E la Lega non batte un colpo.
Questo partito che si dichiara in prima linea contro la criminalità, che non perde occasione per gridare alto e forte la sua battaglia per la sicurezza dei cittadini, sulla fogna mafiosa e sulle varie confraternite più o meno segrete che stanno emergendo, il suo silenzio è totale.
Anzi, offende Saviano, un simbolo della lotta a tutte le mafie che infestano il nostro Paese, e che ha un’unica colpa: aver denunciato le infiltrazioni mafiose anche nelle regioni settentrionali.
Sono lontani i tempi in cui Bossi accusava Berlusconi di essere mafioso. Oggi sono come si dice in questi casi: “culo e camicia”.
Ma Bossi e compagni continuano a imbrogliare i loro elettori, facendo credere loro che sono impegnati contro il crimine per garantire la nostra sicurezza grazie a quattro telecamere piazzate nelle città e a quattro pensionati bardati di verde che le pattugliano.
Blaterano che, grazie al ministro Maroni, sono stati associati alle patrie galere molti latitanti mafiosi, quando, anche i bambini lo sanno, queste catture vanno a merito delle forze dell’ordine e della magistratura che le guida.
Mentre Maroni dovrebbe spiegare perché il comune di Fondi nel Lazio, non sia stato a suo tempo commissariato per infiltrazioni mafiose, come chiedeva insistentemente il prefetto di Latina, Frattasi. Dovrebbe spiegare perché nel DDL sulle intercettazioni ha appoggiato l’abolizione della cosiddetta “legge Falcone”, fortemente voluta dal pm morto ammazzato, perché la riteneva essenziale per combattere le organizzazioni criminali.
Perché, sempre Maroni, ha introdotto la possibilità di vendere all’asta i beni sequestrati alla mafia, dando così la possibilità ai mafiosi di ritornarne in possesso attraverso dei prestanome?
E ancora. Perché la Lega in Parlamento non ha fatto mancare il proprio voto sulla revisione delle norme sui pentiti, rendendo più difficile per i mafiosi che si pentono la collaborazione con i magistrati?
Perché hanno votato, a suo tempo, pure la porcata che avrebbe ucciso 100mila processi con il progetto berlusconiano del cosiddetto”processo breve”, un eufemismo per non chiamarlo: processo morto?
Una norma ad personam per salvare dai tribunali l’imputato, Berlusconi.
Perché Bossi sta cercando di salvare qualche centinaio di produttori di latte imbroglioni, dal pagare le multe che l’EU aveva comminato loro? Mentre il 95% dei produttori di latte che sono stati corretti, devono stare zitti e mazziati?
Insomma basta finzioni: la Lega da quale parte sta? Sta con le persone perbene, con i cittadini onesti, oppure ha cambiato il suo “Dna” ed è diventato un partito da prima Repubblica, tutta dedita a occupare poltrone e potere, diventando complice delle tante leggi schifezze confezionate per il re Sole di Arcore?
Bossi dica ai suoi elettori se sta con Saviano, oppure con i Cosentino, i Dell’Utri, i Caliendo, i Verdini e compagnia bella.
Ormai la foglia di fico delle telecamere in strada e delle Ronde Padane, si sta sbriciolando davanti ai fatti. Il pericolo per i cittadini onesti e perbene, non sono gli immigrati, ma questa casta politica che ci governa e che è funzionale per la crescita della corruzione nel nostro Paese, creando quel brodo di coltura adatto a far si che, lo ha quantificato la Corte dei Conti, in Italia il costo annuale della corruzione sia di 60 miliardi di euro.
La stessa Corte, attraverso il suo nuovo presidente, ha dichiarato: nel Paese c’è “una questione etica”; “manca il senso sacrale del pubblico denaro”; “la crisi ha evidenziato come lo sperpero sia davvero un danno per l’interesse pubblico”; “c’è un patema morale”.
Insomma un Paese in queste condizioni, etiche, economiche e anche sociali non è pronto per il federalismo, anche se Bossi e compagnia bella lo ripetono come un mantra.
Questo slogan è utile solo per carpire i voti dei gonzi che ci credono ancora nonostante tutto.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi.
Oppure lo è già!
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