatuzza ha rivelato che Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri erano referenti di "Cosa nostra" nel periodo delle stragi dei primi anni novanta, dichiarano come una giaculatoria che ciò non può essere vero, perché il governo di Berlusconi e quello che ha fatto di più contro la mafia.
A me non pare proprio. Vediamo i fatti.
Questo governo ha già fatto approvare in Senato una legge sulle intercettazioni che di fatto le blocca, anche se per i reati di mafia formalmente sono mantenute. Infatti non è possibile sapere prima di iniziare le indagini, se i soggetti che si vorrebbero intercettare sono dei mafiosi.
Poi c’è l’emendamento che stabilisce che i beni confiscati alla mafia saranno messi all’asta con la concreta possibilità che i mafiosi, attraverso dei prestanomi, li ricomprino. La legge attuale prevede la gestione di questi beni sequestrati a società no profit di cui “Libera” di don Ciotti, ne è un ottimo esempio.
E ancora. Berlusconi e il cofondatore di Forza Italia Dell’Utri dichiarano con tranquillità che il pluriomicida mafioso Mangano, (lo “stalliere” di Arcore) è un eroe!! Illuminante.
La questione poi del comune di Fondi in provincia di Latina.
Un comune che il prefetto e il ministro dell’Interno Maroni avevano chiesto lo scioglimento del consiglio comunale per mafia, non è stato sciolto per più di un anno come sarebbe stato doveroso.
Senza dimenticare il caso del sottosegretario del PDL, Cosentino. Il giudice aveva chiesto l’arresto per la sua vicinanza alla camorra casalese, ma la maggioranza lo ha salvato non solo dalla galera, ma anche dalla mozione dell’opposizione che lo voleva fuori dal governo.
Infine, l’ultima stupidaggine.
Il sultano e i suoi più stretti cortigiani, insistono col dire che questo governo ha preso più latitanti di ogni altro esecutivo. C’è anche qualcuno che con sprezzo del ridicolo ha dichiarato che sono stati tradotti nelle patrie galere in media 8 mafiosi al giorno.
E’ giusto ricordare, visto che una scemenza ripetuta più volte diventa credibile, che la cattura dei latitanti mafiosi non è merito del governo, ma delle forze dell’ordine e dei tanto vituperati magistrati che li coordinano. Già con questi pochi esempi inconfutabili, si può tranquillamente affermare che il governo Berlusconi e i suoi maggiordomi non combatte la mafia, ma forse, e questo lo decideranno i giudici, è anche complice di questo cancro che sta mangiando il nostro Paese.
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