Recentemente il TG3 delle 19.00 ha mandato in onda un servizio sulla situazione ospedaliera di Roma. In un nosocomio pubblico, il S.Filippo Neri, sembrava di vivere una realtà da terzo o addirittura da quarto mondo. Le persone lasciate ammassate per giorni sulle barelle nei corridoi perché non si trova un letto libero. Uomini e donne in una promiscuità sconvolgente. Gente ammalata lasciata al loro destino, è il caso di dirlo, senza che il personale sanitario possa farci nulla. E’ stato intervistato un primario e alla domanda del giornalista su come sarà il futuro alla luce degli ultimi tagli sulla Sanità contenuti nella manovra finanziaria in discussione in Parlamento, questo medico ha risposto: non voglio neppure pensare cosa succederà dopo.
Per cui è evidente che questa Sanità già simile ad un suk orientale, peggiorerà ulteriormente.
Nei prossimi tre anni, c’è un blocco del turn-over per cui si potrà sostituire il personale che va in pensione solo in minima parte e con la diminuzione di posti letto negli ospedali in quasi tutte le regioni, per cui è facile immaginare che la nostra Sanità subirà un’ulteriore diminuzione nella qualità dei servizi erogati.
La popolazione invecchia, la richiesta di sanità aumenta e nel nostro Paese la Sanità pubblica diminuisce il servizio, mentre stanno aumentando a dismisura le strutture sanitarie private. Per cui avremo una Sanità privata importante che, anche senza essere convenzionata con le Regioni, sarà fruibile per quei cittadini che se lo possono permettere; mentre per la stragrande maggioranza della popolazione che non può permettersi il ricovero in una clinica privata, si dovrà misurare con una sanità ospedaliera pubblica sempre più povera.
Questi sono i problemi che la nostra classe dirigente dovrebbe affrontare e risolvere.
Invece il governo e il Parlamento, da quando si sono insediati, sono impegnati a tempo pieno a risolvere i guai giudiziari di Berlusconi e famigli.
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