Quando è uscito nelle sale cinematografiche il film di Sabina Guzzanti, Draquila, tutti i maggiordomi ed i cortigiani del re Sole di Arcore hanno gridato allo scandalo. Quando Draquila è stato invitato al festival di Cannes, il ministro Bondi si è rifiutato di parteciparvi come rappresentante del governo italiano, perché questo film, a sua veduta, diffamava l’Italia. Invece, a mio parere, Draquila, dovrebbe essere proiettato nelle scuole come esempio su ciò che la manipolazione mediatica riesce a inculcare alle menti dei cittadini a dispetto della realtà vera.
Ci è stato detto che all’Aquila tutto andava bene. Che la ricostruzione era partita spedita. Berlusconi si era recato all’Aquila ventisette volte ed erano boati di meraviglia. Al G8, il re Sole di Arcore, davanti ai grandi del Mondo, prometteva che: “ Rifaremo l’Aquila più bella in 4 anni”; “Nessun (terremotato) sarebbe stato lasciato solo”. Oggi, come dice un assessore della giunta comunale dell’Aquila, Stefania Pezzopane, “a 15 mesi dal terremoto ci sono ancora 56 mila persone che vivono fuori casa. Molti sono in albergo, altri in case di parenti e amici sparpagliati in tutta la Regione, 18 mila nelle nuove abitazioni del progetto C.A.S.E.” Poi continua: ”Ci hanno usato nei primi mesi della propaganda, ci hanno esibito tutti i giorni in televisione quando eravamo l’oggetto del miracolo berlusconiano. Ora che le cifre e la rabbia smentiscono tutta la propaganda che hanno costruito sul nostro dolore, i telegiornali davanti a noi scappano”.
Continua ancora la Pezzopane: “Berlusconi è venuto a l’Aquila l’ultima volta a gennaio, 7 mesi fa. Si è spaventato dei fischi. Da allora non si è più visto”. Mentre un paio di mesi prima aveva consegnato le case dei nuovi quartieri con un set televisivo che, si è saputo poi, è costato quasi 300mila euro per saldare un’azienda specializzata in questo genere di riprese e poi questo filmato è passato in tutte le televisioni. Insomma, contrariamente a Draquila della Guzzanti che è un vero film documentario, Berlusconi, all’Aquila, si produceva in una fiction televisiva.
Fortunatamente, queste messinscene sono state smascherate. Le varie manifestazioni dei terremotati, come quelle delle carriole che spostavano le macerie dal centro cittadino che a 15 mesi dal sisma non è neppure iniziata la loro rimozione, ci hanno fatto aprire gli occhi sulla cruda realtà. Ma l’ultima manifestazione dei terremotati che si è svolta a Roma da cinquemila abruzzesi terremotati, ha fatto cadere anche l’ultima, grottesca, maschera del berlusconismo. Queste donne e uomini di tutte le età, si erano recati con pullman e auto nella capitale per manifestare, pacificamente, la loro disperazione ai Palazzi del potere. Sono stati presi a manganellate dalle forze dell’ordine. Persone che probabilmente non avevano mai partecipato a questo tipo di manifestazioni, si sono trovate nel mezzo di tafferugli che avevano visto solo in TV. Mentre chiedevano al governo solo il rispetto delle promesse, sono stati bloccati e pestati con i manganelli.
Una reazione da Stato di polizia.
Ma il massimo della vigliaccheria, Berlusconi lo ha raggiunto nella conferenza stampa indetta dopo questa manifestazione. Questo dittatorello (per la statura), ha dichiarato senza provare nessun imbarazzo, che la ricostruzione dell’Aquila spetta alle Istituzioni locali. Una frase che spiega più di ogni altra considerazione, il cinismo di quest’uomo che non ha nessuna remora nel gettare la croce addosso a chi non ha nessuna colpa di questo stato di cose, visto che la regione Abruzzo, la provincia e il comune dell’Aquila non potranno mai iniziare la ricostruzione delle zone terremotate senza i fondi del governo. Dire che queste Istituzioni locali devono essere i protagonisti nella ricostruzione senza dare i finanziamenti necessari, è una autentica porcata degno di un uomo ed un governo dittatoriale senza scrupoli.
E’ buio nel nostro Paese.
E’ calata la notte sulla nostra Repubblica.
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