giovedì 8 luglio 2010

Sanità pubblica da terzo o quarto mondo

Recentemente il TG3 delle 19.00 ha mandato in onda un servizio sulla situazione ospedaliera di Roma. In un nosocomio pubblico, il S.Filippo Neri, sembrava di vivere una realtà da terzo o addirittura da quarto mondo. Le persone lasciate ammassate per giorni sulle barelle nei corridoi perché non si trova un letto libero. Uomini e donne in una promiscuità sconvolgente. Gente ammalata lasciata al loro destino, è il caso di dirlo, senza che il personale sanitario possa farci nulla. E’ stato intervistato un primario e alla domanda del giornalista su come sarà il futuro alla luce degli ultimi tagli sulla Sanità contenuti nella manovra finanziaria in discussione in Parlamento, questo medico ha risposto: non voglio neppure pensare cosa succederà dopo.
Per cui è evidente che questa Sanità già simile ad un suk orientale, peggiorerà ulteriormente.
Nei prossimi tre anni, c’è un blocco del turn-over per cui si potrà sostituire il personale che va in pensione solo in minima parte e con la diminuzione di posti letto negli ospedali in quasi tutte le regioni, per cui è facile immaginare che la nostra Sanità subirà un’ulteriore diminuzione nella qualità dei servizi erogati.
La popolazione invecchia, la richiesta di sanità aumenta e nel nostro Paese la Sanità pubblica diminuisce il servizio, mentre stanno aumentando a dismisura le strutture sanitarie private. Per cui avremo una Sanità privata importante che, anche senza essere convenzionata con le Regioni, sarà fruibile per quei cittadini che se lo possono permettere; mentre per la stragrande maggioranza della popolazione che non può permettersi il ricovero in una clinica privata, si dovrà misurare con una sanità ospedaliera pubblica sempre più povera.
Questi sono i problemi che la nostra classe dirigente dovrebbe affrontare e risolvere.
Invece il governo e il Parlamento, da quando si sono insediati, sono impegnati a tempo pieno a risolvere i guai giudiziari di Berlusconi e famigli.

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