Oggi arriverà in Italia con tutto il suo caravanserraglio il circo Gheddafi, direttamente da Tripoli, dove il capo circense ha piantato le tende da diversi decenni. Il dittatore libico sarà ospitato a Roma in una tenda montata all’interno dell’ambasciata libica.
Al suo arrivo sarà vestito con il suo costume di scena copiato direttamente dal Michael Jackson “anni ottanta”.
Porta con se 30 cavalli, un numero indefinito di amazzoni, sue guardie del corpo, e una corte smisurata di nani e ballerine.
Una coreografia strepitosa, un po’ vecchiotta certo, ma che colpisce il suo uomo in Italia, Silvio Berlusconi, il re Sole di Arcore.
Pare che il domatore libico, per non far mancare nulla al suo amico brianzolo e fargli sentire la sua vicinanza, abbia ideato un nuovo passaporto: vi sarà stampata l’effige dei due compari.
Il dittatorello (per la bassa statura) di Arcore ne va molto orgoglioso.
Secondo voci non controllate, pare che il re Sole sia dispiaciuto di non essere contemporaneo dei vari Mussolini, Hitler, Stalin, Pol Pot, Mao e di altre brave personcine: avrebbe interagito con loro molto volentieri.
Al nostro dittatorello piacciono le amicizie giuste.
E’ vero, è molto amico dell’ex KGB, Putin, ma vuoi mettere Stalin.
Comunque, questo passa il convento, deve accontentarsi “dell’amicizia” di Gheddafi.
Forse si consolerà facendo qualche affare con il satrapo mediorientale. Pare ci sia molta sintonia tra i due per quanto riguarda la capacità di fare business in proprio, magari con denaro che dovrebbe essere pubblico.
Molto probabilmente, i posteri si chiederanno increduli: ma come hanno fatto gli italiani, a cavallo del secondo e terzo millennio, a scegliersi un personale politico di questo livello.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi.
O forse lo è già!
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