Ho passato le vacanze nella Sicilia occidentale. Ho visitato città con radici che affondano nella civiltà greca come Selinunte e Segesta. Ho ammirato la Nuova Gibellina costruita ex novo dopo il terribile terremoto del 1968 nel Belice. Insomma, luoghi splendidi, impregnati di storia. Purtroppo, alle volte queste bellezze non potevano essere compiutamente ammirate a causa dello stato di abbandono delle strade, delle erbacce che “ornavano” gli splendidi gioielli architettonici e panoramici che queste città offrono abbondantemente. La nuova Gibellina è una cittadina con tantissime opere di famosi artisti lasciate abbandonate tra rovi e rifiuti vari. Ma la cosa che mi ha fatto più male come cittadino italiano è stato il “Pianto Romano”, il monumento ai Mille di Garibaldi a Calatafimi, la località in cui si svolse la battaglia che portò all’unità d’Italia. Un monumento imponente il cui custode è un signore anziano che tiene aperto questo luogo prestando la sua opera volontariamente e gratuitamente. La battaglia di Calatafimi vinta dai garibaldini sull’esercito borbonico, secondo molti storici, è stata determinante per la nascita del nostro Paese. E’ il luogo dove Garibaldi parlando con Nino Bixio pronunciò la celebre frase: Qui si fa l’Italia o si muore.
Per cui questo obelisco dovrebbe essere sacro per tutti gli italiani, eppure è quasi dimenticato. E’ lasciato languire miseramente e solo grazie all’impegno di una persona rimane aperto al pubblico.
Quando l’ho visitato, ho immaginato come sarebbe ricordato negli Stati Uniti d’America. Un luogo simile pieno di memorie storiche fondative dello Stato, avrebbe sicuramente un posto speciale nella memoria collettiva.
Siamo vicini al 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, mi parrebbe giusto che il Paese si stringesse e onorasse i molti patrioti morti in quella battaglia.
Nel “Viale delle Rimembranze” vicino all’obelisco, sono citate le città da cui provenivano gli uomini che hanno perso la vita in quella battaglia. Erano piemontesi, lombardi, friulani e altre regioni ancora.
In questi tempi bui per il nostro Paese, in cui delle forze politiche stanno disgregando il senso dello stare insieme, questi luoghi storici sono importanti per ritrovare le nostre comuni radici. Rendiamo questi luoghi più vivi, più vicini, rispettandoli, insegnando nelle scuole che il nostro Paese è nato unito ed è costato lacrime e sangue.
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