mercoledì 18 agosto 2010

Fede si! Spatuzza no!

Ho letto sul “Fatto Quotidiano” una notizia che fa cadere le braccia.
La scena si svolge in Sardegna a Porto Cervo. C’è uno yacht fermo sulla banchina. Sulla poppa, Emilio Fede sta conversando con una giovane donna. E fino qui non c’è nulla di strano. Quello che ritengo indegno e scandaloso è che vicino al porticciolo attendono da ore, 6 (sei) carabinieri con 3 (tre) auto blindate nuove fiammanti per condurre il direttore del TG4 a casa di Flavio Briatore. Evidentemente sono le sue guardie del corpo.
Il giornalista estensore dell’articolo, ha riconosciuto tra queste un carabiniere che a suo tempo faceva parte della scorta del giudice Borsellino. Immaginate l’umiliazione per questo agente costretto a seguire gli spostamenti da una villa all’altra di Porto Cervo del maggiordomo più fidato di Berlusconi.
Ma quello che mi fa schifo (non ho trovato altri termini per esprimere il mio stato d’animo) è ricordare che la Commissione governativa presieduta dal sottosegretario Mantovano, ha rifiutato il programma di protezione contro il parere di varie procure e della Procura nazionale antimafia stessa al pentito di mafia, Gaspare Spatuzza, usando motivazioni risibili. Così, in questa repubblica bananiera, abbiamo sotto scorta un cabarettista cortigiano come Fede, mentre un mafioso che collabora con la giustizia e rivela fatti inediti e gravi sul periodo delle stragi mafiose dei primi anni novanta, mettendo a rischio la sua vita e quella dei suoi familiari, rimane escluso da qualsiasi protezione.
Quando finirà tutto questo?
Svegliamoci prima che sia troppo tardi.
Oppure lo è già

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