venerdì 3 settembre 2010

Cacciabombardiere F 35, non s'ha da fare!

C’è un progetto in avanzata fase di realizzazione in cui partecipano diversi Paesi: USA, Inghilterra, Olanda, Canada, Turchia, Australia, Norvegia, Danimarca e Italia.
Questo progetto prevede la realizzazione da parte della Lockeed Martin di 2400 F – 35 Lightning II.
Sono cacciabombardieri costosissimi. Tutta l’operazione costerebbe, per i Paesi che hanno aderito, circa 300 miliardi di dollari
L’Italia ne dovrebbe acquistare 131 ad un costo di circa 16 miliardi di euro (e i prezzi stanno aumentando anno dopo anno vertiginosamente).
Una cifra enorme.
In tempi di difficoltà economiche, sarebbe il caso di rivedere la nostra partecipazione ad un così colossale sperpero di denaro pubblico. La difesa armata del Paese è sancita dalla nostra Costituzione, ma nel caso in esame, questi cacciabombardieri non sono un modello di difesa ma di offesa. Quindi questo progetto sarebbe pure incostituzionale.
Chi potrebbe pensare che l’Italia possa venire attaccata dalla Germania, oppure dall’Inghilterra, oppure dall’Ungheria, oppure dalla Polonia, oppure dal Marocco?
Chi potrebbe immaginare il nostro esercito impegnato alla conquista di un altro Paese?
Secondo il mio punto di vista, l’Italia spende già troppo per le Forze armate, ovvero l’1,1%del Pil, mentre per la Ricerca destina solo lo 0,9%.
Spendiamo 225 milioni di dollari per la ricerca contro il cancro che causa 150 mila morti all’anno, mentre ne destiniamo 20 miliardi per le forze armate.
Trovo queste cifre incongrue e anche scandalose.
Quindi, se è ancora possibile, (e secondo mie informazione lo è), l’Italia non sottoscriva alcun contratto d’acquisto di questi aerei. Fermiamoci e usiamo questo denaro per costruire scuole materne, oppure mettere in sicurezza oltre la metà delle nostre scuole.
Siamo carenti in tanti comparti, sicuramente troveremo il modo di impegnarli in opere più utili per i cittadini.
Un’ultima considerazione.
Questo progetto ha diversi padri e sono: Prodi, D’Alema e Berlusconi, per cui la mia avversione a questa follia non è dettata da motivi politici, ma solo da semplice buonsenso.

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