La “guerra” tra Berlusconi e Fini è sotto gli occhi di tutti. Ogni giorno sul giornale di famiglia, tramite il fido Feltri, il presidente della Camera viene attaccato ad alzo zero. Ora sta emergendo un altro casus belli: la nomina a sottosegretario di Daniela Santanchè. Berlusconi vorrebbe farla entrare nel suo governo perché porta in dote 700mila voti, così si evince da dichiarazioni di qualche suo maggiordomo. Gli ex di A.N. non sono d’accordo. Santanchè è uscita da A.N. assieme a Storace sbattendo la porta. Per cui, agli ex aennini, questa nomina non piace proprio. Addirittura il capogruppo Gasparri dichiara che: “la nomina deve essere un momento unificante e non di divisione”.
Ma c’è un particolare di questa querelle che pochi hanno sottolineato: la nomina a sottosegretario di Daniela Santanchè è necessaria per il buon funzionamento del governo? I costi che l’erario pubblico dovrebbe sostenere, per l’entrata al governo dell’ex avversaria di Veltroni e Berlusconi alle ultime politiche, sono giustificabili? Oppure la nuova poltrona verrà assegnata alla Santanchè solo perché saranno voti in più per il PDL? Comunque la si giri, questa storia mi pare sia l’ennesima prova che la nostra classe politica, con poche eccezioni, vive realtà che sono fuori dal comune sentire. Ma tutto questo avviene perché i cittadini sono ormai assuefatti a qualsiasi scelta che la casta politica mette in campo.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi. O forse lo è già.
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