Il 3 agosto scorso, sulla Stampa di Torino c’era un articolo di Massimo Gramellini che spiega più di mille saggi quanto la legge nel nostro Paese sia forte con i deboli e debole con i forti.
Ecco il testo:
“Enrichetto ha 55 anni e un cuore di bambino. Gira in bicicletta, estate e inverno, nascosto sotto un cappello con la coda che i bambini veri si divertono a tirare. Un giorno in cui pedala troppo a zig-zag viene fermato per guida in stato di ebbrezza. Due mesi agli arresti domiciliari, come uno della Cricca. A lui sta persino bene, basta non gli tolgano il suo cane e il suo cappello. Una mattina si alza con la voglia di un salame. Ricorda di averlo visto nella vetrina del macellaio, prima del suo arresto, chissà se c’è ancora. Esce per andare a controllare. Una vicina che si è autoassegnata l’incarico di fare la guardia lo intercetta attraverso lo spioncino e avverte i carabinieri. Allarme, il prigioniero è evaso! Enrichetto torna a casa col salame, tutto contento, ma sulla porta trova le guardie. Adesso giace nell’infermeria del carcere astigiano di Quarto. Rifiuta il cibo, come chi si sta lasciando morire. La sua non è una protesta. E’ che gli è venuta la malinconia. Sa che a settembre lo condanneranno per evasione e a lui non sembra giusto, ecco. Tutto perché una volta è salito in bici un po’ brillo e un’altra volta è uscito di casa per comprare un salame. Per favore, Enrichetto, ricomincia a mangiare. Ti prometto che un giorno instaureremo la repubblica del buonsenso, dove le leggi non saranno più il trastullo dei potenti e la trappola dei semplici. E se nel frattempo qualche magistrato chiudesse un occhio sui tuoi efferati delitti, a casa ci sono un cane, un cappello e un salame che ti aspettano per festeggiare.”
Ora vediamo un altro caso.
Fabrizio Corona, noto fotografo imputato in processi di varia natura.
Negli ultimi due anni, è stato preso quattro volte di cui due nell’ultima settimana,alla giuda senza la patente (gli era già stata ritirata). Il codice dice con chiarezza che chi commette in due anni tre infrazioni di questo tipo è sanzionato con un anno di carcere. Ebbene, Corona, ormai diventato un eroe per molti giovani, giorni fa è stato bloccato da una volante della polizia in una strada di Milano in sella ad una moto di grossa cilindrata, ovviamente senza patente di guida.
Appena fermato, con l’arroganza che lo distingue, ha dichiarato che la moto l’aveva rubata e aveva invitato i poliziotti ad indagarlo anche per ricettazione. Poi ha cambiato versione ed ha detto che la moto era di un suo amico e che senza che questi lo sapesse, l’aveva presa. Ha poi aggiunto che si assumeva tutte le responsabilità (e ci mancherebbe) pregando gli agenti di restituire la moto al suo amico anziché sequestrarla. Poi è intervenuto con una dichiarazione anche il suo avvocato : “La guida senza patente è l’ultimo dei problemi di Fabrizio, tra gradi di giudizio e ricorsi non andrà mai in galera per un reato di questo tipo”.
Ora mettiamo vicine le due storie, quella di Enrichetto e quella di Corona.
Non vi pare che ci sia qualcosa di irreale, di sfacciata furfantaggine in queste due vicende?
Un povero cristo sbattuto agli arresti domiciliari per aver pedalato in bicicletta brillo e poi uscendo da casa li ha violati, senza probabilmente accorgersi che stava commettendo una grave infrazione, solo per andare a comperare un salame, così ora si trova in una infermeria di un carcere e non capendo fino in fondo la sua situazione, rifiuta il cibo lasciandosi morire.
Viceversa, Fabrizio Corona, con delle accuse gravi che verranno giudicate nei tribunali, viene preso nell’ultima settimana ben due volte, la prima al volante di un'auto di grossa cilindrata, e poi con una moto senza poterlo fare visto che non possiede la patente di guida. Si permette pure di deridere i poliziotti che lo bloccano. Un personaggio questo Corona che continua a comportarsi fuori dalle regole civili, ma che viene invitato come ospite prestigioso a feste, a incontri televisivi, a serate in qualche discoteca pagate pure profumatamente, senza che nessuno lo blocchi, libero come un fringuello.
Finché la legge non sarà veramente uguale per tutti, e non debole con i forti e forte con i deboli, questo Paese non sarà pienamente uno Stato civile e democratico.
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