Faccio una proposta a proposito dell’uso in molti casi privatistico che viene fatto delle “auto blu” istituzionali, emerso prepotentemente agli onori della cronaca con il “caso Ballaman”. Personalmente ho notato dei politici con ruoli istituzionali recarsi a TelePordenone con l’auto e l’autista di servizio. Ricordo anche di aver criticato per questo motivo in diretta, durante il Tg della stessa emittente, il presidente di allora dell’Ente provincia, Elio De Anna, visto che era accompagnato negli studi televisivi dall’auto di servizio a disposizione della Presidenza.
Ricordo pure che lo stesso De Anna, ad un dibattito elettorale tenuto a Casarsa durante la campagna elettorale delle Regionali del 2008, si presentò con l’auto in dotazione del presidente provinciale e il relativo autista che lo ha atteso pazientemente fino alla fine del dibattito.
Mi pare quindi che ciò che sta emergendo con Ballaman sia solo la punta dell’iceberg.
Per scoprire se ciò che affermo è vero, c’è un metodo semplice: interrogare gli autisti delle auto di servizio delle Istituzioni. Sicuramente loro potranno testimoniare che il detto: così fan tutti o quasi tutti, è semplicemente la realtà. Quindi, le autorità preposte ai controlli, le Procure e la Corte dei Conti, dovrebbero interrogare queste persone che, come riferiva il Messaggero Veneto intervistando un autista della Regione, devono obbedire quanto viene loro ordinato: “Quando uno ti dice, andiamo da quella parte, tu puoi solo eseguire”.
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